26 luglio 2010

L'Alcool e l'Evoluzione Spirituale

homer, birra
di G. Bertani

Secondo le fonti esoteriche a noi note, il ciclo evolutivo che l'umanità sta attraversando si comporrebbe di due fasi ben distinte, una discendente (dai piani spirituali più sottili a quelli più densi materiali) e l'altra ascendente, che segue il percorso inverso.

In realtà questa è solo la più grossolana delle tante suddivisioni in fasi che si possono fare del suddetto ciclo evolutivo, ce ne sono altre molto più dettagliate e articolate di cui peraltro abbiamo già parlato in passato. 

La fase discendente è rappresentata dalle tradizioni spirituali come una 'caduta', mentre quella ascendente è vista invece come una sorta di 'redenzione'. 

La 'caduta' comporta la conoscenza della dualità Bene/Male ma anche la conquista graduale del libero arbitrio, e un graduale cambiamento di coscienza da sognante-chiaroveggente istintiva a scientifica-oggettiva.

La fase ascendente comporta invece un graduale risveglio della percezione sottile, ma questa volta di tipo oggettivo e consapevole anziché sognante e istintiva. L'approccio all'esistenza cambia gradualmente da collettivistico a individualistico - egoistico durante la discesa o 'caduta', per poi mutare in individualista - etico nella fase di ascesa. 

Tra l'una e l'altra fase entra in gioco la figura di un'elevata entità spirituale che funge in qualche modo da 'salvatore' grazie al suo intervento diretto a eliminare il Male dal mondo ristabilendo l'ordine divino, figura che ha assunto diversi nomi a seconda delle diverse Tradizioni e culture, dall'egizio Horus al persiano Mithra, dal Messia ebraico al Cristo e così via.

Ognuna delle due fasi opposte può essere favorita oppure ostacolata da varie cose, tra cui i comportamenti e le abitudini che ogni individuo può assumere. Questo perchè ognuna di queste cose può intensificare la immersione in livelli più profondi nel piano fisico-materiale oppure avere l'effetto opposto, quello di favorire il distacco dal mondo della materia densa e l'accesso a livelli più 'sottili'. 

Come ulteriore premessa ricordiamo che in tale iter evolutivo l'umanità è accompagnata da entità spirituali superiori (angeli, arcangeli ma anche demoni ecc.) che in qualche modo predispongono situazioni e circostanze funzionali alla fase in atto. Ovviamente l'uomo comune non è consapevole dell'esistenza di queste entità, mentre può esserlo l'occultista, l'iniziato o il sensitivo. 

Ciò di cui vogliamo parlare oggi in modo specifico è l'effetto che ha l'alcool su questi processi evolutivi, e cosa comporti l'abitudine di assumere sostanze alcooliche. Come sempre ci riferiremo a lavori fatti da studiosi più esperti di noi, in questo caso uno studio dell'antroposofo Stefano Pederiva pubblicato sul n.5/2008 della rivista Antroposofia.

Nel suddetto articolo, Pederiva analizza la natura dell'alcool e il processo dal quale viene ricavato, facendo riferimento anche a conoscenze di natura alchemica. 

L'alcool secondo l'autore genera una sorta di polarizzazione delle facoltà umane tra quella intellettiva (pensare) e quella istintiva (volere), inibendo quella mediana del sentimento (sentire), generando così una struttura interiore che peraltro, aggiungiamo, è caratteristica delle entità demoniache ahrimaniche così come le ha descritte Rudolf Steiner, e cioè immensamente intelligenti e dalla volontà ferrea, ma prive di sentimenti. 

La conclusione che ne risulta è che il comsumo di alcool nell'umanità sia stato introdotto dalle entità superiori per favorire il processo di immersione nel materiale, e quindi la 'caduta', così da spegnere l'antica coscienza chiaroveggente-collettivistica e sviluppare quella oggettiva-individualistica. 

In Genesi, il momento in cui nell'evoluzione umana fu introdotto l'alcool è rappresentato dall'episodio della ubriacatura di Noè, e quindi subito dopo la fine dell'epoca Atlantidea. La fase evolutiva ascendente vedrà invece lo sviluppo proprio della sfera mediana del sentimento che era stata inibita, tra le altre cose, dall'uso dell'alcool, e infatti è proprio sulle forze del sentimento centrate sul chakra mediano del cuore che fanno per lo più leva gli insegnamenti cristici.

Da tutto questo possiamo capire che il consumo di alcool ha un suo senso e un suo significato soltanto nella fase discendente di 'caduta', mentre diventa un ostacolo e un impedimento nella fase evolutiva ascendente. 

Se attualmente una parte della umanità si trova già in fase ascendente e un'altra parte è invece ancora in fase discendente, possiamo anche capire che per qualcuno il consumo di alcool può essere anche utile, mentre per qualcun'altro è invece dannoso, e in ogni caso ci riferiamo ad un uso moderato (il classico bicchiere a pasto o la birretta serale al pub) dato che l'etilismo è dannoso comunque, e non c'è davvero alcun bisogno di ricorrere a spiegazioni esoteriche per comprenderlo. 

Con tutta probabilità, l'attrazione o repulsione nei confronti dell'alcool avviene in modo spontaneo a seconda della fase che si sta attraversando, salvo i casi in cui, per scelta consapevole, un soggetto decida di non seguire la normale evoluzione prevista per l'umanità. 

Sempre secondo i nostri riferimenti esoterici, infatti, il piano evolutivo umano prevede la possibilità di non seguirlo fino in fondo, e quindi una possibile futura scissione tra una parte dell'umanità che segue l'evoluzione 'regolare' e un'altra che ne segue una diversa. 

Questo peraltro è già accaduto nell'onda di vita angelica, quando le entità luciferiche e ahrimaniche si separarono dalle loro compagne per seguire un altro tipo di percorso. Un evento simile che riguarda l'umanità è evidentemente ancora molto lontano nel tempo, tuttavia già oggi potrebbe esserci chi getta i semi di questa possibile, futura scissione.

Articolo pubblicato sul sito: Asgaard News
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Il significato occulto

Le Dipendenze



4 commenti:

  1. Interessantissimo articolo! Grazie!

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  2. interessantissimo anche il blog da cui è tratto. a presto, giuditta

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  3. non avevo mai pensato all'alcool in questi termini: veramente interessante

    nel "mondo materiale" esistono gli opposti: la luce e il buio; forse l'alcool è da considerarsi un sacramento (nel suo uso liturgico e sacrale) complementare ed opposto agli psichedelici, un sacramento tipico dei tempi della "caduta" come l'enteogeno lo è dei tempi di ascesa.
    nella cultura greco romana si vide forse uno dei bivi più recenti, quando i riti dionisiaci cominciarono ad usare alcool come catalizzatore in luogo delle precedenti misture psichedeliche.

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  4. Suggerisco la lettura di due conferenze di R. Steiner dal titolo: Alcol e Nicotina ed. Antroposofica. Buona lettura! Mariasole

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