17 aprile 2012

10 Miti del Capitalismo

omino monopoli
di L. Lulko – Pravda.Ru
Traduzione di M. Mercone

Il capitalismo neoliberale ha sfiancato se stesso. Gli squali della finanza non vogliono perdere i loro profitti, e spostano il peso del debito sui pensionati e sui poveri. Un fantasma della “Primavera Europea” sta tormentando il Vecchio Mondo e gli oppositori del capitalismo spiegano come le loro vite siano state distrutte. Questo è l’argomento dell’articolo di un economista portoghese, Guilherme Alves Coelho.

Esiste una nota espressione, cioè che ogni nazione ha il governo che si merita. Questo non è del tutto vero. Le persone possono essere ingannate da una propaganda aggressiva che le rende facilmente manipolabili. Menzogne e manipolazioni sono l’arma contemporanea della distruzione e dell’oppressione delle persone. Sono efficaci quanto i tradizionali mezzi di guerra. In molti casi si integrano a vicenda. Entrambi i metodi vengono utilizzati per ottenere la vittoria alle elezioni e distruggere i paesi ribelli.

Ci sono molte modalità per manovrare l’opinione pubblica, e con cui quest'ultima è stata indotta a mitizzare l’ideologia del capitalismo. È una combinazione di false verità che sono state ripetute milioni di volte, nel corso delle generazioni, e quindi diventate indiscutibili per molti. False verità programmate per descrivere il capitalismo come credibile e per mobilitare il sostegno e la fiducia delle masse. Tali miti sono distribuiti e promossi mediante strumenti multimediali, istituzioni educative, tradizioni familiari, appartenenze a credo religiosi, ecc.
Ecco di seguito i più comuni di questi miti.

sacco di soldi

Mito 1. Con il capitalismo, chiunque lavori duramente può diventare ricco.
Il sistema capitalistico procura ricchezza automatica agli individui che lavorano duramente.
Ai lavoratori è stata data una speranza illusoria, che se non si realizza li porterà a biasimare se stessi. Infatti, con il capitalismo, la probabilità di successo, indipendentemente da quanto si può aver lavorato, è la stessa in una lotteria. La ricchezza, con rare eccezioni, non si crea con il duro lavoro, ma è il risultato di frode e mancanza di rimorso per coloro i quali hanno maggior influenza e potere. È un mito il luogo comune che il successo sia il risultato di duro lavoro combinato con la fortuna e una buona dose di fiducia. Questo mito crea i seguaci del sistema che lo supportano. Anche la religione, specialmente quella Protestante, lavora a supporto di questo mito.

Mito 2. Il capitalismo genera ricchezza e prosperità per tutti.
La ricchezza, accumulata da una minoranza, prima o poi sarà redistribuita tra tutti.
L’obiettivo è permettere al datore di lavoro di accumulare ricchezza senza fare domande. Allo stesso tempo la speranza è sostenuta dal fatto che prima o poi i lavoratori verranno premiati per il loro lavoro e la loro dedizione. Infatti, anche Marx concluse che lo scopo definitivo del capitalismo non è la redistribuzione della ricchezza ma la sua accumulazione e concentrazione. Il divario crescente tra i ricchi e i poveri nell’ultima decade, specialmente dopo la creazione del sistema del neo-liberalismo, ha provato l’opposto. Il mito è stato uno dei più comuni durante la fase del “social welfare” nel periodo post-bellico, e il suo principale scopo era la distruzione dei paesi socialisti.

Mito 3. Siamo tutti sulla stessa barca.
La società capitalista non ha classi, quindi la responsabilità dei fallimenti e delle crisi ricade su tutti e ognuno deve pagare. 
L’obiettivo è creare un senso di colpa tra i lavoratori, permettendo ai capitalisti di aumentare i ricavi e lasciare le perdite alle persone. Infatti, la responsabilità ricade interamente sulle élite formate da miliardari che supportano il governo e sono a loro volta da esso supportati, e hanno sempre goduto di grandi privilegi nella tassazione, negli appalti, nelle speculazioni finanziarie, nel nepotismo, ecc. Il mito è impiantato dalle élite per eludere la responsabilità per la condizione del popolo, e per obbligare quest’ultimo a pagare gli errori delle élite.

Mito 4. Capitalismo significa libertà.
La vera libertà la si può raggiungere solo attraverso il capitalismo con l’aiuto del cosiddetto “mercato dell’auto-regolazione”.
L’obiettivo è quello di creare una religione del capitalismo, dove ogni cosa viene presa com'è, e di negare alla gente il diritto di partecipare nelle decisioni macroeconomiche. Certo, la libertà nel prendere le decisioni è la massima libertà, di cui però gode soltanto una ristretta cerchia di individui potenti, non le persone comuni, e nemmeno le agenzie governative.
Nel corso di summit e forum, in gruppi ristretti, a porte chiuse, i capi di grandi compagnie, banche e multinazionali prendono le decisioni finanziarie ed economiche più importanti di natura strategica. I mercati, pertanto, non si regolano autonomamente, vengono manipolati. Questo mito è stato utilizzato per giustificare l’interferenza negli affari interni di paesi non-capitalisti, basata sull’assunto che non hanno libertà, ma hanno regole.

capitalismo democrazia

Mito 5. Capitalismo significa democrazia.
La democrazia può esistere soltanto con il capitalismo.
Questo mito, conseguenza del precedente, è stato creato per impedire la discussione su altri modelli di ordine sociale. Si sostiene che siano tutte dittature. Il capitalismo è affiancato da concetti come libertà e democrazia, ma il loro significato viene distorto. Infatti la società è divisa in classi e i ricchi, che sono l’ultra-minoranza, dominano su tutti gli altri. 
La “democrazia” capitalista non è che una dittatura mascherata, e le “riforme democratiche” sono processi opposti al progresso. Come il mito precedente, anche questo serve come scusa per criticare e attaccare i paesi non-capitalisti.

Mito 6. Le elezioni sono sinonimo di democrazia.
Le elezioni sono sinonimo di democrazia.
L’obiettivo è denigrare e demonizzare gli altri sistemi e impedire una discussione sui sistemi politici ed elettorali, nei quali i leader vengono determinati attraverso elezioni non borghesi, per esempio in virtù dell’età, dell’esperienza, o popolarità dei candidati. Infatti è il sistema capitalista che manipola e corrompe, un sistema in cui il voto è un termine condizionale e le elezioni solo un atto formale. Il fatto che le elezioni sono sempre vinte da rappresentanti della minoranza borghese, le rende non-rappresentative. Il mito che le elezioni borghesi garantiscano la presenza di democrazia è uno dei più radicati, e anche alcuni partiti e forze di sinistra credono in questo.

Mito 7. Alternando partiti al potere si ha una scelta.
I partiti borghesi che periodicamente si alternano al potere hanno programmi alternativi.
L’obiettivo è perpetuare il sistema capitalista all’interno della classe dominante, alimentando il mito che la democrazia si riduce alle elezioni. Infatti, è ovvio che un sistema parlamentare bi-partitico o multi-partitico è in realtà un sistema mono-partitico. Si tratta di due o più fazioni di un’unica forza politica, che si alternano, imitando il partito con una politica alternativa. Le persone scelgono sempre un agente del sistema, essendo certe che non è ciò che stanno facendo. Il mito che i partiti borghesi abbiano diversi programmi oppositivi, è uno dei più importanti, se ne parla costantemente per far funzionare il sistema capitalista.

Mito 8. Il politico eletto rappresenta il popolo e quindi può decidere per esso.
Al politico è stata concessa autorità dal popolo e può governare a suo piacimento. 
Lo scopo di questo mito è nutrire le persone di promesse vuote e nascondere le reali misure che saranno implementate. Infatti i leader eletti non adempiono le promesse o, peggio, iniziano ad implementare misure non dichiarate, che spesso contraddicono e talvolta sono in conflitto con la Costituzione originale. Spesso tali politici, eletti da un’attiva minoranza, a metà mandato raggiungono la soglia minima di popolarità. in questi casi, la perdita di rappresentanza non porta ad un ricambio del politico attraverso mezzi costituzionali, ma al contrario, porta ad una degenerazione della democrazia capitalista in una dittatura reale o dissimulata. La pratica sistemica della falsificazione della democrazia nel regime capitalista è una delle ragioni dell’aumento del numero delle persone che non partecipano alle elezioni.

Mito 9. Non c’è alternativa al capitalismo.
Il capitalismo non è perfetto, ma è l’unico sistema politico ed economico possibile, e quindi il più appropriato. 
L’obiettivo è eliminare lo studio e il sostegno ad altri sistemi ed eliminare la competizione usando tutti i mezzi possibili, compresa la forza. In realtà ci sono altri sistemi politici ed economici; il più conosciuto è il socialismo scientifico. Anche all’interno della cornice del capitalismo, vi sono altre versioni, come il “socialismo democratico” dell’America Latina o il “capitalismo socialista” dell’Europa. Questo mito intende intimidire le persone, per evitare discussioni sulle alternative al capitalismo e per assicurare l’unanimità.


Mito 10. I risparmi generano ricchezza.
La crisi economica è causata da un eccesso di benefici per i lavoratori dipendenti. Se vengono rimossi, il governo risparmierà e il paese diventerà ricco. 
Lo scopo è spostare la responsabilità del debito capitalista nel settore pubblico, inclusi i pensionati. Un altro scopo è far sì che le persone accettino la povertà, sostenendo che sia temporanea. Tale mito ha altresì l’intento di facilitare la privatizzazione del settore pubblico. Le persone sono convinte che i risparmi siano la “salvezza”, senza menzionare che ciò si realizza attraverso la privatizzazione dei settori più redditizi i cui futuri guadagni andranno persi. Questa politica porta ad una diminuzione delle entrate dello stato e ad una riduzione dei benefici e delle pensioni.

Titolo originale: “TEN MYTHS ABOUT CAPITALISM “
Fonte: http://english.pravda.ru

Articolo pubblicato sul sito Come don Chisciotte
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Traduzione per Come don Chisciotte a cura di Maria Mercone


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4 commenti:

  1. Pessima traduzione, per fortuna ancora si capisce

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  2. Se la traduzione è pessima sig Anonimo se ne potrebbe avere una sua più migliore?L'argomento mi interessa.
    Ma credo che alla fine per comprendere il capitalismo e i suoi risultati piuttosto che di un ottima traduzione basti guardarsi intorno e mettere in moto il cervello.
    Comunque il rispetto è sempre una buona norma anche per i sacenti veri o presunti.
    Buone cose

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  3. un altro mito di quelli più coriacei è che ognuno deve fare tutto da solo - e dimostrare così di valere "più" degli altri, ... la competizione feroce è la base di ogni comportamento economico e (a)sociale... quando invece con la collaborazione reciproca, cooperando gli uni con gli altri in modo sensato si ottengono risultati migliori e con molta meno fatica... ma dobbiamo imparare come farlo, dobbiamo impararlo da zero perché nessuno ce l'ha mai insegnato.
    Ele

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  4. Molti di quelli che leggeranno quest'articolo sono nati con queste condizioni economiche e sociali senza diritto di capire e sopratutto di scegliere.
    Discutere su alternative possibili è un dovere di tutti quelli che immaginano un futuro migliore perchè se lo possono immaginare allora lo possono anche realizzare.

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