24 ottobre 2011

A Cosa Serve la Crisi Finanziaria

giogo crisi
di P. Franceschetti 
(pt. 2)

1. Premessa.
Nel nostro precedente articolo sulla crisi finanziaria ci eravamo occupati dei motivi che hanno provocato questa situazione, soffermandoci sulle dinamiche strettamente economiche; in altre parole avevamo individuato a chi giova nell'immediato il tracollo finanziario dei mercati occidentali.

Ma c’è un’altra ragione meno immediata e visibile ma più valida della precedente. Vediamo quale è questa ragione, non prima però di aver fatto alcune osservazioni.

Avevamo detto che la crisi finanziaria serve essenzialmente ad arricchire i banchieri, perché il fatto che il denaro non valga più nulla (a seguito degli accordi di Bretton Woods del 1944), unitamente al fenomeno dell’acquisizione di beni reali in cambio di beni fittizi, in ultima analisi giova ai proprietari delle grandi banche mondiali e delle multinazionali.

E’ un meccanismo che avevamo già descritto e su cui ora non torneremo, che potremo definire “redistribuzione delle ricchezze”. In pratica dopo la crisi ci sarà una redistribuzione delle ricchezze del pianeta, perché il denaro varrà poco più della carta straccia, e chi aveva basato la sua vita sull’accumulazione del denaro o di prodotti derivati da esso, si ritroverà con un pugno di mosche in mano; in compenso invece conserveranno valore i beni reali (terreni, case, oro, pietre preziose).

Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito, l’effetto ultimo della creazione delle crisi finanziaria, sarà che i privati avranno perso molti dei loro beni per l’impossibilità di coprire i costi dei mutui, e quindi coloro che avranno guadagnato da tutta questa operazione saranno coloro che si ritroveranno proprietari di terre, case, beni di valore, ecc…

In poche parole chi si avvantaggerà da questa situazione sono i grandi gruppi di potere economico.

Tuttavia la logica porta a cercare anche altri motivi a questa crisi.

Le grandi multinazionali e banche infatti, sono già, di fatto, proprietarie della maggior parte delle ricchezze del pianeta. Poche famiglie, non più di una ventina in tutto, controllano direttamente o indirettamente oltre la metà dei beni della Terra e per acquisire l’altra metà non occorre creare una crisi; le grandi multinazionali sono già proprietarie, nella stragrande maggioranza dei casi, delle minierie di diamanti e pietre preziose dell’Africa e dell’Asia; le cosiddette sette sorelle hanno il monopolio della energia del pianeta, non permettendo alle energie alternative di svilupparsi; controllano di fatto la gran parte degli stati asiatici, africani, e dell'America latina tramite governanti compiacenti, allineati, corrotti, o semplicemente incapaci di reagire alla strapotenza del mondo occidentale e dei suoi diktat.

Le superpotenze economiche sono così ricche che potrebbero tranquillamente acquistare tutto il rimamente in modi leciti o illeciti.
Allora… Perché provocare una crisi finanziaria di questa portata?
Solo per acquistare altri beni, a seguito del fallimento di molti privati e molte aziende?

2. Due parole sul sistema fiscale (la prima parte già pubblicata in precedenza)
La ragione delle crisi è la stessa che regge il sistema fiscale dissennato che abbiamo. Un sistema fiscale assurdo, che però ha una ragione molto profonda. Ripeto qui quello che ho detto nell’articolo sul sistema in cui viviamo con alcuni correttivi.

Il sistema di tassazione deve essere vessatorio e non ci sarà mai un governo che ridurrà le tasse veramente. I soldi, infatti, in realtà ci sono, ma vengono dispersi decuplicando il costo delle opere pubbliche, finanziando società inesistenti grazie all’aiuto della CE, creando fondi neri, spendendo miliardi di euro per una sanità malata.

Il vero scopo del sistema di tassazione attuale, però, non è il reperire fondi da spartire tra le elite (ne hanno già a sufficienza senza dover rubare pochi spiccioli al cittadino comune) ma il costringere il cittadino a non alzare mai la testa; lo scopo è cioè quello di farlo lavorare dodici ore al giorno per sopravvivere. Se non avrà troppo tempo libero, non avrà tempo per riflettere, informarsi e svegliarsi.

Quindi appena il livello economico della popolazione inizia ad innalzarsi, sopravviene una nuova crisi, una nuova necessità finanziaria per cui lo stato chiede nuovi sacrifici…Quello che non ci dicono mai, infatti, è che il 99 per cento dei nostri soldi va allo stato, e quindi non è con un aumento delle tasse che migliorano le condizioni di vita generali, né è in questo modo che lo stato si procura una maggiore disponibilità di risorse. Le tasse infatti non sono il 40 o il 50 per cento, a seconda dell’aliquota. Le tasse coprono invece quasi il 100 per cento dei guadagni dei cittadini. Se sembra assurdo, proviamo a fare questo ragionamento.

Se un cittadino guadagna 1000 euro, 300 le da immediatamente allo stato. Ne rimangono 700 che può spendere come vuole.

Queste 700 verranno usate per acquistare dei beni, quindi verranno date ad altri cittadini. Questi cittadini, su queste 700 euro, pagheranno un altro 30% di tasse, quindi ne rimarranno 490. Che verranno usate per acquistare altri beni da altri cittadini che pagheranno altre tasse. Aggiungiamo che ogni bene è gravato da IVA. Cioè un’imposta all’origine che grava i beni di ulteriori carichi fiscali.

Facciamo un esempio con una parcella emessa da un professionista (medico, avvocato, notaio, ecc..). Lo stato ti dice che la tua aliquota è del 50 per cento. Ma è falso. Perché quando io faccio una fattura da 1000 euro, il 50 per cento va in tasse, ma il 20 per cento è l’Iva, a cui si aggiunge l’IRAP (circa il 4 o il 5 per cento) e la Cassa (che per noi avvocati è il 10 per cento). Il che significa che di quelle 1000 euro ce ne rimangono in tasca 200 o 300 circa. Quindi in merito al problema delle tasse sono due le balle che ci raccontano:

1) è falso che il prelievo fiscale sia del 30, 40 o 50. Il prelievo (quando si calcola Iva, imposte locali e casse) è comunque dal 70 all’80 per cento, a seconda delle aliquote.
2) Quando il cittadino acquista un bene, lo acquista comunque giù gravato da Iva (che, ricordiamolo, fino a qualche anno fa per certi beni era il 40 per cento). E ciò che va allo stato è molto di più anche di quell’ottanta.

E’ una somma molto vicina al 100 per cento.

In pratica tutto ciò che produciamo finisce nelle tasche dello stato, tranne quel poco che uno riesce a risparmiare e mettere da parte senza farne alcun uso. In sostanza: solo i soldi non utilizzati rimangono a noi e non vanno allo stato. Quelli messi in circolazione prima o poi finiscono nelle casse statali.

Insomma, quando lo stato aumenta le tasse del 2 per cento, non incassa realmente quel 2 per cento. Perché il cittadino, guadagnando il 2 per cento in meno, acquisterà meno beni, e quindi il risultato è che ad una entrata da una parte, corrisponde un’uscita dall’altra.

Ne consegue che quello che ci raccontano, sulla necessità di aumentare le tasse per far entrare più soldi nelle tasche dello stato, è una balla colossale.

Allo stato va già quasi tutto. L’aumento dell’imposizione fiscale serve solo per vessare il cittadino affinché non possa mai godere una vita di reale benessere.
Inoltre un sistema così congegnato aumenta le aree di illegalità e di evasione, quindi si traduce in una ulteriore perdita economica per lo stato.

Che la vera ragione del sistema fiscale non sia quella di reperire fondi, lo dimostra un fatto emblematico. Sotto il governo Prodi venne fuori lo scandalo (di cui ovviamente i media non hanno più riparlato) dei 98 miliardi di euro che i monopoli dello stato dovevano incassare dai gestori di video games e slot machine. Sono state accertate 98 miliardi di euro di evasione, pari a quasi 200.000 miliardi di lire. Il costo di diverse finanziarie. Somma che si potrebbe (e dovrebbe) recuperare in poco tempo, ma che il governo si guarda bene dal recuperare. Basterebbe una semplice operazione coordinata dalla guardia di finanza per ottenere in poche settimane un somma che consentirebbe allo stato di respirare per due o tre anni senza drenare altro ai cittadini.

Tant’è che l’8 luglio di quest’anno il deputato del Partito Democratico Alberto Fluvi ha presentato una interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze della Camera per sapere dal Ministero dell'Economia e Finanze "quali misure abbia adottato o intenda adottare" in ordine alla presunta, imponente evasione d'imponibile nel settore delle slot machine, eventualmente valutando le ipotesi, prospettate nella richiamata relazione della commissione ministeriale, di ridurre l'aliquota del Preu, di introdurre il divieto per i gestori di assumere la veste di concessionari, e di utilizzare la Sogei per effettuare controlli sui dati di gioco, l'imposta dovuta e quella effettivamente dichiarata e versata, e se, considerata la dimensione del problema, non ritenga opportuna una correzione della struttura organizzativa della Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che preveda, a tutela della stessa amministrazione, l'istituzione di una struttura di audit centrale analoga a quella presente in tutte le Agenzie fiscali.

Ma noi sappiamo benissimo quali misure adotterà il governo. Nessuna.

In conclusione. Non sono i soldi di cui ha bisogno il governo. Il governo ha bisogno di schiavi che tengano la testa bassa per lavorare dodici ore al giorno e che non si informino, non pensino, non si evolvano.

3. E torniamo alla crisi finanziaria.
Dunque, le ragioni delle crisi finanziaria sono le stesse che valgono per il sistema fiscale, ovverosia abbassare le aree di benessere della popolazione.

Con l’aumentare delle aree di benessere, infatti, aumentano le persone che si informano, hanno tempo per pensare e fare collegamenti pericolosi. E hanno tempo per organizzarsi in associazioni che possano contribuire alla vita democratica del paese.

Al contrario, in una situazione di crisi la gente ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere…. Chi lavora dodici ore non ha tempo per fermarsi a riflettere e allora i telegiornali, i giornali, ecc…, è costretto a guardarli di sfuggita, distrattamente, e senza relazionare tra loro fatti il cui legame è invece evidentissimo.

Se le persone avessero tempo per pensare e riflettere succederebbe questo:

- delitto di Bagno a Ripoli; Lapo Santiccioli uccide la fidanzata, e poi si suicida con tre coltellate sul collo. Non ci sono tracce di sangue della ragazza sul suo corpo, perché dopo averla uccisa si sarebbe lavato e poi suicidato. Tre coltellate sul collo - si domanderebbe il cittadino che ha tempo per pensare - ? Ma come fa uno a suicidarsi con tre coltellate sul collo? E poi perché hanno archiviato subito la cosa anche se non c’erano tracce di sangue sul corpo del ragazzo?

- Tò… è stato realizzato in pieno il programma della P2. Lo trovate qui. Controllo dei giornali, separazione delle carriere nella magistratura, controllo dei mass media, abolizione monopolio RAI, riforma dei rapporti stato-regione, ecc…. E, caso strano, coloro che erano nelle liste della P2 oggi sono ai vertici del potere statale. Ma non sarà che…

- Come mai il primo atto del governo Prodi, al momento dell’insediamento, fu quello di nominare sottosegretario alla camera un ex terrorista che aveva scontato anni di galera per l’assassinio di un poliziotto? Si trattava - disse Bertinotti, il leader dei poveri - di un cittadino che aveva pagato il suo debito con la giustizia, quindi poteva tranquillamente stare in una posizione di potere politico. Ma non sarà che c’è un nesso tra terrorismo e istituzioni? Non sara´che la sinistra di Bertinotti aveva in qualche modo agevolato, se non peggio, quel terrorismo che a parole diceva di non volere. E soprattutto il cittadino si domanderebbe: ma come cazzo è stato possibile che sia stato eletto un soggetto del genere? Non sarà che la legge elettorale è una fregatura?

- Perché non recuperano i 98 miliardi dai gestori di slot-machine, ma in compenso se un barista non fa uno scontrino di due euro gli rifilano una multa che questo se la ricorda finchè campa?

- Come mai lo stato permette grandi illegalità a cielo aperto, ospedali iniziati e mai costruiti, strade iniziate e mai costruite ma poi se un cittadino qualunque cambia il tipo di fari montato sull’auto, o costruisce un garage abusivo, patisce conseguenze pesanti?

Queste domande si farebbe il cittadino che avesse tempo per riflettere, pensare, collegare, senza la ossessione di arrivare a fine mese.

Questa crisi finanziaria poteva essere evitata. Poteva essere evitata in molti modi. Prima di tutto perchè erano anni che i "complottisti" andavano dicendo che ci sarebbe stata una crisi finanziaria.

Quando Disinformazione nel 2002 diceva che nel 2006 ci sarebbe stato il collasso economico, Pamio (il direttore di Disinformazione) veniva accusato di essere un paranoico complottistaMa la verità era che nei centri del potere economico e finanziario queste cose erano risapute.

Una persona che conosco, dirigente di banca, mi ha detto "certo che tutti noi sapevamo... gli esperti di finanza non potevano non accorgersi che i prodotti finanziari piazzati dalle banche erano un flop... un collage di nulla destinato a far saltare il sistema. Così come oggi, le rassicurazioni sulla ripresa sono ridicole, e chi è esperto lo sa, perché un'economia che piazza prodotti finanziari pari a sei volte il prodotto interno lordo del mondo intero, prima o poi è destinato a crollare, perchè vuol dire che le banche stanno piazzando è un prodotto vuoto, senza sostanza e che prima o poi ci sara´un botto di proporzioni clamorose".

La crisi quindi poteva essere evitata con un maggiore controllo dei prodotti finanziari da parte delle banche, con una riappropriazione da parte dello stato della capacità di battere moneta (ricordiamo che oggi lo stato non batte moneta, perchè questa è emessa dalle banche centrali e dalla BCE, che non sono sotto il controllo dei governi, e non dipendono dai governi, ma dalle grandi banche d'affari mondiali).

Ma non è stata evitata. Né è stata annunciata, dai governi. Eppure Prodi, solo per fare un esempio, era un economista... avrebbe potuto e dovuto capirlo, ed era suo preciso dovere istituzionale avvertire i cittadini.

Il punto è - lo ripetiamo - che vero scopo della crisi finanziaria è impedire che i cittadini possano alzare la testa, e riflettendo accorgersi di essere degli schiavi al servizio dei padroni. Le banche e la grande industria.
E questa crisi, ovviamente, aumenterà lo stato di sudditanza dei cittadini nei confronti dei “padroni” perchè aumenteranno le persone che andranno a raccomandarsi dal politico, dallo amministratore, dal potente di turno.

La crisi finanziaria non ha altro scopo che renderci ancora più schiavi.

4. Come ti elimino il rompicoglioni (ovvero colui che non si adegua al sistema).
La cosa non deve stupire piu´di tanto. E' dall'antichità che chi governa cerca di mantenere in uno stato di soggezione i sudditi mediante i sistemi piu´diversi. Panem et circenses, diceva il poeta Giovenale, intendendo dire che per tenere soggiogata la popolazione e´sufficiente dargli un po´di pane e farla divertire con il circo.

In periodo Borbonico, a Napoli, l´espressione divenne "feste farina e forca", ma la sostanza era la stessa.
Attualmente i metodi usati per rendere la popolazione una massa di pecore fedeli al potere, sono gli stessi di un tempo; al posto del circo abbiamo la televisione, i media, il calcio, e tutti i miti creati dalla società consumistica.

Pochi si rendono conto però, che uno degli strumenti più formidabili per controllare le masse è proprio il sistema fiscale e l´attuale crisi finanziaria. Perchè l´ínformazione può essere manipolata quanto si vuole, ma ci sarà sempre qualcuno che capirà l´inganno; le leggi possono essere repressive quanto vogliono, ma per quanto esse siano dure, ci saranno sempre degli spiragli che consentiranno alle persone più intelligenti di reagire; ed inoltre, quando le leggi superano una certa soglia di durezza e diventano intollerabili, ci sarà sempre qualcuno disposto a ribellarsi e pagare con la vita la sua ribellione.

L´unica cosa a cui non è possibile porre rimedio è la carenza di beni necessari per la sussistenza. Se la persona viene privata dei beni essenziali, per quanto possa essere consapevole, informata, e intelligente, il suo obiettivo principale diventerà sopravvivere, e quindi diventa inoffensiva per il sistema perché spesso pur di sopravvivere scenderà a compromessi con i potenti di turno, specialmente se ha figli.

Aumenteranno cioè le persone che saranno disposte a rivolgersi al politico di turno, che accetteranno condizioni disumane o patti moralmente illeciti, pur di avere un lavoro.

In altre parole. Viviamo in un'illusione di democrazia. Una vera democrazia implicherebbe il governo del popolo ma invece sappiamo bene che non abbiamo alcun potere, neanche di scegliere i nostri governanti. Il mezzo migliore per imporre una dittatura non è la forza (perché prima o poi qualcuno si ribellerà) ma dare al popolo la illusione di essere libero, e quindi creare una dittatura mascherata, facendo si che la gente chieda esattamente quello che i potenti vogliono imporre.

Non ci si ribella a qualcosa di cui non si sospetta l´esistenza e in questo modo il controllo sulla popolazione puo´andare avanti all´infinito.

Ed è tempo di rendersi conto che il mezzo di controllo più potente è, appunto, il sistema fiscale e finanziario, che può essere riassunto cosi´:

1) sistema fiscale ai limiti della tollerabilità, in modo che ciascuno lavori dodici ore al giorno per poter sopravvivere;
2) leggi fiscali e controlli strutturati in modo tale che sia impossibile mettersi in regola, di modo che i controlli fiscali vessino il cittadino (a cui verrà controllato l´emissione di uno scontrino da due euro) e a favorire i potenti (non verranno mai richiesti i 98 miliardi di euro ai gestori di video-games);
3) sistema economico che garantisca sempre un´alta percentuale di disoccupati, e un'alta percentuale di lavoratori che vivano al livello di sussistenza.

Se, nonostante tutti gli sforzi, il benessere aumenta (il che è inevitabile perché ogni società tende naturalmente, nel lungo periodo, a migliorare le sue condizioni di vita) si crea una bella crisi finanziaria... e voilà... l´equilibrio è ristabilito.

In pratica, negli stati dittatoriali in cui la dittatura e´conclamata si usano le uccisioni di massa per eliminare i possibili dissidenti. Nella nostra "democrazia" si usano le tasse e la crisi finanziaria. Gli eventuali dissidenti che non venissero resi innocui con questo sistema, perché troppo in vista, troppo potenti, o troppo vicini al sistema per non capirlo fino in fondo, avranno un incidente d´auto come Rino Gaetano, un malore improvviso come Berlinguer (che peraltro qualche anno prima si salvò per miracolo proprio da un incidente d´auto); oppure si suicideranno, come Luigi Tenco. Oppure, quando la tesi del suicidio o dell´incidente sarebbe così ridicola che pure Emilio Fede, Mentana, e Liguori si rifiuterebbero di accettarla, arriverà un pazzo isolato e farà fuoco, come accadde a Gandhi, Martin Luther king, Jonh Lennon, Jonh Kennedy o Papa Giovanni Paolo II.

La gente sarà troppo occupata a far quadrare i conti di casa per capire che si tratta di omicidi programmati dal sistema.

Articolo pubblicato sul blog di Paolo Franceschetti
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2 commenti:

  1. Non sono d'accordo sul discorso del sistema fiscale: questo sarebbe vero se le tasse le pagassero tutti, ma nel nostro Paese c'è chi ne paga troppe e chi non le paga per niente o quasi (o si pensa allo stress dell'evasore?).
    Sull'evasione delle slot-machine, basta pensare a chi è in mano il gioco e si capisce subito perchè.
    Per il resto concordo abbastanza, che il "sistema" è congegnato così proprio per rendere la vita difficile alle persone: un esempio sono i trasporti pubblici sempre più inefficienti, il traffico sempre più infernale con conseguente sperpero di tempo e di denaro per gli spostamenti necessari.
    Come pure sovraccaricare di lavoro poche persone, come sta accadendo nella maggior parte delle aziende e degli enti, e lasciare a casa e senza lavoro molte altre.... però può succedere che questo "tempo liberato" per necessità venga utilizzato diversamente da come "costoro" si aspetterebbero, per una inattesa ma spesso reale eterogenesi dei fini...

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  2. Tecnicamente errato e ideologicamente scorretto comprendere l'Iva tra le imposte che restano a carico dell'imprenditore o del libero professionista: l'Iva è un'imposta che grava SOLO sul consumatore. I soggetti intermedi della catena DOVREBBERO risultare neutri all'imposizione, pagandola sugli acquisti e detraendola in contemporanea dall'imposta dovuta. Dico DOVREBBERO perchè la realtà è - ahimè - diversa: una grossa fetta dell'evasione stimata è costituta da Iva che gli imprenditori si INTASCANO ogni qualvolta non emettono fattura/scontrino/ricevuta fiscale.

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