10 marzo 2013

Ritirare i Risparmi dalle Banche?


Mai come in questi giorni di limbo politico, proprio mentre il debito pubblico veleggia oltre il 120% del PIL (80 miliardi di interessi annui) e non si intravedono concrete possibilità di stimolare la 'crescita' senza l'assenso di chi crea e presta la moneta, gli spettri greci aleggiano minacciosi sulle teste degli italiani.

Questa congiuntura non poteva che rinfocolare il dibattito - molto discusso su internet da almeno un quinquennio - circa l'opportunità di ritirare i risparmi dai conti bancari, nel timore che nel prossimo futuro sul Paese possa abbattersi un malaugurato terremoto economico in salsa euro-greca.

Si moltiplicano gli appelli a trasformare in una azione di lotta concreta la gran mole di parole dette e scritte contro la dittatura del debito, ritirando collettivamente i risparmi dai conti bancari. Cosa in teoria fattibile, dato che basterebbe la chiusura congiunta di un numero relativamente esiguo di conti correnti per fare saltare il banco. Tutto ciò a causa di una 'anomalia giuridica' (si scrive così, ma si legge frode legalizzata) che sulla base di alcuni faziosi calcoli statistici autorizza gli istituti di credito a 'reinvestire' i capitali depositati dai correntisti. Alludo al meccanismo della 'riserva frazionaria' (v. correlati).

Cos'è la riserva frazionaria?
Da Wikipedia:
"La riserva frazionaria è la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili. (...) Per fare un esempio, se la riserva è del 2% (soglia in vigore in UE - n.d.r.) ogni 100 euro di depositi la banca deve tenere 2 euro in attività liquide o facilmente liquidabili, mentre può prestare i restanti 98 euro."

"Nessuna banca ha in cassa tutti i soldi che i cittadini hanno depositato: gran parte di questi soldi sono impegnati in prestiti verso aziende ed altri soggetti. Nel momento in cui molti risparmiatori decidessero di ritirare i loro soldi (ne hanno tutto il diritto) la banca di riflesso sarebbe costretta a chiedere ai debitori di rientrare. Purtroppo proprio in questo periodo di crisi è difficile per le aziende e le famiglie estinguere i loro debiti, ecco quindi che le banche rischiano fortemente l’insolvenza." (Fonte)

C'è chi sostiene che in effetti le banche siano legittimate a prestare addirittura dei multipli creati dal nulla delle somme ricevute in deposito, ma in questo post mi rifarò alla versione main-stream riportata da Wikipedia. Non importa se in effetti si tratti di motivazioni reali o di facciata. L'importante ai fini del discorso è che sulla scorta di quanto sancito dalla giurisprudenza, se avesse luogo la 'corsa agli sportelli', gli istituti di credito sarebbero tenuti a restituire nella immediatezza fondi per appena il 2% dell'ammontare dei depositi. E' superfluo specificare che se per i depositi a medio e lungo termine è comprensibile che la banca reinvesta il denaro dei risparmiatori, buon senso avrebbe voluto che il legislatore impedisse la pratica di 'reinvestimento' semi-integrale delle somme in conto corrente, per via della loro elevata mobilità. Purtroppo così non è stato. Perciò, in caso di corsa agli sportelli, una volta soddisfatte le richieste del primo 2% di clientela, gli istituti bancari sarebbero del tutto legittimati a subordinare la soddisfazione delle successive istanze di prelievo al rientro dei capitali precedentemente 'reinvestiti' sulla base del principio della 'riserva frazionaria.'

Insomma è molto probabile che la banca non sarebbe in grado di far fronte ad una corsa agli sportelli, specie in una fase come quella attuale. Quindi cosa accadrebbe?

"Le ipotesi più accreditate per uno scenario simile vedrebbero gli asset della banca messi in liquidazione. Questo significa che il gruppo in fallimento verrebbe acquisito da un altro istituto bancario o dallo Stato stesso, andando incontro a un processo di nazionalizzazione definitiva o temporanea. (...) l’acquirente 'erediterebbe' anche tutti gli obblighi verso i clienti della banca." (Link)

Tutto ciò nella eventualità che il fallimento coinvolga un'unica banca o comunque un limitato insieme di banche, operanti all'interno di una economia in salute. Ma cosa succederebbe se il fallimento coinvolgesse molti istituti bancari (o tutti) di un paese a propria volta in odore di fallimento?

Gli esperti economisti televisivi affermano che nella peggiore delle ipotesi in Italia subentrerebbe il FITD, uno speciale consorzio bancario a tutela dei risparmiatori. 

Cos'è il FITD?
"Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, costituito nel 1987, è un consorzio obbligatorio riconosciuto dalla Banca d'Italia. Se una banca ha problemi di liquidità il fondo interviene, ad esempio in caso di temporanea insolvenza o fallimento. Il fondo consiste in un accantonamento contabile e in un patto di solidarietà fra istituti di credito." (link)

Insomma, secondo il mantra ripetuto dagli economisti che riempiono le poltrone dei talk show, il FITD tutelerebbe ciascun cliente da una eventuale insolvenza degli istituti di credito. 
Dunque possiamo dormire sonni tranquilli? C'è chi è convinto di no. Ad esempio:

"Ho scoperto da tempo che il FITD non è un fondo reale come l’immaginario collettivo pensa, vista la parola Fondo, in quanto non esiste come tale (un 'cassetto' in cui messi da parte dei soldi o valori per far fronte a situazioni di insolvibilità di una o più banche italiane). E' soltanto un intento, anche se messo nero su bianco, degli istituti italiani. Inoltre esistono diverse eccezioni, tra cui l’art 27 del FITD. Mi faceva notare a questo proposito il consulente finanziario della **** Bank, che la lettera L basta da sola a non far rientrare nella tutela del conto corrente" (Link)

Andiamo perciò a vedere sul sito del FITD, nella sezione Garanzia dei Depositanti, la sezione L del punto 4 (Esclusioni dalla Garanzia). (link)
Sono esclusi dalla garanzia:
(...)
L) i depositi per i quali il depositante ha ottenuto dalla banca, a titolo individuale, tassi e condizioni che hanno concorso a deteriorare la situazione finanziaria della banca in base a quanto accertato dai commissari liquidatori.
In effetti non il massimo della chiarezza. Un Fondo che - non essendo materialmente disponibile ed esistendo solo sotto forma di 'comune intento' - potrebbe costituire un paracadute solo nel caso del fallimento di singole banche, ma non a seguito di un collasso su scala nazionale. Elemento che gli economisti dei talk show tendono a 'trascurare.'

"Se è vero che tutti i depositi sono garantiti da un apposito fondo fino a 100.000€, c’è anche da dire che il fondo non ha le risorse per sopperire ad un fallimento in massa di un sistema bancario nazionale" (link)

Per cui proviamo a chiederci a chi potrebbe convenire realmente che si scateni una corsa agli sportelli. Forse a quel 2% di risparmiatori accorsi a ritirare i soldi prima di tutti gli altri? 

Avete presente la Teoria dei Giochi?

"Prelevare i propri risparmi conviene al singolo per il semplice fatto che se gli altri depositanti prelevassero prima di lui la banca potrebbe fallire con la conseguenza di mandare in fumo tutti i suoi risparmi." (link)

Verosimilmente la corsa agli sportelli manderebbe gambe all'aria un gran numero di cittadini, anche indirettamente, dato l'impatto che avrebbe sulla economia reale. Ed in una fase difficile come quella attuale, fornirebbe al potere ampio spunto per allestire chissà quale grande show.

Coloro che invitano la gente a partecipare ad azioni collettive finalizzate a sconvolgere il sistema bancario (come il simpatico ex calciatore Eric Cantona - link) - ritengono che l'unico modo di opporsi alla dittatura del debito sia attraverso lo scontro frontale. Da parte mia non ne sono poi così convinto. Nel caso specifico ad esempio il 'bug' della riserva frazionaria in abbinamento alla congiuntura economica rischierebbe di provocare un disastro di proporzioni bibliche. Nessuno può garantire che un default del sistema bancario su scala nazionale si tradurrebbe in una liberazione dal debito. Tutt'altro. Mentre appare concreta la possibilità che i risparmi di tutta la nazione finiscano realmente in fumo. Vale la pena di rischiare?

Dunque cosa fare? 
Visto che gli argini non sono ancora tracimati e che l'operazione è ancora fattibile, il consiglio per chi non si senta tranquillo è di fare il da farsi, ma con gradualità ed adottando un basso profilo.

La corsa al prelievo collettivo alla luce di quanto appena detto rischia di trasformarsi in un bagno di sangue, data la facile strumentalizzabilità politica ed economica del suoi effetti. L'ideale sarebbe invece agire individualmente e senza clamore, così da non rischiare di scatenare reazioni a catena dai risvolti imprevedibili. Mai come di questi tempi è necessario mantenere la calma ed evitare di ricadere negli errori del passato. La magistratura sta iniziando a dare segni di risveglio, e sempre più spesso accade che i tribunali riconoscano e condannino i crimini degli istituti bancari (link). Tutto ciò nell'attesa che chi ne ha facoltà si decida a riformare le norme che regolano i rapporti tra cittadini, stati e poteri sovranazionali e finanziari.

Un successo annunciato.
A proposto, congratulazioni al Movimento 5 Stelle per lo storico exploit elettorale, riuscito anche grazie al massiccio contributo dei mass media, quegli stessi mass media che dopo avere ignorato Grillo e le sue campagne per circa 9 anni, hanno rimosso il velo di ostracismo ed inglobato il M5S nel loro grande film in technicolor.

Ho guardato su YouTube la conferenza di Crimi e Lombardo e - benché in alcuni punti mi abbiano ricordato il film Fight Club, quando gli accoliti ripetevano come un mantra le regole dettate dal grande capo - nel complesso mi sono parse persone serie e motivate. Riusciranno a resistere alle sirene di Saturno, o come puntualmente accade in questi casi, Smeagol si trasformerà in Gollum?

Volevo anche spendere due parole per Bernini, esponente del M5S ridicolizzato per avere avuto il coraggio di denunciare in TV il fenomeno tutt'altro che improbabile dei chip corporei. Come giorni fa scriveva un commentatore sul blog, la maledizione della società attuale è che se un problema si profila all'orizzonte, chi cerca di dare l'allarme è additato come un idiota o un pazzo; l'opinione pubblica prende atto dei guai solo quando a denunciarli sono i mass media controllati da chi i guai li crea. Non ha molto senso. 5 anni fa se parlavi di Circolo Bilderberg c'era sempre qualche buontempone che tirava in ballo i film di James Bond. Ed è sotto gli occhi di tutti la grave campagna denigratoria e persecutoria di cui sono tuttora vittime attivisti come Rosario Marcianò del sito Tanker Enemy (link) ed il magistrato Paolo Ferraro (link), per via delle loro coraggiose denunce.

Secondo alcune fonti, dietro il M5S si celerebbero poteri forti e società segrete. Il cambio di atteggiamento denotato da Beppe Grillo nei confronti di un tema di enorme importanza come quello della sovranità monetaria, non ha fatto altro che alimentare tali dubbi. Ma quali poteri forti - ha più volte chiosato il leader genovese per motivare l'abbandono dell'argomento nei suoi post e comizi - semplicemente, la gente non è ancora pronta per comprendere un argomento così complesso. Bene, sarà come dice lui. Tuttavia ora per Grillo è finito il tempo di veicolare informazioni da un palcoscenico o dalle pagine di un blog, ed è giunto quello di governare. La piena comprensione popolare dei meccanismi di creazione della moneta, in questo momento, conta poco. Ciò che conta è che il quadro sia chiaro a chi ci governa, così che agendo in concreto possa restituire la sovranità monetaria alla nazione. E' questo il bello del ritrovarsi a capo del primo partito d'Italia: che dalle parole puoi passare ai fatti. E sarà proprio con i fatti - a meno di stravolgimenti eclatanti - che il M5S avrà modo di dimostrare di che pasta sia fatto. La verità si rispecchierà nel tipo di relazioni che deciderà di intrattenere con quel potere finanziario che finora ha disposto della politica come meglio ha creduto.


13 commenti:

  1. articolo di una precisione e chiarezza da premio! complimenti mr viator. un caro saluto . bruno

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  2. eccellente articolo!!

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  3. TRE MITI COMUNI SULLE BANCHE


    DI ALEJANDRO NADAL


    Esistono tre favole sulle banche e il loro ruolo nell'economia. La grande maggioranza delle persone (e degli economisti) abbraccia con fervore questi tre miti che sono intimamente connessi. L'analisi dell'economia politica capitalistica esige di sfatare questa mitologia.

    Il primo mito dice che le banche sono alcuni semplici intermediari tra i risparmiatori e gli operatori economici che hanno bisogno di risorse addizionali, siano essi investitori o consumatori. Secondo questa idea le banche ricevono in deposito i fondi dei risparmiatori per poi prestarli. Ai risparmiatori viene pagato un tasso di interesse inferiore a quello richiesto ai mutuatari e la differenza costituisce il guadagno delle banche.

    Sembra logico ma è falso. La realtà è che le banche sono qualcosa più che semplici intermediari. Tra le attività della banca si trova la creazione monetaria. Per concedere un prestito le banche non hanno bisogno che le risorse che sono oggetto del credito siano state risparmiate in precedenza.

    Normalmente, quando una banca concede un prestito, essa semplicemente apre un conto a nome del mutuatario e gli assegna un credito (per l'importo dello stesso). Nello stesso tempo concede al detentore del credito strumenti di pagamento, moneta bancaria, un libretto di assegni o una carta di credito. Se il mutuatario richiede denaro in contanti, banconote emesse dalla banca centrale, la banca creditrice lo preleva delle sue riserve o l'acquisisce dalla banca centrale.

    La banca creditrice non si preoccupa di verificare se ha risorse sufficienti provenienti dai risparmiatori per concedere un prestito. Non deve farlo perché il credito non dipende da quei depositi. È vero che c'è gente che deposita i suoi risparmi in banche private, ma non sono i depositi quelli che consentono alle banche di concedere i prestiti. Per operare come creditore, la banca non deve che valutare il progetto nel contesto dell'orizzonte economico. Concedendo il credito la banca apre un deposito: i prestiti creano i depositi e non il contrario, come sostenuto dal mito.

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  4. Il secondo mito è legato all'idea che le banche conservino una parte dei depositi dei risparmiatori per affrontare un'eventuale necessità degli stessi di ritirare i loro risparmi. Questa è una variante del mito precedente ed è legata a quello che si è denominato “fondo di riserva frazionaria” e che si suppone funzioni come segue. Se in una banca si depositano cento pesos e questa banca pone il 10% in riserva, può prestare gli altri novanta, che sono depositati nuovamente nella stessa banca o in un'altra. Anche su quel deposito mantenendo come riserva il 10%, si possono prestare 81 pesos e così via. Alla fine della serie, supponendo riserve del 10%, i primi cento pesos si saranno trasformati in mille pesos in conseguenza del moltiplicatore bancario (equivalente al reciproco del coefficiente delle riserve detenute dalle banche).

    Anche qui sembra che si crei denaro dal nulla, ma non è così. C'è un deposito precedente ad ogni prestito e le riserve impongono un limite ai fondi prestati. Sembra logico, però il sistema bancario non funziona in questo modo: nel 2007, prima della crisi finanziaria, le riserve delle banche negli Stati Uniti ammontavano a 20 miliardi di dollari, ai quali sarebbe dovuta corrispondere un'offerta monetaria di 200 miliardi di dollari se fosse esistito il moltiplicatore e non di alcune migliaia di miliardi che esistevano in circolazione. Semplicemente il moltiplicatore non esiste, come dimostrano i vari lavori commissionati dal FMI (Fondo Monetario Internazionale n.d.t.).

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  5. Rimane il terzo mito: le riserve. Si pensa che con le riserve la banca centrale controlli l'espansione del credito (e l'offerta monetaria), oltre a stabilire un requisito prudenziale per eliminare il rischio di ‘fughe’ dalle banche.
    È da molto tempo che le banche centrali hanno smesso di imporre livelli realmente significativi di riserve obbligatorie. In molti paesi le ingiunzioni di riserve sono zero, e questo include paesi come Inghilterra, Canada e Messico. Questo forse è il segno che in un sistema di creazione monetaria endogena la banca centrale non ha il controllo dell'offerta monetaria. Conseguentemente la politica della banca centrale, ossessionata dal controllo dell'inflazione, è focalizzata al controllo del tasso di interesse attraverso le operazioni di sconto.

    Se alla fine del giorno una banca ha bisogno di riserve, può ottenerle sul mercato interbancario di breve termine o direttamente dalla banca centrale. Non è la base monetaria (la moneta legale emessa dalla banca centrale) quella necessaria per dare inizio a tutto il processo. La causalità è inversa: i crediti bancari generano la base monetaria. E la ragione è che se la banca centrale non ha l'esclusiva della creazione monetaria, non le rimane altro rimedio che adattare le riserve a ciò che richiede il sistema. La banca centrale è al servizio delle banche private e del capitale finanziario.

    Alejandro Nadal è membro del Consiglio Editoriale di SinPermiso
    Fonte: www.sinpermiso.info
    Link: http://www.sinpermiso.info/textos/index.php?id=5586
    13.01.2013

    Traduzione per www.Comedonchisciotte.org a cura di FABIO BARRACO

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  6. UN VECCHIO CONTRIBUTO DI ISTWINE

    Se la domanda è "le banche prestano dal nulla?" La risposta è sì, e in quantità molto maggiori del modello previsto dalla riserva frazionaria. Le riserve bancarie sono conti elettronici di "moneta di banca centrale" che servono a finalizzare i pagamenti o a soddisfare le richieste di riserva obbligatoria (dove prevista, visto che Canada, Australia, UK, Norvegia, Svezia per esempio, non ce l'hanno). Difatti la riserva obbligatoria è uno strumento che la Banca Centrale utilizza per controllare il tasso d'interesse overnight prefissato. L'unico limite al prestito delle banche commerciali è dato dal capitale di garanzia, secondo gli schemi Basilea II (non ricordo se il III sia già entrato in funzione). Le riserve bancarie (quella che comunemente si chiama liquidità) serve solo a finalizzare un pagamento, se per esempio tu Individuo A che hai un conto nella Banca A, devi pagare un Individuo B che ha il conto nella Banca B, allora la Banca A addebita il tuo conto e sposta riserve bancarie (che per intenderci è la base monetaria, detta anche moneta di banca centrale) nel conto della Banca B (non per forza, possono anche compensarsi debiti e crediti senza coinvolgere riserve bancarie).

    Ma se tu chiedi un prestito alla banca commerciale, essa valuta se sei uno che garantisce, e poi scrive + 100 - 100, senza toccare i depositi che ha, per il semplice fatto che la logica è "i prestiti creano i depositi" e non, come credono i monetaristi, "i depositi creano i prestiti". Quando tu ripaghi il prestito, la banca cancella il debito e il credito e incassa gli interessi. Fine. Ha creato il prestito dal nulla? sì. Quando dicono "utilizza i soldi dei depositi" la cosa non significa nulla, perché le banconote non hanno nessuna relazione con l'ammontare dei prestiti, né la banca si sogna di scalare i depositi degli altri clienti, per prestare a te. Ciò che i monetaristi non capiscono è che le riserve bancarie non hanno nulla a che vedere con i prestiti, difatti le banche raramente badano all'ammontare di riserve bancarie che hanno, né un aumento di esse (tipo il rifinanziamento a lungo termine della BCE di pochi giorni fa) aumenta la possibilità delle banche di prestare. Questo è confermato da nientepopodimenoche i banchieri centrali da anni e anni. L'ultimo in ordine di tempo è Victor Constancio, vicepresidente della BCE qui a pag.5:

    http://www.bis.org/review/r111215b.pdf

    le banconote sono emesse in base alla richiesta dei clienti e delle banche commerciali (in base sempre alla richiesta dei clienti). chi pensa che la politica monetaria sia "emettere banconote contro titoli", n'ha capito nulla. difatti la BCE stessa lo considera un "fattore autonomo", cioè al di fuori del suo controllo.

    Partiamo da questo assunto fondamentale: le banche commerciali creano promesse di pagamento dal nulla. Ecco una brevissima lista di documenti di economisti che lo dichiarano come la moneta nasca dal nulla, e alcuni di essi da 30 anni, anche se gente come Fisher per esempio lo diceva già negli anni 30.

    http://www.bis.org/publ/work292.pdf

    http://www.bis.org/publ/work297.pdf

    http://www.bis.org/review/r111215b.pdf

    http://www.bis.org/speeches/sp091118.htm

    http://www.federalreserve.gov/pubs/feds/2010/201041/201041pap.pdf

    http://www.ecb.int/pub/pdf/scpwps/ecbwp372.pdf

    http://cowles.econ.yale.edu/P/cp/p02a/p0205.pdf (Il Premio Nobel Tobin nel 1963, anch'esso al tempo era un complottista, poi ha smesso)

    http://aix1.uottawa.ca/~robinson/Lavoie/Courses/2007_ECO6183/childguide4.pdf (Marc Lavoie)

    http://129.3.20.41/eps/mac/papers/9805/9805028.pdf (Wynne Godley)

    e poi Moore, Fullwiler, Wray, Mosler, Rochon, Parguez, Bellofiore, Rossi, Concini, Dow e tanti tanti altri (anche se i soliti individui vi diranno che nessun economista "serio" lo dice).

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  7. Più lucido della faccia di Vendola :) Bell'articolo

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  8. Complimenti, un'analisi ed una spiegazione corretta ed esaustiva.
    A tale proposito, quello del ritiro dei propri risparmi dalle banche, pensavo di essere uno dei pochi "scellerati" ad essere convinto che un'azione in questo senso, sarebbe un segnale forte a quei poteri, governi o banche, che è la stessa cosa, che ci condizionano la vita, che investono i nostri risparmi e che da sempre capitalizzano gli utili e socializzano le perdite, facendole pagare ai riparmiatori sotto molti aspetti, dalla perdita di fondi nvestimento ai giochi del mercato azionario.

    Il governo nazionale o sovra nazionale (leggi BCE),è a conoscenza del capitale di risparmio degli italiani e vi può attingere, d'altronde gli lo affidiamo noi.
    Ma in questa crisi, che non é solo monetaria ma soppratutto sociale, vediamo erodere i nostri risparmi.

    Oltre ad assistere alle banche che "giocano" con i soldi dei risparmiatori, molte famiglie sono prese dalla quotidianità, dal dovere assistere i propri figli che in molti casi hanno un lavoro precario, o ha contratto a progetto, non hanno sufficenti entrate per un mutuo o per un investimento in una piccola impresa, in pratica non hanno futuro.
    E si continua,da più parti, ad attingere ai nostri risparmi.

    In questa condizione, come pretendono che il paese possa crescere?
    Prima o poi la "pensione del nonno" finirà.

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  9. Il meccanismo della riserva frazionata esiste da sempre e da sempre è noto, a chi si è letto un qualsiasi libercolo di economia. E' uno degli effetti moltiplicatori che presiedono al funzionamento dell'economia capitalista, x dirla spicciola. Credo che il problema sia la misura di tale riserva, che in effetti è troppo esigua e certamente il problema èla proprietà delle banche e la loro sovranità. E cmq se anche in pochi si ritirassero i denari, a seguito del collasso delle banche, collasserebbe tutto il sistema di circolaz monetaria, e della moneta non ci si farebbe un tubo, perchè è un cane che si morde la coda. Questo x dire che il problema non è lo strumento ma come lo si adopera.

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  10. Molto interessante
    Sandro

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  11. Grillo intervistato:

    1- Serve "un'inversione forte e più democrazia", ha spiegato il leader di M5S proponendo non un'uscita dell'Italia dall'euro ma "un referendum online" sulla moneta unica,

    ecco la 'democrazia diretta online'

    2 "Ho solo detto che volevo un piano B per l'Europa. Dobbiamo chiederci cosa è successo in Europa, perché non c'é una politica d'informazione comune, una politica fiscale comune ,

    insomma stati uniti d'europa, cioè la 'soluzione' dopo la 'reazione' al problema della 'crisi'.

    ora vediamo cosa ne pensano i grillini

    fonte ansa

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  12. grazie a tutti dei contributi interessanti e dei complimenti per il pezzo.

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  13. Trovo assurdo tutto cio'.La Dittatura Bancaria e il sistema della Truffa cartacea si battono molto facilmente convertendo i pezzetti di carta della FED e della BCE in moneta sonante come facevano i nostri saggi Avi.Nessuno ti puo' truffare quando Tu detieni in mano il Tuo Potere,Marenghi,Ducati,Sterline d'oro.Ritirate i risparmi e convertiteli,non ve ne pentirete,il sistema sta crollando.

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