Diretto da Sidney Lumet nel 1976, questo film è una feroce critica del sistema televisivo. Faye Dunaway interpetra Diana Christensen - giovane donna manager responsabile del palinsensto di un grande network televisivo - il cui cinismo spietato incarna perfettamente quello dei mass media 'interessati'.
Un ispiratissimo Peter Finch interpetra Howard Beale, dimesso commentatore che - stanco di prestarsi al gioco di una esistenza dipendente dalle percentuali di share - si rende autore di alcuni imprevisti e memorabili monologhi in diretta, volti al "risveglio" delle coscienze dei telespettatori.
Quinto Potere è in assoluto uno dei migliori film mai realizzati sui meccanismi perversi ed intrinsecamente bugiardi del mezzo televisivo. Inoltre il titolo italiano - che evidentemente intendeva sfruttare commercialmente la notorietà di Quarto Potere di Orson Welles - rappresenta una delle poche occasioni in cui la localizzazione italiana abbia migliorato la titolazione originale (il titolo originale del film è Network).
Post correlati: Tag Disconnessione
Post correlati: Tag Televisione
Un ispiratissimo Peter Finch interpetra Howard Beale, dimesso commentatore che - stanco di prestarsi al gioco di una esistenza dipendente dalle percentuali di share - si rende autore di alcuni imprevisti e memorabili monologhi in diretta, volti al "risveglio" delle coscienze dei telespettatori.
Quinto Potere è in assoluto uno dei migliori film mai realizzati sui meccanismi perversi ed intrinsecamente bugiardi del mezzo televisivo. Inoltre il titolo italiano - che evidentemente intendeva sfruttare commercialmente la notorietà di Quarto Potere di Orson Welles - rappresenta una delle poche occasioni in cui la localizzazione italiana abbia migliorato la titolazione originale (il titolo originale del film è Network).
Post correlati: Tag Disconnessione
Post correlati: Tag Televisione



0 COMMENTI:
Posta un commento