9 aprile 2012

Gesù Secondo la Cultura Laica

gesù
dal sito Cristianesimo.it

Chi era Gesù? Alla luce dei risultati della ricerca storica moderna, fondata sullo studio oggettivo di tutte le fonti disponibili, possiamo affermare che Gesù è stato un riformatore del Giudaismo, non un fondatore di nuove religioni, tantomeno del Cristianesimo, che si è andato configurando e sviluppando solo alcuni decenni dopo la sua morte.
Gesù era un rivoluzionario, più che un semplice riformatore, perché ribaltò completamente la mentalità dell'epoca: il Giudaismo era infatti una religione nazionalista, legalista e autoritaria, mentre l'insegnamento di Gesù era del tutto individuale, interiore, spirituale.

Nel Giudaismo fare il bene era un dovere da compiere sotto la spinta di minacce anche fisiche, oltre che morali. Per Gesù fare del bene "fa bene" innanzitutto a chi lo fa.

Il Gesù dei vangeli è più psicologo che predicatore religioso: non si preoccupa molto di ciò che avviene dopo la morte, ma parla sempre del Qui ed Ora e dello atteggiamento mentale della persona, indipendentemente dalle convinzioni religiose! Non a caso simpatizza per i samaritani, considerati eretici dai giudei osservanti.

I cristiani dovrebbero leggere seriamente i vangeli per poi scoprire che Gesù non ha mai chiesto a nessuno di cambiare la propria religione, nemmeno ai pagani, semmai di mettere in discussione la propria mentalità, la propria vita, i propri obiettivi, i propri valori.

I vangeli sono pieni di modelli anticonformisti. E' sempre l'altro, il diverso, l'eroe da imitare. Non è il sacerdote o il fariseo, non è il bravo osservante della legge, non è lo scrupoloso esecutore dei comandamenti a suscitare la simpatia di Gesù, che più volte ha manifestato di essere profondamente anticlericale e contro ogni esteriorità religiosa, vista sempre in sospetto di ipocrisia.

Gesù sta sempre dalla parte di chi è oggetto di diffidenza se non di aperta discriminazione: i pubblicani, le prostitute, i poveri, i lebbrosi, i malati, i samaritani, persino gli invasori romani che, in quanto individui, sono comunque considerati meritevoli di ricevere quantomeno una parola di conforto.

Gesù e il contesto religioso del suo tempo.
Ai tempi di Gesù la religione dei Giudei era essenzialmente legalista e giuridica, fatta di tradizioni e regole, osservanza di rituali e festività, adempimento letterale di comandamenti, innumerevoli divieti, prescrizioni inerenti i cibi puri e impuri, digiuni.

Insomma si trattava di pratiche fondamentalmente esteriori che poco o nulla avevano a che fare con la sfera interiore degli individui, anzi, il concetto di individuo era quasi inesistente, schiacciato dall'obbligo di doversi sentire "popolo di Dio" in modo massificato e compatto.

Gesù capovolse la prospettiva introducendo un elemento assolutamente nuovo: l'amore incondizionato per il prossimo e addirittura per i nemici diventava il basilare paradigma che sostituiva la cieca osservanza della Legge.

L'insegnamento di Gesù di Nazareth trascendeva gli stessi confini confessionali giudaici per divenire messaggio universale, non strettamente religioso ma anche filosofico, etico, volto a risvegliare le coscienze ad un modo nuovo e diverso di vedere sé stessi e gli altri, la vita e la morte.

Gesù era aperto anche a contributi culturali eterogenei rispetto alla stretta osservanza giudaica. Ciò è documentato dalle corrispondenze fra l'insegnamento di Gesù e quello degli Esseni, una comunità monastica molto particolare, vegetariana e pacifista, studiosa delle filosofie orientali (a questo proposito è interessante notare una certa somiglianza fra alcuni insegnamenti di Gesù e il Dharma buddhista).

La divinizzazione di Gesù.
Se Gesù non fosse stato presentato in modo simile ad Eracle (Ercole) e a Mithra, cioè come un essere semi-divino, figlio di un Dio e di una terrestre, eroe vittorioso sul male dopo aver affrontato varie fatiche e prove, la diffusione della religione cristiana non avrebbe potuto avere quel successo popolare che invece ottenne, più fuori che dentro la Palestina, proprio perché essa era immediatamente riconoscibile e familiare per tutte le genti pagane.

In mancanza del concetto postumo della "divinità" di Gesù, il Cristianesimo, o comunque lo si volesse chiamare, sarebbe rimasto ciò che era inizialmente, ovvero nient'altro che una sètta interna dell'ebraismo (ovvero la Sètta dei Nazirei, così chiamata anche negli Atti degli Apostoli - cap. 24) o si sarebbe estinto del tutto.

Gesù si definiva un Rabbi, un Maestro, non un essere soprannaturale. E' vero che molti videro in lui il "Messia", ma nel contesto ebraico il Messia era un liberatore politico, e l'attesa del Messia in quei tempi era spasmodica proprio per via della occupazione romana.

Per gli ebrei era intollerabile dipendere da uno Stato straniero, specie se pagano e idolatra come i Romani.

Ad ogni "Messia" spettava, tra l'altro, il titolo di: "figlio di Dio", che nel contesto israelita era un titolo puramente simbolico, mentre nella cultura greca non poteva che essere percepito in modo metafisico e letterale, anche perché nella religione greca era consueto postulare l'esistenza di esseri semidivini "figli di un Dio" e di una umana (Eracle, Dioniso, ecc.).

Le leggende sulla sua origine divina e sul presunto concepimento miracoloso sono molto tardive, essendo state elaborate solo quando il Cristianesimo cominciava a diffondersi al di fuori del contesto ebraico.

Quando si leggono i vangeli va sempre tenuto presente che sono posteriori alle epistole di Paolo e alla sua zelante opera missionaria in Grecia. Per questo, quando sono stati scritti, si è cercato di raccontare i fatti in un modo facilmente comprensibile per chi apparteneva alla cultura ellenico-romana, tanto più che Gerusalemme era stata distrutta (nel 70 d.C.) e la nascente nuova religione non poteva più contare sulla sua prima sede (che gli apostoli avevano appunto fissato a Gerusalemme) ma doveva cercare di svilupparsi fra i pagani, ovvero nel territorio dell'Impero.

Fu soprattutto san Paolo, "l'Apostolo delle genti", a intuire che per favorire la diffusione del Cristianesimo occorreva, paradossalmente, sostituire l'insegnamento di Gesù con il culto della sua persona, del suo corpo e del suo sangue, cosa ben comprensibile per le masse popolari pagane e quindi garantire un successo perlomeno numerico, se non qualitativo, alla nuova religione.

Fu così che il maestro Gesù divenne "il Cristo", da adorare, da invocare, da utilizzare come protettore e mediatore nei confronti della severa divinità, finalmente placata dalla morte di Gesù, reinterpretata da san Paolo quale "sacrificio espiatorio" per le colpe dell'umanità.

Perfino il nome con cui sarà conosciuto Gesù è un ibrido sincretismo: Gesù Cristo, ossia Joshua Cristòs, primo nome ebraico e secondo nome greco.

Ma ciò è anche anacronistico, perché Gesù non parlava greco, e presumibilmente non sentì alcuno parlare in questa lingua. Il nome "Gesù Cristo" già allude all'idolatrizzazione pagana della sua figura.

Già allora, come oggi, venivano compiute abilissime operazioni di "immagine" per scopi puramente propagandistici e per accattivarsi le simpatie dell'opinione pubblica.

Gesù diventa "vittima espiatoria."
Per i pagani di cultura greca e romana, ma anche per tutte le religioni primitive, le divinità erano interpretate come tendenzialmente ostili e vendicative, e dovevano essere pertanto "propiziate" da sacrifici di animali in modo che l'aggressività del dio fosse "saziata" e quindi "disinnescata", almeno temporaneamente.

Dato che Gesù fu condannato a morte, oltretutto come sovversivo e agitatore di disordini, ciò aveva seriamente compromesso la sua reputazione, perché sia ebrei che pagani ritenevano che chi avesse il favore della divinità doveva, al contrario, essere immune da sventure e protetto da ogni pericolo.

Infatti il movimento di Gesù dopo la sua morte era allo sbando. I Vangeli descrivono gli apostoli come scoraggiati e demotivati.

Un primo tentativo di "rilanciare" l'entusiasmo tra i seguaci di Gesù fu la diffusione del mito della sua presunta resurrezione, sebbene in molte varianti contraddittorie, tutte riportate nei vangeli, compresa quella più posteriore, che fa seguire la resurrezione dall'ascensione fisica in cielo.

Nient'altro che miti ebraici: ai pagani la resurrezione non diceva nulla, infatti negli Atti degli apostoli leggiamo che i greci dileggiarono l'ipotesi della resurrezione fisica di un morto (Atti 17).

Ciò che "salvò" il movimento di Gesù dalla probabile estinzione non fu quindi il mito della resurrezione, né la predicazione degli apostoli, che non produsse alcun risultato fuori dal ristretto ambiente palestinese, ma fu l'abilità di Paolo, che reinterpretando la crocifissione come "sacrificio" non per i soli ebrei ma per tutta l'umanità, rese internazionale la nuova religione perché, come si diceva, l'idea di un sacrificio espiatorio era immediatamente comprensibile in quanto archetipo universale già noto a tutte le tradizioni antiche.

Ciò avvenne non senza aspre polemiche con la chiesa "ufficiale" dell'epoca, ovvero quella di Gerusalemme, gestita dagli apostoli, che al contrario di Paolo ritenevano il "cristianesimo" (anche se non si chiamava ancora così) nient'altro che un modo nuovo di intendere la religione ebraica.

Infatti, per molti anni, nella primitiva chiesa cristiana l'ala cosiddetta "giudaizzante" riteneva che se un pagano voleva seguire l'insegnamento di Cristo, doveva farsi circoncidere e diventare ebreo d'adozione.

Paolo vedeva in questa regola un grosso limite all'espansione delle "sue" chiese, ovvero quelle che si trovavano in area greca, e del suo ruolo piuttosto ambizioso di "apostolo delle genti" e addirittura si ribellò fermamente a Pietro, da lui chiamato "ipocrita" perché si faceva influenzare da coloro che chiamava con disprezzo "quelli della circoncisione" (l'episodio è descritto nella epistola di Paolo ai Galati, cap. 2).

Perché proprio il "sacrificio" di Gesù doveva avere un così grande valore? Perché Gesù non era un uomo "normale", secondo la nascente apologia cristiana, ma un semidio, figlio del Dio degli ebrei e di una terrestre, ovviamente vergine, come tutte le madri di tutti gli esseri semidivini mediterranei, a partire dalla popolarissima Iside che già veniva raffigurata con il bambino in braccio (hero).

La figura mitologica di Iside (e molte altre divinità femminili) sarà poi letteralmente trasferita su Maria, la madre di Gesù. A distanza di 2000 anni, Maria è ancora rappresentata con le caratteristiche fisiche dell'egiziana Iside, e non con quello che doveva essere l'aspetto di una ragazza palestinese.

Appartengono al culto di Iside anche le consacrazioni delle "grotte", in quanto divinità legata alla Terra. Certo i devoti che si recano a Lourdes o altri luoghi "mariani" non immaginano che la Grande Madre la cui statua è posta nelle grotte è Iside, e non Maria.

NOTA - I pagani non potevano accettare il culto di un uomo che non avesse una origine "divina", per quanto eroico e meritevole.

Era impensabile una diffusione in area ellenica del Culto di un uomo per di più un semplice "figlio di un falegname". Era anche improbabile che i Greci e i Romani si convertissero al monoteismo di Jahweh, il Dio di Israele.

Perciò la Chiesa del primo secolo ha dovuto "provvedere" aggiungendo al Vangelo di Matteo e di Luca (ancora erano delle semplici tradizioni orali) il racconto leggendario della nascita da una Vergine, come la cultura dominante esigeva. Di tale racconto non c'è traccia nei Vangeli di Giovanni e di Marco, nonché in alcuna altra parte del Nuovo Testamento.

Nei vangeli di Matteo e Luca il racconto della nascita miracolosa è aggiunto posteriormente, con un diverso stile letterario. Chiunque può infatti constatare, anche da una semplice lettura, che il vero inizio del Vangelo di Matteo corrisponde al secondo capitolo.

Un uomo-dio che venisse "sacrificato" come "vittima espiatoria" era invece la soluzione perfetta, perché riassumeva tutti i miti religiosi mediterranei. Gesù non era "solo" Ercole (Eracle), ma Mitra, Apollo, Mercurio, ecc. Un simile "Cristianesimo" era lo esperanto delle Religioni.

Peraltro anche in seguito il Cristianesimo (nella sua forma cattolica) manterrà questa caratteristica, ovvero di poter fagocitare e di appropriarsi di qualsiasi tipo di culto, tradizione, devozione, adattandola ed eventualmente adattandosi.

L'esempio più lampante potrebbe essere il natale del sole (praticamente la festa del solstizio d'Inverno, il "Dies Natalis Solis Invicti") che diventa gradualmente, almeno vari secoli dopo Cristo, il Natale di Gesù.

Il pagano dio protettore (dei fornai, dei macellai, dell'amore, delle messi, ecc.) è diventato il santo patrono dei fornai, dell'amore, ecc. mantenendo lo stesso giorno commemorativo.

Ma esistono anche esempi recenti: la festa laica del 1 Maggio è recentemente diventata la festa di San Giuseppe lavoratore. Un vero e proprio furto di date, finalizzato a compiacere ed attrarre l'attenzione della gente da parte di una Religione mai sazia di popolarità, di consensi esteriori, di dominio sulla credulità popolare.

Gesù non si occupava di religioni, ma dell'uomo.
Gesù non ha mai presentato una visione della sfera spirituale di tipo mercanteggiante, ovvero finalizzata a presunti benefici da realizzarsi nell'aldilà. Gesù è sempre concentrato sull'interiorità dell'uomo, sul suo essere qui ed ora, sulla mente.

A coloro che venivano guariti da malattie autosuggestive (come la paralisi isterica), Gesù diceva: "la tua fede ti ha salvato." Dunque: "la tua mente." Nessun intervento magico o miracolistico; Gesù riteneva che la mente potesse 'spostare le montagne.' Non la religione, non i riti né i sacrifici, e nemmeno Dio, ma la nostra fede, ovvero la profonda intenzione della nostra mente.

Basti pensare a celebri detti di Gesù come "chi vuole salvare la sua vita la perderà" oppure "non siate ansiosi per il futuro."

Secondo Gesù, la condizione umana richiede di essere riscattata, "salvata", dal suo stato di sofferenza attraverso un cammino di illuminata comprensione e consapevolezza, basata non sulle cose esteriori (come appunto cerimonie religiose, ecc.) ma sulla interiorità ("Il Regno di Dio è dentro di voi") che non ha bisogno di riverenti obbedienze ad autorità religiose ("Non chiamate nessuno sulla terra vostro Padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli") ma di ritrovare sé stessi nella meditazione ("Quando preghi, chiuditi a chiave nella tua cameretta").

Gesù, il Monoteismo e la "fede non religiosa."
Si potrebbe certamente osservare che Gesù, da bravo ebreo, fa costantemente riferimento al concetto di Dio.

Tuttavia possiamo osservare alcuni elementi interessanti:

Innanzitutto, Gesù non teorizza un "intervento" divino nella sfera umana, e non c'è una comoda "protezione divina" ma l'uomo deve assumersi le sue responsabilità, valutare le sue possibilità e soprattutto gli effetti del suo agire.

Infatti, quando Gesù prese posizione su una catastrofe che accadde in quel periodo (chissà perché ma questo è uno degli episodi dei vangeli meno conosciuti) ovvero il crollo della torre di Siloe, che uccise 18 persone, non disse che si trattava di una "punizione divina", né che Dio doveva occuparsi di proteggere le persone dalle catastrofi.

Si trattava di un accadimento "casuale" che non doveva essere strumentalizzato per ricavarne alcun principio (Vangelo di Luca, cap. 13).

Egli affermò tuttavia che sia chi muore in simili incidenti sia chi sopravvive, si trovano esattamente nella stessa condizione, perché il vero bene per dell'uomo non è "sopravvivere alla morte" ma "convertirsi", ovvero ricercare quella trasformazione interiore senza la quale non c'è molta differenza qualitativa tra vivere, sopravvivere o morire.

Quindi Gesù è senz'altro concentrato non su un mero attaccamento alla vita fisica, ma su una dignità umana qualitativa.

In pratica, sebbene Gesù si trovi in un contesto ebraico abituato a schemi profondamente monoteisti, si può osservare che nel suo insegnamento il concetto di Dio è più "teologico" che metafisico. Una metafora che aiuta a capire, non una dottrina da credere o imparare.

Articolo pubblicato sul sito Cristianesimo
Link diretto:
http://www.cristianesimo.it/gesustorico.htm

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Gesù il Ribelle Palestinese

20 commenti:

  1. semplicemente Gesù non è storicamente esistito. E' una invenzione paolina sulla scia dei miti di Mitra, Horus. Dioniso..... Tutti nati da una vergine, guarivano malato, camminavano sull'acqua e predicavano la fine del mondo. Tutti morti a 33 anni nel solstizio d'inverno e risorti dopo tre giorni. Volendoli localizzare nel loro viaggio spaziale senza scafandri e senza protezioni, potrebbero essere avvistati con un buon telescopio

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  2. Il mito... E' sorprendente la fragilità umana ed il suo bisogno di cercare al di fuori di se. Scimmiette ammaestrate dalla notte dei tempi. Il tempo della verità sta arrivando per tutti...

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  3. mi dispiace x te, ma Gesù è esistito, ci sono fonti che lo provano, e sono abbastanza d'accordo con l'articolo.
    Tra l'altro fu il primo, e forse l'unico, che cercò di far comprendere la distinzione tra religione e politica (cit. date a Cesare quel che di Cesare e a Dio quel che di Dio).

    La tua è solo una presa di posizione contraria alla chiesa cattolica che non ha affatto fondamenti sulla fede negli insegnamenti del Cristo che è tutt'altra cosa.

    Gabriele da Palermo

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  4. Sono alla ricerca di fonti storiche dell'esisenza di Gesù se qualcuno ha notizie in merito mi farebbe un gran favore a farle presenti. magari anche su questo sito o scrivendo a gimarno@gmail.com L'importante è che non siano scritti postumi, ed anche se lo sono che non siano ad opera di cristiani (ce già la Bibbia e ne avanza) Grazie a tutti

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  5. mi permetto di segnalare qualche articolo
    interessante a proposito del vero MessYah:

    http://bugiesvelate.blogspot.it/2011/12/come-si-pronuncia-il-vero-nome-del.html

    Yahushua l'ebreo Vs Jesus il Kristos greco:
    http://intermatrix.blogspot.it/2011/09/yahushua-il-vero-messyah-vs-gesu-jesus.html

    http://intermatrix.blogspot.it/2011/11/la-piu-grande-cospirazione-del-nuovo.html

    http://intermatrix.blogspot.it/2011/07/bugiardi-e-ipocriti-che-non-conoscono.html

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  6. Aricolo interessante, ma inficiato dal solito errore. I Messia erano due ed il discorso del testo si può riferire al Messia di Aronne non a quello di David, un rivoluzionario, combattente messianista. Sono personaggi probabilmente storici, ma di una storicità confusa e sepolta dalla polvere del tempo, molto diversi da come li si interpreta normalmente.

    Ciao

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  7. @ gimarno ... a parte i vangeli canonici e apocrifi, nel Talmud ebraico si fa riferimento (ovviamente in termini tutt'altro che benevoli) alla figura di Gesù (anzi, sembra si parli di due distinte figure messianiche). personalmente non conosco altre fonti, ma sono piuttosto ignorante in materia.

    @ penultimo anonimo ... grazie delle segnalazioni. sebbene personalmente preferisca i 'truth seeker' ai 'truth teller', stimo bojs ed apprezzo i suoi scritti e video.

    @ ultimo anonimo ... ti riferisci al doppio messia di cui parlano Cabala e Talmud? grazie della segnalazione. approfondirò con grande interesse.

    GRAZIE A TUTTI DEI COMMENTI

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  8. Chi cerca le (rincuoranti) prove dell'esistenza di Gesù Cristo, si abbeveri a questa fonte:

    http://www.xmx.it/nuovo-testamento.htm

    Magari gli passa la sete.

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  9. Sui primi 2 paragrafi siamo d'accordo.
    Poi l'articolo si contraddice
    "dovrebbero leggere seriamente il vangelo":
    ebbene, Gesù è Dio perchè lo dice lui stesso.
    In particolare in Gv, è pieno:
    Io sono nel PAdre e il PAdre è in me.

    Inoltre l'art. dice che dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70, non avendo una sede, gli apostoli pensarono di spostare la reglione tra i pagani: FALSO, le prime lettere di Paolo (Tessalonicesi e Corinzi) è databile agli anni 50. Quindi?
    Un'altro errore: il sacrificio di espiazione, di cui parla l'art. in realtà sta solo nella letera agli ebrei, che non è di Paolo, quindi non è vero che era usato per i pagani.
    Mi sa che bisogna leggere bene oltre al vangelo anche le lettere di Paolo

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  10. ancora un FALSO, Cristo non si definisce mai da solo. Chiede sempre agli altri che lo chiamano Profeta o Rabbì(Maestro). Ma Pietro lo chiama
    Cristo in greco = Messia in ebraico, termine usato nel vangelo di Mt, che è scritto in ebraico, e che gli valse la morte, altro che propaganda dell'opinione pubblica! Solo lo Spirito Santo ti può far credere. Paolo lo dice: non è per merito di affabili ragionamenti umani che credete, ma dalla stoltezza della croce e della predicazione, così credi solo grazie a Dio.
    http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=1Co+2%2C2-5&versioni[]=C.E.I.

    RispondiElimina
  11. Ancora:
    è verissimo che hanno fagocitato la cultura pagana, e che probabilmente la natività nei vangeli e postdatata, ma dire che la Madonna è Iside.... questa è bella.
    Chiedi pure ai malati di Lourdes, guariti se è stata Iside a intercedere per farli guarire!

    Poi l'ultimo paragrafo è condivisibile tranne che GESU' (o Yeshua Bar Youssuf se preferite) parla anche dell'aldilà, e non solo del qui e ora:
    cito a memoria (Gv): chi crede in me avrà la vita Eterna.
    anzi lo metti di seguito:
    http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=gv+11%2C25-26&versioni[]=C.E.I.

    ma anche
    es:
    http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=gv+17%2C1-3&versioni[]=C.E.I.

    RispondiElimina
  12. Per finire
    http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=gv+10%2C25-30&versioni[]=C.E.I.

    che in 2 sole frasi sconfessa alcune bugie qui contenute

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  13. Consiglierei la visione dei video di Mauro Biglino, traduttore per dieci anni per conto delle edizioni paoline.
    Qui alcuni filmati:
    http://www.youtube.com/watch?v=rL7R9Omy1K0
    oppure
    http://www.youtube.com/watch?v=8HSrCOaSWzc

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  14. Viator, mi riferisco soprattutto ai due Messia identificati da una moltitudine di storici, più che al Talmud. Trovi tutte le info sul sito di Giancarlo Tranfo e nel suo libro, La croce di spine.

    Messia non significa Unto, ma Colui che porta il sigillo reale, re.

    Il Quarto vangelo è un testo originariamente gnostico, quindi non può essere interpretato in modo letterale.

    Ciao

    RispondiElimina
  15. Piena stima in Zret, però 2 cose:

    1. su Giovanni evang:
    I teologi moderni rivalutano il valore reale e cronologico di Giovanni,(le 3 pasque, le date ecc...). Potrebbe essere gnostico (sicuramente molto denso di teologia) ma ha un deciso valore cronologico e letterario. Matteo per esempio è più simbolico di Giovanni (pensa alla morte di Gesù, dove già vi proietta la risurrezione dei giusti ecc...).

    2. su Messia/Cristo:
    In ogni caso Gesù fa sempre dire agli altri chi lui è, e quando Pietro risponde "Tu sei il Cristo" (i vangeli sono in greco, tranne forse i frammenti di Qumran su Matteo e Marco) Gesù risponde che Pietro è beato perchè glielo ha rivelato il Padre.
    Lo stile di Dio è la pedagogia non violenta: non ti impone di credere, vuole fartici arrivare un pò alla volta e devi essere tu a riconoscere che Gesù è il Signore.
    E NON è il Messia Re, è proprio il Figlio di Dio.
    Gesù lo dice espressamente, citando il salmo110(siedi alla mia destra):
    "Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?"
    Gesù non è il messia re, figlio di Davide, invece è proprio il Cristo, il figlio del Dio vivente, se non può sedere alla sua destra!
    Marco 12,35-37
    Luca 20,41-44

    Oppure gli espidodi del battesimo e della trasfigurazione "Questi è il mio Figlio, ascoltatelo"

    ricorderei anche che davanti a Caifa gli costa la condanna a morte proprio la bestemmia che lui fa, applicando a se stesso il profeta Daniele "D'ora in avanti vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio onnipotente, egli verrà sulle nubi"

    RispondiElimina
  16. Vado a vedermi un pò i video citati, di Mauro Biglino. Dal poco che so di Baglino temo, come dice s.Paolo, che sia una favola:

    2Tim 4,2-4:
    "annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina.Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla Verità per volgersi alle favole."

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  17. Giannino Sorgi24 aprile 2012 13:58

    Tratto dal testo dell'articolo:

    "..Non a caso simpatizza per i samaritani, considerati eretici dai giudei osservanti.."

    Infatti non fu un caso, ma una fatale conseguenza storica!...

    Gesù, come tutti i nazareni, fu sì un ebreo, ma NON un giudeo, attributo che può significare semplicemente 'abitante della giudea', oppure 'SEGUACE DEL GIUDAISMO', vale a dire il culto monoteista scaturito dalla riforma dell'ebraismo delle origini, o 'mosaico', impressa nel VII secolo a.c. dal re GIUDAICO Giosia (da cui, appunto, il termine 'giudaismo') e dal suo sommo sacerdote Helkya: veri e propri 'compagni di merende'!

    Sia i samaritani che i nazareni (così chiamati dopo la riforma voluta da Giosia-Helkya) rigettarono la riforma giudaica e rimasero fedeli all'ebraismo delle origini: un culto tipicamente politeista (e quindi tollerante, a differenza della rigorosa intransigenza religiosa del monoteismo giudaico). Ergo, vi fu dunque una naturale convergenza di vedute tra samaritani e nazareni: sia sotto il profilo tradizionale che teologico.

    Fu proprio in virtù di ciò che il VERO Gesù, quello della storia, potè spaziare a suo piacimento nelle mitologie politeistiche dei culti più antichi, quali quello egiziano, quello babilonese, quello semitico, quello canaaneo, quello ellenico-romano, etc., fondendo sincreticamente insieme vari elementi, al fine di dar vita alla sua particolare teologia, fondata basicamente sul substrato NASUREO: vale a dire la versione gnostica del 'nazarenismo', che fu sua culla e 'matrice' teologica (una matrice rigorosamente 'mosaica').

    Grazie al fascino esercitato su di lui dalla mitologia classica, Gesù, in un determinato periodo della sua vita extrapalestinese, fu portato ad affermare che egli era figlio di una VERGINE e di un DIO, il quale NON fu assolutamente il dio degli ebrei, ma uno del pantheon greco-romano!..

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  18. AVETE ROTTO CON LE VOSTRE TEORIE STUPIDE..
    MI DISGUSTA TANTO LEGGERE QUESTI COMMENTI SENZA SENSO..IO NON SONO D' ACCORDO CON TUTTO QUELLO CHE DICE LA CHIESA E I PRETI, MA SONO SICURA CHE GESU' SIA ESISTITO,ED ERA UNA PERSONA STUPENDA.MAGARI LA CHIESA HA MONTATO UN PO LA STORIA MA LUI, LA SUA DOLCE MADRE ECC.. C'ERANO..E IO LI DIFENDERO' FINCHE' AVRO VITA..SOLO CHI PROVA UN FORTE AMORE VERSO DI LORO CAPISCE LE MIE PAROLE..QUINDI SE SIETE CONVINTI CHE E ' UN INVENZIONE VOGLIO LE PROVE CONCRETE E NON PAROLE STUPIDE..
    TANTA GENTE COME VOI SCETTICI,INTENDO I PIU' ASTUTI, SPUTTANANDO QUESTE POVERE E CARE PERSONE SI FANNO I SOLDI ,PUBBLICANDO LIBRI E TEORIE CHE NON STANNO NE IN CIELO NE IN TERRA, ANCHE LA CHIESA HA LE SUE GRANDI COLPE,PERCHE' PENSO CHE A LORO INTERESSANO SOLO I SOLDI E NON PORTARE LA PAROLA DI DIO AVANTI COME SI DEVE E CON ONESTA'. QUINDI VERGOGNATEVI A USARE QUESTE POVERE PERSONE PER I VOSTRI SCOPI, E UN GRAVISSIMO PECCATO..DEVI AMARLI TANTO,SE ASCOLTANO LE PREGHIERE E NON, DEVI AMARLI SENZA USARLI..TUTTO QUI.IO STO SOLO MALE AL PENSIERO CHE LA GENTE NE PARLI COSI..CERCATE DI AMARLI VI PREGO.

    RispondiElimina
  19. anonimo ma di liberta' di parola e pensiero hai mai sentito parlare?sai cosa significa?credi in

    RispondiElimina

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