7 aprile 2011

Il Fatto della Reincarnazione

reincarnazione
Synthesis per Anticorpi.info

Chiamo questo post Il Fatto della Reincarnazione e non La Teoria della Reincarnazione perché difficilmente si possono trovare dinamiche più documentate di questa.

La reincarnazione è il nocciolo comune di ogni religione antica o moderna, sebbene alcune se ne siano momentaneamente dimenticate. E' anche uno degli aspetti più innovativi delle moderne terapie psicologiche. Oltre a essere del tutto compatibile con le leggi della fisica.

Che la reincarnazione sia presente nella religione buddhista ed in quella induista lo sanno tutti. Pochi sanno invece che essa sia presente nell' Islam, nel cui libro sacro - Il Corano - è presente la seguente locuzione:"Signore, ci hai fatto morire due volte e ci hai dato la vita due volte. Confessiamo i nostri peccati: c'è una via per uscirne?" (40°11)

E questo è l'Islamismo exoterico, ossia quello delle masse. Lo Islamismo esoterico invece, il Sufismo, ne fa esplicita menzione.

L'Ebraismo exoterico non ne parla, ma la Cabala - da cui l'Ebraismo è nato - contiene questo principio, e qualunque cabalista lo confermerà.

L'esistenza della reincarnazione ai primordi della religione cristiana è tema su cui verte una forte polemica, anche perché i cristiani oggi negano con forza tale connessione. Fatto sta che fu la reincarnazione fu condannata nel 553 dc durante il Concilio di Costantinopoli, convocato non da una figura religiosa ma fortemente voluto dallo Imperatore Giustiniano. Si può presumere che questo si muovesse per motivi politici più che per amore delle verità teologiche.

Dopo la sconfitta dello Gnosticismo da parte del Cristianesimo istituzionalizzato nello impero romano, la corrente che discendeva da Origene, uno dei padri della chiesa, che conteneva nei suoi insegnamenti la dottrina delle rinascite, fu così dichiarata eretica.

Nella Bibbia però è contenuto (tra gli altri) questo frammento:  
“La Legge e i Profeti infatti hanno profetizzato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda. Allora i discepoli gli domandarono: “Perché dunque gli scribi  dicono che prima deve venire Elia? Ed egli (Gesù) rispose: “Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non  lo hanno riconosciuto; anzi, lo hanno trattato come hanno voluto.” Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista." (Mt 17, 10-13)
Da qui si potrebbe desumere che Gesù, che per sua stessa ammissione parlava per parabole così che ognuno carpisse solo ciò che era pronto a ricevere, conoscesse questa dottrina. Il che appare ancora più evidente se si prendono i vangeli 'apocrifi' quelli cioè scartati dai costituendi poteri ecclesiali con metodi molto discutibili (si dice che abbiano messo tutti i vangeli disponibili sotto un tavolo e poi abbiano pregato lo Spirito Santo affinché ne scegliesse quattro ispirati da lui e li ponesse durante la notte sopra al tavolo durante la notte ... quel che non si dice invece è chi tenesse la chiave della stanza).

I Rosa+Croce - tra le più importanti correnti esoteriche/mistiche del Cristianesimo - nel libro "Cosmogonia dei Rosacroce" espongono così la loro dottrina, confutando in modo arguto le altre:

Ogni grande legge della natura deve necessariamente essere in armonia con tutte le altre. Sarà perciò utile che lo studioso esamini tali teorie in relazione a ciò che generalmente si ammette come «leggi riconosciute della natura», come vengono osservate in quella parte dell'universo che ci è familiare. 

Le tre teorie in questione sono le seguenti:

I. - La teoria Materialistica, la quale sostiene che la vita è un viaggio dalla culla alla tomba, che la mente è il risultato di certe correlazioni della materia, che l'uomo è la più grande intelligenza del Cosmo e che la sua intelligenza perisce col disintegrarsi del corpo dopo la morte.

II. - La teoria Teologica, la quale asserisce che ad ogni nascita una nuova anima entra nell'arengo della vita, direttamente dalla mano di Dio, passando da uno stato invisibile, attraverso la porta della nascita, alla esistenza visibile; che alla fine di un breve periodo di vita nel mondo materiale se ne va attraverso la porta della morte nel mondo invisibile dal quale non farà ritorno; che qui la sua felicità o la sua sofferenza è decisa in eterno dalle sue azioni compiute nel brevissimo periodo di tempo che intercorre fra la vita e la morte.

III. - La teoria della Reincarnazione, la quale insegna che ogni Spirito è parte di Dio e racchiude tutte le possibilità divine come il seme racchiude la pianta; che per mezzo di ripetute esistenze in un corpo terrestre suscettibile di perfezionamento le possibilità latenti sono lentamente sviluppate in potenza dinamica; che nessuno si perde durante questo processo; ma che tutta l'umanità raggiungerà da ultimo la meta della perfezione e della riunione con Dio.

La prima di queste teorie è monistica. Tende a spiegare tutti i fatti dell'esistenza come processi nell'ambito del mondo materiale. Le altre due teorie si accordano nel loro dualismo, ossia esse ascrivono alcuni dei fatti e delle fasi dell'esistenza ad uno stato super-fisico invisibile, ma differiscono largamente su altri punti.

Se studiamo la relazione che intercorre fra la teoria materialistica e le leggi conosciute dell'universo, troviamo che la continuità della energia è altrettanto bene stabilita quanto la continuità della materia e che né l'una né l'altra hanno bisogno di delucidazione. 

Sappiamo anche che materia ed energia sono inseparabili nel Mondo Fisico. Ciò è contrario alla teoria materialistica la quale ritiene che la mente perisca con la morte. Se nulla può essere distrutto, neppure la mente può essere distrutta. 

Inoltre sappiamo che la mente è superiore alla materia, poiché modella i lineamenti del viso così che questa diviene un riflesso o specchio della mente. Abbiamo scoperto che le molecole del nostro corpo cambiano continuamente; che almeno una volta ogni sette anni avviene un mutamento in ogni atomo di materia che lo compone. Se la teoria materialistica fosse corretta, la coscienza dovrebbe essere sottoposta a un radicale cambiamento con nessuna memoria di ciò che precedette, e l'uomo non potrebbe perciò ricordare un qualsiasi evento per più di sette anni. Sappiamo che così non è. Noi ricordiamo gli eventi della nostra infanzia. Molti dei più banali incidenti, anche se dimenticati dalla coscienza ordinaria, sono stati distintamente ricordati nella visione della vita trascorsa, da persone in procinto di annegare che hanno raccontato l'esperienza dopo essere state salvate. 

Esperienze simili, in stato di trance, sono comuni. La teoria materialistica è incapace di spiegare queste fasi di sub e super-coscienza. Essa le ignora. Allo stato attuale delle ricerche scientifiche, quando scienziati eminenti hanno stabilito senza dubbio l'esistenza di questi fenomeni, cercare di ignorarli è molto imbarazzante per una teoria che pretende di risolvere i maggiori problemi della vita, anzi la Vita stessa.

Possiamo dunque liberamente passare dalla teoria materialistica - inadeguata a risolvere il mistero della vita e della morte - alla teoria seguente.

Una delle più serie obiezioni alla dottrina teologica ortodossa è la sua insufficienza. 

Delle miriadi di anime create che hanno abitato il Globo dal principio del Mondo, anche se tale principio risalisse a non più di seimila anni, l'insignificante numero di 144.000 anime deve salvarsi!

1. Il resto dovrà essere torturato per l'eternità. Il diavolo trionfa. Non si può fare a meno di dire con Buddha: «Se Dio permette una tale calamità Egli non può essere buono, e se non può impedirla non può essere Dio».

Nulla nella natura si attaglia ad un metodo di creazione cui fa seguito la distruzione. Si afferma che Dio desidera che tutti siano salvati e che Egli è contrario a ogni distruzione avendo per la salvezza di tutti dato «il Suo proprio Figlio», e tuttavia questo «glorioso piano di salvezza», non riesce a salvare!

Se un transatlantico con duemila anime a bordo annunziasse con radio-messaggio che sta per affondare ad alcune miglia dal porto, sarebbe forse un «glorioso piano di salvezza» che un veloce motoscafo capace di salvare solo due o tre persone fosse mandato in suo soccorso? Vi sarebbe piuttosto da denunciarlo come un «piano di distruzione» se non si provvedessero dei mezzi adeguati per la salvezza della maggior parte dei naufraghi. Ma il piano teologico di salvezza è molto peggiore di questo, perché due o tre su duemila è una proporzione immensamente più grande della ortodossa teoria teologica di salvare solo 144.000 delle miriadi di anime create.

Si può tranquillamente rigettare anche tale teoria come non corretta perché irragionevole. Se Dio è onnisapiente deve avere ideato un piano molto più efficace. Egli lo ha fatto, e quella su accennata è solo una teoria per teologi. L'insegnamento della Bibbia è molto diverso, come vedremo in seguito.

Consideriamo ora la dottrina della Reincarnazione che presume un lento processo di sviluppo, condotto con inflessibile persistenza attraverso numerose reincarnazioni, in forme di crescente efficienza per le quali tutti sono, col tempo, portati ad una elevatezza di splendore spirituale che per ora non ci è possibile concepire.

Non vi è nulla di irragionevole né di difficile ad accettare tale teoria. Guardando intorno a noi troviamo ovunque nella natura questo sforzo nella ricerca della perfezione in maniera lenta, ma persistente. Non troviamo alcun improvviso processo di creazione o di distruzione come il teologo afferma; ma troviamo «Evoluzione».

L'Evoluzione «è la storia del progresso dello Spirito nel Tempo». Ovunque, vedendo intorno a noi i fenomeni dell'universo, ci rendiamo conto che il sentiero dell'evoluzione è una spirale. Ogni sua spira è un ciclo. Ogni ciclo si immerge nel seguente, poiché le spire sono continue, ogni ciclo essendo il prodotto perfezionato dei precedenti e il creatore degli stati più perfetti che gli succedono.

Una linea retta non è che l'estensione di un punto. Non occupa che una dimensione nello spazio. La teoria del materialista e quella del teologo sarebbero simili a questa linea. Il materialista fa cominciare la linea della vita dalla nascita e, per coerenza, l'ora della morte deve terminarla. Il teologo comincia la sua linea con la creazione dell'anima appena poco prima della nascita. Dopo la morte l'anima continua a vivere e il suo destino è irrimediabilmente determinato dalle azioni di pochi brevi anni di vita. Non c'è nessun ritorno per correggere gli errori. La linea continua diritta, essa implica un minimo di esperienza, e nessuna elevazione per l'anima dopo la morte.

ciclo della vita

Il progresso naturale non segue una linea retta come queste due teorie implicano, e nemmeno un sentiero circolare, poiché equivarrebbe a un ciclo infinito delle stesse esperienze e l'uso di solo due dimensioni nello spazio. Tutto si muove in cicli progressivi, e per trarre vantaggio da ogni occasione di avanzamento offerta dal nostro tridimensionale universo, è necessario che la vita evolventesi segua il sentiero tridimensionale (la spirale), che va sempre avanti e verso l'alto.

E poco più avanti:

Ovunque la spirale: avanti, verso l'alto, per sempre! E' mai possibile che questa legge, così universale in ogni regno, non operi nella vita dell'uomo? La terra si risveglierà ogni anno dal suo sonno invernale, gli alberi e i fiori vivranno nuovamente, mentre l'uomo dovrà morire? Ciò non può essere!

La stessa legge che risveglia la vita della pianta per una nuova crescita, risveglierà lo essere umano a nuove esperienze per avanzare sempre più verso la perfezione. Perciò la teoria della Reincarnazione, che postula ripetute incarnazioni in veicoli gradatamente perfezionantisi, è in perfetto accordo con la evoluzione e con i fenomeni della natura, mentre le altre due teorie non lo sono.

Considerando la vita da un punto di vista etico, troviamo la legge della Reincarnazione accoppiata alla legge di Conseguenza, dalla quale è inseparabile, che è la sola teoria che soddisfi il nostro senso di giustizia, in armonia con gli eventi della vita come li osserviamo intorno a noi.

Il motivo per cui nel Cristianesimo essoterico questa dottrina sia stata omessa ci viene sempre spiegato dai R+C con le seguenti parole:

Tutte le altre religioni non hanno fatto che tendere verso la religione cristiana. Esse erano religioni di razza e contengono solo in parte ciò di cui la religione cristiana abbonda. Il vero Cristianesimo Esoterico non è stato ancora pubblicamente insegnato e nemmeno lo sarà fino a che l'umanità non avrà superato la fase materialistica e diventerà capace di riceverlo. La legge della Reincarnazione e quella di Conseguenza sono state insegnate sempre segretamente, ma per il diretto comando del Cristo stesso come vedremo, queste due leggi non sono state pubblicamente insegnate nel Mondo Occidentale durante gli ultimi duemila anni.

Perchè:

Frattanto l'uomo era penetrato sempre più a fondo nella materia. Il suo antico corpo etereo aveva formato lo scheletro ed era divenuto solido. Aveva anche gradatamente perduto la percezione spirituale che possedeva nelle precedenti Epoche. Così doveva essere. La riacquisterà quando avrà raggiunto uno stadio più elevato insieme con l'autocoscienza, che allora non possedeva. Aveva però durante le prime quattro Epoche una maggiore conoscenza del Mondo spirituale.

Sapeva di non morire; sapeva che quando un corpo si dissolveva era come una foglia che si secca in autunno: un altro corpo sarebbe venuto a prendere il suo posto. Egli non era perciò veramente capace di apprezzare le opportunità e i vantaggi di questa vita terrena di esistenza concreta.

Ma era necessario che si rendesse ben conto della grande importanza di questa esistenza concreta onde imparare da essa tutto ciò che era possibile. Finché egli si sentiva cittadino dei Mondi superiori, e sapeva con certezza che la vita fisica non è che una piccola parte dell'esistenza reale, non prendeva la cosa abbastanza seriamente. Non si applicava a coltivare le opportunità di progresso che si trovano solamente nell'attuale fase di esistenza. Sprecava il suo tempo senza trarre profitto dalle risorse del mondo, come oggi fanno, per la stessa ragione, gli abitanti dell'India.

Il solo modo col quale si poteva risvegliare nell'uomo un apprezzamento dell'esistenza fisica concreta, era il privarlo della memoria della sua più elevata esistenza spirituale, per alcune incarnazioni. Così nella sua vita terrena l'uomo non conosce positivamente che la sua vita fisica attuale ed è perciò portato ad applicarsi seriamente per viverla.

Prima del Cristianesimo erano esistite religioni che avevano insegnato la dottrina della Reincarnazione e la legge di Conseguenza, ma era venuto il tempo in cui non conveniva più al progresso dell'uomo che egli conoscesse questa dottrina, e l'ignorarla veniva considerato una forma di progresso. Questa sola vita doveva essere la vita per eccellenza.

Perciò la religione cristiana non insegna pubblicamente le leggi di Conseguenza e della Reincarnazione. Ciò nonostante, siccome il Cristianesimo è la religione delle Razze più progredite, esso deve essere la più progredita religione, e a causa della eliminazione di questa dottrina dai suoi insegnamenti pubblici, la conquista del mondo della materia sta compiendosi da parte delle Razze Anglo-Sassone e Teutonica presso le quali questa fase è stata portata più innanzi.

Tali riferimenti potrebbero bastare per capire che nel mondo religioso la reincarnazione è trattata come un fatto. Ma abbiamo detto che questo è vero anche per alcuni campi del mondo scientifico.

Ci sono le indagini di Jim Tucker, trattato in un articolo qui; e poi ci sono i libri di Brian Weiss, e di altri psicologi che curano fobie e altri problemi tramite l'ipnosi regressiva.

La lettura che Weiss fa del fenomeno - scoprendola in modo quasi fortuito durante le sue terapie - è la seguente: dopo la morte, e dopo aver trascorso un soggiorno in un luogo di raccolta / espiazione l'anima si trova con dei 'Maestri' per formulare il piano della vita futura, dove lavorerà per correggere i vizi e coltivare le virtù che ha parzialmente acquisito nella vita precedente.

Inutile dire che è esattamente ciò che sostengono tutte le correnti esoteriche. I Maestri di cui parla Weiss non sono diversi dalla "Gerarchia dei Maestri" che espone Madame Bailey nei suoi libri. Ed è pari pari la dottrina dei Rosacroce o degli induisti.

La Dottrina, appunto.
Quella dottrina che unita a quella del karma, ci tiene legati a questo piano. 
Perché questo è il punto fondamentale: la reincarnazione non è solo la prova che vivremo per sempre, ma è anche un esame che noi ci ostiniamo a non voler superare.

Il premio è quello che i buddhisti chiamano Nirvana, l'unione con l'assoluto.  

Se questo fosse vero provate a riflettere sulle sfide che la vita ci presenta, sulle minacce e sui complotti, sui complottatori e sul ruolo che essi svolgono in questo pianeta.

Per ultimo vorrei invitarvi a guardare Life After Life, il documentario segnalato nei post correlati, sperando che vi dia un po' di speranza. Se le testimonianze siano autentiche o no, non fa differenza; storie così le potete trovare in ogni dove, anche se sentirle dai protagonisti fa tutto un altro effetto.
Reincarnazione

Un'indagine nel passato per costruire il futuro

Resurrezione Reincarnazione - Libro





Favole consolatorie o realtà? Una ricerca per liberi pensatori.
Reincarnazione 20 Casi a Sostegno




Impressionanti racconti di vite precedenti esaminati da uno dei più grandi parapsicologi del mondo

8 commenti:

  1. Andate con fiducia in questa direzione.Leggo e so queste cose da decenni ed e' la Verita'.Troppi interessi oscuri stanno dietro ad un discorso di "far morire" l'Uomo in una sola Vita....e chi si e' visto si e' visto.La morte non esiste.In un certo senso addirittura la Vita,lo stato terreno,"e' piu' morte" dello stato Ultraterreno.Agite bene per il vostro Karma e passerete bene verso qualsivoglia stato successivo.

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  2. Articolo interessante anche se viene omesso un punto fondamentale: che cosa si reincarna? Possiamo affermare che sia un principio "individuale - personale? E che cosa sarebbe questo principio individuale? Ha un'esistenza reale o è solo apparente?
    Non è piuttosto la totalità della vita, che è Coscienza manifesta, a reinventarsi in una molteplicità (apparente) di forme ed esseri?
    Per questo tutte le tradizioni sapienziali dell'umanità hanno avuto come obiettivo primario il risveglio dell'uomo dal sogno di essere un'entità separata, qualcuno che si reincarna o muore, ecc.
    In realtà non c'è nessuno che in sostanza nasca o muoia. Solo organismi corpo-mente che sono solo manifestazioni transitorie e veicoli di una Pura consapevolezza che fa esperienza del mondo attraverso di essi. Esiste un unico prinicipio non- nato che si manifesta in infinite dimensioni giocando al gioco dell'esistenza. Noi siamo Quello. Il Nirvana è la cessazione del sogno di essere qualcuno in particolare, l'acqua che realizza di essere se stessa sia nell'onda che nell'oceano. Nella tradizione indiana si afferma che il Jivanmukta, il liberato in vita, spezza il ciclo delle rinascite per il semplice fatto che si è risvegliato dal sogno di essere qualcuno. Ha realizzato di essere Atman-Brahman, l'Onnipervasivo, l'acqua che è onda e oceano ad un tempo.
    Il concetto dunque che ci sia qualcuno, come entità individuale, che si reincarna da una vita all'altra è illusorio quanto credere che ci sia qualcuno che va in paradiso, in purgatorio o all'inferno. C'è un unico principio che gioca ai molti. Questo è tutto.

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  3. Nel buddismo Mahayana ciò che si reincarna è il cd "magazzino del karma", cioè l'insieme delle cause pregresse, positive e negative, poste in una vita (più quelle precedenti) - mentre l'io scompare. Ed in effetti, è un pò ( o è proprio così..) che la Coscienza Collettiva fa esperienza della vita - come dice Corpomente, mi pare. Insomma una vera seccatura per tutti noi Garfield..

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  4. Concordo con corpomente .
    Io credo esista un unica forma di vita con manifestazioni molteplici.Idealizzare la reincarnazione su un piano individuale è prettamente umano legato alle basse sfere , quando si riconosce il falso se stesso come vero se stesso.
    Per come la penso io non è un gioco.L'essere umano non è solo un mezzo di esperienza , ma un "fine-causa".
    Per quanto riguarda poi le dottrine canoniche che dire..La morte genera paura/incomprensione , la paura genera schiavitu'.La schiavitu' è potere...

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  5. i pochi riscontri empirici, o pseudo tali, esistenti in materia, cioè le testimonianze delle persone che avrebbero vissuto esperienze premorte e di quelle sottoposte ad ipnosi regressiva, sembrano supportare la teoria della reincarnazione sul piano individuale, piuttosto che quella di una indistinta 'pura consapevolezza'.

    ciò non toglie che entrambe le visioni potrebbero essere vere e coesistere in modi che noialtri non possiamo immaginare. per quanto ne so potrebbero essere vere tutte le teorie circa l'aldilà. magari è l'individuo - in base alle sue aspettative / convinzioni / karma, a creare il proprio personale aldilà.

    @anonimo ... trovo la tua equazione perfetta. il giorno in cui la gente smettesse di temere la morte e di pensare alla propria vita come ad un fatto unico e irripetibile il mondo diventerebbe un posto di gran lunga migliore (paura+debito=schiavitù).

    forse è proprio per questo che quaggiù non ci è concesso di sapere con certezza cosa ci attende dopo la morte. magari è davvero solo un gioco ...

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  6. Hai detto bene Viator. Ogni organismo corpo-mente proietta al momento della "morte" le proprie aspettative, esattamente come viene nei sogni. L'essere umano è come saprete composto da più "strati" o involucri di cui quello fisico è solo il più grossolano ed è il primo a venire abbandonato al momento della morte. Piano piano si dissolvono anche gli altri ma questo non è sempre immediato, soprattutto se c'è un grande accumulo di ricordi, impressioni, attaccamento alla vita, ecc. Le esperienze di pre-morte riguardano quindi i primi minuti o ore quando i corpi sottili si stanno ancora dissolvendo.
    In ogni caso già in questa vita è totalmente realizzabile l'illusorietà di un principio individuale. Anzi, direi, il gioco in questa dimensione è proprio questo: il perdersi nella dualità e il ritrovarsi attraverso il dissolvimento del sogno di essere "qualcuno".
    Tra l'altro non so davvero come i tibetani possano giustificare la reincarnazione di un principio individuale e tutta la sfilza di tulku quando uno dei capisaldi del buddhismo, compreso il mahayana, è l'anatta, l'assenza di anima individuale. Contenti loro...
    Anche nel Advaita Vedanta l'Atman è in perfetta identità col Brahman, dunque non c'è alcuna anima individuale che può reincarnarsi. Inoltre non tutti sanno che uno dei motivi principali della condanna di Giordano Bruno è il fatto che negasse l'esistenza di un'anima individuale.

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  7. Questa è esclusivamente una mia visione del dopomorte.
    Io credo in una versione diciamo "matrix" della vita. Mi piace credere che il mondo e l'universo in cui viviamo sia semplicemente finzione.
    Si, secondo me la vita non è altro che un gioco.
    Datemi del pazzo. Un giorno mi sono seduto su di una panchina a pensare. Guardavo attorno a me, ero completamente immerso in ciò che mi circondava.
    Era come una specie di sogno, quasi sfocato, quasi visto in terza persona.
    E mi rendevo conto di quanto ciò che noi siamo sia semplice e complesso allo stesso tempo.
    Non pensavo a niente, i problemi non esistevano.
    E' stato stupendo, e da allora vivo più sereno con me stesso.
    Quando vado in giro sento la gente parlare di cose davvero superflue... vorrei aprire loro gli occhi e fargli capire che è tutto molto più semplice.

    Scusate questo piccolo sfogo, ma avevo bisogno di scriverlo qui. Fin da piccolo, vivo nella mia nuvoletta, e ciò che accade attorno a me, è come un flusso.. mi sento al di fuori di tutto questo.

    Davvero scrivere poche parole è stato difficile, parlarne è una cosa impossibile.
    Spero che voi abbiate capito.
    La morte non è la fine. Non abbiate paura.

    Ciao
    Icarus

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  8. @ Icarus ... vero, questa vita potrebbe essere molto più semplice e proficua, se solo ci si soffermasse a fare i conti con la nostra essenza e con il fine ultimo di questo viaggio.


    grazie del bel commento

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