12 gennaio 2012

Casaleggio, gli Influencer e la Comunicazione Globale

Viator

Il video proposto in coda è stato pubblicato sul canale YouTube della Casaleggio, associazione milanese che - secondo quanto riportato sul sito di rappresentanza - si occupa di “sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza, articoli, libri, newsletter, seminari e creazione di gruppi di pensiero e di orientamento.”

La Casaleggio & Associati sarebbe "... partner di Enamics, società USA leader del business technology management (con clienti come JP Morgan) e di The Bivings Grup: azienda leader nel social network e nel web marketing che per mezzo della rete manipola la opinione pubblica, utilizzando falsi cittadini e finte associazioni al fine di promuovere gli interessi di una clientela che risponde a nomi quali Monsanto – detentrice dei brevetti sugli OGM Philip Morris o BP Amoco. (...)" Fonte

Aggiornamento 13-01 - N.B. - riguardo i presunti rapporti con The Bivings Grup, ci è giunta una perentoria smentita della Casaleggio, che riportiamo integralmente in >questo post<

E' risaputo che il Movimento Cinque Stelle - nato dalla sinergia tra Grillo e Casaleggio - oltre a sostenere  con grande convinzione la introduzione di una democrazia diretta da esercitarsi attraverso la rete - si faccia vanto della pariteticità e indipendenza intellettuale dei suoi aderenti. In che misura tali rivendicazioni si adattino alla filosofia di chi per mestiere si occupi della 'creazione di gruppi di pensiero e di orientamento', lo lascio valutare e a chi legge.

Interessante la presentazione video mediante cui la Casaleggio descrive la propria idea del futuro. Lo hanno battezzato Progetto Prometeus, e da qualche parte nella clip sono riusciti ad infilare pure il solito occhio onniveggente.
La vocazione contemporaneamente ambientalistica e tecnofila del Prometeus ricorda il Progetto Venus di Jaque Fresco (sollevando analoghe perplessità), sebbene le  soluzioni prospettate siano differenti.
Link al video.

Il video a piè pagina invece mostra una intervista in cui Gianroberto Casaleggio - leader della omonima associazione - ci spiega come funzioni realmente internet. Asserisce che il web sarebbe composto al 90% da fruitori di informazioni e da appena un 10% di produttori di informazioni. Per cui solo una piccola parte del popolo di internet scriverebbe articoli, produrrebbe videoclip, commenterebbe nei forum, mentre tutti gli altri si limiterebbero a lurkare, cioè raccogliere le informazioni rilasciate da altri utenti, senza a propria volta contribuire rilasciandone di proprie.

Fin qui nulla di eclatante. Probabilmente ancora sussiste il retaggio di mezzo secolo di informazione unidirezionale. E poi produrre materiale per internet comporta un dispendio di tempo ed energie che il sistema attuale non concede a tutti.

La parte interessante arriva quando Casaleggio entra nel concreto, passando a descrivere la figura del cosiddetto 'influencer.'


Gli influencer
Secondo Casaleggio il web pullulerebbe di 'influenzatori', giovani operatori stipendiati per 'creare' opinione. Tali personaggi riceverebbero denaro per scrivere articoli, rilasciare commenti, subissare di 'Mi Piace' o 'Non Mi Piace' e creare videoclip con il preciso obiettivo di influenzare la opinione degli altri utenti, in particolare quel 90% di fruitori inattivi. Il tutto, nella maggior parte dei casi spacciandosi per utenti casuali e sottacendo il dettaglio di essere degli spot pubblicitari viventi. Farebbero ciò che da anni fanno molti giornalisti, politici e accademici.

Le parole di Casaleggio mi hanno indotto a ripercorrere con il pensiero i 15 anni di web che ho alle spalle. Ho ripensato alle tante figure incontrate in forum e blog dedicati ai più disparati argomenti. 

Mi è tornata in mente la smania consumistica che riempie certi spazi dedicati a costosi giocattoloni elettronici, spazi molto frequentati dagli appassionati. Fa strano in un forum di consumatori leggere di utenti che ammettono di essere sfruttati dalle case costruttrici quali 'collaudatori paganti' di aggeggi non ancora pronti per la commercializzazione, e di come la cosa sia sopportata sotto forma di tributo alla loro smania di possesso. E fa strano la scherzosa e divertita autocommiserazione con cui molti tendono a paragonare la loro fissazione ad una tossicodipendenza. C'è chi sbava, chi è malato e chi ha la scimmia, tutto ciò per amore dell'oggetto agognato (e con i complimenti delle case costruttrici).


Ed ancora, mi sono tornate in mente le figure di alcuni 'utenti' che popolano da sempre noti blog del 'dissenso' mainstream, e passano intere giornate a fare eco alle argomentazioni espresse nel post del giorno, sempre pronti a mettere alla berlina chiunque esprima disaccordo.

Una nuova era
I cosiddetti 'influencer' - compresi i personaggi famosi che con le loro vicende private amplificate dai mass media aggiornano i limiti della normalità, anche solo battezzando i figli col nome di un profumo - stanno inaugurando l'alba di una nuova era nel campo della comunicazione. Un'era perfino più demenziale e degradante di quella che l'ha preceduta, ove ognuno sarà coinvolto come parte attiva nel processo di manipolazione del proprio prossimo, e tutti diventeremo democraticamente attori e fruitori delle più disparate campagne di persuasione. La propaganda ha definitivamente rotto gli argini della bidimensionalità e sta riversandosi intorno a noi con lo scopo di colonizzare gli ultimi spiragli di indipendenza intellettuale in cambio di un piatto di lenticchie.

Si tratta di uno dei seri inconvenienti non abbastanza evidenziati - mettiamola così - della cosiddetta comunicazione globale. In molti sono già stati irretiti dalle nuove strategie di colonizzazione delle menti. Il web è animato da frequenti e interminabili dibattiti tra sostenitori di brand commerciali, serie tv e personaggi dei reality. Blogger di ogni cultura cedono alle lusinghe dei post pubblicitari - fenomeno anche noto col nome di e-buzzing - in cui qualcuno dice loro cosa scrivere e come scriverlo, in cambio di soldi. Sono attori i 'casi umani' che la televisione spaccia per persone comuni o vincitrici di grosse somme nei giochi a quiz. Probabilmente sono attori i personaggi accampati con giorni d'anticipo di fronte agli store per accaparrarsi un nuovo modello di telefonino. Chissà quante interviste televisive a 'campione' sono in realtà finte o perlomeno selezionate e assortite in modo tale da suscitare una precisa emozione in chi le guardi. Frotte di attori dilettanti si lasciano arruolare nelle vesti di attivisti spontanei per contestare o applaudire il politico di turno davanti a solerti telecamere, o per mandare in malora una manifestazione compiendo azioni violente.

Niente di nuovo sotto il sole, obietterete; strategie sempre esistite. Il Tutto è Falso, il Falso è Tutto, cantava Gaber in tempi non sospetti. Vero, tuttavia oggi rispetto al passato abbiamo a che fare con una diffusione molto più capillare dei mass media, essenziali detonatori di qualsiasi ordigno propagandistico.

Immagino un futuro in cui ognuno nella propria piccola esistenza indebitata stipulerà questo piccolo patto col diavolo, e le opinioni sincere della gente diventeranno merce rara come quelle degli attuali giornalisti, politici e accademici dominanti. Bisogna evolversi, andare oltre. Dopotutto che male c'è ad arrotondare un magro reddito parlando bene / male di un prodotto, una idea, una nozione, una terapia, agli estranei che ci chiedono pareri nei forum e  - perché no - ai nostri lettori abituali, spacciandola per opinione personale? Contribuiremo alla opera di demolizione della oggettività voluta dai burattinai, ma porteremo a casa la pagnotta.


Rimedi
E' possibile prevenire questo ulteriore potenziale deterioramento sociale? Certo; in molti modi. Uno dei più efficaci, potrebbe essere una disconnessione da tutto quanto sia massivo.

Quanto più il tessuto sociale è caratterizzato da individui interconnessi (anche solo attraverso la comune abitudine di accendere un apparecchio televisivo alle sette della sera) tanto meglio funzionano le campagne persuasive di massa. Il cosiddetto 'passaparola' - risonanza cognitiva - è una arma devastante in mano al sistema, una sorta di incantesimo capace di manomettere la coscienza collettiva e tramutare ogni balla ripetuta da un team di influencer (ed ogni rappresentazione della realtà e della normalità allestita dai mass media) in qualcosa di verosimile e concreto

Nel 1938 Orson Welles mise in scena ciò che passò alla storia come una azzardata burla mediatica, quando probabilmente si trattò di un atto di denuncia politica, un esperimento sociologico dall'esito inquietante. Tramite alcuni comunicati radiofonici riuscì a convincere mezza America che la Terra fosse sotto l'attacco degli alieni. 

«Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottostimato l'estensione della vena di follia della nostra America.» O. Welles 
Fonte

Questo era il potere persuasivo dei mass media di 70 anni fa, ai tempi della radio, quando internet e la televisione ancora non esistevano. 

Concludendo
Una diffusa e pacifica disconnessione - perlomeno parziale - dai meccanismi che hanno trasformato le nostre menti in ostelli per le campagne di ogni think tank, i sistemi che consegnano la nostra riservatezza, i nostri risparmi, le nostre risorse, il nostro benessere, il nostro futuro in mano a gente che non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere personalmente. Questa sarebbe una pugnalata nella schiena del sistema.

Il problema è che - chi più chi meno - siamo tutti assuefatti ai bei giocattoli con cui ci incantano. Che effetto vi fa la ipotesi di un ritorno ai ciclostili e i baracchini radiofonici? L'idea vi sembra assurda o saggia? Conservatrice o progressista? Ma soprattutto: quanto vi fa rabbrividire?

Vi lascio a Gianroberto Casaleggio.



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La Falsa Informazione Obiettiva

Giuseppe De Micheli
La Falsa Informazione Obiettiva

8 COMMENTI:

Synthesis ha detto...

Ottime riflessioni.

Ora però fatemi sfogare:
Sto cercando in questi giorni lavoro, ed esamino un sacco di ridicole offerte, invio un sacco di inutili curriculum...
Ne ho trovate alcune di queste offerte di lavoro come "web promoter" (ciò che nell'articolo è chiamato "influencer") e bloggher stipendiato (che poi credo sia la stessa cosa). E' veramente avvilente.
Mi riporta ai tempi in cui scrivevo su un noto blog di politica (oggi chiuso) e mi scontravo con una platea di individui (di un determinato schieramento politico, ma sicuramente ce n'erano anche nel "fu" mio schieramento) che sembravano recitassero un copione di frasi fatte e slogan, qualcuno mi avvertì che erano stipendiati per farlo, ed in effetti chiedendogli se fosse vero o meno alcuni tergiversavano, altri rispondevano fieramente "meglio essere pagato che essere xxxxxxxxx".

Tornando ad oggi mi ha fatto ridere che candidandosi invece per un posto di magazziniere all' IKEA viene chiesto se "condividi la filosofia IKEA?"... uhm, pensavo fosse una ditta, non una scuola filosofica...
Ieri avevamo Platone ed Aristotele, oggi IKEA e Apple... a proposito: ho un amico che fa dell' Apple la sua religione, a veder lui penso che i tizi in fila giorni per un aggeggio di quella marca non siano stipendiati: solo lobotomizzati.

E poi, per chiudere il quadro ho risposto ad un annuncio in cui cercavano un "fattorino", ho passato un colloquio in cui le mie domande sono state eluse e solo alla "prova su campo" ho scoperto che si trattava di procacciatore di contratti elettrici porta a porta.
Certi lavori sono talmente idioti ed inutili che con tutti i disoccupati che ci sono devono comunque ingannare anche il dipendente prima ancora del cliente...

Insomma, la nostra società sta inesorabilmente decadendo, io attendo fiducioso il crollo, ma se non dovesse avvenire, dobbiamo staccarle veramente la spina... tornare ai campi, alla natura, alla comunità.
O questo o l'estinzione, prima cerebrale, poi fisica.

Synthesis ha detto...

Ah, dimenticavo... riguardo a Grillo/Casaleggio, personalmente la cosa che più mi fa paura è quella che io chiamo "cultura del wi-fi" promossa pappagallescamente dal loro movimento sotto il nome di "progresso".

Insomma, chiamatemi "conservatore" ma io sono ancora refrattario all'idea di rischiare un tumore in cambio della comodità di poter usare il pc in bagno...

Sandro of the family Sabene ha detto...

Perche' non tentar di prender il Meglio delle cose e tralasciare il resto? Magari, dobbiamo evitar di creare questi Mostri Energetici: gli Eggregori.

I am ha detto...

Articolo interessante la cui evidenza è ogni giorno sempre più palese. L'omologazione del pensiero con il nuovo governo sta raggiungendo l'apice. Il dissenso, anche se finto, non esiste più. Il popolo televisivo e di internet beve la cicuta per la mente e mentre i neuroni muoiono si fanno strada quelli del qualunquismo, della menzogna, della paura, del vittimismo ecc.. Il coraggio non esiste più, la ricerca della verità chi la fa lo deve fare in silenzio.
Su internet trovo che le informazione tende a generare confusione, non si controllano le fonti, non si ragiona. Siamo nel piattume e nella ignoranza più totale. Mi auguro che i giovani cambino marcia ed auto con cui muoversi, che stanino l'ipocrisia in cui viviamo, questo potremmo farlo tutti.... Uno sciopero dal computer e un isolamento dalla televisione potrebbero restituire la capacità di discernimento e l'abilità di ragionare con la propria testa.

Frankpro ha detto...

Caro Synthesis, l'enorme "problema H" del nostro Paese, in merito al lavoro, 2° me, è che se ti occorre un "semplice lavoro" da 8 ore al giorno, un lavoro normale con cui pagarti vitto e alloggio, senza preoccuparsi di pensioni e altro (non xkè non ce ne sarebbe da preoccuparsi ma xkè la 1a cosa è il presente)allora stai fresco!!
Anni fa negli Usa si diceva: se perdi tutto puoi sempre lavorare da MacDonald! Oggi, sempre negli Usa, non si può fare manco quello?!
Come mi ha confermato un amico americano.
Il vero diritto al lavoro dovrebbe essere questo, cioè la possibilità, sempre esistente, in concreto sul mercato del lavoro, di trovare una qualsiasi occupazione dal giorno alla notte, per necessità.
Una occupazione vera, cioè pagata al minimo sindacale a fine mese.
Ma in nome di una pretesa richiesta collettiva di "sicurezza sociale" = 1000 diritti aggiuntivi nel diritto del lavoro, il vero diritto a lavorare, cioè a potersi quanto meno rimboccare le maniche e fare, dall'oggi al domani, è andata a p.t.n.e..

Icarus ha detto...

Aspetto il crollo da un anno circa.
"The disclosure", come amano definirlo, il momento in cui ci verrà detta la verità assoluta.
I governi che scompaiono portandosi dietro il lavoro e la moneta.
E noi popolazione che in cambio riceviamo energia gratuita e una nuova coscienza spirituale.
ORA BASTA BISOGNA STACCARE LA SPINA

Spirito Intelligente ha detto...

http://vimeo.com/27720115 video di risposta... grande articolo.. Marco

walter ha detto...

Su Casaleggio ci sarebbe molto da dire ma se lo facessi adesso verrei accusato di essere un anti-grillino. In effetti non lo sono così come peraltro non sono un grande fan del Beppe. Mi limito ad una segnalazione (che mi auguro sinceramente sia sfuggita anche al buon Grillo): tzetze.it, è una delle ultime invenzioni di Casaleggio. Un sitarello dove si fanno le pulci a tutte le multinazionali e si cerca di passare come prodi difensori dei consumatori. Beh udite udite... questo bel sitarello pubblica in abbondanza banner traccianti... alla faccia della privacy, dei consumatori e SOPRATTUTTO della coerenza! meditate gente, meditate.

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