6 ottobre 2014

Sciamanesimo e Psichiatria

sciamano-visioni
Premessa.
Malidoma Patrice Somé è un iniziato e uno sciamano della tribù Dagara, nel Burkina Faso, Africa occidentale. Su richiesta degli anziani della tribù, ha viaggiato in Occidente per insegnare i valori degli Antenati (v. post correlati). Oggi ha realizzato il suo scopo e funge da collegamento tra il mondo della sua gente e l'Occidente, dedicandosi a condurre seminari e corsi (Fonte).

Cosa ha visto uno Sciamano in un ospedale psichiatrico

dal sito Psyta.net

Secondo gli sciamani la malattia mentale simboleggia la 'nascita di un guaritore', spiega il dott. Malidoma Patrice Somé. I disturbi mentali sono emergenze spirituali, crisi spirituali e devono essere presi in considerazione come tali per aiutare il guaritore a 'nascere.'

Ciò che nella cultura Occidentale è visto come malattia, il popolo Dagara lo considera una “buona notizia dall’altro mondo”. La persona che sta attraversando la crisi è stata scelta come mezzo per comunicare un messaggio alla comunità dal regno dello spirito.

“Disturbi mentali e comportamentali di ogni tipo sono segni che due energie incompatibili si sono fuse nello stesso campo,” dice il dott. Somé. Questi disturbi si verificano quando la persona non viene assistita nel rapportarsi con la presenza dell’energia del regno dello spirito.

Una delle cose che il dott. Somé notò quando arrivò negli Stati Uniti nel 1980 per i suoi studi universitari fu il modo in cui l’Occidente tratta la malattia mentale. Quando un suo collega fu ricoverato in un istituto mentale a causa di 'depressione nervosa' Somè decise di andare a fargli visita. Non sapeva però che questa visita sarebbe stata per lui una fonte di riflessione.

“Ero così scioccato. Quella fu la prima volta che mi sono ritrovato faccia a faccia con ciò che viene fatto qui alle persone che presentano gli stessi sintomi che ho visto nel mio villaggio."

Ciò che colpì Somè fu che l’attenzione ai sintomi era basata sulla patologia, sull’idea che quella condizione fosse qualcosa che doveva essere fermata. Questa visione era in completa opposizione con il modo in cui la sua cultura considera questa situazione.

Mentre si guardava intorno nel reparto osservando i pazienti, alcuni in camicie di forza, altri tenuti in celle perchè sotto farmaci, altri urlando, fece questa considerazione: “Così è questo il modo in cui i guaritori che stanno tentando di nascere vengono trattati in questa cultura. Che peccato! Che peccato che una persona finalmente allineata con la potenza dall’altro mondo venga così sprecata."

Noi occidentali non siamo educati ad affrontare e riconoscere l’esistenza di fenomeni psichici, di un mondo spirituale. In effetti le abilità psichiche sono quasi denigrate.
Quando le energie del mondo spirituale emergono in una psiche occidentale, l’individuo è completamente incapace di integrarle o anche solo di riconoscere cosa sta accadendo. Il risultato è tremendo: senza  il giusto contesto e assistenza nei rapporti con un altro livello di realtà la persona è considerata folle. Il dosaggio pesante di farmaci anti-psicotici aggrava poi il problema e impedisce l’integrazione delle due energie che potrebbe portare allo sviluppo dell’anima e alla crescita dell’individuo che ha ricevuto tali energie.

Nel reparto di salute mentale il Dott.Somè vide molti esseri in giro fra i pazienti, entità invisibili alla maggior parte delle persone ma che gli sciamani e sensitivi sono in grado di vedere. “Sono loro la causa della crisi in queste persone”, ha detto. Gli sembrò che tali esseri stessero cercando di eliminare i farmaci e i loro effetti dai corpi delle persone con cui stavano cercando di fondersi, aumentando così il dolore dei pazienti.
“Gli esseri agivano quasi come una sorta di escavatore nel campo energetico delle persone. Le persone  a cui stavano facendo tutto ciò urlavano e basta.” Non poteva più stare in quell’ambiente e dovette andar via.

Nella tradizione Dagara la comunità aiuta la persona a conciliare le energie di entrambi i mondi. La persona così è in grado di essere un ponte tra i mondi e aiutare gli altri con le informazioni e le guarigioni di cui hanno bisogno. La crisi spirituale si conclude con la nascita di un nuovo  guaritore.

Gli esseri che stavano aumentando la sofferenza dei pazienti in ospedale stavano in effetti cercando di fondersi con loro per trasmettere dei messaggi dall’altro mondo. Le persone con cui avevano scelto di unirsi non ricevevano assistenza per imparare a essere un ponte tra i mondi e tentativi di unione degli esseri erano falliti. Il risultato è stato il mantenimento del disordine iniziale dell’energia e l’aborto della nascita di un guaritore.

“La cultura occidentale ha sempre ignorato la nascita di un  guaritore”, afferma il dottor Somé. “Di conseguenza, ci sarà una tendenza dall’altro mondo a continuare a provare con quante più persone possibile, nel tentativo di attirare l’attenzione di qualcuno.” Gli spiriti sono attratti da persone i cui sensi non sono stati anestetizzati, “La sensibilità è praticamente letta come un invito a entrare”, osserva. Coloro che sviluppano i cosiddetti disturbi mentali sono più sensibili ed ecco perché le entità del mondo dello spirito li scelgono, nella cultura occidentale sono considerai semplicemente ipersensibili. Le culture indigene non la vedono in questo modo, quindi le persone effettivamente sensibili non si sentono troppo sensibili, sanno semplicemente che il loro compito è fare da ponte tra i due mondi.

Come trattano gli sciamani quella che in Occidente è chiamata Schizofrenia?
La schizofrenia è caratterizzata da una speciale "ricettività a un flusso di immagini e informazioni che non possono essere controllate", dice Somé. “Quando tale condizione si verifica in un momento che non viene scelto personalmente, e in particolare quando si tratta di immagini che fanno paura e non coerenti, la persona va in delirio."

In questa situazione è necessario prima separare l’energia della persona dalle energie estranee, usando la pratica sciamanica (nota come sweep) per cancellare la seconda  aura della persona. Con la pulizia del campo energetico la persona non viene investita da una marea di informazioni e non ha più ragione di essere spaventata e turbata, spiega Somé. Dopodiché è possibile aiutare la persona ad allinearsi con l’energia dello spirito che sta cercando di venire dall’altro mondo passando attraverso la persona e far nascere il guaritore. E' il blocco di questo passaggio in cui lo spirito sta cercando di emergere che crea problemi.

“L’energia del guaritore è un'energia ad alta tensione”, osserva. “Se è bloccata, brucia la persona. E' come un corto circuito. Per questo può essere davvero spaventosa e capisco perché questa cultura preferisca confinare queste persone."

Ancora una volta, l’approccio sciamanico è di lavorare sull'allineamento delle energie; senza blocco la persona può diventare il guaritore che è  destinato ad essere.

Va sottolineato però che non tutti gli esseri spirituali che entrano nel campo energetico di una persona sono lì per promuovere la nascita di un guaritore. Ci sono anche energie negative, presenze indesiderate nell’aura. In questi casi l’approccio sciamanico è quello di rimuoverli dall’aura, piuttosto che lavorare per allineare le energie discordanti.

Alex: Pazzo negli Stati Uniti, Guaritore in Africa.
Per testare la sua convinzione che la visione sciamanica della malattia mentale valga anche per il mondo occidentale così come nelle culture indigene, al suo ritorno in Africa il dott. Somè portò con se un malato mentale. “Sono stato spinto dalla curiosità di scoprire se c’è verità nell'idea che la malattia mentale sia collegata all'allineamento con un essere proveniente da un altro mondo.”

Alex - diciottenne - aveva avuto un crollo psicotico all'età di 14 anni. Aveva allucinazioni, tendenze suicide e aveva attraversato cicli di depressione pericolosamente gravi. Era in un ospedale psichiatrico, sotto farmaci, ma non stava guarendo. “I genitori avevano fatto di tutto, senza successo” ha detto Somé. “Non sapevano cos'altro fare."

Con il loro permesso, il dott. Somè portò Alex con se in Africa. “Dopo otto mesi Alex era diventato abbastanza normale. Era in grado di aiutare i guaritori nelle guarigioni; stava seduto con loro tutto il giorno e li aiutava, li assisteva in quello che stavano facendo con i loro pazienti. Ha trascorso circa quattro anni nel mio villaggio."

Alex restò per scelta, non perché avesse bisogno di essere guarito. Si sentiva “molto più sicuro in Africa che in America."

Per allineare la sua energia con quella dell’essere spirituale Alex attraversò un rituale sciamanico leggermente diverso da quello utilizzato con le persone della cultura Dagara. “Il risultato fu simile, anche se il rito non era letteralmente lo stesso", spiega Somé. "Il fatto che l'allineamento dell’energia abbia funzionato per guarire Alex mi ha dimostrato che la connessione tra mondo spirituale e malattia mentale è davvero universale."

Dopo il rituale, Alex ha iniziato a condividere i messaggi che lo spirito aveva per questo mondo.

L’intera esperienza in seguito lo ha portato ad andare al college per studiare psicologia. Ha deciso di tornare negli Stati Uniti dopo quattro anni perché “ha scoperto che tutte le cose che doveva fare erano state fatte, ed avrebbe quindi potuto andare avanti con la sua vita."

L’ultima volta che il dott. Somé ha sentito Alex, il ragazzo stava frequentando la scuola di specializzazione in psicologia ad Harvard. Nessuno pensava che sarebbe mai stato in grado di completare gli studi universitari, tanto meno ottenere un grado avanzato.

Un approccio sacro rituale alla malattia mentale.
Uno dei doni che uno sciamano può portare al mondo occidentale è quello di aiutare le persone a riscoprire i rituali.

“L’abbandono dei rituali può essere devastante. Dal punto di vista spirituale, il rituale è inevitabile e necessario se si vuole vivere” ha scritto il dott. Somè in Ritual: Power, Healing and Community. “Dire che il rituale è necessario nel mondo industrializzato è un eufemismo.  Abbiamo visto con la mia gente che è probabilmente impossibile vivere una vita sana senza di esso."

Somè inoltre ha intuito che i rituali del suo villaggio non potevano essere semplicemente trasferiti in Occidente, così durante i suoi anni di lavoro sciamanico ha progettato rituali che soddisfino le esigenze molto diverse di questa cultura.

Una di tali esigenze è la comprensione che il disagio mentale proviene dal fatto che si è stati “chiamati da esseri di un altro mondo per collaborare nel lavoro di guarigione." Il rituale permette loro di uscire dal disagio e accettare tale chiamata.

Un’altra necessità riguarda l’iniziazione. Nelle culture indigene di tutto il mondo i giovani sono iniziati all'età adulta. La mancanza di tale iniziazione in Occidente è parte della crisi che vivono le persone.

Un altro rito utile alle persone che hanno bisogno di aiuto è fare un falò e bruciarci dentro elementi che simboleggiano le questioni che disturbano la persona. “Potrebbe essere rabbia e frustrazione nei confronti di un antenato che ha lasciato un’eredità di omicidio e riduzione in schiavitù o qualsiasi altra cosa, cose con cui il discendente deve convivere “, spiega lo sciamano.

“Se queste cose vengono viste come ciò che sta bloccando la persona, e il punto di vista della persona sulla vita come qualcosa che può migliorare, allora ha senso cominciare a pensare in termini di come trasformare quel blocco in una strada che porti a qualcosa di più creativo e appagante."

Fonte: The Natural Medicine Guide to Schizophrenia, pag. 178-189

Articolo pubblicato sul sito Psyta
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