5 novembre 2012

Il Grande Film

ruota criceti
Viator
Anticorpi.info

Nell'ottica di chi tira i fili al mondo gran parte dei meccanismi che governano la nostra società, ad esempio economia, politica, religione, giurisprudenza, sono solo espedienti utili a soddisfare un'unica esigenza: la distrazione scientifica delle masse.

Chi abbia sufficiente attitudine alla dietrologia non può non intuire come i meccanismi di cui sopra, dietro un'apparente sensatezza celino una sostanza arbitraria, irrazionale e anti-democratica. Come si spiega? Una possibilità è che questa sfilza di meccanismi monolitici dai connotati discutibili sia stata progettata ad arte dai vertici della piramide per mantenerci immersi in un drammatico, verosimile grande film fatto di continui alti e bassi, crisi e riprese, bastoni e carote, aspirazioni, ideologie, paure, abitudini, necessità, doveri. Tutto prodotto dall'alto in technicolor per monopolizzare i pensieri e le energie degli individui ed impedire loro di vedere la verità. Quale verità? Che tu sei uno schiavo, Neo. Che il solo modo di preservare la supremazia dei pochi è impedire ai molti di cogliere la tragicità della loro condizione; l'insensatezza della normalità.

Se per tutti noi - infatti - la normalità è semplicemente la normalità - una normalità forse un filo troppo brutta ed avara per essere vera -  sembra proprio che per i dominatori del mondo la normalità sia un lavoro a tempo pieno ed un'assicurazione sulla vita.

Prendete la crisi economica. Parliamo di economia reale; quella che impone ai criceti di correre nelle ruote fino a sfiancarsi. In un sistema come il nostro le crisi economiche si innescano tramite un semplice atto unilaterale: chiudendo i rubinetti delle banche. Tutto qui. Perdonate la fresconeria ma mi piace basare le opinioni sul poco che so per esperienza diretta, piuttosto che sulle mille verità di seconda mano propugnate dai dotti ripetitori di sistema. Chi crea i soldi dal nulla decide di crearne di meno e chi li distribuisce smette di farlo. Il giocatore principale decide di non giocare più, e va via sequestrando il pallone. Il resto è conseguenziale. Ma naturalmente il regista del grande film non può presentarla in questi termini, perché un crisi economica deve sembrare casuale, imprevista e soprattutto non percepita per ciò che è, ossia un atto di tirannia. Servono le motivazioni filmiche, che devono suonare plausibili. Bisogna sceneggiare una verosimile successione di eventi che siano in grado di motivarla agli occhi degli abitatori della finta democrazia. Ecco dunque che la macchina mediatica si incarica di imbottirci di dati e concetti che conferiscono una qual certa sostanza tecnicistica, un senso di complessità inaccessibile ai non addetti ai lavori, a ciò che in realtà è un volgare, sadico atto di tirannia. Anche in tal caso - tuttavia - è sufficiente approfondire armati di diffidenza e dietrologia per constatare come oltre la solita apparente plausibilità si celi una sostanza arbitraria e artificiosa: la volontà di impoverire il cittadino per soggiogarlo e indurlo a reclamare una soluzione che giunga dall'altoLa bolla immobiliare, lo spread, il debito pubblico, l'euro, la Germania, gli speculatori, le agenzie di rating; tutta fuffa per mascherare il fatto che qualcuno un bel giorno si è svegliato ed ha deciso che dovesse iniziare una crisi, perché a suo avviso era giunta l'ora che il grande film assumesse una piega drammatica.

E' tramite la fruizione di questo grande film che la gente comune è indotta a scapicollarsi inseguendo standard fissati da qualcun altro per sostenere un modello sociale che non ha scelto. Non è necessario un analista esperto per prendere atto di come oggigiorno la società 'occidentale' sia un'enorme ruota per criceti in cui gli individui galoppano senza sosta e senza senso al ritmo scandito dai padroni del denaro.

Ho idea che i burattinai siano preoccupati che un giorno la gente possa cessare di credere al film. Che cessi di sfiancarsi nella ruota del criceto e allunghi lo sguardo oltre la cortina delle distrazioni artificiali. Debiti, tasse, doveri, scadenze, catastrofi, guerre, crisi, criminalità, terrorismo, falsi sogni da perseguire sudando sangue in un habitat malsano, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Che decada lo strano quid che induce la maggioranza a percepirsi inferiore alla minoranza perché quest'ultima ha deciso di auto-proclamarsi superiore. Che realizzando di essere essa stessa parte attiva e inconsapevole del meccanismo con cui viene stritolata, al tempo stesso vittima e carnefice, la gente smetta di partecipare.

Una delle più grandi illusioni neo-culturali è il luogo comune secondo cui la lotta politica sia perseguibile solo attraverso il fare, l'azione. Ad iniziare dalla pia illusione di un leader politico da votare alle prossime elezioni. Faccio, dunque sono. Il che non aiuta, in una società in cui il diritto punisce praticamente ogni azione non conforme ai rigidi standard con cui il sistema fingendo di fare gli interessi della 'collettività' in realtà si auto-tutela. Cortei; manifestazioni, gesti emblematici, scontri con le forze dell'ordine schierate in assetto Playstation; banchetti, gazebo, petizioni. Reti di cittadini, gruppi attivistici, partiti politici. Azioni violente contro terzi o contro se stessi. Muoversi. Agire.
Dobbiamo-Fare-Qualcosa

E alla fine nulla cambia, dato che: 1) Il sistema siamo noi, e fintanto che noi continueremo ad alimentarlo con la nostra conformità ai suoi folli standard misantropici, esso persisterà, non importa quanto veementemente protesteremo e agiremo e urleremo. 2) Sono soluzioni codificate nel grande film affinché infondano l'impressione che esista un'antitesi alla tesi sistemica, quando in realtà sono finte soluzioni inculcate nella mentalità collettiva tramite la cultura di massa (notiziari, film, istruzione) dallo stesso potere contro cui dovrebbero essere fatte valere.

A tal proposito, faccio un inciso. Un altro incantesimo è stato quello di indurre la gente a protestare ricorrendo a plateali atti autolesionistici, ad esempio lo sciopero della fame o della sete, l'auto-incatenamento, la permanenza all'addiaccio in cima a qualche torre, fino al suicidio. Gente, non esiste disperazione che giustifichi atti simili. Questi colpi di testa non sono che il frutto dell'ennesimo trappolone propagato con il maligno supporto della cultura di massa. Rappresentano la più elevata espressione di queste finte soluzioni, in questo caso oltre che innocue per il potere, assurdamente dannose per chi le mette in pratica; mentre la gente letteralmente si auto-flagella il potere se la ride, compiaciuto e indisturbato. E' una ovvietà, ma a volte rimarcare un'ovvietà può servire.

Tornando in argomento, basta analizzare quel poco che passa il convento dei media per realizzare come la forma di protesta meno rappresentata dalla cultura di massa attraverso film, informazione e talk show sia l'inazione. Il non fare, non agire; cessare - pacificamente - di svolgere le proprie mansioni nella macchina sistemica. Secondo voi come mai nella cultura di massa la protesta è rappresentata solo sotto forma di azione, tra manifestazioni, scontri violenti, atti emblematici e terroristici? Che fine hanno fatto le centinaia di migliaia di persone che hanno scelto di escludere il sistema dalle loro vite e si sono riunite in comunità autosufficienti, in tutto il mondo? Esistono, sono molto più numerose di quanto i media vorrebbero dare ad intendere, e la loro scelta di vita denuncia un evidente, profondo disagio nel vissuto sistemico. Ebbene, per la cultura dominante costoro non esistono, e nei rari casi in cui se ne accenni sono dipinti come freak, pericolosi sociopatici o fanatici religiosi. Come ogni altro oscuramento riscontrabile nella cultura dominante, anche questa omissione non è casuale. Il potere sta semplicemente tentando di rimuovere la inazione dal novero delle proteste 'codificate' nella cultura di massa. E sapete perché? Perché è l'unica cosa che non è in grado di gestire a proprio vantaggio.

Non a caso lo sciopero, devastante strumento ricattatorio con cui le masse erano in grado di costringere il potere alla resa solo cessando di collaborare fino al soddisfacimento delle loro istanze, col tempo e l'opera indefessa di media e istituzioni è stato via via svigorito tramite 'regolamentazioni' della materia e 'deregolamentazioni' dell'economia che lo hanno trasformato in un inutile simulacro, sotto lo sguardo svampito dei sindacati.

Insomma, ci troviamo di fronte ad uno di quei casi in cui la soluzione è a portata di mano, lo è sempre stata e lo sarà sempre, ma viene abilmente occultata mediante l'occupazione 'militare' della mente degli individui, attraverso l'interposizione del grande film. Non appena una congrua percentuale di persone dovesse smettere di contribuire alla messa in scena, la macchina sistemica si incepperebbe. E se la macchina si inceppa, si ferma l'economia, si ferma la dittatura del debito, si fermano eserciti e propaganda mediatica. E in men che non si dica i detentori del potere perdono ogni ascendente sulla popolazione.

Sicché possiamo sperare di raggiungere, un giorno, la congrua percentuale di cui sopra? Ebbene, è qui che la teoria va a schiantarsi contro la realtà dei fatti. Perché mentre noialtri siamo impegnati ad auto-schedarci su internet e ballare il Gangnam Style i burattinai stanno lavorando alacremente affinché questo non accada, e a lume di naso, sembrano essere già a buon punto.

La gente abbraccerà con maggiore veemenza il proprio posticino piccino all'interno del meccanismo, vivacchierà cercando di non disturbare, non esporsi, non attirare l'attenzione, e bofonchiando il suo disappunto incrocerà le dita in attesa del giorno in cui il regista del film deciderà che la fase tragica sia da considerarsi conclusa. Una volta che il gregge sarà stato debitamente tosato, che la congiuntura economica straordinaria avrà giustificato drastiche misure politiche permanenti e - perché no - una nuova Grande Guerra, i rubinetti saranno riaperti e giungerà il tempo della lenta ripresa, che preluderà al nuovo boom economico, il quale sarà conseguito con il duro lavoro e soprattutto la distrazione della massa. Tutto ciò, fino alla 'crisi' successiva.

Persuadere miliardi di persone che la 'normalità' sia la robaccia artificiosa che spacciano come tale, è un lavoro non da poco. Tuttavia contribuiamo tutti - chi più chi meno - ad alleggerire il compito di chi dirige le danze. La nostra attiva partecipazione al mantenimento dello stesso meccanismo da cui siamo vessati sta fornendo ai burattinai una legittimazione etica (opinabile, ma solo da chi sia sano di mente), una sorta di implicito invito a continuare a suonare la solita musica, ed anzi accelerare il ritmo e farci ballare il sirtaki. Occorre recuperare la nostra autonomia materiale e intellettuale; dimostrare con i fatti di essere persone, e non una massa di criceti inebetiti dallo stress, dalla tv e dai social network.

Basterebbe sbarazzarsi dei loro mass media di indottrinamento, dei telefonini e delle carte di credito, per assestare un colpo mortale al sistema. Smettere di giocare alla partita truccata. Andare oltre i concetti prefabbricati, verosimili ma non veri, del grande film. Solo così si può sperare di uscirne, prima che sia troppo tardi.

Un guerriero se sa che le cose sono vere, agirà per fare; se sa che non sono vere, agirà per non-fare.
Carlos Castaneda

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EDIT: L'amico Espen Plomma del blog affiorandofrano ha dedicato due quartine al post. Le aggreghiamo molto volentieri e ringraziamo Espen per il bel contributo.

Chi siamo non importa 
importa solo il fare, 
con l'anima che è morta 
è vero ciò che appare. 

Si fa, ma non si pensa, 
si sa, ma non si crede, 
la nebbia si fa densa 
l'immagine è la fede.

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7 commenti:

  1. Analisi giusta, il "muro di gomma" ti rimbalza.....

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  2. All'opposizione dell'opposizione ;-)

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  3. @ clash ... su questo argomento, di sicuro ;)

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  4. Bell'articolo!
    Non concordo solo in un paio di punti...
    Sottovaluti troppo il burattinaio...
    Se non vuoi essere suo schiavo di tua volontà ,lo sarai con la forza ... Non ti sottometterai con la forza...avrai la libera scelta di estinguerti...un giocattolo rotto non serve a nessuno e viene buttato per far posto ad altri giocattoli che incarnino i desideri.
    La tua visione é strapositivistica.
    Tu consideri che il mondo sia abitato da esseri per la maggior parte buoni , cosa che empiricamente non é , basta guardarsi attorno.
    Per seguire la strada ( che a mio parere é giusta ) da te proposta , dovrebbero esserci uomini con un alto sviluppo spirituale e una grande comprensione della vita .
    Questo non é assolutamente reale ed é difficile che possa accadere.
    In quest'epoca la maggior parte degli "uomini" fuggono le proprie paure piuttosto che affrontarle e sconfiggerle , non sono assolutamente pronti per la scelta , in quanto non vogliono scegliere (e cosi'facendo involontariamente cadono automaticamente nelle loro stesse catene).

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  5. Pienamente concorde con Anonimo 22:22.
    I Tiepidi accettino pure l'illusione artificiale che ci viene propinata,comprensibile per chi tiene famiglia, ma per i cani sciolti come il sottoscritto si dovrebbe preferire un fine orribile ad un orrore senza fine.
    andrea'65

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  6. @ penultimo anonimo ... concordo, e se guardi bene la mia visione è tutt'altro che ottimistica dal punto di vista di un cambiamento collettivo. però so anche che in ogni epoca alcuni singoli individui siano riusciti a disconnettersi e 'salvare se stessi.'
    @ ultimo anonimo ... bello leggere commenti come il tuo. la vita fuori dal sistema è dura, ma al momento è l'unica che contempli la dignità della consapevolezza e della dissociazione. non è roba da poco.

    ciao

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