17 novembre 2011

LA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO (Film) - G. Debord

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Intro - Belva64

Quella in cui viviamo non è società del consumo, ma la metamorfosi della società capitalista, evoluta in: Società dello spettacolo. 
Società che implica la distruzione del reale, quindi del pianeta e dell'umanità stessa.

Essa incentra il suo fulcro, la mistificazione della realtà, l'alterazione profonda di essa e di tutto ciò che le concerne, eleggendo epicentro di questo devastante terremoto, il cervello e il pensiero del singolo individuo.
«E senza dubbio il nostro tempo ... preferisce l'immagine alla cosa, la copia allo originale, la rappresentazione alla realtà, l'apparenza all'essere ... Ciò che per esso è sacro non è che l'illusione, ma ciò che è profano è la verità. Anzi, ai suoi occhi il sacro aumenta man mano che decresce la verità e che cresce l'illusione, tanto che per esso il colmo dell'illusione è anche il colmo del sacro.»
Ludwig Feuerbach
"La vita delle società in cui regnano le moderne condizioni di produzione si presenta come un'immensa accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.
Le immagini che si sono distaccate da ciascun aspetto della vita si fondono in un corso comune, dove l'unità della vita non può più essere ristabilita.
La realtà parziale si dispiega nella propria unità generale in quanto pseudo-mondo a parte, oggetto di sola contemplazione. La specializzazione delle immagini del mondo si ritrova nel mondo autonomizzato dell'immagine, dove il menzognero ha mentito a sé stesso.
Lo spettacolo in generale, in quanto inversione concreta della vita, è il movimento autonomo del non-vivente."
G. Debord
Il film si basa sul libro di Guy Ernest Debord. Nato a Parigi nel 1931, si autodefiniva «dottore in niente».

Il 28 luglio 1957, nel paesino ligure di Cosio d'Arroscia (Imperia), fu tra i fondatori della Internazionale Situazionista, di cui rimane il teorico più noto e importante. Dieci anni dopo fu pubblicato in Francia La Société du Spectacle e l'anno seguente, nel maggio '68, la maggior parte dei muri di Parigi era coperta di frasi e pagine intere tratte da quel libro.

Nel 1994, il 30 novembre, si è ucciso con un colpo di pistola al cuore. Ci piace ricordarlo anche con il curioso palindromo latino, denso di suggestioni, che è il titolo di un suo film autobiografico del 1978: «IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI» (andiamo in giro di notte ed ecco siamo consumati/e dal fuoco).

Buona visione.



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