18 ottobre 2012

John Dee: Viaggiatore, Spia, Alchimista

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A cura di Anticorpi.info

Il dr. John Dee fu un eminente matematico e astrologo elisabettiano. I suoi studi nelle scienze occulte lo condussero a viaggiare molto, e ciò indusse molti suoi contemporanei a sospettare che operasse come agente segreto per la corona inglese. 

Per 30 anni Dee impartì lezioni di nautica agli ufficiali della marina inglese, tuttavia il suo nome fu ricordato soprattutto per il suo coinvolgimento attivo nel pensiero e nella pratica occultistica. 

La Vita.
Nacque nei pressi di Londra il 13 luglio 1527. Suo padre era un gentiluomo servente presso la corte di re Enrico VIII. John sosteneva di essere un discendente di Roderick il Grande, Principe del Galles.

Nel 1542, all'età di 15 anni, entrò a Cambridge ove si laureò nel 1544. In seguito fu nominato membro del Trinity College, e visitò la Olanda e la Francia, stabilendo strette relazioni con alcuni dei membri chiave della società accademica di quei paesi. Rientrato in Inghilterra nel 1551, fu nominato istruttore di nautica e matematica per gli ufficiali della marina. Durante il regno della regina Maria Tudor (nota come Bloody Mary, Mary la sanguinaria), fu arrestato con l'accusa di aver tentato di assassinare la regina mediante stregoneria, ed imprigionato presso Hampton Court (1553). 

La ragione dietro il suo arresto potrebbe essere stato un oroscopo che fece per Elizabeth, sorella di Mary ed erede al trono, nel quale previde la sua data di morte. Fu poi rilasciato nel 1555 e nuovamente arrestato con l'accusa di eresia. Nel 1556 la regina Mary gli conferì una grazia. 

La regina Elizabeth subentrò al trono nel 1558, e da quel giorno per Dee ebbe inizio un nuovo periodo di prosperità, al punto che fu perfino incaricato di stabilire il migliore momento astrologico per celebrare l'incoronazione. Ma le voci sulle sue presunte pratiche diaboliche persisterono, e lo tormentarono per tutta la vita.

Grazie alle conoscenze matematiche e nel campo della crittografia Dee era in grado di far pervenire a corte delicate informazioni cifrate sotto la sembianze di innocue lettere. Firmava queste missive con due O (a simboleggiare gli occhi della regina che tutto vedevano), seguiti dal numero magico 7. Molti secoli dopo, Ian Fleming, che conosceva bene la vita di John Dee, adottò questa cifra (007) per indicare nei suoi romanzi l’agente segreto al servizio di Sua Maestà.

Nel 1564 Dee pubblicò uno dei suoi trattati d'occultismo più celebri: il Monas Heiroglyphica, dall'omonimo simbolo da egli stesso creato, che Dee riteneva essere il simbolo finale della conoscenza occulta.
Monas Heiroglyphica
Verso il 1581, a seguito di sogni ricorrenti, sensazioni e misteriosi rumori che si ripetevano all'interno della sua abitazione, Dee cercò di mettersi in contatto con le entità disincarnate che a suo avviso erano artefici degli strani eventi. Il 25 maggio 1582 annunciò di avere avuto un contatto con il mondo degli spiriti tramite la sua sfera di cristallo; fu il coronamento di anni di studi nel campo dell'occultismo, dell'alchimia e della cristallomanzia.

Il contattismo diventò da quel giorno la forza trainante di Dee.

Alla lunga tuttavia iniziò a risentire della fatica richiesta dalle pratiche di contattismo, ed iniziò a servirsi del supporto di 'scrutatori', cioè persone dotate di facoltà chiaroveggenti, così da potersi dedicare in modo più approfondito alle trascrizioni delle comunicazioni ricevute.

Il primo veggente con cui collaborò fu un certo Barnaba Saulo, il quale tuttavia abbandonò l'incarico dopo avere sperimentato alcuni incontri definiti 'traumatizzanti.' Nel marzo 1582 Dee conobbe il ventisettenne Edward Kelly, sedicente scrutatore, ma in realtà truffatore che - secondo alcune fonti - riuscì a raggirare Dee per molti anni a venire. A Kelly erano state amputale le orecchie per una falsa testimonianza. Inoltre si suppone che si fosse reso responsabile di trafugamento di cadaveri presso Walton le Dale, Lancashire, per finalità negromantiche, reato non di rado attribuito erroneamente a Dee.

Nel novembre 1582, durante una canalizzazione incontrarono un Angelo: Uriel, il quale fornì loro istruzioni per la costruzione di un talismano magico che avrebbe reso più agevole il contatto con il mondo degli spiriti.

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Molti oggetti rituali appartenuti a Dee - tra cui il nero specchio di ossidiana - sono custoditi presso il British Museum.

Durante questi contatti angelici, ancora nel 1582, Dee avrebbe avuto una visione in cui l'angelo gli avrebbe mostrato un libro magico scritto in una lingua sconosciuta. Studiando il libro tra il 1543 ed il 1545 Dee scoprì che era compilato in una lingua misteriosa composta da un alfabeto di 21 caratteri. A suo dire si sarebbe trattato del perduto Libro di Enoch. Nei suoi diari Dee scrisse che la conoscenza del libro fu molto più ostica del previsto, e gli richiese uno studio ed un impegno fuori del comune.

La fama della 'magia enochiana' crebbe in tutta l'Europa continentale, e con essa giunsero donazioni e finanziamenti, con cui Dee e l'assistente poterono proseguire i loro esperimenti alchemici; primo fra tutti quello della trasmutazione dei metalli (l'attività alchemica di Dee aveva poco di esoterico). In questo periodo florido Dee affermò di aver trovato lo Elixir Vitae (pietra filosofale) nascosto tra le rovine della Abbazia di Glastonbury.

Successivamente i due proseguirono a viaggiare in tutta Europa, visitando le corti di molti re ed imperatori fino a quando si separarono definitivamente, secondo la dottrina ufficiale a causa di una squallida storia di intrecci coniugali.

Nell'ultima parte della sua esistenza Dee proseguì i suoi studi alchemici con l'ausilio di altri scrutatori, i quali tuttavia si rivelarono impostori oppure inadatti, come nel caso del figlio dello stesso Dee, istruito dal padre ma privo delle qualità psichiche necessarie a 'canalizzare.'

Edward Kelly fu ucciso nel 1595 mentre cercava di fuggire dalla prigione di Praga, ove era stato rinchiuso per pratiche stregonesche.

Dee fu nuovamente accusato di stregoneria nel 1604, e per salvarsi dovette presentare una petizione a re James I. Morì in povertà a Mortlake nel 1608, all'età di 81 anni.

Il Pensiero
Dee fu un fervente cristiano, ma la sua religiosità fu profondamente influenzata dalle dottrine ermetiche e platonico-pitagoriche rinascimentali. Era convinto che alla base della realtà vi fossero i numeri; che la chiave della conoscenza risiedesse in essi, e che la creazione divina fosse basata sulla matematica.

Dall'ermetismo trasse la convinzione che l'uomo racchiuda in se un potenziale divino, esercitabile con la matematica. La sua magia enochiana (fortemente numerologica) e la sua attività di matematico pratico (nella navigazione, per esempio) erano due facce della stessa medaglia, non attività antitetiche come oggi potrebbero apparire.

Il fine dichiarato di Dee era quello di contribuire all'instaurazione di una religione globale attraverso la soluzione dei conflitti tra cattolicesimo e protestantesimo e la riconquista della pura teologia arcaica. In tutta probabilità è anche alle sue idee che si ispirano oggi i progetti impositivi di una unica religione mondiale, portati avanti dalle elite mondialiste, sedicenti 'illuminate.'

L'Eredità
Circa dieci anni dopo la morte di Dee l'antiquario Robert Cotton acquistò il terreno intorno alla sua casa e cominciò a scavare in cerca di documenti e manufatti. Rinvenne numerosi manoscritti, per lo più registrazioni di comunicazioni angeliche. Il figlio di Cotton diede questi manoscritti allo studioso Méric Casaubon, il quale li pubblicò nel 1659, preceduti da una lunga introduzione critica in cui affermò che in realtà Dee avesse agito come strumento ignaro di spiriti maligni, ritenuti erroneamente creature angeliche. La visione di Casaubon contribuì in modo determinante a formare l'immagine di Dee che si tramandò nei successivi due secoli e mezzo: un uomo illuso, fanatico, vittima del male.

Una rivalutazione del personaggio è giunta nel XX secolo, in gran parte grazie al lavoro svolto dallo storico Frances Yates, che evidenziò il ruolo che la magia rinascimentale ebbe nello sviluppo delle scienze moderne. Come risultato di questa rivalutazione, Dee è oggi considerato uno degli studiosi più colti del suo tempo. Promosse le scienze nautiche e la moderna cartografia. Studiò a contatto con Gerardus Mercator e raccolse una grande collezione di mappe, globi e strumenti astronomici. Sviluppò nuovi strumenti e tecniche di navigazione per le regioni polari. Fu uno dei primi sostenitori della colonizzazione del Nord America da parte dello impero britannico e tra i principali consulenti dei viaggi esplorativi inglesi.

Oggi i Rosacroce rivendicano l'appartenenza di Dee alla loro confraternita, tuttavia non esistono prove che egli abbia mai aderito ad alcuna organizzazione segreta.

L'influenza culturale.
William Shakespeare potrebbe essersi ispirato a Dee per il personaggio di Prospero in La Tempesta. 
Lovecraft attribuisce a Dee la traduzione in inglese del leggendario libro Necronomicon.
Nel romanzo di Umberto Eco Il pendolo di Foucault John Dee è il protagonista di racconti ambientati nella corte della regina Elisabetta I, in cui si presume sia in possesso di potenti arti magiche. Appare inoltre come antagonista nel romanzo I Segreti di Nicholas Flamel, di Michael Scott. La sua figura viene utilizzata in numerosi altri romanzi in lingua inglese del XX e XXI sec.
A John Dee è ispirato il personaggio dei DC Comics: Doctor Destiny. Dee è citato negli albi di Martin Mystere (in cui un suo alter ego agisce in coppia con l'alter ego del suo assistente Kelly) e in The Sandman, fumetto di Neil Gainman
Dee è la figura prominente nella mitoligia mistico-occultista dalla band rock americana  Blue Oyster Cult  per il concept album Imaginos (1988).
La quinta traccia dell'album The Final Frontier degli Iron Maiden, parla di lui.
Dr. Dee è il titolo dell'album di Damon Albarn, uscito il 7 maggio 2012. L'album è ispirato alla figura del matematico inglese ed è tratto dall'omonima Opera Rock scritta dallo stesso Albarn.
Il videogioco Uncharted 3 - L'Inganno di Drake lo vede citato numerose volte.

Le Opere.
Monas hieroglyphica, 1564
Propaedeumata aphoristica, 1568
Parallacticae commentationis praxosque, 1573
Perfect Art of Navigation, 1577

Fonte Fonte Fonte Fonte Fonte

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