6 luglio 2011

Il Pensiero Collettivo


Quando la tragedia ebbe fine, sulla porta del blocco 4 del campo di Auschwitz fu effigiato il motto: Colui che non ha memoria della Storia è destinato a riviverla. Tale pensiero - coniato molti anni fa dal filosofo George Santayana - sintetizza una tra le più efficaci strategie di lotta anti-sistemiche.

Rapportandolo alla cupa situazione in cui versa la società di inizio millennio potremmo integrarlo aggiungendo che uno dei mezzi per contrastare la dittatura globale sia iniziare a ragionare e agire in modo del tutto opposto rispetto al passato. In ogni ambito, sfruttare la memoria dei nostri vecchi comportamenti per fare (pacificamente) ciò che il sistema non è più preparato a gestire.

E' stata infatti proprio la somma dei nostri pensieri e comportamenti, unita a quella dei nostri genitori e dei nostri nonni, moltiplicata per miliardi di nostri consimili - che ha consentito al sistema di nascere, crescere e prosperare sino a diventare una concreta minaccia per la libertà e la salute della collettività.

Tra gli atteggiamenti di cui sopra ce n'è uno che merita particolare attenzione; quello del pensiero collettivo, cioè la tendenza ad affidare a pochi individui la gestione delle nostre esistenze e del nostro futuro. Al giorno d'oggi ciò avviene in ogni campo: politica, istruzione, spiritualità, lavoro, informazione ...

Tale scarico di responsabilità - in apparenza comodo e conveniente - ha consentito ai detentori del potere economico di prendere facilmente il controllo di ognuno dei campi sopra citati e - in sostanza - rivoltarli contro la collettività.

Forse è giunto il momento di passare oltre, spezzare i vecchi schemi e assumerci le nostre responsabilità. Smettere di delegare ad altri il compito di pensare, contrattare, governare, vigilare, dissentire al posto nostro, e tornare a interessarci anche di ciò che non ci tocca da vicino. Tornare a interessarci dei problemi del nostro prossimo, così che nessuno debba più sentirsi isolato di fronte ai tromboni plutocrati.

Tornare ad essere centri di interessi eterogenei piuttosto che aderire alle poche etichette con cui il sistema per sua comodità gradisce catalogarci. Diventare leader di noi stessi, diffidando da chi vorrebbe affibbiarci nuove etichette, nuovi motivi di divisione, nuove verità assolute, nuove distrazioni; nuovi salvatori della patria, nuovi capri espiatori disposti ad accollarsi la responsabilità di un mondo moralmente sempre più alla deriva.

Vi sembra faticoso e responsabilizzante? Lo è. Ma delle due una: o ci si rimbocca le maniche o si fa la fine dei polli da batteria. 

A tal riguardo consiglio la visione del seguente breve estratto dal documentario Esoteric Agendadi Ben Stewart, in cui l'autore esprime la propria opinione in merito al pensiero collettivo e alla connessa falsa ribellione.

Buona visione.




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Fenomenologia dell'Individuo Assoluto


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4 commenti:

  1. Parole sante. Dobbiamo riabituarci a fare girre le rotelline del cervello :) Ciao ciao

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  2. il problema e' che abbiamo fatto GIA' la fine dei polli da batteria

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  3. Con lo spostamento di responsabilità dal singolo al gruppo, si creano di conseguenza, delle catene associative che non rispondono più ad una logica personale, ma di gruppo. Come quando si assiste a qualcuno morto in strada e la gente che passa oltre.
    Il groupthink è un'arma micidiale contro il pensiero critico!
    A mio modo di vedere le cose, il pensiero di gruppo ci viene introdotto sin dalla nascita, con l'istruzione e l'imprinting dei genitori.
    E' peggio di una droga, peggio di una malattia.
    Chi si accorge di averne i sintomi, preferisce autocensurarsi.

    E' difficile "uscirne fuori".. aprire gli occhi...sviluppare un pensiero proprio.

    E' difficile anche trovare persone che riflettono su questo argomento, un fenomeno attualissimo e presente in ogni dove, come abbiamo visto con il contributo delle armi di distrazione di massa.

    Grazie per la bellissima riflessione Viator.

    Linda

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  4. come al solito viator, comincio a pensare che siamo clonati :)
    Cara Linda purtroppo mi trovo d'accordo con te, qui a leggere questi post siamo alcune decine o al massimo centinaia di utenti, "troppi" altri preferiscono la TV. Ma non temere ogni volta che noi ci riconosciamo uno in più, telepaticamente provochiamo tantissimi esami di coscienza in esseri che risolleveranno in loro il coraggio di rispettarsi e riappropriarsi della loro mente/destino. Pet-Cha

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