11 novembre 2013

Il Fallimento della Psichiatria

psichiatria, farmaci, meccanismo mentaleFrankpro

Nella nostra società gli addetti alla cura della malattia mentale sono gli psichiatri. Questi professionisti, sebbene abbiano seguito un percorso di studi ed una formazione in tutto e per tutto equivalente a quella degli altri medici (addetti alla cura del corpo), vengono da questi ultimi considerati medici di seconda categoria. E' notorio ma non è un aspetto casuale, bensì la proiezione del c.d. “dogma biomedico” nelle relazioni fra tipi di addetti alla cura.

Nel dogma infatti si professa che i meccanismi biologici siano la base della vita, gli “eventi mentali” invece sono solo successivi rispetto a questi e dunque vanno posti in subordine. Fa d'uopo che i medici che si occupano di eventi mentali siano soltanto professionisti di “serie b”?! Mettiamola così.

Come hanno reagito gli psichiatri dinanzi a questa situazione frutto di un fondamento apparentemente ineludibile della suprema scienza medica? Semplice: cercando di aderirvi il più possibile! Per lo meno: la maggior parte degli psichiatri - pena il fatto, meschino ai loro occhi, di doversi sentire non più dei “veri scienziati” che si sarebbero occupati di fatti, ma solo di inafferrabili eventi - ha deciso di andare nella direzione suggeritagli dai colleghi. Alcune fazioni minoritarie invece hanno preferito rimanere in disparte, qualcuno col punto interrogativo stampato sulla fronte, altri invece semplicemente smarriti.

Così, la maggioranza degli psichiatri si son rimboccati le maniche per ridefinire la malattia mentale come il risultato dell'ennesima forma di disorganizzazione di certi meccanismi fisiologici, biochimici, che alla fine incidono sull'organo cervello, anziché sull'organo cuore, o milza o fegato che sia. 
In questo senso dunque, la malattia mentale è uguale a quella fisica, soltanto che agisce sul cervello, anziché su un altro organo. I sintomi cardiaci e quelli mentali sono solo sintomi di due tipi di malattie diverse che comunque originano da un disordine nelle nostre cellule e molecole. Il microscopio, secondo loro, accorrerebbe lesto ad attestarlo.

Questo, che in realtà è un mero svilimento concettuale, ha prodotto una situazione curiosa. Infatti, quelli che la notabile scienza medica definisce “guaritori” operano con tecniche diciamo psicologiche persino su malattie fisiche. Gli psichiatri invece si son messi ad utilizzare gli stessi sistemi di cura dei colleghi del corpo, per guarire le turbe mentali!

Il cd “orientamento organico” della psichiatria ha cioè trapiantato i concetti prima, ed i metodi poi, della medicina che cura il corpo. Non solo, ma ci si è sforzati di creare un forte sistema di classificazione (riduzionista) nell'ambito dei mali della mente, per correlare in maniera inequivocabile specifici disturbi biochimici / fisiologici a determinati sintomi mentali, dunque malattie e relative diagnosi.

Ma la cosa bella è che questo approccio non ha dato affatto i risultati sperati, anzi, si può dire con certezza, senza timore di essere smentiti, che ha fallito quasi completamente. E, paradosso dei paradossi, continua però imperterrito ad essere largamente applicato?!

Cosa fanno in soldoni oggi gli psichiatri, per curare la malattia mentale? Lo stesso degli urologi, gli internisti, gli pneumologi, ecc: prescrivono farmaci. Questi farmaci però hanno come bersaglio i sintomi. Cioè cancellano o alleggeriscono i sintomi dei mali psicologici dei pazienti. Niente di più.

Il che è esattamente, dannatamente contro-terapeutico!

Se infatti si guarda alla salute della persona in un'ottica olistica, si sa bene che la malattia deriva da una cattiva o mancata valutazione di una esperienza / informazione, che la vita ci chiede di integrare. Il manifestarsi dei sintomi indica un tentativo, da parte dell'organismo, di indicarci un problema e una strada, un modo per superarlo ed acquisirlo nella nostra coscienza.

E la psichiatria, nel suo acquisito orientamento bio-medico, distrugge quei sintomi!

La vera terapia sarebbe quella di costituire in primo luogo un ambiente protetto ed armonioso per il paziente, in cui i suoi sintomi si possano manifestare in modo chiaro, persino in tutta la loro intensità. In quell'ambito un professionista potrebbe aiutarlo a realizzare quella integrazione di coscienza. Quel professionista dovrebbe essere un esperto delle manifestazioni dell'intero spettro umano della personalità. Ciò che accade invece è che nelle istituzioni in cui i pazienti vengono condotti, ci si ritrova dinanzi gli psichiatri che prescrivono i farmaci, mentre gli psicologi, che al limite avrebbero una preparazione ed un approccio chiaramente più adatto al problema, restano subordinati ai primi, avendo in quest'ambito una mera funzione ancillare.

In buona sostanza, l'estensione del modello biomedico ai problemi mentali è un mostruoso insuccesso, di cui non si vuole prendere atto. Se pure gli sforzi per creare un sistema diagnostico organico dei mali mentali giungesse ad un punto, esso sarebbe ugualmente inutile.

Perché, come detto, il problema mentale va affrontato con modelli psicologici.

La nozione di malattia senza un rapporto con la personalità del paziente, la sua famiglia, la società in cui vive, le sue convinzioni, l'ambiente, ecc è soltanto un mito, afferma il Prof Thomas Szasz, tra i più radicali contestatori del modello biochimico. Ed in questo senso, in quest'ottica, la malattia fisica e mentale sono la stessa cosa.

Solo che la ristretta cornice dell'attuale scienza medica lo trascende, per restare sul conveniente territorio degli alambicchi e delle provette. Territorio in cui l'uomo è giusto un insieme di cellule ed organi da bombardare con la chimica.

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Psicofarmaci agli Psichiatri




Primo, non Curare chi è Normale - Libro


Contro l'invenzione delle malattie - La ribellione di uno Psichiatra contro l'eccesso di diagnosi, il DMS-5, Big Pharma e la medicalizzazione della normalità


5 commenti:

  1. Lavoro come amministrativo in una azienda sanitaria e confesso che la maggior parte dei psichiatri con cui ho a che fare (se non tutti) presenta una sintomatologia accentuata caratterizzata da lentezza nei movimenti e nella risposta e dialogo rallentato.
    Ho il sospetto che questi dottoroni oltre a prescrivere quintalate di farmaci ai poveri umani che finiscono sotto le loro "cure" ne facciano un abbondante uso personale.

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  2. Questo articolo può determinare danni enormi in quanti non sanno discernere. Sono forte di un'esperienza importante in famiglia. Solo con l'aiuto dei farmaci abbiamo definitivamente risolto una situazione assai complicata, dopo aver per lunghi anni inutilmante ingrassato gli psicologi di denari e il paziente di chiacchiere. Facciamo attenzione a ciò che si pubblica!

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  3. Al 2° anonimo: era un problema fisiologico che comportava di conseguenza, di riflesso, problemi mentali? Te lo chiedo xkè è l'unico ambito in cui la psichiatria, come descritta sopra, ha avuto dei risultati. Frankpro

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  4. Rispondo al secondo post.
    Mio padre soffriva da molti anni di episodi di depressione più o meno
    gravi.Ha cambiato innumerevoli psichiatri e preso decine di medicinali diversi senza mai risolvere problema.Al inizio di questo anno ha avuto un grave episodio di depressione.La sua psichiatra ha ''risolto'' prescrivendoli 5 antidepressivi da prendere insieme.Non sono un medico quindi non mi esprimo sul ''cocktail'' di farmaci.Fatto sta che mio padre si è tolto la vita a febbraio.Successivamente ho scoperto che due dei 5 farmaci attualmente sono sotto indagine.Avrebbero effetti collaterali che possono indurre al suicidio.E questo la medicina moderna?E questa la soluzione?Non lo so.Non voglio screditare la psichiatria.Voglio solo dirvi di non fidarvi ciecamente di loro.Cercate anche altre soluzioni.State più vicini ai vostri cari affetti da depressione.Io vivo con la sensazione che potevo fare di più per mio padre.E questa sensazione me la porterò dentro per sempre.
    E si sono d'accordo con te.Facciamo attenzione a ciò che si pubblica.

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  5. Ringrazio chi ha postato un commento: l'articolo di cui sopra però è stato scritto, in realtà, da ben altro pensatore.. che la mia modestissima persona, io mi sono limitato a riscriverlo appena appena, aggiungendo solo qualche piccolo contrappunto umoristico. Ma il 99% dei contenuti sono quelli, gli originali. Giudicate da voi l'utilità del contributo, il nostro vuol essere uno spunto x approfondire la realtà e farsi qualche buona domanda.Frankpro

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