1 aprile 2011

Gli USA Verso la Fame e la Rivoluzione

bancarotta stati uniti
di A. Folliero

Nel mese di febbraio il debito pubblico USA è continuato a crescere; da inizio anno è aumentato complessivamente di 169,55 miliardi. Nell’ultimo anno, a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, in molti paesi del nord Africa e del Medio Oriente sono scoppiate rivolte popolari.

La fame è, dunque, alla base di queste rivolte, che solo negli ultimi mesi sono arrivate all’attenzione dei media mondiali; basta citare la rivolta in Egitto, di cui noi abbiamo parlato un anno fa, e che i media ufficiali hanno scoperto solo all’inizio di quest’anno!

Oggi nessuno ne parla, ma presto vedremo queste rivolte anche negli Stati Uniti.
Molto presto gli statunitensi, finora i più ricchi del pianeta, avranno problemi di fame ed inevitabilmente i morsi della fame conducono alle rivolte, alle esplosioni sociali. 

Pochi giorni fa sono stati diffusi i dati, aggiornati al mese di dicembre del 2010, sugli statunitensi che usufruiscono dell'assistenza alimentare del governo, ossia chi riesce a mangiare grazie agli aiuti del governo.

Secondo questi dati, sono 44.082.324 gli statunitensi che sopravvivono grazie agli aiuti statali; rispetto all’anno precedente sono aumentati di oltre il 13% e nell’ultimo mese la crescita dei bisognosi di assistenza è stata dell’1,1%. In pratica quasi il 15% della popolazione USA sopravvive grazie alla elemosina del governo o per meglio dire il governo riesce ad impedire le esplosioni sociali grazie a questi aiuti.

Queste esplosioni sociali, negli Stati Uniti non potranno essere contenute per molto tempo ancora. E questi aiuti, che ammontano a decine di miliardi al mese, contribuiscono ad alimentare il deficit.

Analizziamo brevemente come si sta finanziando il deficit USA. Sostanzialmente il deficit è coperto in due modi: i titoli del debito pubblico USA sono acquistati per il 70% dal Banco Centrale USA, la Federal Reserve ed il restante 30% dalle banche centrali di altri paesi. In concreto, da un lato la Federal Riserve acquista i buoni del tesoro USA coi soldi che stampa, ossia stampa dollari e li trasferisce al governo; dall’altro lato il debito è coperto da alcune banche centrali di paesi esteri.

I paesi che maggiormente stanno aiutando gli USA sono: il Regno Unito,  il Giappone, la Cina, il Canada ed il Brasile; questi cinque paesi che detengono quasi il 60% di tutto il debito estero USA, negli ultimi sei mesi hanno contribuito ad acquistare l’85% delle necessità USA, coperte attraverso la vendita all’estero dei titoli del debito publico.

In particolare, il Regno Unito negli ultimi sei mesi ha coperto il 40% del debito estero totale. La banca centrale inglese è riuscita a trovare i soldi grazie alla manovra del governo inglese che ha tagliato la spesa pubblica, ha incrementato le tasse ed ha proseguito nella privatizzazione, ossia la vendita di quanto ancora rimane da vendere dei beni statali. Il governo inglese non potrà continuare a spremere, derubare il proprio popolo all’infinito, senza ritrovarsi in casa esplosioni sociali, per cui è pensabile che debba necessariamente ridurre questi aiuti.

Anche il Giappone, che negli ultimi sei mesi aveva contribuito ad acquistare il 20% del debito estero USA, a causa del recente terremoto, non potrà più permettersi di trasferire agli USA quei soldi, che ovviamente servono alla ricostruzione.

La Cina, che rimane il primo paese detentore del debito estero degli USA, con oltre 1.160 miliardi di dollari, negli ultimi sei mesi ha trasferito agli USA solo 48 miliardi, poco più del 10% del totale. La Cina è il maggiore detentore in assoluto del debito estero USA, però negli ultimi sei mesi ha drasticamente diminuito l’acquisto di titoli USA ed è probabile che continui a farlo in quanto è imepegnata a sviluppare il mercato interno. Insomma la Cina, che nel mese di febbraio, e per la prima volta in sette anni, ha avuto un deficit commerciale di oltre 3 miliardi, invece di trasferire i soldi agli USA, li utilizzerà sotto forma di aumenti salariali, per stimolare la domanda interna.

Il Canada è un altro dei paesi occidentali in crisi e quindi diffícilmente potrà continuare a sostenere il debito USA nella misura attuale.

In conclusione sono pochi i paesi che possono permettersi di trasferire denaro agli USA; tra questi il Brasile e le banche centrali di alcuni paesi caraibici, ma non potranno certamente compensare il mancato afflusso dei primi cinque attuali finanziatori.

E’ dunque molto probabile che gli USA non potranno contnuare a trovare all’estero i capitali per finanziare il proprio deficit di bilancio.

Il governo USA sarà costretto a ricorrere sempre più alla stampa dei dollari, misura pericolossissima perchè farà crescere l’inflazione. Allo stesso tempo, dovrà ricorrere a tagli della spesa pubblica, ma non avendo minimamente intenzione di tagliare le spese militari (che per il prossimo bilancio sono state ridotte simbolicamente, ma che probabilmente cresceranno se, come sembra, il governo di Obama è intenzionato ad aprire nuovi fronti di guerra in Libia, in Yemen, in Pakistan), sarà costretto a tagliare le spese sociali ed assistenziali, tra le quali gli aiuti alimentari per permettere a decine di milioni di statunitensi di non morire di fame, evitando le esplosioni sociali.

Con tali inevitabili tagli, l’incremento delle tasse e il costante aumento della disoccupazione (che a differenza dei dati ufficiali che riportano il 10%, è di almeno il doppio), in sostanza si sta preparando una miscela esplosiva. Le esplosioni sociali saranno inevitabili.

Se oggi il 15% della popolazione USA vive di assistenza e si evita la sua esplosione grazie a questi aiuti, nei prossimi mesi con l’aumento dei bisognosi, della gente che muore di fame ed i tagli che il governo dovrà fare assisteremo inevitabilmente a esplosioni sociali anche negli Stati Uniti, sullo stile di quelle che stiamo vedendo nel nord Africa.

Le file dei poveri negli Stati Uniti sono destinate a crescere anche per un altro fattore. La crescita dei prezzi delle materie prime, in particolare dei prodotti petroliferi, sta causando un aumento dei prezzi dei prodotti cinesi, che sono i prodotti maggiormente consumati dagli statunitensi.

L’aumento dei prezzi congiuntamente alla rivalutazione della moneta cinese e la perdita di valore del dollaro, determinerà che sempre meno statunitensi potranno accedere ai prodotti provenienti dalla Cina, ossia accedere al mercato.

Nei prossimi mesi la maggioranza degli statunitensi avrà problemi a mettere qualcosa in tavola e la fame inevitabilmente condurrà alle esplosioni sociali.

Ma la cosa peggiore è che la maggioranza degli statunitensi, distolti dall’ultimo modello di cellulare, di Ipod, di Ipad e quanto serve a rincretinirli, ignora totalmente cosa gli sta per accadere, da qui a qualche mese! 

Recentemente, anche il Wall Street Journal ha cominciato a parlare della fine dell’era del dollaro; ovviamente ne parla come di un qualcosa che avverà in un futuro lontano, da qui a dieci anni. La verità è che la storia della maggioranza degli statunitensi cambierà molto, ma molto prima; anzi è probabile che si realizzino le previsioni di alcuni studiosi, tra cui gli scriventi, che da anni avvertono di una possibile futura balcanizzazione, frantumazione, disgregazione degli USA. Gli Stati Uniti cesseranno di esistere.

Articolo pubblicato sul blog di Attilio Folliero
Link diretto all'articolo:
http://attiliofolliero.blogspot.com/2011/03/gli-usa-verso-la-fame-e-la-rivoluzione.html#more

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I.O.U.S.A.

4 commenti:

  1. Rocco Si Freddo1 aprile 2011 12:10

    Anzichè tirarsi arance, finiranno per tirarsi addosso i loro pessimi cheeseburgers.. scoprendo, per la prima volta, la loro vera funzione sociale?! - mentre noi dobbiamo ancora capire cosa ci tireremo addosso, l'un l'altro, fra un pò?! (avendo parecchia scelta..)
    (Commento scemo, della serie: prendiamola a ridere)

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  2. Sento puzza di guerra.

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  3. il declino inevitabile dell'impero che crolla!!!
    Noi porveri caproni che non facciamo parte della èlite, non possiamo capire le loro esigenze di far soldi! Questo scellerato vampirismo monetario ci porterà a qualcosa di brutto, peccato che l'erba cattiva non muore mai.

    Astarotte

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  4. Semplicemente da serie A a serie B.
    Da quando gli US.A si sono sempre piu' palesati come US.B (United Skull&Bones).

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