31 dicembre 2013

Augurio di Capodanno (Rientrare in Matrix?)

Cypher, Matrix, bistecca, pillola bludi J. Rappoport
Traduzione di Anticorpi.info

Negli ultimi anni milioni (miliardi?) di individui nel mondo stanno riuscendo a vedere le menzogne ​​dietro le versioni ufficiali, le storie di copertura, le cospirazioni. Gente che sta attraversando il ponte, per così dire, per vedere cosa c'è dall'altra parte.

La domanda è: una volta attraversato il ponte tali persone restano fuori da Matrix, oppure tornano indietro per riappropriarsi dello status di cittadini dalle percezioni attenuate?

Tornare indietro può essere conveniente perché la persona a) manterrebbe la sua posizione di 'persona normale', mentre b) continuerebbe a vedere l'enorme inganno.

Tuttavia nel lungo periodo conciliare le due cose diventa impossibile, ed ecco che la scelta di tornare indietro finisce per innescare una sorta di controllo mentale auto-indotto. In altre parole la persona risvegliata assume la decisione di riaddormentarsi; si rieduca ad accettare nuovamente tutte le bugie alle quali aveva smesso di credere.

Si 'ricongiunge alla chiesa' che aveva sconfessato. E lo fa con gran fervore.

Non molto tempo fa ho avuto una conversazione con un professore universitario che mi ha descritto nel dettaglio il suo viaggio fuori e dentro la Matrix:

"Dopo circa dieci anni trascorsi ad insegnare mi resi conto che stavo impartendo ai miei studenti tutta una serie di concetti terribilmente falsi. Così ho cominciato a esporre le falsità nelle mie classi. 
"Tutto ciò ha condotto in breve tempo ad uno scontro con i funzionari della mia scuola. Ho realizzato che non mi avrebbero consentito di proseguire con quelle modalità, quindi mi sono ritrovato a dover prendere una decisione.
"Infine ho tenuto il posto. Sono tornato a raccontarmi che tutte quelle menzogne fossero vere. Il processo è stato ... si potrebbe definire come una sorta di lavaggio del cervello auto-somministrato.
"Non sono certo fiero di ciò che ho fatto. Ma questo è ciò che ho fatto ... "

Il professore ha inoltre ammesso di conoscere un certo numero di altri cattedratici che hanno percorso la sua stessa strada. Anch'essi non sono orgogliosi della cosa, ma l'hanno fatto.

Oggi nella nostra società, nella nostra cultura, l'altalena fa avanti e indietro. Le persone intravedono la verità e poi si affrettano a negare le sue implicazioni. In taluni casi esse stesse lavorano per i poteri che sono parte del problema, per agenzie governative, in campo militare o di pubblica sicurezza. Insomma si trovano in una situazione ambigua, di stallo.

E' proprio il fatto che in così tanti oggi riescano a vedere la menzogna che motiva il nascente stato di controllo totale; motiva la crescente importanza politica guadagnata dagli psichiatri, e la propaganda inaudita sulla dipendenza dal governo.

L'intenzione è creare cittadini obbedienti, non certo persone libere correndo il 'rischio' che vedano la verità. La televisione naturalmente gioca un ruolo centrale in questo sforzo, grazie a ciò che qualcuno ha la faccia tosta di definire 'informazione', e alla infinita proliferazione delle serie poliziesche e dello sport, tutta roba che soddisfa il desiderio di risultati ben definiti:

Il bene trionfa sul male. I buoni arrestano i cattivi (v. correlati) Una squadra vince, l'altra perde. E' chiaro. Semplice. Con poche eccezioni, in genere le cose si risolvono nel modo preventivato. Se l'eroe immaginario sta lottando contro l'establishment, alla fine si scopre che in effetti il marciume non proveniva dal sistema intero ma da un isolato individuo 'canaglia' appartenente al sistema. Così il pubblico televisivo può dormire sonni tranquilli. E' tutto a posto. Adesso fai la nanna. Le autorità vegliano su di te come angioletti.

Le persone che si trovano in una situazione di stallo, di solito tendono a considerare la ritirata come l'opzione migliore. Giunti fuori da Matrix cercano qualche appiglio che permetta loro di vivere in quel nuovo status di risvegliati, ma non trovandolo si fanno prendere dal panico e optano per la ritirata e la vecchia sicurezza.

Tuttavia, il disagio e la crisi morale non si dissolvono. Restano.

Siamo stati indotti a credere che se qualcosa non va, debba automaticamente esistere una soluzione prevista, prescritta; in caso contrario, vuol dire che quel qualcosa non sia dopotutto così sbagliato. Questa è una grande bugia, ed è una parte importante del controllo mentale. Accade perché gli organismi ufficiali non fanno altro che parlare di problemi noti e soluzioni prescritte. Essi inspirano ed espirano soluzioni ogni giorno.

Accrescere il divario tra ricchi e poveri è un'altra nota strategia ben consolidata per costringere la gente a restare connessa al sistema. Tutti quelli che sopravvivono sul confine tra benessere e povertà, pur di non perdere quel poco che hanno, si guardano dall'uscire allo scoperto e sostenere con convinzione chi denuncia la cospirazione.

Tutto ciò rende ancora più insolita e impressionante questa ondata di ricerca anti-sistemica che giorno dopo giorno cresce esponenzialmente. Significa che la gente si è stufata dello status quo e delle menzogne ufficiali con cui si tenta di proteggerlo.

Una volta - parlo di 30 anni fa - il modo migliore di passarsi informazioni alternative era registrare su nastro, moltiplicare e distribuire. Fortunatamente quel tempo è passato. Ora migliaia e migliaia di ricercatori ogni giorno sono letti, visti e ascoltati online.

E' vero, ci sono alcuni giorni in cui le cose appaiono nere. Ma la verità è che stiamo vincendo. Continuate così. Trovate la forza ed il modo di attraversare quel ponte, e poi combattete per restare dalla parte della verità. Nessuno sostiene che sia facile; dovrete combattere ogni giorno la tentazione di ricadere in trance.

Ma è più forte il desiderio intrinseco di vedere lo cose come sono realmente. E' forte. E'avvincente. E' reale.

Alcuni anni fa, un amico pittore mi ha inviato il seguente pensiero, le cui implicazioni sono universali:

"Ero molto combattuto. Sapevo che il genere di lavori che volevo fare non mi avrebbero dato da campare bene. Sapevo che per diventare qualcuno avrei dovuto compiacere il sistema (v. correlati). Ma poi riflettei su una cosa: come mi sentirei se dopo essermi venduto alla cultura dominante non riuscissi a farmi un nome e una posizione? A quel punto avrei perso sia la coscienza che la gloria... ironia finale. Insomma, se alla fine dei miei giorni saprò di essere andato per la mia strada e aver fatto ciò che sentivo di dover fare, potrò comunque ripensare alla mia esistenza con orgoglio. Non mi piacerebbe l'idea di andare a letto ogni sera chiedendomi che cosa diavolo ho fatto."

Questo spirito è difficile da ignorare ed è indistruttibile nel lungo periodo. Continua a tornare a galla come un sogno che è più reale della realtà stessa.

buonadisconnessione2014

Articolo pubblicato sul blog di Jon Rappoport
Link diretto:
http://jonrappoport.wordpress.com/2013/12/18/hope-in-the-holiday-season/

Traduzione a cura di Anticorpi.info

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Il Risveglio del Leone

6 commenti:

  1. Il fatto è che vedere le menzogne, le storie di copertura oltre quelle ufficiali, le manipolazioni non significa affatto essere fuori da Matrix. Anche questo fa ancora parte del sistema, solo come livello di maggiore complessità, perciò non ci si può certo definire liberi solo perchè si individuano certe connessioni anzi sotto certi aspetti potrebbe perfino essere un modo per rimanervi ulteriormente prigionieri. Naturalmente è importante che ci si renda conto di certe falsità menzogne e manipolazioni ma non lo si può considerare affatto un passo definitivo.
    Vorrei poi evidenziare come qualsiasi conquista di comprensione interiore non avvenga mai, o quasi mai, in una volta, perciò è abbastanza normale che ci sia una sorta di elasticità nell'acquisire un nuovo modello di pensiero e di comportamento, come un tira e molla, un passo avanti e mezzo indietro finché tutto il residuo viene processato, ed allora ecco che si lascia il vecchio modo di vedere per entrare nel nuovo, purché naturalmente lo si voglia veramente!
    Ele

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  2. ele, trovarsi fuori da matrix è molto più che vedere le storie di copertura e congiungere i puntini. il tuo esempio si addice a quelli che l'autore colloca in una situazione di stallo, cioè che sono svegli ma preferiscono non percorrere la strada fino alle sue implicazioni più estreme, profonde e morali, per paura, egoismo o incoscienza. chi è realmente fuori sacrifica molte cose per restarci, oltre a doversi confrontare con una 'nuova, desertica realtà'. molto avara di svaghi e punti di riferimento, perché una volta che sei fuori, purtroppo (o per fortuna) smetti di vedere le cose per come è stato previsto. tutto ciò può essere molto frustrante e condurre all'isolamento dalla 'tribù'. insomma uscire fuori da matrix dona ben poche soddisfazioni, se si escludono quelle di ordine morale (si nega al sistema la propria connivenza) e di tutela della propria dignità.
    ultima considerazione personale: il sistema è connaturato a questa realtà materiale, dato che l'assolvimento dei nostri bisogni biologici e del compito per cui siamo stati creati (operare), non può che comportare l'insorgenza di un 'sistema'; non credo si possa prescindere da questa egregora'. il problema sorge con la centralizzazione del potere mediatico, politico ed economico, dato che si accresce di parecchio il rischio che poche persone, magari bruciate di cervello, acquisiscano un ascendente enorme sulle vite di miliardi di persone, imo
    ciao
    viator

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  3. Admin hai perfettamente ragione!!!

    Quando si è fuori dalla matrix, la sensazione predominante è che sei inevitabilmente "solo" ed "isolato".

    Una volta che sei "scollegato" non puoi più fare le stesse cose che facevi prima, perchè sai che si trattava di consuetudini e comportamenti dettati dalla profonda manipolazione che l'establishment esercitava su di te.

    Io ne so qualcosa, e da quando ho cominciato a realizzare dei video per aprire le coscienze delle altre persone, non solo riesco ad inquadrare meglio certi accadimenti, ma mi rendo anche tristemente conto, che c'è ancora tanta gente che sta dormendo!!!!

    E sai qual'è la cosa che, nella situazione in cui mi trovo, a prima vista sembra più paradossale ?

    Che nonostante io sia disoccupato ed abbia grossi problemi economici, la cosa che più mi sta a cuore è aiutare le altre persone a "prendere coscienza".

    Ecco cosa significa stare fuori dalla matrix!!!!

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  4. Nella prima parte del mio precedente commento mi riferivo proprio a quello che c'è scritto nell'articolo. "Attraversare il ponte" nel senso in cui viene descritto non significa affatto, come normalmene viene inteso, "essere fuori da Matrix"; per cui "rientrarci" non si pone come scelta, perché di fatto non se ne è mai usciti, si è solo creduto di farlo. Il "vedere le menzogne ​​dietro le versioni ufficiali, le storie di copertura, le cospirazioni" e tutto il resto che viene per l'appunto delineato costituisce solo eventualmente un primo timidissimo passo, non certo una risoluzione liberatoria finale.
    La seconda parte del mio commento invece ha a che fare con un comportamento più generale nelle fasi in cui si desidera modificare il proprio "modo di funzionare" in senso più consapevole, quindi in parte era fuori luogo in questo contesto.
    Concordo sulla solitudine, ma non è certo un sacrificio bensì una specie di necessaria funzione, al nostro attuale livello di civiltà.
    Ele

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  5. ele, concordo sul fatto che non si ponga come scelta, ma in un altro senso. non si pone perché una volta che si è *realmente* fuori è impossibile rientrare, anche volendo. scatta qualcosa... il ponte ti si brucia alle spalle... e qui mi ricollego alla tua osservazione. tu ti riferisci a matrix come ad un sistema sociale, politico, economico, eccetera. tutte cose che purtroppo non cambieranno mai, a prescindere dai bei discorsi e dai buoni propositi delle anime candide. sono aspetti connaturati alla natura umana e all'esigenza materiale di mettere 'ordine' che conduce ad una egregora denominabile: sistema, la quale al giorno d'oggi è particolarmente insopportabile per colpa della tecnica e della scienza. per come la vedo io matrix è uno stato mentale; uno stato di ipnosi, per essere più precisi. una volta venuta meno l'ipnosi, ecco che ci si trova in una realtà desertica, dove nulla ha molto senso, tutto è 'fuffa' e inconsapevole scimmiottamento di modelli preallestiti. hai presente? anche in merito alla solitudine, il problema imo non è sociale ma psicologico. è una solitudine psicologica, in quanto oltre a venir meno il piacere e la partecipazione verso tutto ciò che il sistema allestisce per perpetuare l'ipnosi, sedare, distrarre, viene meno anche la simpatia (chiamiamola così) verso la quasi totalità della gente ancora succube dell'illusione. il solo modo di curare questa solitudine sarebbe trovare persone che si trovino allo stesso livello di libertà intellettuale e consapevolezza, e con esse chiudere il cerchio, e ritornare ad una vita semplice, forse anche pallosa per certi versi, ma dignitosa. molto difficile.
    ciao

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  6. @ roberto ... sei un grande, continua così!!!

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