18 luglio 2010

La Storia è Indecente

di C. Penna

La storia è indecente, a tutti i livelli, ed in tutti i sensi.
È indecente la storia dell’uomo, perché è una storia per lo più fatta di violenze, sopraffazioni, torture, guerre, schiavitù, sacrifici umani e animali, sfruttamento dell’uomo sull’uomo e l’animale, sfruttamento ed abuso dell’uomo sulla natura.

È indecente la storia che ci raccontano nei libri di scuola e nei testi universitari perché tutte queste indecenze, atrocità, oscenità, sono messe in secondo piano, nascoste sotto la generica parola 'guerra' o 'conquista', nascoste dietro la fredda analisi della 'ragion di stato' dei vari regnanti.

È indecente ciò che ci insegnano anche perché viene dimenticata, o nel migliore dei casi relegata ad una minuscola appendice, la storia di quelle civiltà matriarcali (v. correlati) dove presumibilmente (della storia antica si danno poche certezze) i rapporti umani erano regolati su una base diversa.
D’altronde quante persone uscendo dalla scuola o finendo il ciclo di studi universitari sono a conoscenza dell’esistenza di culture pacifiche come quelle dei Nuer (Africa), degli Hunza (altipiani del Pakistan), degli Hopi (Nuovo Messico), popoli per i quali non hanno senso la logica del dominio e della sopraffazione?

Il modo di intendere la vita ed i rapporti sociali degli Indiani Hopi è semplicemente fantastico, basti pensare che i giochi dei bambini non sono improntati alla simulazione della lotta e della guerra, come avviene invece regolarmente da noi.

La storia è indecente per come viene raccontata: pensate solo a come viene raccontata nei libri di testo quella lunga parte della storia (si parla di circa 1.000 anni) in cui gran parte dei lavori erano eseguiti da schiavi, spesso trattati peggio delle bestie. Mille anni di schiavismo e nei libri si parla di alleanze, di sovrani, di monarchie, di strutture di governo, di edifici, di alimentazioni … e poi due o tre paginette sullo schiavismo, magari due paginette asettiche, prive di commenti su quell’orrendo crimine contro l’umanità. 

Altro che due pagine; ci vorrebbero continue sottolineature ad ogni pagina di quei libri di storia, per ricordare che sempre durante quei mille anni il mondo si resse sul lavoro degli schiavi.

Pensate a come nei nostri orrendi libri di storia si parli delle città-stato dell’antica Grecia come di “fulgidi esempi di democrazia partecipativa” e di come certi governanti ateniesi ci vengano presentati come esempi di grandi statisti.

La realtà è che mille uomini liberi in Atene potevano anche votare democraticamente su come gestire la loro città-stato, ma nel frattempo centomila schiavi lavoravano per loro curvando le schiene nei campi e accudivano alle case dei loro padroni. 

Poi di tanto in tanto, questi uomini “democratici”, queste persone che si dovrebbero denominare sfruttatori, per voglia di una maggiore potenza, ricchezza, o forse solo per noia, o ancor meglio per il gusto del sangue e della violenza, o forse perché burattini al soldo di ancora più orrendi burattinai, decidevano di intraprendere guerre di conquista per aggiungere sangue al sangue, violenza alla violenza, brutalità alla brutalità, morte alla morte. In fondo l’Atene di 2.500 anni fa era democratica più o meno come gli Stati Uniti d’America ai nostri giorni.

Ed è il caso di riflettere (nessun libro di storia mai lo sottolinea) che queste persone avevano già la proprietà di terre lavorate da schiavi, avevano già la servitù personale, cosa avrebbero potuto desiderare di più? Eppure si innescavano continuamente delle guerre: era solo la volontà di avere maggiore ricchezza? Solo il desiderio maniacale del ricco di essere più ricco? 

Solo il desiderio folle e distorto di un ricco che pur di raddoppiare la propria ricchezza e potenza è pronto a rischiare la propria posizione con una guerra? Davvero gli uomini sono così stolti? Davvero i ricchi ed i potenti sono tutti così avventati? Come mai ricchi di Sparta e ricchi di Atene non si sono messi d’accordo per sfruttare in pace i loro schiavi e godersi i loro beni materiali?

Non viene il sospetto che ci sia qualcos’altro che manovra dietro le quinte della storia?

E Sparta, Sparta non vi ricordate come fosse organizzata? Con gli uomini “liberi”, appartenenti alla casta più alta, che venivano indottrinati sin da piccoli per diventare delle spietate macchine da guerra, con in testa solo gli ideali della patria e della spada, destinati sin da piccoli ad un futuro di sangue, morte, violenza, distruzione, e quindi votati molto spesso ad una fine barbara, trucidati dalla lama nemica. 

A che pro appartenere alla classe dei liberi allora, quale grande vantaggio? Certo, forse gli schiavi spartani se la passavano peggio, anche perché venivano trattati peggio che nelle altre città stato, ma quello che voglio sottolineare è che gli uomini liberi di sparta, i maschi guerrieri, fossero manipolati, indottrinati, e che alla fine conducessero una ben misera esistenza.

Forse qualcuno che tirava le fila di tutto questo, qualcuno al vertice di una piramide di comando e che in guerra non ci andava mai, poteva avere qualche guadagno da tutto questo, ma che guadagno era poi? Quando una guerra con Atene si vinceva ed una si perdeva, una si vinceva e l’altra si perdeva, perché insistere a fare guerre, solo per stupidità? 

Ci vogliono davvero fare credere che l’uomo sia così stupido da non capire mai? È possibile invece che il guadagno di qualche manovratore non fosse di tipo economico ma di ben altro tipo? Che qualcuno si divertisse a giocare con gli esseri umani per godere nell’usarli come burattini, nel disporre dei loro destini come un dio (un dio malvagio) nel vederli soffrire, nel vederli ridotti in schiavitù, nel vederli combattere fra di loro, nel vederli morire in guerra nei campi di battaglia?

Di sicuro non voglio più sentire odi a “300 valorosi” guerrieri spartani che combatterono fino alla morte per la propria patria, ovvero il loro stato fondato sullo sfruttamento della schiavitù e sull’esercizio della guerra e della violenza; vorrei si dicesse di quei poveri ragazzi (sì, perché i migliori guerrieri sono i maschi nel fiore degli anni, dai 20 ai 30 anni) che morirono per una guerra senza senso a causa di un’ossessione inculcata nelle loro menti sin da quando erano piccoli, che morirono per un’ideale disprezzabile, che morirono di una morte atroce senza che ce ne fosse alcun bisogno.

Quando chiedo ai miei alunni un giudizio sulle città-stato dell'antica Grecia sento frasi di questo tenore: "è grazie alle città-stato che ci sono stati grandi sviluppi nel pensiero, nella filosofia, quindi possiamo considerarla un'esperienza storica positiva". 

A questo punto ricordo loro che Platone giustificava la schiavitù affermando che grazie a essa i membri della sua classe potevano (liberi da altre occupazioni) dedicarsi a tempo pieno allo studio della filosofia e delle altre branche del sapere, ricordo che Platone non solo giustificò la schiavitù, ma anche l'oligarchia, la struttura piramidale del potere, e che non disse mai una parola contro la guerra. In genere dopo queste precisazioni la 'democrazia' dell'antica greca perde molto del suo antico fascino.

Pensate un poco a come si svolgessero le guerre della storia, in particolare pensate alla sorte che toccava ai popoli vinti, alle città conquistate, specie se dopo un lungo assedio. Qual’era la ricompensa per gli uomini di un esercito antico dopo la vittoria? La possibilità di depredare il popolo vinto, di razziare le sue ricchezze, di rubare le sue scorte di cibo, di violentare le sue donne, di potere esercitare all’occasione la violenza e la sopraffazione su uomini che sono alla loro mercé. 

Queste caratteristiche fondamentali di molte guerre antiche non sono ancora una volta sottolineate dai libri di testo, altrimenti lo studente si formerebbe una coscienza pacifista, altrimenti lo studente capirebbe quanto sia rivoltante ed esecrabile la guerra. E invece no, sui libri si parla di sovrani e di alleanze, di asettiche guerre, di costumi, usanze ed edifici, di arte e di commercio. In realtà ad aprirmi gli occhi sulla storia antica e su come realmente fossero condotte le guerre sono stati non i libri di storia, ma i molti romanzi storici che ho letto, alcuni dei quali ricostruivano fedelmente le atrocità delle guerre.

Sapete come si combatte una guerra di assedio? Avete idea di quello che vuol dire sopravvivere in una città assediata in cui settimana dopo settimana diminuiscono le scorte di cibo, di acqua, e tutto intorno alla città vedete solo uomini armati determinati a saccheggiare la città come bottino di guerra? Avete idea che significhi morire di fame per non cedere al nemico, per non soffrire di una fine peggiore, passati a fil di spada, torturati, violentati? Avete idea di cosa significhi per una città essere conquistata dopo un lungo assedio, quando gli assedianti incattiviti riversano sulla popolazione vinta tutto il loro furore represso, i loro istinti più bestiali? Sapete come fosse frequente uccidere tutti maschi adulti ed utilizzare tutte le donne ed i bambini come schiavi? Sapete come fosse frequente uccidere pure tutti i bambini assediati? Sapete che dopo ogni assedio le donne venivano regolarmente violentate? Sapete che spesso le donne violentate venissero dopo uccise?

Questa è la realtà della guerra antica, se la gente la conoscesse per davvero odierebbe la guerra, se gli studenti la conoscessero davvero odierebbero la guerra. Se le persone non odiano abbastanza la guerra è proprio perché i libri di testo delle scuole cono fatti in modo che ciò non avvenga, perché qualcuno ha orientato, censurato, filtrato le cose che debbono finire nelle menti degli allievi.

Sapete quanti Galli uccise Cesare nella campagna bellica? Un milione! Ah che grande statista quel Cesare, che fece crocifiggere tutte le persone dell'esercito di Spartaco sopravvissute alla battaglia; un grand'uomo, e che cuore!

Sapete - infine - come nel Vecchio Testamento il Dio di Israele (che razza di Dio nazionalistico è mai questo) inciti gli ebrei alla guerra contro i Cananei allo scopo di depredarli della terra su cui vivono? Come Mosé (il sant’uomo!) inciti allo sterminio dei Cananei, alla distruzione delle loro città, all’uccisione dei loro uomini, alla violenza carnale sulle loro donne?

Non lo sapevate?
A scuola non ve l’hanno insegnato?
Cominciate a sospettare il perché? 

Articolo pubblicato sul blog La Scienza Marcia e la Menzogna Globale.
Link diretto all'articolo:

2 commenti:

  1. Ottima analisi che offre interssanti spunti e stimola il vedere Quella realtà attraverso un occhio più critico ed attento.
    La storia, già di per sé ha nel suo stesso identificato parte del suo significato: ad un bambino per farlo addormentare la si racconta, "ho raccontato una storia" comunemente viene utilizzato come alternativa ad "ho detto una bugia".
    Veritiere o mendaci che siano, quelle righe, ci sono state infuse nell'età più importante, nella nostra fase formativa e per certi versi parte di ognuno noi è figlia di quelle parole.
    Quante verità, quante bugie chi lo sa.
    Pensate solo ai canali di trasmissione nel corso di 2000 anni, pensate al telefono senza fili.
    Pensate a chi ha scelto Cosa dovesser esser insegnato e cosa tralasciato.
    Pensate a quanto potrebbe esser meno noiosa la storia se fosse stata insegnata sotto un'altra ottica, se fossero state inserite diverse emozioni e non escluse grandi verità.
    Ci hanno insegnato attraverso bugie, immani bugie, a nascere e crescere tristi, a dover vincere e sopraffarre il proprio simile per ottenere la gloria.
    Ci hanno raccontato di esser nati peccatori, quando invece nasciamo vittime del più grande abuso, il battesimo, il più grande abuso sulla persona figlio della bugia, dell'ignoranza e della storia.
    Riscriviamola allora questa storia, insegnamola ai nostri figli in modo diverso oggi che ne abbiamo le possibilità, oggi che ci sono i sistemi per capire che è tutta una grande bugia.
    Non condanniamo chi ci ha insegnato ciò però, comprendiamo che per certi versi è stato giusto così ma correggiamoli e soprattutto correggiamoci.

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  2. It was a wonderful essay.
    Yes, the history and the sophisticated way of the manipulation of it are created since 10th century from monarchs and popes.
    Our days?
    It's the same. Only the numbers and the nouns are different.In stead of the "noun" monarch we have the democratic "Parlament, Congress,Senate"-s and the "church"-s are substituted by the "school"-s.

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