21 agosto 2011

Schiavi o Uomini Liberi?

schiavitù mentaleNonDuale per Anticorpi.info

Uno schiavo deve essere produttivo, economico, ignorante, specializzato, preciso ed efficiente. Deve essere inoltre spietato con i suoi simili e obbediente per accattivarsi gli elogi e le grazie del padrone. Un essere umano libero invece non può che esser saggio, olistico, compassionevole e solidale.

Avendo smascherato la frode mentale che si nasconde dietro a concetti da schiavo come "efficienza" e "produttività" vive nella armonia e nella quiete.

Lo schiavo sopporta le vessazioni a cui è soggetto in nome di un poco d'evasione, talvolta terrena o più spesso ultraterrena. L'uomo libero vive celebrando l'esistenza e l'esistenza celebra la vita in lui, in ogni istante. 

Lo schiavo è un dio indotto a credersi un povero derelitto, un peccatore, una pecorella fedele, un precario che ringrazia chi gli da un posto in cui farsi sfruttare, umiliare e rapinare della vita. L'uomo libero è invece un dio consapevole del proprio potenziale, della propria vera natura non-nata e impersonale. L'uomo libero è cosciente di essere un creatore e vive di conseguenza. 

Uno schiavo vive nella paura, si pensa come debole, carente e limitato e dunque vive nel debito e nella penuria. Pensandosi povero ha bisogno continuamente di circondarsi di beni per colmare la povertà interiore in cui vive. E pensandosi debole concorre a dare potere a chi lo sfrutta. Possono infatti esistere tiranni e sfruttatori solo in relazione a uomini che si pensano come sottomessi. Un uomo libero invece, essendo cosciente della propria vera natura illimitata, vive nella ricchezza interiore e per questo dimora nella abbondanza e nella celebrazione. Può vivere in una grotta con quasi nulla senza per questo sentirsi povero o limitato. O può vivere in una reggia senza per questo sentirsi sostanzialmente diverso da chiunque altro. Questo perché è consapevole che la vera ricchezza dell'essere umano non sta in ciò che "ha", ma in ciò che "è"; nella propria vera natura. Utilizza dunque ciò che la vita gli dà per sostenere il corpo, ma non lega a questo la sua felicità. 

Lo schiavo prega Dio e i padroni per ottenere qualcosa di più e si lamenta continuamente della propria sventura, pochezza e povertà. Lo schiavo pensa di vivere in una valle di lacrime e spera di passare a miglior vita. L'uomo libero celebra l'abbondanza dell'Esistenza e si meraviglia come un bambino di fronte alla bellezza del mondo. E' cosciente che questo istante è tutto ciò che è. 

Lo schiavo mercanteggia e lotta per qualche briciola di sesso e di affetto.
L'uomo libero Ama, e per questo dimora nella Pienezza. 

Lo schiavo teme la morte e per questo vive continuamente nella paura del tempo, dei potenti, delle malattie, dei 2012 di turno, ecc. La paura lo rende ricattabile e per questo si costringe a una vita da vile, ipocrita e sottomesso. 
L'uomo libero ha invece realizzato di essere una Realtà non-nata e che ciò che muore è solo il corpo, un veicolo transitorio. Questo gli permette di vincere la paura primigenia, quella della morte, del dissolvimento, dell'estinzione che è alla base delle paure che costringono l'uomo in schiavitù. L'uomo libero non è più ricattabile perchè ha vinto la paura. Per questo gli uomini liberi hanno sempre fatto paura agli schiavi: la loro esistenza è confutazione continua delle loro ridicole illusioni e tragiche paure. 

Una società di schiavi è gerarchica, corrotta, competitiva, repressiva, fondata sulla paura, sulla scarsità, l'homo homini lupus, il contratto-ricatto sociale, l'alternanza fatica/evasione (= bastone/carota), sul sistema monetario. 
Una società di uomini liberi invece non può che essere non-gerarchica e solidale, fondata sull'Amore, sull'abbondanza, sul Bene comune, sulla celebrazione della Vita e della natura, in cui non si commercia povertà ma si condivide abbondanza di risorse. 

Lo schiavo è tale perchè si pensa come tale. Per questo ha bisogno di governanti, pastori e banchieri che sostiene in relazione all'illusoria immagine di se in cui vive confortevolmente imprigionato. 
L'uomo libero, invece, è tale perchè, avendo realizzato di essere il Supremo, ha cessato di pensare di essere qualcuno in particolare. In quanto dimora nella coscienza di essere la Totalità non ha più bisogno di nulla. Tutto ciò che arriva non è più un'elemosina, un salario o un soddisfacimento di un bisogno: è un lusso, qualcosa di gradito ma non necessario. 

Schiavi o uomini liberi? A noi la scelta... Non possiamo sperare in una società differente se non realizziamo in noi stessi, innanzitutto a livello mentale, il cambiamento che vorremmo. Siamo infatti dei creatori, non delle vittime sacrificali.


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6 commenti:

  1. Discorso troppo semplice per una realtà molto complessa.A sentire questo discorso si dovrebbe essere tutti schiavi sottomessi o nichilisti asceti che si lasciano morire di fame per gioia...perchè solo loro sanno quale é il vero valore della vita...L'articolo pone due categorie che nella vita comune non esistono.Esistono aspetti di una e aspetti dell'altra.Non esiste bianco e nero...ma differenti tonalità di grigio...

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  2. Articolo più enfatico e retorico che convincente, nella sua schematica antitesi tra schiavi e liberi. L'etica non può essere codificata ed è meglio lasciarla a poeti come Gibran, dove la bellezza non si cura della verità.

    Ciao

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  3. Ecco perchè di schiavi ne esistono molti...manca una cultura di comprendere cosa significhi veramente avere nulla e tutto allo stesso tempo...
    Verissimo che il discorso può apparire troppo semplice per una realtà complessa ma non è affatto che scegliere "quel genere di libertà" significhi lasciarsi morire di fame...credo che alcuni percorsi nella vita prima di essere giudicati vadano quanto meno provati e poi semmai dire è tutta una stronzata non fa per me, ma sento troppa gente legata ai modelli pre-impostati dalla società , persone che vivono per luoghi comuni criticare uno spirito di vita o filosofia che vada contro i canoni della società come ad sempio il teoismo senza mai aver provato per una volta ascoltarsi dentro e mandare a farsi a benedire il proprio io. Più semplice attenersi alla società attuale che sviare con il rischio di non essere accettati, compresi, io ho mandato a quel paese molte cose e vivo meglio.
    Poi ognuno faccia come crede.

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  4. Per essere liberi bisogna essere radicali, ribelli senza violenza, bisogna essere nell'amore incondizionato, molti di quelli che su reputano liberi sono schiavi.

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  5. Nell'articolo si parla di disidentificazione dal corpo-mente che non significa affatto far morire il corpo in nome di una qualche soddisfazione trascendente. Significa piuttosto risvegliarci alla nostra vera natura, realizzare che siamo qualcosa di infinitamente piu' vasto rispetto a un corpo e a una mente che sono semplici veicoli limitati e transitori. Significa vivere davvero come esseri umani degni di questo nome che sono finalmente in grado di gustare appieno tutto cio' che questo piano di esistenza puo' offrire.
    Questo e' il cuore del messaggio di tutte le tradizioni sapienziali che accompagnano l'essere umano dalla notte dei tempi. Talvolta si sono intrecciate con le religioni ma quasi sempre sono state da esse perseguitate perche' e' molto piu' comodo per le gerarchie religiose mantenere la credenza nell'uomo come povero peccatore, debole pecorella nell'ovile dei credenti in cerca del paradiso, che rivelargli di essere sostanzialmente l'Oceano che e' stato indotto a credersi una piccola ed esile onda. :-)
    La Realta' ultima e' assolutamente semplice ed e' per questo che ad alcuni tutto questo puo' sembrare un po' "semplicistico". Semplice tuttavia non significa facile. Non c'e' nulla infatti di piu' difficile per l'essere umano ( la cui mente e' viziata fin dall'infanzia da false e complesse credenze) del risvegliarsi alla "tremenda" semplicita' della propria vera natura.

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  6. commentando non posso che iniziare con il mio aforisma: "La Libertà impone la dittatura d'Amore", credo che meglio di questo articolo per esporlo non avrei potuto trovarne... ...per l'ennesima volta grazie NonDuale, penso da anni ormai che la mente possa creare Tesi inappuntabili e altrettanto valevoli Controtesi, il chè la dice lunga sull'attuale livello di comprensione sempre più scarso tra gli esseri diciamo "UMANI", che a loro piacimento possono schierarsi ipocritamente da personale convenienza, ma la nostra coscienza suprema ci indica l'UNI=>VERSO quindi: o prima (con una nostra consapevole rivoluzione interiore) o dopo (con la nostra amica morte che chiarirà alcuni "equivoci-mentali") torneremo ad essere 1.

    buona rivoluzione a tutti i Duali :)))
    membro ASCIA - legalizziamolacanapa.org - Peter Charles

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