21 dicembre 2013

Babbo Natale: Storia e Simbolismo Occulto di Santa Claus - 1

Babbo Natale, ritrattoIntro - Viator

Alle volte uno si trova a fare cose che non avrebbe mai immaginato; io ad esempio ho appena tradotto un saggio su Babbo Natale. Com'è successo? Vi spiego. Anch'io da piccolo sono stato un irriducibile fan del panciuto dispensatore di doni dalla barba bianca. Una figura bonaria e gioiosa, specie per un bambinetto nato nel sistema. Che bello! Descrivevi sulla letterina il dono voluto, ed ecco che quel dato giorno il regalo si materializzava sotto l'albero!

Con gli anni naturalmente finisci per cogliere il lato commerciale del personaggio di Babbo Natale, e forse prendi anche coscienza dell'espediente con cui gli sciacalli del marketing hanno persuaso la gente che in talune circostanze sia buon augurio scambiarsi oggetti inutili. Anche in occasione della festa che dalle nostre parti meno dovrebbe rispecchiare la mentalità materialistica, i riflettori sono stati puntati sulla forma, l'estetica, l'effimero, il venale.

Ad ogni modo, afferrate le implicazioni ludiche e commerciali di Babbo Natale, una volta cresciuti di solito non ci si preoccupa di ricercare altre possibili interpretazioni della sua presenza costante sotto forma di icona abusata dalla cultura dominante. Insomma, è Babbo Natale!

Solo da poco da parte mia ho iniziato a chiedermi come mai sotto Natale in televisione, al cinema, negli spot e perfino negli addobbi siano quasi del tutto cessati i riferimenti al mito della natività, e a quella storia che ha affascinato bambini di ogni generazione (v. correlati). Babbo Natale, i regali, l'abete, i dolciumi tipici e le corna delle renne ormai in larga parte hanno monopolizzato il Natale. Il che è come se a Capodanno ci si desse a commemorare l'unità d'Italia.

Mah ... sarà per esigenze di equiparazione dei culti in stile globalista, mi sono risposto. Come la storia dei crocefissi nelle scuole; sarà irriguardoso nei confronti dei cittadini non cristiani. Ho ripensato alle molte rivisitazioni del Natale in chiave astrologica salite ultimamente alla ribalta sulla scia di film come Zeitgeist. Ho scoperto che nei negozi sono in aumento le vendite dei 'villaggi d Babbo Natale' al posto dei tradizionali presepi e vanno sempre più di moda i pupazzetti dei vip mediatici per trasformare gli ultimi presepi in circolazione in un mini-set di X-Factor.

Infine ho concluso che tra le teorie sfornate da occultisti ed esoteristi, usanze improprie tipo giocare d'azzardo, abeti addobbati simili a simboli massonici e nuove icone come quella descritta in questo articolo, per molti il Natale si è trasformato in una specie di amorfa festività ludica orfana dei suoi connotati essenziali. Così come l'Epifania, nota oggi come Befana. E' uno degli sport più praticati dai burattinai: consiste nel prendere un elemento culturale, sociale o politico, svuotarlo di ogni significato badando bene a non sopprimerlo, e rimetterlo in circolazione per esigenze sceniche.

A quel punto mi è tornato in mente Cesare.

Un anno fa per addobbare il blog usammo una clip art raffigurante Babbo Natale, e ricevemmo la mail di un lettore di nome Cesare, che ci fece notare che il personaggio non era per niente ciò che credevamo. Dopo uno scambio di vedute mi ripromisi di approfondire il tema e ricavarne un post per l'anno successivo.

Ed eccomi qua. In effetti l'argomento aveva qualcosa di interessante da offrire.
Lo so, fa strano parlar male del panciuto dispensatore di doni, specie proponendo il saggio di uno studioso cattolico col pallino della dietrologia e il dente avvelenato. Però forse per tutti noi sta arrivando il momento di riavvolgere il nastro e restituire al mittente un pò della sua fuffa di cartapesta. Tradizioni, identità, memoria sono un patrimonio inestimabile per la gente comune, punti di riferimento nei momenti bui, perché sono il coronamento di secoli di esperienza poco contaminata da poteri occulti e ingegneria sociale; perché ad essi sono invisibilmente connesse la forza e le virtù dei popoli, e perché è evidente che ormai da tempo siano in circolazione enti etero-fobici che si danno da fare per soffocare dolcemente l'identità di nazioni ed individui.

Ultimo inciso: simbolismo occulto, anagrammi, risonanze cognitive, ai più danno l'idea di trascurabili amenità, ma per qualcun altro sembrano rivestire una gran rilevanza. In altre parole l'importante in questo contesto non è ciò che crediamo noialtri, ma ciò che dimostra di credere chi detiene il controllo della cultura dominante.

Buona lettura e buon Natale a tutti :)

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del dr. T. Watkins
Sintesi e traduzione di Anticorpi.info
Prima parte.

Da dove proviene Babbo Natale? (da adesso Santa Claus - n.d.t.)

San Nicola, iconaCOSI' SI NARRA ...

Secondo la leggenda, il personaggio reale che ha ispirato Santa Claus sarebbe stato un vescovo cattolico vissuto nel IV secolo: San Nicola. Il culto di San Nicola fu in assoluto uno dei più diffusi movimenti religiosi di ogni epoca. Secondo Charles W. Jones (medievalista americano del secolo scorso -n.d.t.): 'prima della Riforma, San Nicola era il più amato dei santi non biblici della cristianità (...) prima dell'anno 1500 erano 2.137 le dediche ecclesiastiche attribuite a San Nicola, tra Francia, Germania e Paesi Bassi'
C.W. Jones, Knickerbocker Santa Claus - Historical Soc. Quarterly, 1954, Vol. 28 nr. 4, p. 357

Il popolare libro The Christmas Almanack, afferma che: "Nell'Alto Medioevo San Nicola fu probabilmente la figura più invocata nelle preghiere cristiane ad eccezione della Vergine Maria e di Cristo stesso"
Del Re, Gerard e Patricia. The Christmas Almanack. Random House, 2004, p 131

Il misterioso San Nicola è circondato da una aura di miracolosità e leggenda. Tra le leggende più popolari che lo riguardano vi è quella secondo cui un giorno salvò tre povere ragazze destinate alla prostituzione. Queste ragazze non possedevano alcuna dote per potersi sposare. San Nicola le salvò da una vita di vergogna, fornendo loro le doti in oro, così che avessero potuto sposarsi.

Un altro miracolo ascritto a San Nicola riguarda tre giovani ragazzi sadicamente uccisi da un oste malvagio, fatti a pezzi e conservati in fusti di salamoia con l'intento cannibale di alimentare con la loro carne gli ignari avventori. San Nicola ricompose i loro corpi mutilati e li resuscitò.

Inoltre, esattamente come Babbo Natale, San Nicola era solito elargire doni ai bambini poveri, da cui la sua venerazione nelle vesti di santo patrono dei bambini. Durante il Medioevo, centinaia di giochi e dipinti ripetevano fino allo inverosimile le gesta di San Nicola.

Verso la metà del 17° secolo in Olanda nacque ufficialmente il mito di Sinter Klaas. I bambini olandesi iniziarono la tradizione di appendere le loro calze al caminetto la sera del 5 dicembre per celebrare la memoria del vescovo San Nicola. La mattina seguente i bambini trovavano regali e leccornie nelle calze, lasciati durante la notte da Sinter Klaas, che come l'attuale Santa Claus entrava attraverso il camino.

Nota: In lingua olandese San Nicola si dice 'Sint Nikolass,' poi ridotto a 'Sinter Klaas', di cui Santa Claus è la forma anglicizzata.

La prossima tappa del nostro viaggio nella storia ufficiale di Santa Claus ci conduce nel 1626, nel Nuovo Mondo chiamato America. In cerca del 'sogno americano', i coloni olandesi salparono dai Paesi Bassi e sbarcarono nelle Americhe, dove edificarono la loro prima colonia, che denominarono New Amsterdam (oggi New York), importandovi le loro usanze, tra cui l'amato Sinter Klaas.

Nel mese di dicembre del 1809 il saggista americano Washington Irving pubblicò una satira popolare della fondazione di New York intitolato A Knickerbocker History of New York. Più di qualsiasi altro elemento sembra essere stata proprio l'opera di Irving a creare il moderno personaggio di Santa Claus. Furono i seguenti passi ad inaugurare ufficialmente l'ingresso di Santa nella cultura di massa.
"E il saggio Oloffe fece un sogno in cui il buon San Nicola giunse su un carro a cavallo da sopra le cime degli alberi, lo stesso carro con cui porta i suoi doni annuali ai bambini. (...) San Nicola fumava la pipa, si girò il nastro del cappello e si posò un dito accanto al naso, poi rimontò sul suo carro e scomparve nuovamente oltre le cime degli alberi."
W. Irving - A Knickerbocker History of New York - F. Ungar Publishing, 1928, p. 50 
"In quei primi tempi fu istituita una pia cerimonia ancora religiosamente osservata in ogni anticha famiglia della nostra cultura, di appendere una calza sul camino la notte di San Nicola, così che la calza al mattino possa ritrovarsi miracolosamente riempita dei doni portati dal buon San Nicola, soprattutto per i bambini."
W. Irving - A Knickerbocker History of New York - F. Ungar Publishing, 1928, p. 68
Spostiamoci nel 1822, anno in cui un professore di teologia di New York di nome Clement Clarke Moore, ispirato dal ritratto di San Nicola descritto nel popolare libro di Irving, scrisse come regalo di Natale per i propri figli una poesia intitolata: A Visit from St. Nicholas. Il dottor Moore non aveva alcuna intenzione di pubblicare l'opera, tuttavia nel 1823 un suo amico decise di proporla in forma anonima al giornale Troy Sentinel. Ebbene, caso volle che la poesia di Moore fu pubblicata e diventò così popolare da innescare la diffusione a macchia d'olio del mito di Santa Claus. Santa cominciò a volare attraverso l'intera America, e alla poesia del dottor Moore fu poi dato il ben più noto titolo: The Night Before Christmas.

Babbo Natale, primo disegnoGli ultimi ritocchi al personaggio di Santa Claus furono dati nel 1863 dalla matita del vignettista Thomas Nast, che disegnò molte versioni di Santa sul Weekly Harper. Andò così che al mondo intero fu ufficialmente presentato l'aspetto di Santa Claus. Il primo modello di Nast era una sorta di nano corpulento coperto da una folta pelliccia grigia; piuttosto diverso dalla versione colorata e allegra che i decenni (e la Coca Cola - n.d.t.) ridisegnarono, fino ad oggi.

Molto bene. Ora applichiamo la lente di ingrandimento sulla storia appena raccontata.

INCONGRUENZE

E' MAI ESISTITO?
La prima stranezza degna di nota nella saga di Santa Claus è dovuta ai dubbi circa la reale esistenza del vescovo San Nicola. In realtà abbiamo ben poche prove che sia mai esistito realmente.

"L'esistenza di San Nicola non è attestata da alcun documento storico, dunque non si conoscono dati certi sulla sua figura, eccetto che forse fu vescovo di Myra nel IV secolo."
Enciclopedia Britannica - 99

"San Nicola (4° sec.), prelato cristiano, patrono della Russia, per tradizione associato alle celebrazioni natalizie. Gli episodi della sua vita sono confusi e storicamente non confermati."
Enciclopedia Microsoft Encharta - 99

"Purtroppo si conosce ben poco circa il vero San Nicola. Innumerevoli leggende si sono sviluppate intorno a questo santo molto popolare, ma le testimonianze storiche sono esigue."
G. e P. Del Re, The Christmas Almanack. Random House, 2004, p 130

Nel 1969 il Vaticano si dissociò ufficialmente dalla leggenda di San Nicola. Nonostante sia tra i più popolari e venerati santi del cattolicesimo romano, Papa Paolo VI decretò la rimozione della festa di San Nicola dal calendario romano cattolico, unitamente a quella di altri 40 santi, a causa dell'assenza di prove certe in merito alla loro esistenza."

"Data la scarsa documentazione reperibile sulla vita del santo, Papa Paolo VI dispose che la festa di San Nicola fosse cassata dal calendario ufficiale cattolico romano nel 1969."
Enciclopedia Microsoft Encharta - 99

IMPORTATO DAGLI OLANDESI?
La seconda stranezza nella storia ufficiale del mito di Santa Claus riguarda la storia di Irving, in cui l'autore sosteneva che furono i primi olandesi ad importare in America la leggenda di Sinter Klaas. Infatti si tratta di una informazione storicamente falsa.

Nel 1954 l'eminente storiografo di San Nicola, Charles W. Jones, pubblicò sul New York Historical Society Quarterly una inconfutabile smentita della versione di Irving. Dimostrò che i primi coloni olandesi di New Amsterdam appartenessero alla Riforma olandese, la quale ritiene eretica la venerazione di tutti santi, ma in modo particolare quella di San Nicola. Jones produsse documenti di prima mano appartenuti ai primi coloni olandesi in cui sono indicate delle vere e proprie leggi le quali vietavano espressamente ogni celebrazione di San Nicola. Jones aggiunse che "non vi è alcun elemento che alimenti l'idea che si usasse disattendere quelle leggi."

"E - per la precisione - Santa Claus non è un nome mutuato dalla lingua olandese. L'espressione fu coniata molto prima in Svizzera ed in Germania meridionale."
C. Jones, Knickerbocker Santa Claus - The New-York Historical Society Quarterly - ottobre 1954, Volume Four XXXVIII, pag. 366

SAN NICOLA E' SANTA CLAUS?
Ma c'è un'altra stranezza in questa storia. Molti elementi inducono a sospettare che non sussista alcun reale collegamento tra San Nicola a Santa Claus. Nessuno. Zero. Zip. Nada. Ogni mitologo serio ve ne darà conferma. Vado a riportare di seguito alcune fonti, tra le decine registrate:

"Anni di ricerca hanno confermato la fondatezza del dubbio iniziale: Babbo Natale è una americanizzazione, va bene, ma non di un santo cattolico (...) Nonostante un secolo di ripetizione, questa storia è semplicemente una bufala."
P. Siefker, Santa Claus, Last of the Wild Men: The Origins and Evolution of Saint Nicholas McFarland & Company, Inc., 1997, pag. 57

"Il dilemma fu risolto trasferendo a Natale la tradizionale 'visita' del 5 Dicembre che gli olandesi ricevevano dal personaggio di Sinter Klaas, e introducendo un cambiamento radicale nella sua figura. Non fu una cosa lieve; l'antico santo fu del tutto sostituito da un nuovo personaggio. Santa Claus non ha nulla a che vedere con il santo cristiano di cui ancora porta il nome."
F. Weiser, Handbook of Christian Feasts and Customs - Brace & World, Inc., 1952, p 114

"Sebbene nel 17° secolo gli olandesi importarono nel Nuovo Mondo il personaggio di Sinta Claes [sic], Santa Claus non nacque prima del 19° secolo e fu una creazione del tutto americana, non olandese."
G. e P. Del Re, The Christmas Almanack. Random House, 2004, p 136-141

Altro ostacolo non da poco nella equiparazione di San Nicola a Santa Claus è la data della ricorrenza: la visita commemorativa di San Nicola si è sempre celebrata il 6 dicembre (data fittizia della sua morte), non il 25 dicembre. Ancora oggi il giorno di San Nicola e Sinter Klaas è celebrato il 6 dicembre. Piuttosto strano.

DA DOVE E' SPUNTATO SANTA CLAUS?

ANALOGIE CON THOR
Quasi tutti i ricercatori concordano che il personaggio di Santa Claus sia stato mutuato dalla mitologia norrena (scandinava).

"Sinterklaas fu adottato dai paesi di lingua inglese con il nome di Santa Claus ed il mito di un anziano uomo gentile fu unita con alcune fiabe nordiche incentrate su un mago che punisce i bambini cattivi e premia con dei doni quelli buoni."
Enciclopedia Britannica - 99

"Alcuni ricercatori associano Santa Claus al dio norreno Odino o Wotan, divinità che solca il cielo in groppa ad un cavallo bianco ad otto zampe di nome Sleipnir (il carro di Santa Claus originariamente era trainato da otto renne). Odino vive nel Valhalla (al Nord) e ha una lunga barba bianca. Odino vola attraverso il cielo durante il solstizio d'inverno (21-25 Dicembre) per premiare i bambini buoni e punire i bambini cattivi."
R. Crichton, Who is Santa Claus? The Truth Behind a Living Legend - Bath Press, 1987, p. 55-56

La mitologa di fine '800 Helene Adeline Guerber presenta invece argomentazioni convincenti in merito alle analogie tra Santa Claus e la divinità nordica Thor.

"Thor è il dio della gente comune. Era rappresentato come un uomo anziano, gioviale e amichevole, di corporatura pesante, con una lunga barba bianca. Il suo elemento è il fuoco, il suo colore il rosso. I rombi dei tuoni si diceva fossero causati dal rumore del suo carro. Thor è inoltre l'unico dio che non cavalchi un cavallo, infatti viaggia su un carro trainato da due capre bianche (Cracker e Gnasher). Thor vive nelle Terre del Nord dove possiede un palazzo tra gli iceberg . Era considerato un dio allegro e cordiale, bonario e protettivo nei confronti degli esseri umani. Inoltre la tradizione vuole che il camino sia particolarmente sacro per lui, in quanto può visitare le genti scendendo dal camino attraverso il suo elemento, cioè il fuoco."
H.A. Guerber, Myths of Northern Lands - American Book Company, 1895, p 61

Le analogie tra Thor e Santa Claus sono troppo evidenti per essere ignorate.
  • Un uomo anziano, gioviale e cordiale, di corporatura pesante.
  • Con una lunga barba bianca.
  • Il suo elemento è il fuoco e il suo colore il rosso.
  • Guida un carro trainato da due capre bianche, chiamate Cracker e Gnasher. 
  • Era considerato il dio Yule (Yule è il periodo del Natale).
  • Vive nelle Terre del Nord (Polo Nord).
  • Era considerato un dio allegro e cordiale, benevolo verso gli esseri umani.
  • Il camino era uno dei suoi oggetti sacri.
  • Scendeva dal camino attraverso il suo elemento, cioè il fuoco.
  • Ancora oggi in Svezia Thor rappresenta Santa Claus.

"I bambini svedesi attendono con ansia Jultomten, gnomo che viaggia su una slitta trainata dal Julbocker, cioè le capre del dio del tuono Thor. Con tuta e berretto di colore rosso ed un sacco sulla schiena, è molto simile all'americano Santa Claus."
E. Barth, Holly, Reindeer, and Colored Lights, The Story of the Christmas Symbols - Clarion Books, 1971, pag 49

Thor è probabilmente il più celebre e venerato dio pagano della storia. La sua diffusa influenza è evidente nel quinto giorno della settimana: Thursday (aka il giorno di Thor).

E' ironico che il simbolo di Thor sia un martello, dal momento che il martello è anche lo strumento simbolico del falegname Santa Claus. Vale anche la pena ricordare che gli aiutanti di Thor erano elfi esattamente come gli assistenti di Santa Claus. Gli elfi di Thor erano abili artigiani e furono loro a creare il martello magico di Thor.

"Santa Claus corrisponde in realtà al dio germanico pagano Thor".
F.Weiser, Handbook of Christian Feasts and Customs - Harcourt, Brace & World, 1952, p 113

Dopo aver elencato alcune delle caratteristiche che accomunano Thor e Santa, Weiser conclude:

"(...) Con il santo cristiano di cui porta il nome - tuttavia - Santa Claus non ha proprio niente da spartire."
F.Weiser, Handbook of Christian Feasts and Customs - Harcourt, Brace & World, 1952, p 114

Un'altra caratteristica interessante di Thor viene registrata da HR Ellis Davidson:

"Era proprio Thor, negli ultimi giorni del paganesimo, il primo antagonista di Cristo.".
HRE Davidson, Scandinavian Mythology - Peter Bedrick Books, 1982, p. 133

Sbaglio, o 'antagonista' significa nemico, avversario o contendente? Uhm...

L'AIUTANTE OSCURO
Knecht Rupprecht
Proseguiamo. Esiste un elemento poco noto di San Nicola che la tradizione ha stranamente cancellato. Secondo la leggenda per gran parte della propria esistenza San Nicola (Sinter Klaas, Christkind) fu accompagnato da un insolito aiutante. Questo misterioso compagno aveva molti nomi e alias. Era conosciuto come Knecht Rupprecht, Pelznickle, Ru-Klas, Scuro, Tenebroso, Aiutante Oscuro, Aiutante Nero, Black Peter, Hans Trapp, Krampus, Grampus, Zwarte Piets, Furry Nicholas, Ruvid Nicholas, Julebuk ...

Benché il suo nome variasse in base al contesto culturale, il personaggio era sempre quello. Alcuni altri titoli ben noti attribuiti allo strano aiutante di San Nicola erano: demone, maligno, diavolo e Satana. Uno dei suoi compiti era quello di punire i bambini e "trascinarli allegramente all'inferno."

I seguenti riferimenti possono dimostrare che il 'diavolo' che affianca San Nicola è un fatto ben documentato. In ogni precursore di Santa Claus compare tale personaggio oscuro.

"E' il Christkind che porta i regali accompagnato da uno dei suoi compagni diabolici, Knecht Rupprecht, Pelznickle, Ru-Klas.
G. e P. Del Re, The Christmas Almanack. Random House, 2004, p. 70

"In molte zone della Germania, Hans Trapp è il demone che accompagna Christkind durante il gift-giving."
G. e P. Del Re, The Christmas Almanack. Random House, 2004, p. 75

"Nella tradizione della bassa Austria un demone di nome Krampus o Grampus, accompagna San Nicola il 6 dicembre."
G. e P. Del Re, The Christmas Almanack. Random House, 2004, p. 94

Come Santa Claus, Sinterklaas ed il suo aiutante Oscuro entrano dal camino."
T. Van Renterghem, When Santa Was a Shaman - Llewellyn Publications, 1995, p 102

"Ruprecht interpreta il ruolo di spauracchio; un nero, peloso, cannibale incubo cornuto, armato di bastone. Impersona il male assoluto, l'orrore finale che potrebbe accanirsi sui bambini negligenti."
P. Siefker, Santa Claus, Last of the Wild Men: The Origins and Evolution of Saint Nicholas - McFarland & Company, Inc., 1997, p 155

Lo storico del Natale M. Clement asserisce che "nessuna spiegazione soddisfacente è stata ancora fornita circa le origini di questi demoni e diavoli che nella leggenda appaiono in abbinamento a San Nicola."
Miles Clement, Christmas in Ritual and Tradition Christian and Pagan - Frederick A. Stokes Company, 1912, p 232


UN SECONDO MODELLO?
Torniamo alla nostra indagine.

Abbiamo visto come - stranamente - Santa Claus e San Nicola appaiano a tutti gli effetti come personaggi differenti. Santa Claus ha una lunga barba bianca ispida, è vestito di pelliccia ed è molto corpulento, per non dire obeso. Ogni iconografia classica ritrae invece San Nicola come un uomo alto, sottile, con barba bianca corta e ben vestito in abiti clericali. Insomma, sono diversi.

"Se può esistere qualche rassomiglianza dal punto di vista etimologico, bisogna dire che Santa Klaus e San Nicola sono del tutto diversi in ogni altro aspetto."
W. S. Walsh, The Story of Santa Klaus - Gale Research Company, 1970, p 54

Stranezza che diventa meno sorprendente quando si scopre che in determinate culture Santa Claus non è il vescovo San Nicola, bensì il suo Oscuro Aiutante...

"In alcuni vecchi giochi per bambini in Germania San Nicola è di per se l'Oscuro Aiutante, un diavolo che vuole punire i bambini, ma che viene fermato dall'intervento di Cristo."
T. Van Renterghem, When Santa Was a Shaman - Llewellyn Publications, 1995, p 105

"Black Pete fu il 'nonno' del nostro Santa Claus. Noto in Olanda con il nome di Zwarte Piet, questa versione tedesca del XVIII secolo somiglia ancora molto ai suoi precursori presenti nella cultura sciamanica: cornuto, rivestito di pelliccia, spaventoso e molto meno gentile con i bambini. Benché in effetti si tratti dello Aiutante Oscuro di San Nicola, in diverse culture le due figure sono state unificate. Questa figura ha spesso il nome di Nikolass o Klaus, ma ha l'aspetto del suo Aiutante Oscuro."
T. Van Renterghem, When Santa Was a Shaman - Llewellyn Publications, 1995, p 98

Sicché il vignettista Thomas Nast a cui viene attribuita la prima raffigurazione di Santa Claus non usò come modello la icona del vescovo San Nicola, ma la figura del suo Compagno Oscuro, il maligno Pelznickle.

"La prima apparizione del demone del Natale Knecht Rupprecht ebbe luogo in un gioco per bambini, nel 1668, e nel 1680 fu condannato dalla Chiesa cattolica romana come blasfemo. Nelle prime comunità olandesi della Pennsylvania era noto come Belsnickel. Altri nomi attribuiti allo stesso personaggio erano Pelznickle, Furry Nicholas, e Ru-Klas, cioè il Nicola rozzo. Leggendo questi nomi non è difficile intuire come esso non fosse considerato solo un compagno di San Nicola, ma un alter ego."
G. e P. Del Re, The Christmas Almanack. Random House, 2004, p. 93 - 94

"Quando fu assegnato a Thomas Nast il compito di disegnare il personaggio di Santa Claus, non avendo idea di che aspetto avesse, pensò di ritrarre il troll impellicciato che aveva conosciuto in Baviera, quando era bambino. Icona molto diversa da quella del Sinterklaas olandese, tradizionalmente raffigurato come un vescovo cattolico. Al posto di San Nicola Nast disegnò deliberatamente il suo aiutante: Black Pete (nome gergale che indica il diavolo in medievale olandese).
T. Van Renterghem, When Santa Was a Shaman - Llewellyn Publications, 1995, p 95 - 96

A proposito, sembra che San Nicola non fosse avvezzo a calarsi giù per i camini. Era il suo aiutate impellicciato, l'aiutante oscuro, che nella leggenda usava intrufolarsi nei camini. Uno dei motivi per cui il personaggio fu denominato l'Oscuro, o Black Peter, è proprio perché di solito era coperto dalla fuliggine dei suoi viaggi lungo le canne fumarie. Era l'aiutante oscuro che portava un sacco a tracolla e che distribuiva premi e punizioni per i bambini.

"Ai bambini [in Olanda] viene detto che Black Peter entra in casa attraverso il camino, elemento che motiva la sua faccia nera. Costui lascia un fascio di bastoni o una piccola borsa contenente sale al posto delle caramelle, quando il bambino è stato 'cattivo.'
Wikipedia (link)

Da notare che Black Peter, Pelze-Nicol, Knecht Rupprecht e tutti gli altri compagni di San Nicola, sono sempre stati apertamente identificati come il diavolo.

"Per gli olandesi medievali Black Peter era solo uno dei molti nomi del diavolo. La leggenda narra che da qualche parte lungo la strada, fosse stato soggiogato da San Nicola e obbligato a servirlo."
G. e P. Del Re, The Christmas Almanack. Random House, 2004, p. 44

"Insomma, sembra che in alcune parti d'Europa la Chiesa abbia inteso identificare San Nicola con il suo servo, prigioniero, incatenato Aiutante Oscuro, cioè Satana, simbolo di ogni male."
T. Van Renterghem, When Santa Was a Shaman - Llewellyn Publications, 1995, p 97

Come già accennato, uno dei compiti bizzarri assolti dall'aiutante oscuro di San Nicola era quello di 'trascinare allegramente i peccatori' all'inferno!

"Il mito narra che alla vigilia del 6 dicembre il cielo è attraversato da un cavallo bianco con in groppa un vecchio 'santo' barbuto dai capelli bianchi ammantato in un ampio mantello, e accompagnato dal suo schiavo, l'Aiutante oscuro. Tale riluttante servitore ha il compito di distribuire doni alle persone buone,  ma preferisce di gran lunga minacciarli con il suo bastone e a un cenno del padrone trascinare allegramente i peccatori in un luogo di sofferenza eterna."
T. Van Renterghem, When Santa Was a Shaman - Llewellyn Publications, 1995, p 111

Non vi sembra un po' strano che il popolare nomignolo di Santa Claus, 'Nick', sia comunemente utilizzato anche come nomignolo del 'diavolo'?

"Old Nick è un noto nomignolo anglofono del Diavolo. E' probabile che derivi dal termine olandese Nikken, cioè diavolo."
L.A. Shepard, Encyclopedia of Occultism and Parapsychology - Gale Research Inc. 1991, p 650

"Nick, il diavolo."
W. W. Skeat,  Concise Dictionary of English Etymology - Wordsworth Editions Ltd, 1993, p 304

"Oltre che Satana, il diavolo è anche chiamato Belzebù, Lucifero (...) e nel vernacolo inglese Old Nick."
Oxford English Dictionary

"Nick è uno dei nomi del diavolo più comuni in lingua tedesca, in cui Satana viene chiamato Old Nick."
P. Siefker, Santa Claus, Last of the Wild Men: The Origins and Evolution of Saint Nicholas - McFarland & Company, Inc., 1997, p 69

OH! OH! OH!
C'è poco spazio in questa sede per documentare a dovere l'influenza e l'ispirazione dei giochi medievali nella realizzazione del personaggio di Santa Claus, ma esaminiamo la nota esclamazione di Santa: "Oh! Oh! Oh!". La maggior parte delle persone non ha idea a cosa si rifaccia.

In The Drama Before Shakespeare, l'autore Frank Ireson descrive l'antico gioco di società: Miracle Play. La descrizione che traccia del personaggio del diavolo è quella di una maschera "ispida, pelosa", e fa notare che la sua esclamazione al momento della entrata in scena sia proprio "oh, oh, oh!"

"In questi giochi, l'entrata in scena del diavolo, nota come 'furia del diavolo' è contraddistinta dalla esclamazione "Oh! Oh! Oh!"
P. Siefker, Santa Claus, Last of the Wild Men: The Origins and Evolution of Saint Nicholas - McFarland & Company, Inc., 1997, p 69

La tripla esclamazione fu coniata nel corso del Basso Medioevo e ricalca il tormentone di un famoso vecchio gioco inglese chiamato Bomelio, come conferma il seguente estratto della regole del gioco stesso:

"Chi è arrivato? Ti scongiuro, spirito immondo, torna all'inferno! Oh! Oh! Oh! Il diavolo, il diavolo! Viene, viene, viene su di me" (...) 
R. Dodsley, Select Collection of Old English Plays, vol. VI. Progetto Gutenberg Ebook (link)

CONCLUSIONI PARZIALI

Il ricercatore Tony Renterghem chiude la sua pluriennale ricerca sulle origini di Santa Claus con la seguente affermazione:

"Posso solo concludere che il vero precursore del moderno Santa Claus altro non è che il mitologico Aiutante Oscuro, vaga reminiscenza dell'antico spirito sciamanico della natura Herne/Pan."
T. Van Renterghem, When Santa Was a Shaman - Llewellyn Publications, 1995, p 95

"Pan è uno dei nomi infernali di Satana."
A. LaVey, The Satanic Bible - Avon Books, Inc., 1969  p. 144

Dopo avere consultato decine di testi ed altro materiale per comporre questa indagine sulle origini di Santa Claus, il testo che si è rivelato di gran lunga il migliore e più approfondito è stato a mio parere Santa Claus, Last of the Wild Men: The Origins and Evolution of Saint Nicholas, scritto dal compianto collega Phyllis Siefker dell'Università del Kansas. Non è un libro per anime candide, ma una indagine seria, condotta con metodo scientifico, pubblicata dalla prestigiosa casa editrice McFarland, punto di riferimento di molti autori accademici. Da tenere presente che il testo non risente di alcun pregiudizio cattolico, in quanto l'autore è dichiaratamente laico, appassionato di miti e tradizioni. Ciò premesso, ecco come Siefkler sintetizza il risultato delle sue ricerche sulla figura di Santa Claus:

"Il fatto è che Santa Claus e Satana sono alter ego, fratelli, hanno la stessa origine. Superficialmente le due figure appaiono opposte, ma sotto la superficie condividono lo stesso gene, ed entrambi conservano molti antichi simboli associati al loro 'padre'."
P. Siefker, Santa Claus, Last of the Wild Men: The Origins and Evolution of Saint Nicholas - McFarland & Company, Inc., 1997, p 6

Continua nella seconda parte.

Sintesi di un saggio in lingua inglese, pubblicato sul sito av1611
Link diretto:

5 commenti:

  1. IL Grinch, con Jim Carrey, se nn sbaglio parlava in caricatura dell'aiutante...il diavoletto...Auguroni :-)

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  2. molto interessante, in attesa della 2 parte

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  3. La Legge dell'Ortica :))

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  4. Salve,
    articolo come sempre interessante e completo.
    Mi chiedevo solo se esista la versione tradotta del libro sopracitato di Phyllis Siefker, "Santa Claus, last of the Wild men".
    Grazie in anticipo!

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  5. @ anonimo ... non credo proprio esista l'edizione in italiano. su amazon c'è quella in inglese.

    @ Anton non ho visto il Grinch,ma dal poco che ricordo di trailer e co. potresti avere ragione

    auguri a tutti :)
    viator

    RispondiElimina

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