9 maggio 2012

Le Aspettative dei Burattinai (Parte 1)

re nudo
Viator
Anticorpi.info

PREMESSA
Abbiamo visto in diversi video e articoli (v. correlati) come il cosiddetto 'potere' sia solito fare ampio ricorso agli input veicolati dai mezzi di comunicazione di massa per plasmare la società a proprio piacimento.

Si tratta di strategie persuasive che per decenni sono state il fiore all'occhiello della finta democrazia occidentale. Oggi però tali espedienti sembrano fare molta fatica a conservare la mimetizzazione all'interno dei contenuti mediatici, e ciò facilita il compito di chi intenda crearsi una mezza idea degli scopi perseguiti dai loro imbastitori.

Questo post - data la complessità dell'argomento - non pretende di essere inconfutabile, né esaustivo. Mi limiterò a esaminare alcuni aspetti del problema.

Assunto.
L'intero complesso dei mezzi di comunicazione di massa ha assolto e assolve precise funzioni di persuasione politica e manipolazione emotiva, dietro il costante impulso di una unica volontà, o di diverse volontà mosse da un intento comune. 

Prova inconfutabile della capziosità della comunicazione di massa è l'omogeneità con cui tutte le aziende del settore - benché operanti in un regime di libera concorrenza - sono solite rappresentare la realtà e la normalità. Il mondo è un posto molto polimorfo e sfaccettato, eppure la comunicazione di massa - fiction, televisione, informazione - si ostina a porre in evidenza sistematicamente solo alcuni dei suoi aspetti, ignorandone molti altri. Tra gli esempi più eclatanti al riguardo vi è il boicottaggio della spiritualità, di cui parleremo a breve. Ma è sufficiente fare mente locale per trovarne molti altri; dagli stereotipi politici, sociali e culturali; ai dogmi economici, ai canoni estetici, alla narrazione giornalistica di lontani conflitti bellici, ai dibattiti a sfondo medico. Nella comunicazione di massa ogni cosa appare sempre così netta e certa da suscitare l'idea che qualsiasi nozione si ponga al di fuori di essa sia fintastrana, erronea o trascurabile. E' plausibile che una simile omogeneità si sia sviluppata e tenda a conservarsi spontaneamente? Non lo è. Più probabile che incarni il principale strumento di una campagna orchestrata ai piani alti, finalizzata al controllo intellettuale ed emotivo delle masse.

Obiezioni.
Ma come si spiega che l'intera industria dei mass media - aziende composte da organici di centinaia, se non migliaia di elementi - sia così ben coordinata e compatta da riuscire ad allestire anno dopo anno e con estrema dovizia di particolari una realtà fittizia progettata con l'esplicito intento di ingannare la collettività? E come è possibile che la collettività sia così sprovveduta da bersela illimitatamente? A prima vista sembra la trama di un film di Austin Powers. Il discorso però guadagna sostanza se si considera che in realtà simili operazioni di 'illusionismo globale' siano sempre esistite nell'ambito della cultura dominante.

Molti indizi ad esempio indicano come nella Storiografia ufficiale siano all'ordine del giorno. Conosciamo il tenore con cui i testi di storia si occupano del genocidio dei nativi americani, o del risorgimento italiano, o del secondo dopoguerra. Sappiamo come descrivono gli eventi dell'11 Settembre 2001, rifacendosi alla versione dei fatti diramata dal governo americano, sconfessata da molti documenti e testimonianze, oltre che dal comune buon senso. Indizi che se abbinati alle forme di 'opportunismo' riscontrabili in diversi altri ambiti del sapere di massa - inducono a ritenere che l'alterazione del sapere per fini politici abbia luogo in ogni altro campo: dalle scienze alla filosofia.

Ciò detto, è plausibile l'idea che ogni studioso e docente che divulghi una versione alterata del sapere sia parte connivente di un complotto mondiale finalizzato alla manipolazione delle masse? Anche in questo caso, ovviamente non lo è. Ciò nonostante milioni di studenti di economia continuano a laurearsi convinti che il signoraggio bancario non esista, o che sia cosa buona e giusta. Milioni di studenti di storia continuano a trovare stampato sui libri di testo che l'unità di Italia sia stata conseguita da mille contadini che costrinsero alla ritirata un esercito di 25.000 militari professionisti.

Il motore che muove la rappresentazione della finta attualità funziona come quello che si cela dietro il finto sapere; non necessita di connivenza, ma di una credula, sprovveduta inconsapevolezza. La maggioranza delle persone che avallano la 'realtà mediata' sono ciò che David Icke definisce: ripetitoriI ripetitori non dubitano delle nozioni che sono state loro tramandate da altri ripetitori; non dubitano della parola delle persone che il sistema dipinge come 'autorevoli'; non dubitano di quanto riportato nei libri pubblicati da editori 'importanti.' In cuor loro sono convinti di contribuire alla diffusione di una informazione equa e oggettiva. Forse alla lunga i più intelligenti sospettano di essersi trasformati in strumenti al servizio di un regime invisibile e corrotto, ma probabilmente a quel punto sono già così invischiati nei meccanismi sistemici che finiscono per soffocare quella vocina nella testa (bias).

A tal proposito, la persuasione mediatica riesce a preservarsi nel tempo grazie ad alcuni collaudati meccanismi psicologici e pratici, tra cui troviamo:

a Autoreferenzialità - Quasi tutte le informazioni veicolate dalla comunicazione di massa non sono verificabili dai fruitori finali. Il che in linea di principio è normale, trattandosi di dati smistati per centinaia o migliaia di chilometri fino agli angoli più sperduti del globo. La non verificabilità però diventa un vizio capitale nel momento in cui anche a fronte di numerose e diverse potenziali chiavi di lettura, le informazioni siano sistematicamente descritte con la stessa 'ottica' dall'intero panorama mediatico. Fin dai suoi albori la comunicazione di massa si è ben guardata dal rappresentare la realtà in maniera esaustiva e pluralistica, negando lo accesso al proprio circuito a qualsiasi punto di vista rischiasse di gettare ombra sulla 'buona fede' e 'obiettività' che il cittadino tende ad attribuirle. 

b Assonanza - La realtà descritta dai media è del tutto coerente con l'idea di realtà che ci è stata inculcata fin dall'infanzia con l'educazione familiare e scolastica (istituzioni sincere per definizione). Condizionamenti che ci hanno accompagnati per tutto il percorso della nostra crescita, diventando l'ossatura della nostra percezione della realtà. Questo impriting fa si che transitivamente tendiamo ad attribuire alla comunicazione di massa la stessa buona fede e obiettività che attribuiamo alla famiglia, alla scuola, all'università.

c Rielaborazione - La realtà propinata dai mass media non è del tutto finta, cioè inventata di sana pianta, ma per lo più trae spunto da eventi e nozioni reali. Sebbene a volte si spingano fino alla modificazione del "cosa", occultando oppure inventando di sana pianta una notizia, nella quotidianità è soprattutto il "come", ad essere manipolato. Una rielaborazione con cui si trasformano eventi e nozioni realmente esistenti in strumenti di manipolazione sociale; tutto ciò grazie a espedienti quali la ripetizione, la distorsione, l'estrapolazione, la decontestualizzazione (...)  

d Bias - Di solito ogni individuo tende a percepire la realtà in funzione dei propri preconcetti; qualsiasi nuovo input è interpretato dal nostro subconscio in modo tale che si integri ai nostri schemi mentali pregressi e ci arrechi il minor trauma possibile.

e Selettività - Gli strumenti appannaggio della menzogna dominante - cioè comunicazione, accademia, diritto, finanza e politica - sono invariabilmente gestiti da individui molto propensi - per ingenuità o interesse - a tramandare il cosiddetto 'pensiero unico.' Requisito che si rinnova nel tempo grazie a una 'scrematura' che agisce su un duplice livello: il primo è intrinseco, per cui individui intellettualmente liberi ed enti sistemici tendono a repellersi vicendevolmente; ed uno pratico, attraverso colloqui di assunzione e test attitudinali gestiti da selezionatori a loro volta assunti con i medesimi criteri selettivi.

Ciò premesso, diamo inizio alla rassegna.

PAURA
Non bisogna scomodare sociologi e scienziati della comunicazione per intuire come ogni tecnica di controllo sociale fin dalla notte dei tempi si sia retta soprattutto sulla istillazione della paura. Del nemico, della divinità, della diversità, della legge, del crimine, del terrorismo ... e via dicendo. Come sappiamo, la paura rende gli individui malleabili, pavidi e disposti ad accettare ogni obbligo o cambiamento imposto dall'autorità.

1- Materialismo e paura della morte.
Si tratta della madre di tutte le paure. Nel tempo si è amplificata e radicalizzata. Da essa discende - con la benedizione delle industrie farmaceutiche, cosmetiche e della chirurgia estetica - la paura di invecchiare. E' molto evidente il lavoro svolto dai mass media per inasprire nell'inconscio individuale la naturale paura della morte. Il perché è presto detto: la concezione secondo cui la esistenza terrena sia unica, irripetibile e casuale, alimenta un sacro terrore di perderla o sprecarla, e ciò rende l'uomo mansueto ed egoista, dunque controllabile. La principale modalità con cui il sistema inculca la paura della morte agisce indirettamente, ed è la mentalità materialistica. Il materialismo a propria volta è alimentato nei modi più disparati. Uno di essi è la diffusione di una visione apologetica, estremamente parziale ed edulcorata del positivismo scientifico.

Molti assunti scientifici avallati dalla cultura dominante e accettati come dogmi da miliardi di persone, in realtà non superano il vaglio della stessa scienza. Si tratta di semplici teorie 'creative' elevate al rango di verità indubitabili. In taluni casi risultano così implausibili che sembrano essere state create e divulgate con il solo scopo di frapporsi tra gli individui e una concezione trascendente dell'esistenza.

Per fare un esempio, secondo il fisico teorico inglese Fred Hoyle:
Le probabilità che la vita si sia originata autonomamente sono pari alle probabilità che un uragano soffiando su un deposito di rottami assembli in modo fortuito un Boeing 747.

Eppure i gatekeeper mediatici e accademici si dicono del tutto convinti che qualche milione di anni fa per puro caso venne fuori un Boeing da un mucchio di rottami. Le probabilità che nella realtà si realizzi una cosa simile sono risibili, ma da questo orecchio i grandi divulgatori non ci sentono, e ciò malgrado la scienza statistica sia tra i loro gingilli preferiti, vista la assiduità con cui ricorrono a sondaggi, analisi e grafici di ogni tipo (spesso manipolandoli).
Con ciò non voglio sostenere che la vita sul pianeta non possa avere avuto origine con le modalità descritte dalla scienza ortodossa; ma solo far notare che trattandosi di una tesi non comprovata né comprovabile, democraticità, oggettività e buona fede avrebbero voluto che fosse presentata alla collettività per ciò che è, una teoria, e non che fosse studiata in tutte le scuole sotto forma di verità assodata.

Cosa si aspettano?
Che puntiamo sul cavallo perdente del materialismo. L'autentica spiritualità - la quale non ha alcunché di dogmatico, non confligge con la razionalità e per definizione non contempla mediazioni tra uomo e trascendente - riduce la paura della morte, il che accresce negli individui la propensione a vivere con coraggio, dignità, indipendenza. E dato che un efficace controllo sociale presuppone che gli individui siano costretti in una permanente condizione di degrado e gregariato, se ne deduce che chi detiene il potere abbia tutto l'interesse affinché la gente disconosca la propria componente spirituale, o sia portata a confonderla con cose come il moralismo, la superstizione e la religione.

2- Paura della povertà.
Dalla paura della morte discende quella della povertà. Se spreco la mia unica esistenza senza coronare le mie ambizioni (avendo assunto come verità rivelate i modelli esistenziali esaltati dalla cultura dominante) - sarà come sprecare una irripetibile occasione. Ed ecco 'casualmente' proliferare il culto della ricchezza, della ridondanza e del potere, e al tempo stesso il disprezzo nei confronti di qualsiasi stile di vita non emuli le abitudini dei 'vip' da rotocalco, dipinti come 'persone realizzate.'

Cosa si aspettano? 
La paura della povertà in combinazione con il ricatto del debito è senza dubbio uno degli strumenti più efficaci attraverso cui i burattinai riescono a mantenere il controllo del gregge, obbligandolo ad agognare la propria schiavitù, a ricercarla negli uffici di collocamento, a sottostare a ogni vessazione pur di procurarsi le risorse economiche per non soccombere. In questo modo letteralmente derubano gli individui del tempo necessario per raggiungere quel grado di maturità intellettuale, emotiva e spirituale indispensabile per realizzare di non avere alcun bisogno di un 'manager' politico o spirituale che guidi la loro vita.

3- Paura della natura, dell'ignoto, dei criminali /terroristi.
Avete mai provato a contare quanti film siano stati realizzati - dagli anni '50 ad oggi - in cui gli esseri umani sono obbligati a vedersela con una qualche sciagura naturale, dalle bestie assassine alle catastrofi, alle lande desolate e impervie, alla oscure aree rurali popolate da pericolosi zoticoni armati di motoseghe? Sono talmente tanti che mi sembra inutile citare anche un solo titolo.

Pur non negando che la natura a volte possa essere pericolosa per gli esseri umani, specie per quelli vissuti nella cattività urbana, è necessario notare come di converso nessuno si preoccupi di trattare con il medesimo tenore allarmistico i rischi della vita di città. Stiamo parlando di avvelenamenti, mutazioni cellulari, intossicazioni le quali ne uccidono a frotte ogni santo giorno; schiere di decessi che nei rari casi in cui siano degnati della attenzione dei media sono dipinti come isolate fattispecie sfortunate, quando in realtà appare sempre più evidente come il modello di vita urbano - a ridosso delle aree industriali, saturo di agenti insalubri e cibi spazzatura - stia facendo da teatro a ciò che in un remoto futuro gli storici ricorderanno come il più grande genocidio della storia. Un genocidio fatto di ipocrisia e tradimenti eccellenti.

I rischi della vita urbana secondo la realtà filmica si ridurrebbero alla criminalità, elemento dissuasivo che si aggancia sia alla paura della morte che a quella della povertà, e che ci viene propinato in gran quantità ed in ogni formato. Dalla abbondante cronaca nera proposta senza tregua da notiziari, talk show e contenitori di cronaca; alle fiction di genere thriller e poliziesco (avete una vaga idea di quante fiction a sfondo poliziesco vadano in onda oggi in Italia?)

Cosa si aspettano?
- Che intimiditi dallo spauracchio della criminalità i cittadini continuino a tollerare il presidio del territorio da parte del potere, assoggettandosi ad esso in cambio di protezione.

- Che la gente denoti diffidenza verso qualsiasi cosa non appartenga alla normalità urbana e non sia stata certificata dall'autorità come ragionevolmente 'sicura.'

Alla luce delle ingentissime risorse che il potere ha investito per convogliare la gran parte del gregge umano in aree metropolitane disseminate di veleni, bancomat e telecamere di sorveglianza, si tratta di una aspettativa più che comprensibile.

4- Paura dei poteri occulti.
La percezione di un mondo in mano alla criminalità, ai terrosisti e ai maniaci omicidi con il passare del tempo è andata affievolendosi in una porzione sempre maggiore di popolazione, che lentamente ha preso atto delle discrepanze esistenti tra la realtà descritta dai media - violenta, pericolosa e sanguinosa - e la propria personale esperienza di vita reale, assai meno drammatica.

Cosa si aspettano?
E' possibile che per soppiantare nella popolazione immunizzata dallo spauracchio della criminalità si siano introdotti nella cultura pop dei nuovi spauracchi, sotto forma di poteri occulti, società segrete, sette sataniche, invasori alieni. Con ciò non voglio dire che le entità di cui sopra non esistano, ma che - specie in questa particolare fase storica - la trattazione di un certo tipo di tematiche potrebbe essere tollerata (e perfino supportata, come vedremo più avanti) in quanto veicolo di insicurezza per determinate categorie di cittadini.

5- Paura della Catastrofe e della Epidemia.
Anche in questo caso è facile notare come negli ultimi anni la comunicazione di massa non abbia lesinato sulla produzione di materiale avente per oggetto epidemie e catastrofi naturali di dimensioni apocalittiche. Persino l'informazione main-stream quando si tratta di questa roba sembra divertirsi nel provocare dissonanza cognitiva, nel senso che da un lato definisce fantascientifica ogni teoria circa possibili catastrofi e pandemie apocalittiche, e dall'altro denota propensione nell'infondere paura con la spettacolarizzazione di qualsiasi focolaio epidemico e di qualsiasi evento anomalo o catastrofico abbia luogo in giro per il mondo.

Cosa si aspettano?
L'allarmismo verso lo spauracchio pandemico è in primo luogo connesso alle vaccinazioni. Tale campagna potrebbe perseguire i più disparati obiettivi, alcuni dei quali estremamente stratificati e articolati, perciò in questa sede non è il caso di approfondire.

Lo spauracchio della catastrofe naturale potrebbe invece sottintendere che:

- il potere intende farsi artefice di una o più catastrofi artificiali che il mondo debba percepire come 'naturali', e allora inculca nell'inconscio collettivo l'idea della catastrofe naturale.

- il potere sta sfruttando l'insicurezza formatasi intorno a teorie e profezie apocalittiche per elevare il livello di remissività della popolazione in una fase storica di radicali mutamenti sociali e politici (con il supporto di qualche catastrofe artificiale?). Plausibile, anche perché si adatta ad altre campagne attualmente in atto, che tratteremo nella seconda parte del post.


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9 commenti:

  1. Che tremendo autogol! Il signoraggio è tutto da dimostrare che sia quella truffa di cui i signoraggisti ci vogliono convincere, esistono altrettanti trattati di una logica inoppugnabile e non faziosa che lo dimostrano. E poi... se mi vieni a dire che i mille erano contadini, allora ti dico di andarti a riguardare la storia, magari quella famosa dichiarazione di Garibaldi: "non un solo contadino si è unito alla mia impresa".

    E qui ho smesso di leggere l'articolo.

    Ci vuole serietà quando si parla di storia e di denaro. Fantasia ed emotività vanno bene nelle conquiste amorose.

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  2. Aspetto la Parte 2 ...

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  3. @ anonimo1 ... nel post mi riferisco ai documenti che denunciano il signoraggio, ma avrei potuto parlare di riserva frazionaria, di assenza di copertura in oro, di sproporzione tra interessi passivi ed attivi, ecc. il concetto non sarebbe cambiato. circa i mille, avrebbero potuto essere anche 1000 ninja. anche in questo caso, il senso del discorso non cambia di molto. 1000 vs 25.000 è una roba da fumetti marvel.

    fantasia ed emotività andranno bene in amore, ma la cavillosità fine a sè stessa va bene giusto in tribunale. ciao ;)

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  4. Avresti potuto parlare di riserva frazionaria e avresti fatto un altro buco nell'acqua, così per l'assenza di copertura in oro e differenza tra interessi attivi e passivi.

    Guarda che il discorso si fa lungo e per mia esperienza personale è più facile scacciare un demone da una posseduta che le idee assurde da un signoraggista.

    Cerca Andrea Mensa e i suoi articoli/interventi su Comedonchisciotte oppure qui http://www.carmillaonline.com/archives/2012/03/004236.html, con i commenti e le risposte sul sito di mauro vanetti.

    Per quanto riguarda quel delinquente di Garibaldi non sto facendo la conta di quanti effettivamente fossero, ma sto difendendo la dignità e l'intelligenza dei contadini, che, anche allora non si imbarcarono, neanche uno, (per stessa ammissione di Garibaldi) nell'impresa assurda di "portare la libertà" ai popoli con il moschetto e i cannoni.

    Anonimo1

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  5. @ anonimo ... ok, è chiaro che abbiamo posizioni opposte in merito alle ingerenze del potere bancario sulle economie nazionali ed il benessere della collettività. personalmente credo a ciò che posso vedere e toccare con mano, e guardandomi intorno a me sembra che le cose siano molto più semplici di quanto si voglia dare a intendere.

    cercherò gli articoli di mensa. magari tu potresti dare un'occhiata alla continuazione del post, e alla seconda parte.

    ciao

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  6. Viator, prima di tutto un grazie per non essere sceso in polemica con uno come me che ha solo il pregio... di far incazzare tutti quanti! Secondariamente ti dico che nel tempo hai dimostrato, con i tuoi interventi, una intelligenza ed una cultura davvero da ammirare.

    Mi piacerebbe che però sul tema del signoraggio aprissi una finestra alla possibilità che i complottisti si sbaglino.

    Quando si parla di denaro scattano dei meccanismi di offuscamento che portano dritti al complottismo, poi, se si parla di banche, sale la bile e si iniettano di sangue gli occhi.

    Ripeto, un'indemoniata è più gestibile.

    Anonimo1

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  7. Grande Viator! La favola di Garibaldi e i suoi 1000 già la conoscevo... quello che raccontano a noi ed ai nostri figli sono cose non corrispondenti al vero. Consiglio all'Anonimo del primo commento (ma un po' a tutti - è molto interessante) di leggere il libro "I savoia e il massacro del sud" di Ciano.

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  8. Viator, un bel gran riassuntone della attuale situazione.

    @Viator e Anonimo1: sono anch'io a conoscenza di altre teorie circa il signoraggio, come il pensiero di Paolo Barnard. Onestamente di economia non me ne intendo, tanto che faccio fatica a leggerne, ma credo che il succo della storia non cambi, ovvero le banche dominano il pianeta, e i potenti sopra di loro. Con quale mezzo poi poco importa, quello che ci dicono è falso e questo penso sia quello che conti.

    Attendo la seconda parte!

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  9. @ anonimo 1 ... le finestre di possibilità sono il mio pane quotidiano :) però di base la penso come epineo. in diversi articoli anti-signoraggisti mi sembra di riscontrare la stessa tendenza alla minimizzazione e al 'normalismo' con cui si tende a dare per scontate troppe storture del sistema.
    ad ogni modo se qualcuno volesse scrivere un post in cui spiega sinteticamente e con parole facili perché il signoraggio sarebbe una 'bufala', sarò lieto di pubblicarlo. grazie dei complimenti :)

    @ anonimo 2 ... grazie della segnalazione

    @ epineo ... siamo in sintonia :) ciao

    RispondiElimina

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