21 gennaio 2011

Chi Era Osho - Ritratto e Discorso

osho
A cura di Anticorpi.info

Bhagwan Shree Rajneesh, più noto con il nome di Osho, nacque come Rajneesh Chandra Mohan in India a Kuchwada, l'11 dicembre del 1931. Una fonte afferma che Bhagwan significhi 'il benedetto', e Shree significhi 'Maestro.'

Spirito libero, insofferente verso regole e dettami dell'istituzione canonica, desideroso di sperimentare l'esistenza in prima persona, insofferente a regole e norme imposte o acquisite ciecamente, Osho intraprende la via della ricerca interiore e all'età di 21 anni raggiunge l'illuminazione, che in seguito descrive come "l'istante in cui la goccia si fonde nell'oceano nell'attimo stesso in cui l'oceano si riversa nella goccia".

Professore di filosofia al Sanskrit College di Rajpur prima, e poi rettore della cattedra di filosofia all'università di Jabalpur nel '66, abbandona la carriera universitaria e fonda a Bombay una comunità spirituale, che trasferisce a Pune nel '74 (21° anniversario della sua illuminazione). 

Fonda una comunità nell'Oregon, dove si trasferisce, ma viene arrestato e avvelenato. 

Nell'87 torna a Pune, dove crea un laboratorio di crescita e una Multiversità dell'essere, a cui si ispirano i centri di tutto il mondo.

Nel febbraio 1989 i suoi sannyasin decidono all’unanimità di chiamarlo “Osho”, nome che deriva dal termine “Oceanico”, coniato dal filosofo William James e da lui stesso usato per indicare il dissolversi nell’oceano dell’esistenza proprio dell’esperienza religiosa.

“Osho” indica colui che vive quell’esperienza di appartenenza al Tutto e che, proprio per le sue peculiarità, lo rende a pieno diritto un Maestro di Realtà.

Il 19 gennaio '90 lascia definitivamente il corpo, insieme a una grande eredità: la via che coniuga il sapere orientale a quello occidentale, aiutando l'individuo a liberarsi da schemi e condizionamenti, per realizzarsi pienamente e in modo consapevole, e diventare un Uomo Nuovo.
"Io non vi sto insegnando nulla. Non ho alcun messaggio. Non vi sto convertendo… Va bene che la gente mi trovi pieno di contraddizioni, perché solo un banalissimo erudito si preoccupa di dire cose sensate. Al contrario c'è un uomo che parla non per trasmettere conoscenze, bensì poesia, non conoscenze ma significato e profumo, una presenza… Io non ho nulla da dirvi, ma molto da condividere con voi."
Osho ha dedicato la vita a portare al mondo la via per raggiungere la illuminazione, cioè la presa di coscienza della scintilla divina che è in ciascuno di noi, il contatto con il Tutto. 

Questa si consegue attraverso un cammino di consapevolezza, che si attua rimanendo centrati su di se, vigili, capaci di vedere la realtà senza lasciarsi fuorviare da emozioni, stati d'animo, pregiudizi e soprattutto dalle illusioni. 

L'aiuto più grande per raggiungere questo traguardo viene dalla pratica giornaliera della meditazione (che Osho considera "chiave per svelare il mistero dell'esistenza"), che può essere quella tradizionale, statica, con gli occhi chiusi, o quella più moderna e dinamica, la meditazione kundalini e quella attiva, che si può fare anche camminando.

Egli ha chiarito:
"Io sono parte dell'eterna evoluzione dell'uomo. Cercare la verità non è cosa nuova né vecchia. La ricerca del proprio essere non ha nulla a che fare con il tempo. Potrei non esserci più, ma ciò che sto facendo continuerebbe. Nessuno ne è il fondatore, nessuno ne è il leader, è un fenomeno immenso! Molti illuminati sono apparsi, hanno dato il loro aiuto e sono scomparsi, ma il loro aiuto ha condotto l'umanità un po' più in alto, l'ha resa un po' migliore, un po' più umana. Essi hanno lasciato il mondo un po' più bello di come l'avevano trovato."
Per Osho la meditazione è essenzialmente un momento di consapevolezza in cui si è totalmente nel pensiero, nella parola, nell'azione e assenza di pensiero razionale; più che una tecnica è un "trucco" o un espediente.

Osho è dunque il sostenitore di ciò che è: qualunque categoria di bene e male, giusto o sbagliato, qualunque giudizio o valore morale è opera della mente ed in quanto tale non tocca affatto il regno dello Spirito. Questo al fine di :
"…rompere il sonno dell'inconscio, con i suoi pensieri, sogni e proiezioni mentali. Devi svegliarti rispetto a ciò che viene visto, per mettere a fuoco colui che vede."
In questo senso la dottrina di Osho, pur essendo altamente eclettica e cogliendo spunti in tutto il pensiero orientale e occidentale, si può collocare, forzando qui i termini del discorso, nell'ambito del vasto movimento buddhista denominato Mahayana (grande veicolo).

Secondo Osho l'illuminazione (samadhi) non ha patria ed è alla portata di tutti: il suo insegnamento è crogiolo e sintesi di ogni pensiero e filosofia, dal Cristianesimo al Sufi, dall'Induismo al Giainismo, al Taoismo, passando attraverso il Buddismo Zen.

Osho insegnava una forma di Monismo, Dio è in ogni cosa e in ogni persona. Non esiste differenza tra "Dio" e "non Dio". Le persone, anche le peggiori, sono divine. Osho si fece notare per le barzellette molto offensive: alcune antisemite, altre anticattoliche, altre che insultavano praticamente ogni gruppo religioso o etnico. Spiegava che lo scopo era scioccare la gente e incoraggiarla ad esaminare identificazione e attaccamento alle loro credenze etniche o religiose. La sua polemica era che sul fatto che le divisioni nazionali, religiose, di genere o razza sono distruttive.

Le istituzioni di qualsivoglia ordine e grado, dallo Stato alla famiglia, hanno secondo Osho distrutto la capacità dell'uomo di sentirsi e riconoscersi in Presenza nel proprio silenzio interiore e così amare la vita in un'estasi continua. Quindi divenire maestri di se stessi è il compito principale del percorso tracciato da Osho, così come da tutti i maestri d'Oriente e Occidente: la capacità di apprendere dall'esperienza la difficile arte di affidarsi alla vita, lasciarsi andare e oltrepassare i ristretti confini della propria mente individuale (è perentorio il richiamo di Osho che mette continuamente in evidenza la natura della "mente che mente") per raggiungere la consapevolezza di ciò che in realtà siamo: non individui separati, bensì parte costitutiva del Tutto. Di qui il radicamento nell'esperienza concreta e vissuta, intesa come unico canale di conoscenza.

Osho ha parlato di centinaia di temi di grande interesse per l'uomo contemporaneo: dalla filosofia, alla politica, alla religione, agli avvenimenti più comuni della vita di tutti i giorni. Le migliaia di ore di discorsi sono tutte registrati, spesso anche in video, e possono essere ascoltati da chiunque in qualsiasi posto, creando, come dice Osho, "ovunque lo stesso silenzio". 

Le trascrizioni di questi discorsi sono pubblicati in centinaia di libri. In questi discorsi la mente umana viene messa al microscopio come mai prima, analizzata nelle sue pieghe più sottili. 

Osho continua a essere, fra i maestri venuti in Occidente dall’India, il più paradossale e controverso. 

Oggi l'insegnamento di questo guru indiano è più vivo e attuale che mai. Osho, è stato un maestro che ha dedicato la sua vita a indicare la via per il risveglio di coscienza, soprattutto attraverso la meditazione. I suoi insegnamenti racchiudono l'essenza di tutte le grandi religioni, ma anche quella delle più moderne psicoterapie umanistiche. 

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PHILOSOPHIA PERENNIS 
Volume 1 Discorso 1
di Osho

A proposito dell’Oriente e l’Occidente.

L’occidente è la mente maschile, l’intelletto aggressivo. L’oriente è la mente femminile, l’intuizione ricettiva. L’oriente e l’occidente non sono solo termini arbitrari; la divisione è molto più profonda e significativa. 

E non bisogna dimenticare ciò che disse Rudyard Kipling perché è molto significativa. Disse che ‘l’oriente e l’occidente non dovrebbero mai incontrarsi’. C’è un frammento di verità in questo, l’incontro sembra impossibile perché le due maniere di funzionare sono diametralmente opposte.

L’occidente è aggressivo, scientifico, disposto a conquistare per natura. L’oriente non è aggressivo; è ricettivo, disposto a essere conquistato per natura. L’occidente è ansioso di sapere, l’oriente è paziente. L’occidente prende ogni iniziativa possibile per scoprire i misteri della vita e dell’esistenza; cerca di aprire le porte. L’oriente semplicemente spera con profonda fiducia: “Quando lo crederà opportuno, la verità si rivelerà a me.”

L’occidente è la concentrazione della mente; l’oriente è il non pensare. L’occidente è mente; l’oriente è non-mente.

L’oriente e l’occidente non solo rappresentano la divisione della Terra in due emisferi; rappresentano anche la mente, il tuo cerebro. Anche il tuo cerebro è diviso in due emisferi come la Terra. 

Il tuo cerebro ha un oriente e un occidente. L’emisfero sinistro è l’occidente, connesso con la parte destra del corpo, l’emisfero destro è l’oriente, connesso con la parte sinistra del corpo. Il processo di entrambi è molto differente.

L’emisfero sinistro calcola, pensa; è logico, produce la scienza. L’emisfero destro è un poeta, un mistico: intuisce, sente, è ambiguo, nebbioso. Non c’è niente di chiaro, tutto è nel caos. Però questo caos ha una sua bellezza; questo caos ha una grande poesia, una grande canzone, è molto proficuo.

La mente calcolatrice è come un fenomeno desertico e la mente non calcolatrice è più come un giardino in cui gli uccelli cantano e i fiori fioriscono…è un mondo totalmente differente…

Sto cercando di portare una grande sintesi dell’oriente e dell’occidente, della scienza e della religione, dell’intelletto e l’intuizione, della mente maschile e quella femminile, della testa e il cuore, della destra e la sinistra. Sto cercando in qualche forma possibile di creare una grande armonia, perché solo con questa armonia posso darti una nuova nascita.

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Tratto dai siti: Alkaemia, Rushhour, Oshoamici

Link diretti agli articoli:
http://www.alkaemia.it/via_dei_maestri_osho.php
http://rushhour.blogosfere.it/2008/02/osho-loriente-e-loccidente.html
http://www.oshoamici.it/osho.htm

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Giusto o Sbagliato?

7 commenti:

  1. Quando passo in qualche iperstore di musica libri e quant'altro(tipo fnac per intenderci)e vedo sempre i libri di osho e affini in bella mostra ad altezza occhi, proprio non riesco a fidarmi...sarà un mio limite...saluti.Rob

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  2. Osho ti direbbe: se anche leggessi un libro e questo ti facesse male, che te ne frega?

    Questo è il tuo limite
    C@se

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  3. Osho è stato un personaggio che ha giocato molto per scardinare un certo tipo di rigidità e bacchettonaggine che cinquant'anni fa era ancora più forte di oggi. E' stato tutto e il contrario di tutto: grande saggio, grande imbonitore, grande entertainer, grande guru, grande anti-guru, grande manipolatore, grande accumulatore di Rolls Royce e danari, ecc.
    Il fatto che abbia sovvertito ogni parametro ragionevole è stato proprio la sua grandezza a mio parere, oltre al fatto di essere stato molto bravo nel parafrasare e rendere comprensibili ai più lo zen, il Vedanta, Gurdjieff, ecc. a costo tuttavia di molte semplificazioni.
    E' stato anche un grande inventore di giochi meditativi come la meditazione dinamica il cui unico obiettivo era quello di far sfogare e aprire i sannyasin, spesso reduci da una vita di educazione religiosa e repressiva, ed aprirli in questo modo a un silenzio, a un sentire che sono il vero inizio della spiritualità.
    Tanto di cappello dunque al vasto Osho, guitto e saggio, santo e mignotta, porno e mistico. Pochi hanno saputo come lui mettere insieme gli apparenti contrari e mostrare come bene e male sono solo distinzioni apparenti nel flusso totale dell'Uno. Come tutti i grandi è stato amato da molti e odiato da altrettanti. Fa parte del gioco. :-)

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  4. osho ha capito prima di altri(ma anche dopo certi altri) alcuni meccanismi della vita diciamo così"terrena" e ci ha giocato;non metto in discussione la sua buona fede ma secondo me questo non basta....è nato,è cresciuto e si è fato i suo percorso...onore al merito si diceva in tempi passati;ma di maestri così se ne può fare a meno.Saluti e complimenti per il blog.Rob

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  5. Osho era un ipocrita bugiardo, schiavo della sua arroganza nel credere a delle enormi bugie.

    http://ilcredino.blogspot.com/

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  6. Grazie dell'articolo. Navigando su vari siti mi sono imbattuto in questo che voglio condividere con voi.
    Grazie per questo input.
    http://ilpoteredelquieora.blogspot.com/2010/03/osho-e-la-vera-felicita.html

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  7. Comincio a pensare che limortaj e il gestore del credino siano la stessa persona, o che entrambe non abbiano di meglio da fare... perchè perdono tempo dietro a qualcosa di inutile come questo?

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