13 dicembre 2012

Leggende e Misteri sui Jinn

jinn
di Krommino

La mitologia proto-araba è ricca di riferimenti ad esseri celesti dagli incredibili poteri, all’apparizione di luci nel cielo, alla presenza di manufatti tecnologici dalle magiche proprietà. 

Il termine arabo jinn (da jānn, celare, in italiano spesso tradotto come 'genio') indica nella religione pre-islamica e in quella musulmana un'entità soprannaturale intermedia fra mondo angelico e umanità, solitamente maligna, anche se in certi casi può esprimersi in maniera benevola e protettiva.

L'etimologia della parola è stata a lungo discussa. Qualcuno la vorrebbe collegare al termine latino genius; la maggioranza degli studiosi concorda invece nel rifarsi alla radice linguistica aramaica che significa 'nascondersi.' Da notare come il termine si avvicini foneticamente a Gehenna, il luogo infuocato immaginato dall'Ebraismo dove le anime cattive sono purificate. 

In età preislamica (jāhiliyya) i jinn erano accreditati di notevole potenza, quasi sempre in grado di esprimere una devastante e mortale cattiveria. Secondo la tradizione islamica gli spiriti abitano nei luoghi in rovina, abbandonati dall'uomo. 

I jinn sono spiriti invisibili, ma ugualmente vivono e muoiono, si sposano e si riproducono, hanno intelligenza e libero arbitrio, e possono dunque scegliere fra il vero e il falso, il giusto e l'ingiusto, il bene e il male. 

Ciò che li distingue chiaramente dall'umanità, sono i poteri e le abilità di cui sono dotati. Tutti i jinn hanno rapidità di movimento, riescono ad attraversare lunghe distanze in poco tempo, ma non possono prevedere il futuro. Hanno il potere di intraprendere qualsiasi forma fisica, quindi comparire come esseri umani, alberi, animali o assumere la direzione delle menti e dei corpi di altre creature.

Caratteristiche e Particolarità dei Jinn
Ci sono tre tipologie di jinn: uno che vola nell'aria, uno che ha sembianze di serpente o cane, e uno che si sposta all'interno di un luogo limitato. Esistono diversi nomi per differenziare le loro caratteristiche:

- Quelli che non hanno nessuna particolarità vengono detti jinni;
- Quelli che abitano insieme agli uomini si chiamano 'imar (al singolare ‘amir);
- Quelli che vedono i bambini sono chiamati arwah (al singolare ruh);
- Quelli cattivi originati dalla luce o dal fuoco vengono considerati satanici e quindi detti shayatin (al singolare shaytan);
- Quelli chiamati marid vengono spesso descritti come i più arroganti e orgogliosi tipi di jinn. Possono esaudire i desideri dei mortali, nonostante siano legati a rituali per invocarli o imprigionarli.
- Quelli più potenti e diabolici sono nominati ‘ifarit (al singolare ‘ifrit), conosciuti come spiriti del fuoco. Essi appaiono come uomini di eccezionale forza e si considerano superiori alle altre creature perché convinti della loro primigenia creazione, quindi soffrono molto il fatto che alcuni umani abbiano trovato delle formule magiche capaci di garantire il controllo su di loro. Quando interpellati mostrano un atteggiamento ironico e malizioso e tentano ogni volta che possono di travisare gli ordini del proprio padrone.

Secondo la tradizione islamica i jinn satanici sperano di incitare la gente ad adorare altri oltre ad Allah e si distinguono per alcuni comportamenti tipici: mangiano con la mano sinistra, si riuniscono al crepuscolo, prediligono luoghi di decadenza come i cimiteri e i bagni, entrano nelle case delle persone, amano la corruzione, l'odio, la disubbidienza e la malvagità. 

La Leggenda dei Jinn secondo il Corano.
I jinn sono creature di Allah, il quale gli ha creati da una fiamma senza fumo. I primi esseri che abitarono la terra furono i jinn, i quali sparsero corruzione uccidendosi l’un l’altro. Dio allora mandò contro di loro un esercito di jinn, angeli creati dal fuoco. Al loro comando c’era azazil (al–harith) o iblis (termine certamente adattato dal greco diàbolos per indicare satana o shaytān) un jinn molto bello che risiedeva in cielo durante la notte e sulla terra durante il giorno e che custodiva il tesoro del paradiso. Ma quando Dio chiese agli angeli di prostrarsi di fronte ad Adamo tutti ubbidirono tranne azazil che rifiutò ritenendo Adamo inferiore a lui in quanto fatto di terra.

«Eppur Noi vi abbiam stabiliti sulla terra e v'abbiam dato i mezzi per viverci: quanto poco siete riconoscenti! 
Eppure vi abbiam creati, poi vi abbiam formati, poi abbiam detto agli angeli: "Prostratevi avanti ad Adamo!"
E si prostrarono tutti, eccetto Iblīs, che tra i prostrati non fu.
E disse Iddio: "Che cosa t'ha impedito di prostrarti, quando Io te l'ho ordinato?"
E quegli rispose: "Io sono migliore di lui. Me Tu creasti di fuoco e lui creasti di fango!"»
[Corano, VII:10-12]

Dio punì azazil facendolo diventare un ribelle lapidato (shaytān rajim) e da allora il suo nome divenne iblis che significa afflitto, disperato.

I jinn nel folklore arabo sono brutti e cattivi demoni con poteri soprannaturali che possono trasmettere alle persone capaci di evocarli. Il mito narra che re Salomone possedesse un anello che assumeva anche la forma di un diamante, con cui chiamava i jinn per aiutare i suoi eserciti in battaglia. Attraverso la magia e l’aiuto di questo mistico oggetto riusciva a dominarli. 

Secondo la mitologia persiana alcuni di essi vivono in un luogo chiamato Jinnistan. Altri fonti rivelano che i jinn vivono con altri esseri soprannaturali, tra montagne di smeraldo che circondano la terra.
(...)

Jinn, Giganti e Grigi.
La cultura islamica teoricamente non pone problemi all’esistenza di una realtà parafisica, come dimostrano i versi del Corano sul mondo parallelo all’uomo dei jinn, esseri a metà fra Dio e l’umanità. Ma fin dai tempi pre-islamici abbondano le citazioni di antiche tecnologie presso gli arabi. Nel deserto Rub Al-Khali si nasconde, secondo i maghi arabi (Muqarribun), la città di Iram delle Colonne, edificata da jinn e giganti. Può sembrare fantasia, ma la maggior parte del territorio della Penisola arabica è inesplorato a tutt’oggi.

Il culto megalitico è evidente nelle divinità preislamiche. Testimonianze di esploratori dell’800 parlano di Cromlech colossali all’inizio del deserto siro-arabico, mentre le scoperte dei Tholos quasi nuragici dell’Hadramauth di Tosi e De Maigret ci riportano un’altra volta alla civiltà mondiale megalitica, con la presenza di antichi giganti. La teoria parafisica dei jinn di Maometto sembra trovare conferma nelle rivelazioni del generale americano in Arabia Saudita citato da Il Giornale dei Misteri con i documenti segreti sui grigi infra-dimensionali che si spostano tramite magnetismo, entità vampire e nemiche dell’umanità.

Sotto Fes (Marocco) si dice ci sia un intero complesso di gallerie legate all’antica alchimia, simili agli altri esempi di America precolombiana e Tibet. Va ricordata la notizia di gallerie sotterranee sotto le Piramidi d’Egitto che sarebbero abitate da alieni. Biblioteche come Alessandria e Cartagine non sono state distrutte interamente dagli arabi nel Medioevo, nell’alchimia araba vi sono le tracce allegoriche di una fisica della materia sconosciuta e legata a misteriose civiltà pre-umane.

I frammenti di iscrizioni egizie sparse per la città araba del Cairo lasciano presagire uno schema esoterico di costruzione della stessa, sul modello della Bagdad circolare medievale con i relativi orientamenti astronomici modello Bauval - Gilbert. La stessa cupola delle moschee può essere considerata un accumulatore di energia basato sulle geometrie e topologie quantistiche al pari delle Piramidi. Tutta la sh’ia gnostica e tutte le sette segrete - dai Drusi, agli Alawiti, agli Ahl-i-Haqq - nascondono documenti segreti nelle loro biblioteche per iniziati, con allegorie e miti distorti di altre realtà sorprendenti, come riferito da Kamal Jumblatt, leader druso, ad A. Tomas, riguardo le stanze segrete sotto la Sfinge. Le tombe dei Marabutti nel Maghreb emanano misteriose energie curative connesse a manifestazioni ufologiche. 

Oggi ci sono ufo nei cieli del mondo, che interferiscono nelle guerre, anche tramite la geo-ingegneria clandestina, le sorprendenti alleanze sotto banco con regimi governativi mondiali da parte di draconiani e grigi, per sperimentare nuove tecnologie militari aliene. Non sono soltanto gli americani a firmare patti scellerati con queste figure di fiamma, spiriti di fuoco, demoni selvaggi, il tempo è quasi maturo per il domino dei jinn…

Nel Medio Oriente sono conosciuti i jinn, uomini serpente o dragoni di cui si parla fin dai tempi più antichi. In un libro apocrifo falsamente identificato come il perduto Libro di Jasher, viene descritta una razza di uomini serpente.

Nella Genesi, Dio punisce il serpente per aver convinto con l’inganno Eva a mangiare il frutto della conoscenza.
«Allora il Signore Dio disse al serpente: poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame, e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita»
Tale passo suggerirebbe che si riteneva che i serpenti avessero originariamente le gambe. Nell’iconografia dell’arte occidentale vi sono rappresentazioni di una donna con una coda di serpente, a volte con piedi da rettile, come nel quadro il Giudizio Universale di Hieronymus Bosch. Nel Medioevo il Diavolo veniva spesso raffigurato con caratteristiche rettiliformi, così come i jinn nella maggior parte dell’iconografia.

Sintesi di un articolo pubblicato sul sito Freeonda Revolution
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