28 maggio 2010

Sapere Ascoltarsi (Meditazione e Fiducia in Se Stessi)

meditazione, voce interiore
Frankpro per Anticorpi.info

Desidero scrivere due righe sulla fiducia in se stessi. Lo faccio, cominciando col proporre anziché la lettura di una grossa tranche di testo, una semplice meditazione. Questo affinchè possiate sperimentare una elementare forma di fiducia di se.

Alcuni pensano che la meditazione sia una forma di lassismo all'ennesima potenza. Altri, come mio cognato, credono che ti faccia perdere tempo. Altri ancora credono che sia troppo difficile.

La meditazione si svolge come segue; vedrete voi se siete più capaci di mio cognato.

Vi sedete su una sedia, chiudete gli occhi, non fate assolutamente un cacchio (ma non costringervi per questo all'immobilità), eccetto che ascoltare il vostro respiro: ora inspiro, ora espiro, ora inspiro...

La mente comincerà a dirvi diecimila cose, vorrà che voi facciate questo e quello, che vi alziate a prendere un drink, ma voi non fatelo, continuate solo ad ascoltare il vostro respiro.

Se avrete “la forza” per continuare la meditazione fino a dieci minuti, nel modo che vi ho detto, scoprirete che emergerà, dal profondo di voi stessi, qualcosa.

Qualcosa che non è un pensiero della mente, ma è un prezioso frutto del vostro Dio interiore.

Vi dirà qualcosa sui vostri bisogni, su qualcuno che conoscete, su chi amate, un'idea nuova, non so: so solo che non è un dettame della mente, ma è un contributo offertovi dalla Mente Universale. Ed il bello è che è pure gratis!

Se poi sarete in grado di adoperare quanto vi è stato recapitato, avrete fatto centro: avrete sperimentato la cosiddetta 'fiducia di se.'

Bello, no?

“O sapete ascoltare uno Spirito sommesso, una verità, una conoscenza interiore, una sensazione emozionale che timidamente inizia ad emergere, oppure potete ignorarla e cercare qualcuno che echeggi le vostre opinioni, verità e sentimenti.”, dice Ramtha [1].

Non ascoltarsi significa, alla lunga, purtroppo, trasformarsi più o meno definitivamente in un dato statistico, un cliente, un utente, un microcefalo inebetito da Amici o da Beautiful.

[1] Tratto da “L'ultimo valzer dei Tiranni”, di Ramtha, Macro Edizioni.

3 commenti:

  1. Più che fiducia di sè sarebbe credo più corretto definirla "fiducia nel Sè" con quest'ultimo inteso nella sua dorma più profonda, non qualcosa di individuale bensì come la Sorgente, il Principio universale, la Totalità. Ma chiediamoci "chi" ripone la fiducia in questo Sè, e come? Inoltre, esiste davvero qualcosa di separato dalla Totalità della Vita o è solo la mente umana che, adottando e conformandosi al preconcetto dell'esistenza di un individuo separato, crea l'illusione di un isolamento che è mai esistito?

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  2. grande Frank,
    hai colto nel segno.

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  3. Che dire,caro Corpomente? Ciò che scrivi è giusto, ma ti chiedo: la fiducia in sè non è poi un corollario della fiducia nel sè?
    Chissà?! - il discorso è aperto, secondo me. Ciò che conta veramente è non fermarsi alle sottolineature, ma ricercare incessantemente e confrontarsi con persone e media non superficiali e mosse solo dallo scopo di essere degli specchietti x le allodole, o meglio: delle interfacce, costruite x diramare il flusso della coscienza umana nel fiume sbagliato. Grazie
    Frankpro

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