4 febbraio 2010

RFID: la Prospettiva Chip Corporei

chip corporei, microchip impiantabili, valuta elettronica
Viator
Da qualche anno circola l'ipotesi secondo cui in un prossimo futuro il denaro contante potrebbe essere abolito per essere soppiantato con la moneta elettronica (i soldi 'virtuali' mossi oggi da bonifici e carte di credito) ed ogni individuo per poter usare il nuovo sistema valutario sarebbe obbligato ad usare un microchip ricetrasmittente (RFID, acronimo che sta per Radio Frequency Identification).

Secondo questa ipotesi un simile dispositivo metterebbe gli utenti nella condizione di non dovere più maneggiare soldi, carte di credito, tessere sanitarie e di identità, bollettini postali et similia, dal momento che il microchip conterrebbe in memoria qualsiasi dato e parametro relativo al soggetto 'portatore'; dall'ammontare del suo conto bancario, ai dati biometrici, al profilo anagrafico, alla fedina penale.

Per mezzo di apposite interfacce dislocate un po' dappertutto - forse tramite tecnologia wi-max - il microchip potrebbe emettere o incassare pagamenti, comunicare dati sanitari, fornire informazioni alle autorità che avranno facoltà di captarle. Insomma, a detta di alcuni il cosiddetto 'chip corporeo' - attualmente prodotto da compagnie quali la Verichip potrebbe rappresentare la soluzione ad un mucchio di problemi di ordine pratico e burocratico.

Ciò che i propugnatori di tale soluzione omettono di aggiungere, però, è che se si abolisse definitivamente il denaro contante per instaurare un sistema valutario basato sulla moneta elettronica, qualsiasi individuo, per qualsiasi motivo, dopo una semplice istruzione inviata all'elaboratore centrale da parte di chiunque 'ne avesse titolo', potrebbe essere messo nelle condizioni di non poter più comprare, vendere, e nemmeno ricevere elemosina. In altre parole nel momento in cui una istruzione remota disattivasse un siffatto chip - come oggi accade con le comuni carte di credito - il titolare diventerebbe automaticamente un uomo finito; uno zombi sociale.

Superfluo suggerire quale immane strumento ricattatorio e liberticida potrebbe diventare un simile sistema se finisse nelle solite mani, ossia quelle sbagliate.

Sul fatto che si stia effettivamente pensando di introdurre una tale aberrazione tecnologica non credo vi siano dubbi, alla luce dei numerosi documentari e filmati che stanno trattando il tema - alcuni dei quali trasmessi da noti canali televisivi di divulgazione scientifica.

In gran parte di essi è mostrato l'intervento ambulatoriale necessario all'impianto del chip. Si vedono dei tizi (non è dato di sapere se attori o vere cavie umane) che distesi sul lettino del medico porgono il braccio per accogliere il nuovo amico in silicio, inoculato con un siringone all'apparenza non molto indolor.

Insomma, la possibilità sembra concreta.

Suscita perplessità la diffusa convinzione secondo cui il potere punterebbe a introdurre i chip coattivamente o con il raggiro, ad esempio nel corso di vaccinazioni e simili profilassi. Se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che la gran parte dei guai in cui l'umanità è andata a cacciarsi non le furono imposti ne rifilati col raggiro; al contrario, le furono presentati sotto forma di grandi conquiste ed essa le abbracciò con grande entusiasmo. Valgano quattro esempi: religione, debito, tv, web.

Andrà così anche per il chip (sottocutaneo o meno). Persino i più accesi avversari alla fine capitoleranno e se lo faranno impiantare senza subire alcuna coercizione.

Proviamo a immaginare per sommi capi come potrebbe svilupparsi una campagna di persuasione mirata alla promozione del pericoloso aggeggio.

La PRIMA FASE dell'operazione sarà finalizzata alla creazione della necessità e affidata all'attività propagandistica dei fidi mass media. Sarà diffuso il dato secondo cui un numero crescente di attacchi cardiaci potranno essere curati in tempo grazie a dei nuovi chip salva-vita. "Appena la disfunzione si manifesterà" - spiegherà alle telecamere il noto gatekeeper - "questi incredibili, fantastici, miracolosi dispositivi invieranno autonomamente un segnale al più vicino pronto soccorso, comunicandogli la posizione geografica ed i valori sanitari del paziente, e assicurando che abbia luogo un pronto ed efficiente intervento personalizzato."

A questo punto il chip sarà già in commercio. Nello show del sabato sera un noto attore dichiarerà di avere scelto di farsi impiantare il chip corporeo per il proprio bene ed il bene dei propri famigliari, così da sentirsi sereno tutte le volte che il lavoro lo conduca ad allontanarsi da casa. Aggiungerà che il chip si stia dimostrando molto utile per effettuare e ricevere pagamenti, dal momento che ogni transazione avviene in maniera automatica, quindi niente più code al supermercato, al cinema, al teatro, allo stadio, al casello, alla posta, in banca. 

Niente più code. Mai più bollettini, mai più calcoli per il pagamento delle imposte, mai più commercialisti, niente più sportelli. Tutto sarà semplice ed automatico.

Un famoso concorso a premi metterà in palio i nuovi modelli di chip impiantabili - costosi e molto elitari - installazione compresa.

Al termine della prima fase il chip si sarà mediamente diffuso. Diciamo che un quinto della popolazione se lo sarà fatto impiantare. I primi saranno i cittadini a reddito elevato, modaioli, tecnomani e gli affetti da gravi patologie.

Avrà poi luogo una SECONDA FASE, in cui alla campagna persuasiva mediatica sarà affiancata la politica 'moderna' e 'progressista' delle istituzioni. Sosterranno (dati - come sempre - non verificabili alla mano) che la gran parte della popolazione sia già portatrice del chip, e che i tempi siano maturi per fissare un termine oltre cui il chip sarà considerato uno standard, e qualsiasi documentazione cartacea e moneta fisica sarà invalidata o dichiarata fuori corso. Diciamo entro tre anni. Al termine della seconda fase circa il trenta per cento della popolazione sarà microchippata.

Nella TERZA FASE, benché manchi ancora molto tempo alla uscita di scena ufficiale del cartaceo, quella parte di popolazione sprovvista di chip inizierà ad incorrere in disagi di varia natura. I tornelli di metropolitane, stadi, banche, esercizi commerciali, locali pubblici per esigenze assicurative accetteranno solo avventori muniti di chip. Il check-in negli aeroporti sarà sempre più problematico. I distributori automatici presenteranno malfunzionamenti se usati con metodi di pagamento tradizionali. I caselli autostradali saranno veloci e scorrevoli per i viaggiatori chippati e intasatissimi per gli altri. Per prevenire l'evasione fiscale le lotterie, i bookmakers e i casinò saranno 'obbligati' per legge ad elargire le vincite esclusivamente su chip.

Cosicché si può ipotizzare che la terza fase indurrà a compiere il grande passo ad un altro quarto della popolazione.

Nella QUARTA e ultima FASE l'esistenza dei non portatori di chip (tra cui quelli che oggi giurano che mai se ne farebbero impiantare uno) sarà diventata un inferno. Il contante sarà uscito di corso, e le banche, sollecitate dai governi, scoraggeranno le transazioni effettuate mediante carta di credito, penalizzandole con l'applicazione di commissioni supplementari.

Interagire con il mercato costerà tempo e fatica ai non portatori di chip. Vedere la gente che continuerà a consumare senza aver l'aria di essere infelice o vessata, convincerà buona parte degli oppositori a cambiare idea. La vita è troppo breve. Tanto vale adeguarsi.

Gli sprovvisti di chip si aggregheranno in piccole comunità autarchiche lontane dalle città, ma il sistema mal tollererà la loro facoltà di autodeterminazione, sicchè ben presto inizierà a perseguitarli in nome della "sicurezza" collettiva.

Et voilà. Il gioco è fatto. Questa è la mia visione prospettica.  

Attualmente siamo nella FASE ZERO, cioè è in atto la preparazione del terreno, durante la quale la valuta elettronica va assumendo via via maggiore importanza rispetto a quella tradizionale, sono immessi sul mercato dispositivi indossabili con funzioni di monitoraggio sanitario, ed ogni tessera cartacea viene rimpiazzata da esemplari dotati di chip.

Se vi sembrano argomenti allarmistici, sappiate che al momento non riesco a vedere alcuna buona ragione che alimenti un qualche ottimismo.
Se l'obiettivo del sistema è quello di microchippare la popolazione, allo stato attuale, fintanto che esisteranno questi mass media, ci sono 90 possibilità su 100 che vi riesca in tempi neanche troppo prolungati.

<<
Aaron Russo: avete tutti i soldi e il potere del mondo. Dov'è il punto, l'obiettivo? Dove volete arrivare?
Nick Rockefeller: la meta finale è di chippare tutti per controllare l'intera società, per avere i banchieri e le elite al controllo del mondo.
>>
Estratto dall'articolo che il giornalista Aaron Russo scrisse dopo aver carpito alcune confidenze al banchiere Nick Rockefeller nell'anno 2001.

"Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia, perchè è un numero d'uomo; il suo numero è seicentossantasei."
Apocalisse 13:16-18


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3 commenti:

  1. SONO SCONVOLTA!!!!!CI SARA UN MODO X FERMARLI!!!

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  2. essere sconvolti è già un gran passo avanti! l'unico modo per contrastarli è impegnarsi nel diffondere informazioni, "svegliando" e coinvolgendo quante più persone possibili.
    buon lavoro!
    grazie del commento, amica

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  3. Non sono sconvolto,lo sapevo gia' che sarebbe successo,purtroppo.
    L'altra settimana ero a Mosca per lavoro.
    A Selenograd,la Silicon Valley russa,esiste un'incredibile societa' avanzatissima che si occupa guarda caso di nanotecnologie e che ho visitato.
    In mezzo alla povera realta' russa mi ha colpito quest'azienda.
    Ormai manca poco al realizzarsi dei piani della bestia,ribelliamoci diffondendo queste notizie.

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