02 novembre 2010

Pasolini

Viator

35 anni fa, nella notte tra il primo e il due di Novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini veniva assassinato presso l'idroscalo di Ostia.

Narratore colto, sensibile e poetico, arguto saggista, regista appassionato ed anticonformista. Se mi si chiedesse quale sia il personaggio italiano del Ventesimo secolo che meglio rispecchia il mio ideale di essere umano evoluto, senza alcun dubbio sceglierei Pier Paolo Pasolini. Non soltanto per le sue qualità intellettuali ed artistiche, quanto soprattutto per la perfetta fusione di queste ultime con una grandissima umanità; una personalità semplice ed un animo gentile e generoso.

Quando così tanti attributi antisistemici sono riuniti in un unico individuo notevolmente conosciuto, apprezzato ed imitato, non di rado avviene che sul più bello costui finisca "morto ammazzato", "suicidato", oppure "incidentato." Nel caso di Pasolini  si trattò di omicidio. Omicidio a sfondo sessuale, sancirono le due sentenze che nel 1975 e 1976 condannarono in prima istanza e poi definitivamente il reo confesso, prostituto diciassettenne Giuseppe Pelosi, a 9 anni di reclusione. E ciò malgrado la versione dei fatti esposta dal giovane presentasse numerose incongruenze rispetto alle prove materiali rinvenute sulla scena dell'omicidio ed i riscontri autoptici (come narrato nello ottimo film di Marco Risi: Pasolini, Un Delitto Italiano).

L'opinione pubblica - perciò - nonostante alcune ben fondate perplessità - dovette rassegnarsi ad accettare come "autentica" la versione dei fatti ricostruita nelle motivazioni della sentenza.

Trent'anni più tardi, nel 2005, nel corso di una intervista televisiva, Pino Pelosi ritrattò la propria versione dei fatti, dichiarando di non essere il vero omicida. Spiegò di essere stato indotto ad accollarsi il delitto per mezzo di gravissime minacce dirette contro la sua persona ed i suoi famigliari. Descrisse tre ignoti personaggi con forte accento siciliano, indicandoli come gli autentici autori dell'omicidio.

Attualmente non è ancora stato appurato definitivamente quali siano stati i motivi dell'omicidio di Pier Paolo Pasolini. C'è chi ha teorizzato un delitto legato alla "lotta di potere" che prendeva forma in quegli anni nel petrolchimico, tra Eni e Montedison. Si dice che il romanzo-inchiesta: "Petrolio", uscito postumo nel 1992 (oltre 15 anni dopo la scomparsa dell'autore!), sul quale Pasolini stava lavorando nei giorni in cui fu ucciso - ponendo in relazione alcune personalità di spicco del petrolchimico con lo stragismo italiano degli anni Settanta - probabilmente toccò alcuni "nervi scoperti."

Mi succede - a volte - ascoltando le opinioni dei tanti professori e sedicenti uomini di cultura che frequentano la attuale scena televisiva italiana, oppure leggendo alcuni editoriali a firma di quelli che oggigiorno sono considerati la crema della intellettualità italiana, oppure guardando film contemporanei girati con pompose velleità "autoriali", di inorridire di fronte alla banalità, la faziosità, la grettezza, l'opportunismo, il cinismo, la sterilità. Tutto ciò accade perché ho la opportunità di confrontare questi personaggi, queste opere, con la figura e le opere di intellettuali del calibro di Pasolini.

Nonostante l'imprescindibile contributo che l'autore bolognese seppe fornire alla cultura italiana e mondiale grazie alla sua opera, mi piace pensare che l'eredità tramandata ai posteri da Pasolini, prima ancora che dalle sue opere, dalla forza morale dei suoi romanzi e film, dalla arguzia dei suoi saggi, dalla profeticità delle sue intuizioni, risieda nel genere di persona che fu. Nel modo onesto, libero e dignitoso con cui visse la vita e andò incontro alla morte.

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975)
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2 COMMENTI:

Anonimo ha detto...

Grande PPP ci manchi
edy

Rocco Si Freddo ha detto...

Mi associo anch'io (x quel che conta..)che PPP sia stata la maggior personalità italiana del 20° secolo: c'è da dire anche che era un'altra Italia quella, più antiquata ma anche molto + libera e - sistemica, come dite voi. Il che fa svettare il personaggio, con tutto quello che è stato e che ha creato e che oggi, difficilissimamente si potrebbe ripetere. Chi darebbe spazio infatti, ad oggi, in tv o al cinema, ad un uomo libero come è stato lui???????

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