4 febbraio 2010

La Finta Alternativa

no alternative, alternatia negata
Viator

Tanti anni fa erano gli imbonitori di piazza a ricorrere al trucco della finta alternativa. Oggi invece è lampante che il sistema se ne sia impossessato per applicarlo alla comune percezione della realtà, così da controllare le scelte e quindi i comportamenti degli individui e quindi delle masse.

Anni fa partecipai a uno di quei corsi - tenuti all'interno di molte imprese del settore Servizi - che insegnano a circuire il cliente con lo scopo di indurlo ad acquistare un determinato prodotto o servizio, persino contro il suo stesso volere.

Purtroppo esistono interi manuali al riguardo, oltre che veri e propri seminari con tanto di presentazioni in powerpoint e videoproiettori, nei quali si usa identificare il potenziale cliente come "preda" ed il venditore come "predatore."

Tra i raggiri più gettonati vi è quello della finta alternativa.

In cosa consti è presto detto. A un certo punto della conversazione viene proposta al cliente una scelta fra due o più opzioni o linee di comportamento apparentemente differenti. In tal modo esso tende a sentirsi rassicurato dalla illusione di condurre il gioco, e la possibilità di esprimere la propria preferenza rispetto alle alternative che gli sono state proposte diventa un fatto automatico, istintivo.

L'elemento che però tende a trascurare (più spesso di quanto si ritenga) è che il bouquet di possibilità tra cui è indotto a scegliere non scaturisce da un ragionamento autonomo, ma gli è stato sottoposto in forma preconfezionata. Che ognuna delle opzioni in realtà non è che una strada che in un modo o nell'altro lo condurrà nuovamente di fronte al venditore. La potenzialmente infinita varietà di scelte tra le quali avrebbe potuto attingere si è ridotta ad appena qualche opzione.

Un venditore telefonico non ti chiede se sei disposto ad incontrarlo per discutere la sua proposta. Ti chiede piuttosto quando preferiresti incontrarlo, se il tal giorno oppure il tal altro giorno. Il fatto che tu lo incontrerai, resta implicito, fuori discussione. E se eventualmente per quelle date ti dicessi impegnato, il venditore non ti chiede se in futuro potrà richiamarti per riprendere l'argomento; ti chiede quando preferiresti essere richiamato. E via dicendo.

Finte alternative.

Sere fa ho assistito a una delle farse camuffate da programmi di approfondimento politico trasmesse in tv. Si disquisiva della crisi, naturalmente, e alla domanda su quale fosse il bene 'rifugio' più sicuro, gli esimi personaggi in studio sono riusciti a far passare il concetto per cui l'espressione tenere i soldi 'sotto il materasso' equivarrebbe a lasciarli depositati sul conto corrente, anziché investirli acquistando titoli e obbligazioni. Ridicolo, oltre che sinistro, visto che la trasmissione stava andando in prima serata su un canale pubblico. Ridicolo perché da sempre quell'espressione vuol dire acquistare beni materiali, tangibili, disponibili, quali oro, argento, pietre preziose, eccetera.

La finta alternativa dunque ti lascia credere di prendere una decisione, di essere padrone della situazione, quando invece - contemplando un limitato numero di opzioni prestabilite da terzi - non fa che obbligarti alla proverbiale scelta tra zuppa e pan bagnato.

Ciò detto, cosa hai liberamente scelto?

Benzina oppure Diesel?
Aspirina o Tachipirina?
Droga legale o droga illegale?
Impiego o Libera professione?
Contanti o Carta di Credito?
Conto Arancione o Banca Nazionale?
Parrocchia o Municipio?
Religione o Ateismo?
Conservatorismo o Progressismo?
Destra o Sinistra?
...
Pondera pure a fondo la tua decisione, se credi, ma nel frattempo rifletti se in realtà quelle che ti sono prospettate come 'le uniche scelte possibili' siano realmente eterogenee.

"La libertà non sta nello scegliere bianco o nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta."
Theodor Wiesedgrund Adorno


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