6 marzo 2010

La Maggioranza degli Italiani (Le Votazioni Sono Vere?)

topolino elettoreViator

Mai come in questo ultimo anno la nostra classe politica si è affaccendata a ripetere il concetto secondo cui il Premier sia intenzionato a restare in sella, poiché legittimato attraverso libere votazioni democratiche che avrebbero espresso la volontà della maggioranza degli cittadini.

Ebbene, ho provato ad immaginare cosa sarebbe accaduto se ad ascoltare questa manfrina, anziché un giornalista terrorizzato dalla disoccupazione oppure un esponente della sedicente 'opposizione', vi fosse stato mio nonno, che era un anarchico (come quello di Celestini).

Mio nonno - orgogliosamente povero - da anarchico sagace avrebbe approfittato della occasione per chiedere al libero pensatore portavoce del capo del governo, se fosse stato così gentile da fornirgli la prova inequivocabile che la storia delle elezioni non sia in realtà una grande truffa escogitata per propinare ai sudditi l'illusione di contare qualcosa nell'ingranaggio politico, quando alla apparenza il cittadino sembri esistere solo per essere distratto e sfruttato.

Con un sorriso altero il libero pensatore gli avrebbe risposto che - alla luce degli elevati interessi in gioco - le fazioni concorrenti si marcano strette a vicenda, impedendosi qualsiasi manovra fraudolenta.

Mio nonno sarebbe convenuto sul fatto che in effetti nei seggi le cose si svolgano in quel modo, ma poi avrebbe aggiunto che nessuno gli assicurava che lasciati i seggi i dati non siano aggiustabili, ma solo nella eventualità che la persuasione mediatica abbia fallito il suo intento e che la volontà popolare non combaci con quella divino-elitaria. Dopotutto il cittadino non può mica verificare cosa succede dopo che i conteggi sono trasmessi agli 'organi competenti.' Specie dopo l'abolizione del voto di preferenza.

Il libero pensatore avrebbe sgranato gli occhi e chiesto al mio povero nonnetto se per caso si fosse bevuto il cervello. Come potrebbero fazioni così storicamente nemiche - destra e sinistra, fascisti e comunisti - stringere accordi allo scopo di stravolgere di comune accordo l'esito di una votazione  popolare?

Mio nonno a propria volta avrebbe sorriso e chiesto al libero pensatore se - già che c'era - avesse potuto provargli che i partiti politici siano effettivamente avversari. No, perché nel caso in cui i partiti politici non fossero davvero avversari, allora verrebbe a crollare il principio del mutuo controllo. E crollato quello crolla il luogo comune secondo cui le votazioni politiche siano impossibili da manipolare. E a quel punto ... beh, si capisce che a quel punto verrebbe meno ogni discorso circa la presunta 'legittimazione popolare.'

Approfittando del disorientamento del libero pensatore mio nonno lo avrebbe sfidato a provargli che gli uomini politici siano per davvero quelli che governano il mondo, e che la loro mansione non sia invece quella di recitare una parte in un grande gioco di ruolo finalizzato allo addomesticamento della popolazione, mentre gli autentici governanti, mai eletti democraticamente, sconosciuti ai più, al riparo dal clamore dei media e dal giudizio popolare, gestiscono in tutta tranquillità la società, decidendo chi reciti cosa. Molto fumo negli occhi, reso ancora più irritante dalla normalizzazione mediatica, e ti servo un'ottima democrazia al tegamino.

Il libero pensatore avrebbe apostrofato mio nonno 'pazzo dietrologo complottista.' Mio nonno per tutta risposta avrebbe dato dello schiavo indottrinato al libero pensatore. Poi il conduttore avrebbe mandato la pubblicità.

Forse mio nonno era un pazzo complottista, ma alla luce di come il mondo funzioni, del popolo 'sovrano' al momento di andare alle urne, che si trasforma in 'suddito' tartassato dai balzelli e manganellato quando scende in piazza; delle crisi economiche rispetto a cui il cittadino è il solo pagare pur non avendo la minima responsabilità al riguardo, beh, ho idea che mio nonno vedesse troppa poca televisione.


1 commento:

  1. Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli per un concorso che si chiama “Concorso Permanente di Parole ed Immagini” e mette a confronto articoli che stimolino una discussione in ambito folisofico, sociale o politico (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole).

    A mio avviso, questo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirlo.

    Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.
    Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.
    Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.

    Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli un link al tuo blog cosa che lo renderà più noto e facilmente raggiungibile.

    Un saluto

    Guido Mastrobuono

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