26 settembre 2011

L'Aldilà Esiste. Parola di Scienziato

aldilàdi A. Mognon

I racconti sono sempre uguali: "Si vede una grande luce dentro un tunnel. Si sente una grande pace. Si incontrano i propri cari morti, gli si parla. Poi si esce dal proprio corpo, come un’anima leggera. E ci si vede dall’alto, come una telecamera puntata in basso che lentamente sale verso l’alto".

Un film fatto in casa con la cinepresa in mano quasi a voler ricordare quell’ultimo momento: steso su una strada dopo l’incidente mentre un medico cerca di rianimarti; su un letto di ospedale con i tuoi parenti che piangono; mentre l’acqua gelida del fiume dove sei caduto ti si chiude sopra la testa. 

Sono i ricordi di chi è stato dato per morto ed è tornato a vivere. Dopo un incidente, un ictus, un infarto, un trauma improvviso. La prova che c’è vita dopo la morte? Suggestioni e scherzi del cervello sotto stress? Materia di discussione, anche da bar. Ma adesso arriva la scienza, che a modo suo rimette la palla al centro non senza sorpresa. Perché, dice un serissimo studio olandese, "quelle visioni sono vere".

Non vogliono scomodare paradisi e inferni. "Non abbiamo cercato le prove dell’esistenza della vita dopo la morte" spiegano i ricercatori olandesi dell’Hospital Rijnstate che hanno condotto lo studio. La loro è una osservazione neutra, considerata finora improponibile. La differenza della ricerca olandese sta soprattutto nel numero di persone intervistate e nel breve periodo trascorso dall’esperienza di morte apparente e dalla registrazione del loro racconto. In tutto 344 vittime di arresto cardiaco poi resuscitate e ricoverate in 10 ospedali dell’Olanda. I medici hanno raccolto le dichiarazioni di queste persone non più di una settimana dopo che erano uscite dallo stato di cosiddetta "morte clinica". Morte clinica che in medicina definisce lo stato di incoscienza derivato da un’insufficiente apporto di sangue al cervello. E senza sangue, il cervello spegne la luce.

Cosa ne è uscito? Che il 18% dei pazienti "risorti" ricordava in parte cosa succedeva intorno a loro mentre erano clinicamente morti. E che un'altra porzione, fra l’8 e il 12%, riferiva di aver visto una grande luce dentro un tunnel o di aver parlato con parenti e amici morti. E comunque molti di loro ricordavano nel dettaglio la loro esperienza di trapassati. Difficile, dicono ora gli scienziati, che si siano inventati tutto.

Se l’esistenza della vita oltre la morte resta un problema di fede o di dogma religioso, le perplessità scientifiche non mancano. Una su tutte: un cervello in funzione presenta attività elettrica, anche quando si dorme, anche in un moribondo di 100 anni che sta esalando l’ultimo respiro. Dopo un arresto cardiaco prolungato, il sangue non circola più e il cervello si "spegne". Cioè non si riesce a misurare più alcuna attività elettrica. Allora come è possibile che nei neuroni si formino immagini compiute, ci siano ricordi, che si viva un’esperienza come in un sogno?

Un teologo direbbe "ecco, è l’anima che ci fa vedere cosa succede". I ricercatori olandesi cercano altre risposte. Pim van Lommel, responsabile della ricerca, pensa che il segreto della coscienza non vada cercato all’interno delle cellule e delle molecole. Almeno non solo. Evidentemente anche quando non c’è attività elettrica - asserisce - una persona fisicamente incosciente è in grado di registrare cosa avviene intorno a lui. Insomma è cosciente. Sa un po’ di acrobazia verbale, ma Lommel usa un esempio: "E’ come un programma tv: anche quando spegnete il televisore, che è un semplice ricevitore, il programma è sempre lì. Solo che non lo potete vedere, Quando si spegne il cervello, la coscienza è ancora lì ma voi fisicamente non la sentite".

Susan Blackmore, psicologa inglese, tenta di fornire una possibile spiegazione per tutte queste visioni (la luce, il tunnel, il senso di pace, le persone morte): nei momenti di stress estremo il cervello produce grandi quantità di endorfine, che servono a ridurre il dolore. E questo bagno di endorfine potrebbe favorire uno stato tipo "sogno euforico".

E il tunnel di luce da dove arriva? La psicologa una teoria ce l’ha: "Immaginate di avere migliaia di cellule attive al centro e man mano che vi allontanate all’esterno sempre meno attive. A cosa assomiglierà una situazione di questo tipo? A una grande luce centrale che diventa più flebile verso la periferia. Da qui penso venga la visione del tunnel. E man mano che l’ossigeno cala, la luce diventa più intensa e così la sensazione di avvicinarsi a essa".

Non poteva mancare ovviamente lo 'scienziato redento.' Come Joyce Hawkes, biologa cellulare rimasta in coma dopo che una finestra gli era caduta sulla testa e diventata adesso "consulente spirituale": "Ho avuto la sensazione che il mio spirito, la mia anima, mi lasciasse e andasse verso un’altra realtà. Sentivo un grande benessere, una grande pace. Penso di aver capito che non esiste la morte, che c’è un cambiamento dallo stato fisico a quello spirituale, e che non c’è da avere nessuna paura".

Lo hanno scoperto anche i ricercatori olandesi: tutti quelli che hanno vissuto la esperienza della rinascita dopo morte apparente non hanno più paura dell’aldilà. E si dicono cambiati profondamente: più amorevoli verso il prossimo, più gentili e compassionevoli. Fosse vero, si potrebbe organizzare un "coma di Stato", obbligatorio al compimento della maggiore età: un paio di minuti di incoscienza artificiale sotto controllo medico, la resurrezione e una gran voglia di essere buoni con tutti. Magari è questo, il paradiso.

Articolo pubblicato sul sito Nautilus
Link diretto:
http://www.nautilus.tv/0201it/scienza/scienza/anim.htm


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NDE - Near-Death Experiences
Buono

10 commenti:

  1. Devo ammettere che di fronte alle salme e riti funebri di parenti e conoscenti vari ho sempre avuto la netta sensazione che qualcosa davvero non tornasse dietro all'idea comune della morte. Mi sono sentito sempre poco confortevole di fronte a tutti i pianti, condoglianze, frasi fatte di cordoglio, omaggi alla salma, ecc. Sembra che ai funerali tutti recitino una improbabile parte in un teatrino dell'assurdo spesso più comico che tragico.

    Poi più avanti ho compreso che la morte è un'enorme bufala. Non esiste alcuna morte. Neanche per il corpo fisico e i corpi sottili. Tutti questi semplicemente si scompongono nei loro elementi essenziali ed essi a loro volta si ricompongono in nuovi corpi. La "morte" di un corpo è dunque l'inizio della vita di mille altri corpi. Sarebbe più corretto dire che esiste solo un'unica Vita impersonale in perenne ed inarrestabile trasformazione. Nulla si crea, nulla si distrugge nella materia-energia. Generazione, sostegno e dissoluzione sono espressione di un'unica Sostanza Cosciente. Questo è ottimamente rappresentato nella tradizione indiana dalla triade simbolica Brahma, Shiva e Vishnu che sono forze in atto del Brahman Nirguna: Pura Coscienza Potenziale, Immanifesta, il Sè, l'Indicibile che siamo.

    Tuttavia, identificati con un corpo, siamo indotti a pensare che la sua scomposizione corrisponda alla fine della "nostra" vita. Mentre non finisce un bel niente. Quindi non esiste morte neanche dal punto di vista "materiale" come molti materialisti affermano.

    La realizzazione della nostra vera natura, Impersonale, Non-Nata, è comunque un salto successivo. E' realizzare che non siamo tutto ciò che si trasforma ma quell'Indicibile, eternamente presente, in cui questo divenire accade. Siamo il non-manifesto che testimonia e permea il manifesto. Siamo il Vuoto Consapevole che sostanzia e rende possibile ogni forma come l'acqua rende possibile l'onda come l'intero oceano. L'acqua può essere oceano ma non è "solo" oceano. Può essere onda ma non è "solo" onda. Le onde vanno e vengono, appaiono e scompaiono: per l'onda concetti come nascita e morte possono assumere un qualche significato. Ma per l'acqua?

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  2. Bellissiomo commento, NonDuale, rispecchia quasi interamente quella che è anche la mia visioine della vita e della morte, ma espressa molto meglio di quanto avrei saputo fare io.

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  3. La morte è nulla o il nulla?

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  4. Personalmente sono più pragmatico. Da quello che ho letto in questi anni sono sempre più convinto che la ragione sia la dimetilpriptamina (DMT). Non a caso soprannominata "la molecola dell'anima". Si tratta sostanzialmente dell'allucinogeno più potente al mondo conosciuto fin ora, la cosa singolare è che viene prodotta in quantità basse da una parte del nostro cervello (non ricordo il nome). Sono stati fatti alcuni studi e si è visto un picco nella produzione proprio nella fase REM. Alcuni sostengono sia questa la causa dei sogni. La cosa singolare che le ha conferito quel soprannome è che innanzitutto continua ad essere prodotta per diverse ore (forse addirittura giorni, non ricordo) anche dopo la morte di un corpo. L'altra cosa singolare è che coloro che ne hanno fatto uso (in particolare è molto usata in pratiche sciamaniche in Africa, ottenuta da piante molto comuni). Dicevo, coloro che ne fanno uso spesso descrivendo i loro trip, molti dicono di aver "visto" la famosa luce in fondo al tunnel, alieni, e molte altre "visioni" che sono effettivamente molto simili a quelli descritte da coloro che hanno vissuto esperienze di premorte.
    Ma era solo per dire la mia, casomai a qualcuno interessasse il tema.

    Molto bello il commendo di NonDuale, mi sento di dire che convidivo anch'io quel pensiero.

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  5. @ mental ... resta il dubbio di come la dmt riesca ad interagire con un cervello privo di attività elettrica.

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  6. io non sono in grado di prendere posizioni scientifiche ma solo personali al riguardo e Vi assicuro che ne sono rimasta assai turbata.
    Nel 2000 ebbi un frontale con un camion .. un mese di coma .. in quel mentre mia madre (morta nel 1992) è sempre stata con me seduta ai piedi del mio letto .. quando sono uscita da rianimazione avevo solo il netto desiderio di non volere tornare .. ma evidentemente ha prevalso poi su tutto l' Amore per i miei figli. Non ricordavo niente una volta di Qua, chiesi solo il perchè mio padre non fosse venuto a trovarmi .. mi risposero che fossi scema .. che era morto .. ma io risposi impossibile !! c'era la mamma (papà morì nel 1994) .. della rianimazione non ricordo niente ma vedevo gente dall'alto trafficare con il mio corpo. Ne ero completamente indifferente.
    mi scuso per non aver commentato prima ma sol Ora me la sono sentita .. ciao .. ci leggiamo.

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    1. 11 anni fa nell'estate 2004 ho avuto un incidente stradale con la moto. una vettura davanti a me mentre eero in sorpasso ha fayto conversione a U, per evitarla ho frenato e sono caduto.
      Dopo aver ruzzolato e rimbalzato mi ricordo solo di essermi accorto che altre vetture soppraggiungevano nel senso opposto e poi l'esperienza che voglio raccontarvi.
      mi ricordo che volevo alzarmi, di essermi alzato con le braccia e mi sono ritrovato molto in alto, ma senza una reale percezione del moto verticale, non percepivo rumori, ma tranquillità, vedevo solo la natura, alle mie spalle c'era il Sole, mi sentivo bene . ero tanto in alto a 50 metri o più confronto al piano stradale, ricordo di aver guardato verso le mie gambe e di colpo mi sono "svegliato" e di aver detto ai soccorritori che mi sono trovato a fianco ( non ho memoria del loro avvicinamento), ho detto di aver tentato di alzarmi.. ma loro mi hanno risposto che ero caduto e che ero rimasto immobile . Il mio braccio sinistro era tutto storto ( mi ero rotto l'osso e il braccio non sarei mai riuscito a usarlo per alzarmi. )
      NOn ho idea di quanto tempo sia durato, il tempo non era tra le mie preoccupazioni. So solo che cmq no ero arrabbiato con l'automobilista, ma ero sereno.
      ora.. ho avuto un' esperienza premorte o un accenno di viaggio astrale ?

      MaT

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  7. @ franciaScaR ... grazie di avere condiviso il ricordo di questa tua esperienza. testimonianza molto interessante. se prima o poi volessi scrivere qualcosa di più dettagliato al riguardo, anche sotto forma di post, le porte del blog sono aperte... a presto :)

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  8. Credo che vivremo la vera "vita" quando avremo imparato l'amore e il rispetto per essa...
    Non importa quanto tempo occorre all'essere prima che comprenda a pieno questa preziosa possibilità.
    Sappiamo di divenire qualcosa di unico e meraviglioso solo quando il velo che ci separa dall'immortalità ci mostra la nostra vera essenza al dilà di ogni limite di tempo.

    Siamo al cospetto di una umana condizione che invade i nostri sensi annientandoli dolcemente...
    Non vi sarà mai più bisogno di ritornare in questo mondo per accrescere lo spirito,
    perchè ho compreso che la mia vera identità è legata alla morte più di quanto non lo fosse la vita stessa. Sono consapevole di appartenere all'eterno moto proprio come ho coscienza di possederne la forza più nascosta e segreta.
    Oh anima febrile, amica indivisibile del mio tutto divenire, irradia copiosa e silenziosa la luce del mio immneso infinito e conserva in me il seme del tempo che fù.
    Ho memoria di situazioni in cui mi sentivo libero e sereno,fragile e amato.
    Adesso chino il capo e mi preparo ad assorbire il colpo, sò che verrai...
    ma oltre ancora le nuvole e i cieli, fra miliardi di stelle e galassie lontane dovrai urlare la mia voce,ed io poco più che distante ascolterò il richiamo di ciò che siamo sempre stati.per sempre!

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  9. Nessuno può affermare di essere stato morto, perché se lo fosse stato veramente non lo avrebbe raccontato a nessuno. Non ci vuole molto per capire tutto il resto. Punto.

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