10 marzo 2010

Stats Monkey, Robot Giornalisti in Arrivo

robot racconta robot
Viator
Anticorpi.info

Qual'è il principale problema del nostro Paese, quello da cui finiscono per discendere tutti gli altri? C'è chi lo identifica con Berlusconi. Chi punta il dito contro i poteri forti e le società segrete. Da parte mia concordo con chi dice che il problema italiano sia l'informazione.

Anzi, per essere meno retorici diciamo che secondo me la causa di tutti i problemi del paese è rappresentata dai giornalisti.

Non la carta stampata, la tv, l'informazione, bensì le persone fisiche, i giornalisti dotati di un nome, un cognome, un tesserino, un codice fiscale, che con la loro condotta ignava hanno trasformato i mass media in una devastante arma in mano ai potenti, e le varie redazioni in un bivacco per burattini ignavi e raccomandati.

Il problema riguarda l'intero mondo occidentale, ma spicca particolarmente in Italia. Si è trattato di un processo graduale e inesorabile. Alla scomparsa dell'indignazione è corrisposta la progressiva affermazione della normalizzazione. Al ridimensionamento dei fatti eclatanti, la sistematica messa in risalto di argomenti frivoli, ripetitivi, privi di senso giornalistico. Dalla semplice omissione dei dettagli si è passati ultimamente allo stravolgimento dei dati oggettivi. 

Redattori, reporter, editorialisti, direttori hanno rinunciato a fare valere i rispettivi punti di vista, le rispettive idee, così che i loro ruoli sono andati via via scolorendo, confondendosi in una amorfa, grigia massa di robot asserviti al potere ed ansiosi di conservare il loro vacuo status.

Ma ogni scelta ha un prezzo, e la categoria dei giornalisti sta per pagare il prezzo della propria ignavia. Detta in parole povere, tale scriteriato processo di 'robotizzazione', ha finito per  menomare la professione del suo attributo distintivo, ossia il punto di vista critico. In assenza di questa peculiarità la figura del giornalista perde gran parte della propria utilità. Diventa un mezzo, uno strumento di diffusione di un pensiero unico, non diverso da un megafono o un volantino. Qualcosa di rassomigliante ad una macchina.

Detto ciò, in un'epoca come quella che stiamo vivendo, fatta di economia creativa, libero mercato, flessibilità e competizione, qual'è il destino riservato a coloro i quali agiscono in modo tale da auto-assimilarsi ad una macchina? Quello di entrare in un regime di concorrenza con le macchine.

L'ANSA ha riportato la notizia che una coppia di professori statunitensi specializzati nello sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale, ha appena finito di approntare un software, chiamato Stats Monkey, capace di redigere autonomamente interi articoli sportivi, basandosi sulle informazioni che reperisce e seleziona in rete.

Quanto tempo passerà prima che un editore sceglierà di sostituire il primo giornalista robotico con un robot giornalista? Una macchina che - con l'affinarsi della tecnologia - fornirà un servizio pressoché identico, lavorando instancabilmente 24 ore al giorno, e senza pretendere un'euro di compenso?

2 commenti:

  1. Secondo il mio modo di vedere le cose hai centrato in pieno il vero problema, per chi si documenta è cosa ovvio oggi sapere che il vertice del potere di qualsiasi stato mondiale non è in mano ai politici locali ma bensì a un gruppo di personaggi, perlopiù banchieri, di importanza internazionale.
    Anche qui ci sono nomi e cognomi.
    La grande particolarità però è che questi nomi non si riferiscono generalmente a singoli individui ma a intere famiglie, cosa che ricorda molto da vicino il sistema mafioso. Abbiamo quindi le famiglie Rothschild, Rockefeller e così via, vere e proprie famiglie di "rettili senza sangue"..in questo contesto la famiglia Berlusconi è solo una piccola famiglia mafiosa del tutto periferica e non rappresenta minimamente il problema centrale.
    Ma il popolo italiano è stato portato a credere, invece, che le cause alla base della situazione critica italiana siano da ricercare nella politica interna del bel paese.
    Ecco perchè mi è piaciuto il tuo post, sarebbe compito dei giornalisti (e non dei blogger o di ricercatori indipendenti) spiegare bene come si strutturano i giochi di potere a livello internazionale: sistema bancario, sanitario e scolastico....

    Ripeto, bel post!, in serata o domani lo pubblicherò anche nel mio blog.

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  2. ciao weiji, mi fa piacere che il post, di cui hai colto perfettamente il senso, ti sia piaciuto. grazie!
    dalla mia postazione inserendo il tuo commento non ho avuto problemi. darò cmq un'occhiata al sistema captcha.
    ho appena aggiunto il tuo sito (molto ben fatto...) ai link amici.
    a risentirci sui rispettivi siti :)

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