6 giugno 2010

Evoluzionismo: Verità o Ideologia?

darwinismo ed economia
di M. Viviani

Nel novembre 1859 fu pubblicata  "L'origine delle specie" di Charles Darwin. Essa è solo apparentemente materia ad uso esclusivo degli specialisti. I sostenitori del progresso la trattano con il riguardo tenuto verso una reliquia spirituale: tale teoria infatti incarna gran parte delle loro aspirazioni e della loro visione del mondo.

Fra le grandi "conquiste" del pensiero moderno, essa occupa un posto particolare. Più dell'eliocentrismo, del metodo scientifico sperimentale, della psicanalisi, della relatività, dei diritti dell'uomo e via dicendo, l'evoluzionismo darwiniano è uno dei pilastri dell'Ideologia del Progresso e della modernità in generale. Negarlo o anche solo criticarlo, significa negare una verità chiara come il sole, e per uno scienziato, precludersi ogni possibilità di carriera, e relegarsi a vita nel limbo dei ricercatori di seconda o terza fascia.

Chiariamo subito che non si pretende in questa sede di giudicare la teoria dell'evoluzione rispetto per esempio, al creazionismo, oppure all'interno di essa, tra quella darwiniana o quella cosiddetta "intelligente". Si tratta di questioni molto delicate, che ancora oggi toccano non solo le coscienze, ma anche i contenuti, perchè vedremo che il cosidetto evoluzionismo al contrario di quello che pensa la gente comune, è tutt'altro che una verità assodata, come si vuole far credere, ed è ben lungi dall'essere dimostrato o provato "scientificamente".

Qui si vuole soltanto mettere in evidenza il carattere ideologico della questione - evidente per esempio nello insegnamento scolastico - insieme con i tantissimi punti oscuri della teoria darwiniana, che paradossalmente - ma nemmeno tanto - hanno più probabilità di essere riconosciuti dagli stessi ricercatori che dai cosiddetti "divulgatori", che spesso altro non sono se non dei mercenari ideologizzati, al soldo di chi sanno loro.

Ma andiamo per ordine.

Intanto uno dei principali vanti degli evoluzionisti, ossia il fatto che tale teoria sia rimasta praticamente immutata in 150 anni, ne evidenzia semmai - in un'epoca come la nostra in cui spesso le teorie hanno vita breve - il carattere ideologico più che scientifico. Carattere che in verità - come fin troppo spesso è stato sottolineato - trova una preoccupante analogia con la visione imperante all'epoca e nel luogo in cui tale teoria è nata.

L'Inghilterra di metà Ottocento infatti era la nazione nella quale la nascente borghesia industriale mieteva i suoi indiscutibili successi. Nella terra di conquista del capitalismo moderno, la teoria di Darwin sembra davvero l'ideologia del trionfo borghese adattata alle scienze naturali, proprio ciò di cui la locomotiva moderna aveva bisogno per scardinare le resistenze delle menti - all'epoca moltissime - ancora legate a vecchi e improponibili modelli. La teoria dell'evoluzionismo darwiniano si adatta infatti in modo perfetto anche alle scienze sociali: se le società si sono sempre "evolute" nei millenni - cosa che per esempio le religioni tradizionali negavano - quello che la nostra società moderna sta facendo - cioè modificarsi e migliorare in continuazione - trova una solida giustificazione.

Le somiglianze tra il modello evoluzionista e quello economico liberale sono a dir poco impressionanti. La lotta per l'esistenza tra i singoli animali altro non è se non la competizione tra i vari homines economici; la sopravvivenza del più adatto, ricorda l'utilitarismo borghese; la casualità "meccanica" con cui procede l'evoluzione è la stessa casualità del libero mercato che - secondo il paradigma liberale - si autoregola e vive di e con leggi proprie; l'evoluzione stessa altro non è se non progresso puro e semplice, che tutto ciò sia poi illimitato e senza un fine richiama l'illimitatezza e la non-finalità del progresso razionale, tecnologico ed economico, avanzante di accumuli quantitativi e di analisi senza fine, in modo "aperto" per antonomasia.

A questo proposito è bene fare un'osservazione: spesso gli scienziati precisano che evoluzione non significa "miglioramento" o progresso, ma solo "cambiamento". Tale affermazione è smentita dallo stesso linguaggio che essi utilizzano: infatti l'affermazione secondo cui "non sempre le specie vanno avanti, talvolta vanno indietro, talora stanno ferme", cos'è se non l'ammissione di un impianto progressivo e assoluto sottostante? Non sono forse loro i primi ad esaltare i fasti dell'umana ragione (cosa che invece un lombrico non potrebbe fare)? Non sono forse loro che si inorgogliscono di questo lunghissimo processo che è arrivato "fino all'uomo"? "Evoluzione" viene dunque intesa come "progresso senza limiti", negarlo è ipocrisia.

Ma il carattere ideologico con cui la questione viene trattata risulta forse ancor più evidente dagli attacchi ai loro avversari. I sostenitori dell'evoluzione infatti hanno buon gioco a far credere che il creazionismo - termine orribile con cui si indica la verità di chi rimane ancorato alla tradizione - sia una teoria sorta in opposizione alla loro!

Ma ancora di più ad affibbiarlo implicitamente al Cristianesimo e alla Chiesa cattolica, sfruttando la debolezza ormai cronica di tali realtà, e legandolo indissolubilmente - e in modo quasi caricaturale - al testo della Genesi biblica, che in realtà ne rappresenta solo una formulazione tra le tante, nulla più. Nessuno infatti in buona fede oserebbe ignorare che pure l'Islam è "creazionista"; lo è l'Induismo, lo sono i culti buddhisti, le religioni cinesi, lo shintoismo, lo sono i culti animisti e le religioni sciamaniche, lo era Platone e i neoplatonici, lo sono stati per millenni tutti i popoli politeisti del mondo antico, e lo sono i pochi che sopravvivono ancora. Comunque la si giudichi - e ripeto, non è questa la sede per dare dei giudizi in merito - la concezione tradizionale della Creazione merita altro atteggiamento dalla sprezzante sufficienza con cui viene trattata...

Oltretutto, nell'ambito dell'evoluzione, in alternativa al darwinismo, esiste anche la formulazione dell'evoluzione cosiddetta "intelligente", che suppone le creature evolversi nel tempo secondo i modi enunciati dalla teoria classica, ma non in seguito alla casualità meccanica che essa richiede, bensì finalisticamente, conforme ad archetipi assoluti ed eterni ("platonici" si potrebbe dire), il cui riferimento "guida" i cambiamenti delle varie specie. Si tratta di una teoria già molto razionale quindi, e non più teista, e come tale, già più accettabile dall'uomo moderno. Tuttavia i guardiani del progresso considerano tale approccio con la stessa sufficienza dovuta alle teorìe ostili, e dall'attributo di oscurantismo reazionario non si salva neppure l'evoluzione finalistica, inaccettabile anch'essa di fronte all'evidenza dell'evoluzionismo ufficiale di Darwin.

A questo punto però, non possiamo sottrarci dal porci una domanda: la teoria dell'evoluzione di Darwin, è davvero così evidente? La risposta è "no".

L'evoluzionismo darwiniano presenta tante incoerenze al suo interno. Spesso si tratta di punti rilevanti e niente affatto secondari, che sembrano contraddire quelli che altrove vengono presentati come verità accertate e inconfutabili.

Innanzitutto, uno dei dogmi dell'evoluzione darwiniana, ossia l'azione della selezione naturale, sembra non trovare sempre riscontro nella realtà: la selezione sembra agire spesso più in senso conservatore che non innovatore, come invece prevede la teoria, facilitando la persistenza e la continuità dei caratteri vecchi piuttosto che il sorgere di quelli nuovi. Infatti, le differenze qualitative tra le varie specie sono maggiori nei primi fossili conosciuti che tra le specie attuali, ossia la variabilità è diminuita nel tempo anzichè essere aumentata.

La selezione naturale pare quindi aver agito sì, ma più per selezionare ed eliminare caratteristiche vecchie, che per crearne di nuove!

Ciò è legato al fatto - e questo è il secondo grande punto oscuro - che il numero di generi e di specie nei milioni di anni non è aumentato gradualmente e con una certa continuità, come prevederebbe la teoria darwiniana, ma appare improvvisamente nel Cambriano, con un apparente salto dal nulla rispetto a prima! Il numero di specie nel Cambriano quindi è già elevatissimo - più elevato che oggi per esempio - e in seguito, come abbiamo detto poc'anzi, addirittura diminuisce, fino al livello attuale.

Abbiamo quindi, in sintesi, al posto di poche specie simili che appaiono all'inizio e che gradualmente si distanziano e si diversificano fino alla varietà attuale - come la teoria prevederebbe - un salto improvviso dal nulla a una varietà di specie superiore alla nostra, la quale in seguito anzichè aumentare in numero e variabilità, addirittura diminuisce!

Il terzo grande punto oscuro è che mentre la teoria darwiniana stabilisce un'evoluzione continua tra le varie specie, si trova invece che da una specie all'altra vi sono sempre e solo salti e mai continuità! Ossia due specie vicine che vengono messe a confronto, presentano caratteristiche già formate, già compiute, e non in divenire, come ci si aspetterebbe. Non si riesce quindi a capire come tra due specie con tratti già compiuti si passi ad un'altra specie....

Questa mancanza è forse la più grave. Di cosiddetti "anelli di congiunzione" tra le varie specie non ne sono mai stati trovati di certi ed inequivocabili, se non alcuni, vaghi e molto discutibili. Famoso è quello mancante tra la scimmia e l'uomo, ma non è l'unico. E' in ogni caso preoccupante che in un secolo e mezzo di affannose ricerche, le prove scientifiche portate alla causa di questa affascinante teoria sono poche ed incerte, e questo nonostante la mole impressionante di materiale paleontologico venuto alla luce. Di fatto, la teoria darwiniana -seguendo lo stesso rigore che la scienza ufficiale pretende sempre dai suoi avversari - come ben sottolinea Feyerabend - rimane soltanto una ipotesi, niente affatto dimostrata scientificamente.

Questo certamente non significa che non possa essere vera, ma ciò dovrebbe essere sufficiente ad aprire e a sostenere un dibattito tra varie teorie e correnti di pensiero. Invece ciò non accade, e la teoria darwiniana - ma più in generale, la teoria evoluzionista, di cui quella darwiniana non è che una formulazione tra le tante - viene presa per oro colato e mostrata come una verità evidente e solida come la terra che ruota intorno al sole.

La verità è che un eventuale dibattito intorno a questa affascinante e mai dimostrata teoria, condurrebbe a vederla sotto un'altra luce, quella appunto di ipotesi scientifica e non di certezza. Ma questo non è ammissibile: il Progresso ha bisogno dei suoi punti fermi, e se non ne ha, li crea.

La forza e la potenza di questa ipotesi non derivano dalle poche e incerte prove portate a suo favore in ben un secolo e mezzo di ricerche, ma nel fatto che essa incarna l'Ideologia somma della nostra epoca con una lucidità e una coerenza impressionante. Essa è nata già adulta perché è nata con una pesante componente ideologica, e non ha bisogno di ulteriori modifiche né di prove alcune. Essa rimarrà inalterata e incontestata chissà per ancora quanti secoli, e avrà accompagnato, dalla nascita alla sua fine, la più mostruosa caricatura di civiltà che l'uomo abbia mai concepito.

Articolo di Massimiliano Viviani, tratto dal sito MZ Il Giornale del Ribelle

26 commenti:

  1. scrivo quel che so, aperto ad ogni discussione

    -la selezione sembra agire spesso più in senso conservatore che non innovatore: direi di si visto che la teoria stessa dice che affinchè si affermi un nuovo carattere passano millenni. Tutte le piccole variazioni che non portano vantaggio o permangono o vengono scartate

    -"anelli di congiunzione" beh è difficile trovarli anche perchè a volte le differenze tra specie sono cosi piccole... per esempio nel caso citato solo un 2% di DNA. Quello che ci distingue dai primati non è tanto un fattore genico ma un fattore sociale e tecnologico. tra l'altro ci sono tantissimi homo tra noi e le scimmie . Forse non sono ancora in vita perchè li abbiamo eliminati tramite guerre.

    -'evoluzione cosiddetta "intelligente" : cioè qualcuno ci starebbe indirizzando verso evoluzioni archetipiche? forse , anzi direi speriamo ci sia questo Demiurgo!

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  2. non so. le tue argomentazioni non mi convincono completamente, ma non sono un esperto. ciao

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  3. Io sono ottimista. Penso che la teoria Darwiniana già sia nella sua fase decadente. Già nei prossimi decenni si ritornerà a concetti Platonici, in sintonia con le nuove scoperte nella fisica riguardo la meccanica quantistica, alla genetica riguardo al DNA, alla paleontologia e la datazione errata dei fossili e così via. Il Darwinismo è condannato ormai.

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  4. x roberto: sono daccordo con tutto tranne che con l'ottimismo, non sottovalutare il potere della disinformazione ...

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  5. il " darwinismo" non e' scientifico perche' , come il " materialismo storico " marxista non soddisfa il principio di " non falsificabilita'" di popper .
    Ed altrettanto esattamente al defunto " marxismo" essa e' un" dogma" cioe' uno "instrumentum regni" della dittatura del capitalismo
    Solo quando questa dittatura crollera' si potra tornare a discutere scientificamente della esistenza della vita su questa terra

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  6. Segnalo un'analisi dell'articolo che sbufala più o meno tutto:
    http://complottismo.blogspot.com/2010/11/anticorpiinfo.html

    Ho già scritto all'autore dell'articolo e per conoscenza ai contatti di questo sito :)

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  7. @ mattia paoli ... ho letto l'articolo e non mi sembra gran che esaustivo. ad ogni modo qui ci limitiamo ad esporre vedute che attualmente - complici i telequiz, i grandi fratelli e i tolksciòcontroberlusconi trovano poco spazio presso la informazione tradizionale.

    buona vita, nel sistema che difendi ;)

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  8. ... per completezza invito il lettore alla visione del seguente film:

    http://www.anticorpi.info/2010/09/evoluzione-fatto-o-credo.html

    resto in attesa di una ironica confutazione :)

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  9. Riconosco lo scopo nobile del vs. sito (di questi tempi ben venga l'informazione underground), ma dare spazio a baggianate colossali è disinformazione, non cultura, nè tantomeno informazione. Non basta avere un'opinione perchè questa sia riconosciuta valida, bisogna anche che sia dimostrata o almeno che abbia un minimo di logica.

    Il "sistema che difendo" non è altro che la scienza. Onestamente ne vado orgoglioso.

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  10. quando parli della scienza, ti riferisci a quell'insieme di discipline che enunciano verità indiscutibili fino a quando non giunga una nuova verità indiscutibile che neghi la precedente? oppure alle discipline che non riescono mai a raggiungere un obiettivo prefissato (vedi cern e cancro), ma ogni scoperta la compiono per puro caso, ammazzando miliardi di cavie e distruggendo l'ecosistema del pianeta? o forse ti riferisci alle discipline che hanno pensato bene di tirare fuori tecnologie come il nucleare, avvelenando la popolazione mondiale? o a quelle che pretendendo di curare i malati ne ammazzano quasi più di quanti ne salvino?

    no, giusto per sapere :)

    ti consiglio di dare un'occhiata al film di cui sopra.

    ciao

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  11. Autore dell'articolo26 novembre 2010 16:34

    Riceviamo per conoscenza (e per correttezza pubblichiamo) la replica da parte dell'autore dell'articolo:


    Egregio sig. Paoli, grazie per avermi segnalato questa "sbufalata", non avrei mai immaginato che ci fosse gente che la pensasse in modo diametralmente opposto a noi...

    In fondo, abbiamo il vizio di ospitare gli articoli che sono in linea con la nostra visione del mondo. Che poi ci sia tanta gente che ci considera male, o non ci considera affatto, lo sappiamo già e non ce ne importa niente. Anzi, a dire il vero sono rimasto sorpreso da tanta attenzione...sono quasi lusingato, altro che metterci la faccia...c'è gente che si prende pure la briga di confutarci in modo logico e scientifico!

    A questo punto, anzichè il mio articolo potevano addirittura confutare il libro di Giuseppe Sermonti "Dopo Darwin", libro da cui sono state prese le argomentazioni del mio articolo. Ma si tratta di un autore con una visione del mondo di stampo antimoderno e quindi difficilmente conciliabile con le vostre. Del resto, ognuno per la sua strada...

    Saluti,
    Massimiliano Viviani

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  12. "quando parli della scienza, ti riferisci a quell'insieme di discipline che enunciano verità indiscutibili fino a quando non giunga una nuova verità indiscutibile che neghi la precedente? oppure alle discipline che non riescono mai a raggiungere un obiettivo prefissato (vedi cern e cancro), ma ogni scoperta la compiono per puro caso, ammazzando miliardi di cavie e distruggendo l'ecosistema del pianeta? o forse ti riferisci alle discipline che hanno pensato bene di tirare fuori tecnologie come il nucleare, avvelenando la popolazione mondiale? o a quelle che pretendendo di curare i malati ne ammazzano quasi più di quanti ne salvino?"

    Quando vai all'ospedale per farti curare, sappi che è la scienza che ti sta curando :)
    Quando costruisci una casa, sappi che è la scienza che ti dà le nozioni per farla stare in piedi.
    La scienza è quella che ci permette di evitare di morire a 25 anni per una banale infezione.
    La scienza è quella che studia e implementa le energie rinnovabili.

    Hai una visione molto superficiale e limitata delle cose, impossibile discutere ragionevolmente.

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  13. 1 - gli ospedali traboccano di ammalati prodotti dalla 'scienza' attraverso il suo sistematico stupro della natura, dell'ecosistema e della materia.

    2 - con tutto lo spazio che c'è non avrei alcun bisogno di costruire alveari di 10 piani se al sistema economico 100 anni fa non fosse convenuto togliere le genti dalle campagne per stiparle come sardine vicino ai nuovi luoghi di lavoro, cioè le fabbriche

    3 - concordo sul rischio di infezioni. infatti la penicillina (scoperta per puro caso quasi un secolo fa ) credo sia uno dei pochi veri
    meriti attribuibili alla scienza. e ci aggiungo pure fisiatria, traumatologia, i cerotti e il dentifricio :)

    ... ma anche un orologio rotto segna l'ora esatta due volte al giorno ;) bisogna sempre tenere a mente il rapporto costi - benefici ...

    4 - se è per questo studia e implementa anche i termovalorizzatori, le centrali nucleari, i farmaci che inducono al suicidio e quelli che per uccidere una cellula malata uccidono pure quella sana (e che riducono il malato sul lastrico, perché costosissimi).

    amico mio, credo che da molto tempo la scienza abbia perso la nobiltà che le attribuisci per diventare una industria che crea sia i problemi che le (insufficienti) soluzioni,
    e con questo sistema fa tanti, tanti, tanti quattrini a discapito della gente.

    scusa la visione limitata ma ... a ciascuno il suo.

    vieni a trovarci qualche volta sul blog, la porta è aperta.

    magari ti imbatti in qualcosa di interessante.


    ciao

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  14. Quali sarebbero i farmaci che "inducono al suicidio"? Mi interessa come argomento.

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  15. la cosiddetta 'suicidalità' è un effetto collaterale (uno dei tantissimi) riscontrato in alcune categorie di psicofarmaci (in particolare SSRI), soprattutto quando somministrati a pazienti di giovane età

    un paio dei molti articoli presenti in rete

    http://www.news-medical.net/health/SSRI-Side-Effects-(Italian).aspx

    http://www.medicinenon.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=29

    ciao

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  16. l'ho sempre detto che la mia vicina è una rettile con sembianze umane. questo spiega tutto, altro che darwin.
    bravi
    p.s. mattia paoli, non perdere tempo

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  17. @ anonimo ... bella battuta. ma david icke non è solo teoria dei rettiliani; molte sue teorie convergono con i postulati della fisica quantistica. e la teoria di darwin non è stata contestata da soli 'complottisti', ma da fior di scienziati la cui unica colpa è quella di non essere allineati alla 'verità assoluta' imposta dalla cultura dominante.

    60 anni fa le pubblicità delle sigarette recitavano: 'questa è la marca consigliata dalla associazione dei medici americani." ma c'erano 'complottisti' che si sbracciavano per avvertire che le sigarette fossero dannose. 60 anni fa avresti avallato i 'consigli' della cultura dominante?
    temo di si, purtroppo.

    buona vita, nel sistema che difendi :)

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  18. La piccola differenza tra i complottisti del fumo è che loro avevano (o hanno trovato e poi usato) prove scientifiche dalla loro parte, e infatti avevano ragione. Gli anti-evoluzionisti invece non hanno uno straccio di prova, alle loro riunioni ci vanno 4 gatti, e sono e rimarranno sempre una minoranza.

    Basta?

    Ma in effetti che mi preoccupo a fare, se le argomentazioni sono quelle del post iniziale la scienza può dormire sonni tranquilli :)

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  19. la scienza forse si ... l'umanità un pò di meno ;)

    hai dato un'occhiata al film che ti avevo suggerito?

    probabilmente non hai afferrato il mio discorso. i 'complottisti del fumo' non si basavano su studi esaustivi, a quei tempi, ma solo sul buon senso il quale suggeriva loro che - sebbene l'associazione dei medici dicesse che fumare facesse bene - respirare catrame non poteva essere così salutare. successivamente, sono stati prodotti studi e prove.

    trovo che il dibattito sia poco stimolante, per cui ti lascio volentieri l'ultima parola. non ho nessun problema con gli evoluzionisti. ognuno è libero di credere in ciò che ritiene più giusto, sempre a patto che a propria volta tolleri le altrui opinioni.

    ciao

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  20. Cambiare prospettiva

    non credo che la teoria evoluzionista sia collegabile all'attuale corsa e accunulo capitali.
    Il fatto che gli econimisti allineati la prendano a pretesto dimostra la loro scarsa lungimiranza, dimostrata anche in altri ambiti.
    La famiglia Agnelli ne è l'esempio, perchè i geni strafighi del nonno non sono stati trasmessi ai poveri nipoti, che sono chiaramente in involuzione?
    E perchè credono sia evoluzione depredare la natura, inquinare, umiliare ogni cosa bella?
    Questi sono geni predatori che nulla hanno a che fare con l'evoluzione, lo dimostra appunto il fatto che queste caratteristiche non vengono trasmesse alle generazioni future, anzi, spesso allevano degli inetti, incapaci di godere delle fortune accumulate.
    Se l'evoluzione è fondata, sono altre le caratteristiche che possono dimostrare che si è lasciato alle future generazioni qualche gene utile.
    Un saluto

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  21. @ anonimo ... il tema è sfaccettato, e forse lo stiamo osservando da prospettive diverse.
    io comunque trovo le argomentazioni di viviano estremamente plausibili e interessanti.

    ciao e grazie del commento

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  22. Dalla prospettiva della Terra, il sole gira intorno alla Terra, anche se non è così.

    Siamo al punto in cui basta avere una prospettiva per poter dire che è vera?

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  23. Caro Mattia, ho titolato "prospettiva", perchè prospettiva è, uno scorcio, un'idea.
    Perchè credi che su questa teoria si possa giungere a qualcosa che si avvicini al vero?
    A me frullano solo domande, soprattutto riguardanti il tipo di vita che stiamo conducendo, e se questo è funzionale ad una evoluzione umana.
    Un saluto

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  24. E a me secondo te non frullano in testa domande sul capitalismo? :)
    Ma l'evoluzione cosa c'entra?

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  25. Mattia Paoli l'evoluzionismo c'entra perchè incide sulla coscienza collettiva. Hai mai letto Jung? La realtà che ci circonda è data dalla coscienza collettiva, che attraverso alcuni <> può essere plasmata a piacimento. Non ti sei mai accorto che siamo bombardati dalla cultura del 'winners take all'?
    Ora fai 2 + 2 ...

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  26. Per Mattia:

    Se si considera attendibile la teoria evoluzionista non si può trascurare alcuni aspetti complessi perchè è complessa l'interazione dell'uomo con il suo ambiente.
    Insomma, per garantire la continuazione di questa specie umana, chi è ora la persona più adatta?
    Sono quei competitori economici dell'articolo iniziale?
    Oppure è una persona che sa prevedere cosa porterà questa competizione umana, che è capace di condurre la competizione in vicende proiettate nel futuro, che, purtroppo per lui, non sarà il suo futuro.
    L'unico effetto che potrà lasciare sarà una traccia nella coscienza collettiva, (affascinante questa.. prospettiva) destinata ai posteri.
    Un saluto

    RispondiElimina

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