25 febbraio 2010

Il Nostro Passato E' Davvero Nostro? (Ere Geologiche)

calco di una orma umana datata prima della nascita ufficiale dell'uomo

E' convinzione diffusa che il passato del nostro pianeta nel corso dei suoi oltre 4 miliardi di anni sia stato caratterizzato da mutamenti morfologici determinati in parte dall'impatto con asteroidi attratti dal campo gravitazionale terrestre, e in parte da fattori derivanti dalla mobilità astronomica.

I lassi di tempo che intercorrono  tra un mutamento ed il successivo sono denominati ere geologiche.

Ciò detto possiamo dare per appurato che periodicamente immense porzioni di terra emersa - quali potrebbero essere stati i continenti di Atlantide o Lemuria - finiscano con lo sprofondare in fondo alle acque come conseguenza delle mutazioni geologiche mentre in egual misura immense porzioni di territorio suboceanico riemergano a configurare la nuova superficie del pianeta.

Alla luce della età del pianeta e del diffuso rinvenimento di reperti archeologici 'impossibili' da collocare nella nostra 'linea storica' - è lecito supporre che prima della nostra civiltà la Terra abbia ospitato altre civiltà umane, il cui alternarsi ebbe luogo al ritmo delle mutazioni geologiche.

Da ciò si dovrebbe desumere che dopo la comparsa dell'homo sapiens, tutte le volte che sul pianeta abbia avuto termine un'era geologica, una piccola parte della civiltà umana in estinzione sia sopravvissuta e da essa sia scaturita la nuova civiltà stanziata sulle terre riemerse.

Nell'eventualità che quanto detto sia possibile viene da pensare che una buona parte dei ritrovamenti archeologici compiuti in ogni linea storica costituiscano testimonianze di culture non già appartenenti alla propria era geologica, e nemmeno alla precedente.

Costituirebbero in realtà i resti di popolazioni stanziate su terre inabissatesi al termine di un'era antichissima. Civiltà vissute come minimo nella terz'ultima era geologica rispetto al momento del loro rinvenimento.

Esiste perciò la possibilità che almeno una parte dei ritrovamenti archeologici della nostra civiltà non abbiano nulla a che vedere con il percorso storico della nostra civiltà. Potrebbero essere gli echi di culture sprofondate in fondo agli oceani in un lontanissimo passato, ed i cui echi siano tornati a farsi udire non decine di migliaia, bensì centinaia di migliaia di anni dopo la loro scomparsa.

Se per una malaugurata ipotesi la nostra civiltà fosse sopraffatta da una nuova mutazione morfologica del pianeta, con conseguente inabissamento delle terre superiori e riemersione di altrettante zone sottomarine, la nuova civiltà nel corso della propria storia potrebbe rinvenire i resti di culture come quella atlantidea e scambiarli per reperti appartenenti alla propria linea storica.

Ciò detto, poiché tutti gli studi riguardanti la nostra antichità si basano essenzialmente sui reperti archeologici, siamo certi che gli attuali sistemi di datazione (carbonio-14) siano affidabili? Diversi studiosi - tra cui la astrofisica Giuliana Conforto - hanno avanzato forti dubbi in merito. In caso affermativo siamo sicuri che la nostra linea storica sia direttamente collegata alle civiltà alle quali sono stati attribuiti i rinvenimenti archeologici?


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