24 febbraio 2010

Sistema Scuola e Indottrinamento: la Prima Ingerenza

Pink Floyd, The Wall, Professore, Cartone
Viator

La scuola oggi vanta un numero così esiguo di estimatori che viene da chiedersi se il problema sia da ascriversi all'indolenza di scolari e docenti (come asserisce l'opinione pubblica), o se piuttosto discenda da altri fattori.

Quelle che seguono sono alcune ipotesi sul perché la gran parte delle persone tenda ad associare il ricordo della fine dell'excursus scolastico ad una sorta di liberazione.

Alcuni concetti introduttivi:
  1. molti cittadini tendono a omologarsi allo stile di vita e alla cultura di massa.
  2. molti cittadini credono che competitività e utilitarismo siano tratti connaturati alla vita di società.
  3. molti cittadini reputano normale che in un sistema democratico alcuni personaggi siano 'più uguali degli altri', ed altrettanto normale sottomettersi a chiunque si fregi di una carica istituzionale, a prescindere dalla effettiva rispettabilità dell'individuo che ne sia titolare.
  4. molti cittadini non apprendono per il semplice piacere di farlo, e in generale tendono a rifiutare il concetto di 'apprendimento fine a se stesso.'
Ebbene, ognuna delle fattispecie elencate è riconducibile ad una matrice univoca: il sistema scolastico. Il sistema scolastico contemporaneo può essere fatto risalire ai principi enunciati dai filosofi John Locke, Jean Rosseau e più recentemente Johan Fitche, che nel Discorso al popolo tedesco (molto apprezzato da Mussolini e Gentile) - sottolineò la necessità che tutti i bambini siano presi in consegna dallo Stato, così che il loro modo di pensare possa essere 'formato' attraverso un adeguato indottrinamento.

Parlando di scuola dell'obbligo, dovremmo domandarci se tale regime di obbligatorietà sia ascrivibile alla natura filantropica dello Stato, al quale starebbe a cuore il fatto che i propri cittadini siano tutti almeno un po' istruiti, oppure alla necessità di prendere in consegna le menti giovani per prepararle ad accettare come normali le storture del sistema entro cui si troveranno a vivere. La cosiddetta 'alfabetizzazione' fu un processo finalizzato al bene comune o una strategia atta a garantire al potere maggiore controllo sui 'sudditi', mediante l'istituzione di una base sociale culturalmente omologata su cui fosse più semplice far presa tramite i trucchi pseudo-magici della parola e della 'comunicazione di massa'?

Qualche riflessione.
Gli anni in cui grazie alla scuola tutti noi siamo obbligati a piegarci a un ferreo regime di schematizzazioni sono gli stessi in cui la nostra intelligenza è più fertile, creativa, disposta all'accoglimento di ogni sorta di idea e concetto. In quegli anni ognuno di noi è portato a interessarsi alla vita con curiosità e passione, assecondando le proprie naturali attitudini.

Tuttavia il sistema scuola tende a sterilizzare tale naturale fertilità, obbligando la mente giovane ad occuparsi solo di un determinato numero di argomenti, per lo più inadatti alla stimolazione di un individuo di tenera età, ed insegnate con una serie di metodi impositivi, repressivi e punitivi.

Tramite test ed esami lo scolaro associa l'idea di apprendimento a sensazioni ansiogene che di certo non faciliteranno il suo futuro approccio alla cultura e alla conoscenza.

Tramite i libri di testo viene persuaso che sia più conveniente imparare a memoria le altrui opinioni piuttosto che esprimere la propria, generalmente sminuita e disprezzata.

Mediante promozioni e bocciature apprende che l'unica valida ragione per alimentare la propria conoscenza sia il raggiungimento di un fine utilitaristico e monetizzabile.

Giudizi e classificazioni gli insegnano ad accettare il clima di costante competizione che caratterizzerà la sua esistenza post-scolastica.

Mediante la figura dell'insegnante (sottopagato e spesso umanamente mediocre) impara i concetti di autorità e subordinazione, così che quando da adulto si troverà al cospetto di una forma di 'autorità costituita', per quanto spregevole essa sia, sarà acriticamente indotto a sottomettersi ad essa.

Mediante un metodo di studio fatto di infinite ripetizioni, rigidi orari e schematizzazioni di ogni genere impara che fondamentale requisito per ottenere un avanzamento sociale - al di là del rendimento nelle materie di studio - sia quello di uniformarsi allo stile di vita collettivo.

Per concludere è necessario citare la norma che delega al Ministero della Pubblica Istruzione la scelta dei programmi di studio e libri di testo (precise direttrici culturali che ogni insegnante è obbligato a seguire, pena il licenziamento) attraverso i quali, com'è intuibile, l'apprendimento dello scolaro subisce filtri e deformazioni derivanti dalla politica.

Probabilmente non esistono in società settori più radicalmente dannosi dell'istruzione. Così come è congegnato, il sistema scuola rappresenta un vero e proprio attentato alla facoltà di autodeterminazione degli individui.

La principale finalità della scuola - specie nel mondo occidentale del Ventunesimo secolo - dovrebbe essere quella di alimentare nello studente la sete di conoscenza, sollecitando la sua naturale tendenza a porre in correlazione gli elementi appresi, in modo tale che da nozioni isolate si trasformino in 'cultura.'

La persona umana non ha alcun bisogno di essere quotidianamente 'imboccata'; le uniche materie scolastiche degne di essere insegnate - grazie ai mezzi attuali - sono: 'passione per la conoscenza' e 'strumenti di accesso alla conoscenza.' Tutto qui.

La cosa tuttavia costituirebbe un pericolo per chi comanda, dal momento che - come Hegel insegna - occorre che la società sia composta da individui/strumenti. Persone competenti in una unica materia, ed incompetenti in qualsiasi altra. E' molto interessante notare come da qualche decennio si usi descrivere le persone umane e le loro attività tramite aggettivi un tempo associati agli strumenti. Efficiente; operativo; flessibile; risorsa umana; produttivo; essere scarichi; essere esauriti; essere rigenerati; staccare la spina, ecc.

La mente umana è come una macchina che una volta accesa si autoalimenta e non smette più di funzionare. Compito delle istituzioni scolastiche dovrebbe essere quello di supportare lo scolaro nella accensione del proprio cervello-macchina. L'attuale sistema scolastico invece sembra essere strutturato per ottenere l'effetto opposto, cioè suscitare repulsione verso la conoscenza. Insegna a incamerare acriticamente un certo numero di opinioni e resoconti, al solo fine di ricavarne un traguardo utilitaristico. 

In sostanza ci somministra la prima razione di omologazione, servilismo e competitività. Tutto ciò dopo che i nostri genitori hanno involontariamente inaugurato il nostro lavaggio del cervello riempiendoci la testa con decine di proverbi popolari e fiabe classiche.

C'è chi sostiene che a scuola si studi poca educazione civica. In realtà l'intera esperienza scolastica è un'unica, estenuante, subliminale lezione di 'educazione civica.' Difatti il termine 'formazione' è sempre più spesso utilizzato per indicare il percorso didattico; parola che implica l'esistenza di un modello a cui ogni bravo scolaro è tenuto ad uniformarsi.

Qualsiasi studente ha subito questa sorta di stupro mentale. Si è trattato della prima diretta ingerenza sistemica nella sua sfera individuale, eppure nemmeno se ne è reso conto, per lo meno non a livello cosciente.

Tornando all'interrogativo iniziale, ho idea che molti individui tendano a ricordare la fine della scuola come una 'liberazione' per il motivo più elementare; perché in sostanza lo è stata. Liberazione da una morsa di paura, grigiore, ripetitività, incomunicabilità, che ha soffocato (spesso uccidendole) le sue pulsioni più genuine, sane ed umane.

Peccato che tale libertà duri appena il tempo di una estate, dopo la quale ogni scolaro si trasforma in disoccupato, lavoratore o universitario. L'excursus scolastico ha tramutato la sua macchina-cervello da portentosa unità autosufficiente in un pallottoliere autolimitante. Ecco che ha inizio il soggiorno nel sistema-vita; quello dove la gente a volte si suicida; la cosiddetta 'società civile' a cui la scuola, durante gli anni della nostra prima giovinezza, ci ha scrupolosamente preparati.

"Non è questione di imparare la geografia o la geometria, ma di abituarsi al lavoro, perciò alla noia."
F.Galiani

La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca ed un amore ardente per la verità.
Plutarco

"Nulla è più utile di quegli studi che non hanno alcuna utilità."
Ovidio

"Ciò che oggi chiamiamo 'sistemi educativi' sono l'incarnazione del nemico."
I. Illich

"Non abbiamo bisogno di educazione
Non abbiamo bisogno di essere tenuti sotto controllo
nè di oscuro sarcasmo in aula.
professori, lasciate in pace i ragazzi.
Tutto sommato non è che un altro mattone nel muro."
Pink Floyd (Another Brick in The Wall)


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4 commenti:

  1. grande considerazione, chiara ed esplicita. Ho trovato tante risposte ai mille perchè sul mio passato di studentessa (adeguata poi al sistema... sigh) e sul perchè dell'odio espresso verso il sistema scolastico da mio figlio dotato di un grande intelletto ma che si rifuta categoricamente di "darsi da fare" aducendo le considerazioni che tu riporti perfettamente qui.
    Ma come deve comportarsi un genitore davanti a così tanta inadeguatezza??
    Purtroppo questo è lo schema da seguire... che freustrazione!

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  2. patrizia, sono felice che tu abbia apprezzato il post. credo che l'atteggiamento di tuo figlio non sia negativo perchè esprime personalità e vivacità mentale. da persona intelligente troverà il modo di progredire nel suo iter scolastico, per poi diventare un adulto libero e consapevole

    un saluto a tuo figlio :)

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  3. Non è lo schema da seguire, ci sono molte famiglie che stanno scegliendo l'homeschooling, la scuola familiare, anche qui in Italia. Io sono mamma di 3 e non li mando a scuola,assolutamente NO. La situazione è chiara, genitori svegliatevi! Fa comodo avere i figli impegnati 8 ore al giorno, ma non è così che si amano e si educano i figli. Ovvio che alcune scuole/insegnanti validi ci sono, ma non è la norma, e comunque rimane una cosa lasciata al caso. Per info sulla scuola a casa www.controscuola.it Grazie per il post! Erika

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  4. Sono molto interessata all'homeschooling, ho un figlio di 9 anni che è la mia passione! Ma non credo che risolverei molto solo tenendo lui a casa da scuola, ho bisogno anche io di vivere lontana dal lavoro, in modo completamente diverso da quello stressato ed assurdo delle città! Qualcuno è a conoscenza di qualche progetto tipo eco villaggio o simile, dove ci siano bambini che studiano a casa e poi giocano tutto il giorno liberi?Emily

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