5 novembre 2014

Obelischi: Mitologia, Simbolismo, Storia

obeliscodi M. Short
Traduzione di Anticorpi.info

I massoni odierni possono anche negare che una parte del loro culto si rifaccia alle antiche divinità pagane del Nilo. Tuttavia presso la Freemasons Hall di Dublino, sede della seconda più antica Gran Loggia massonica mondiale, la camera del Santo Arco Reale contiene due grandi sfingi ed altre sculture riconducibili all'antico Egitto. Il tempio massonico di Philadelphia, USA, possiede " ... uno dei più importanti esemplari di manufatti antichi egiziani al di fuori dall'Egitto." [1]

Anche il Grande Oriente Hotel di Londra presso Liverpool Street Station dispone di un magnifico tempio egiziano con logge affittabili per la celebrazione dei rituali notturni 'fuori casa.'

Ad ogni modo le prove più evidenti dell'ossessione per l'Egitto nutrita dalla Massoneria non sono celate nei suoi templi; al contrario esse si levano, monumentali, in bella vista nei pieni centri di  città come Londra, Parigi, New York e Washington. Tutto ciò testimonia l'immenso potere goduto dai massoni del XIX secolo, e la loro 'love story' con il simbolo più suggestivo degli antichi culti egizi: l'obelisco [2].

Perché l'obelisco? Per gli antichi egizi l'obelisco rappresentava la sacra forma del Dio Sole Re o Ra, creatore dell'umanità, fonte del calore e della luce da cui dipendevano le sorti dell'uomo. Durante la Quinta dinastia dei Re, tale figura era così popolare che fu elevata al ruolo di divinità ufficiale dello Stato. Il principale centro di culto si trovava ad Heliopolis, ove i primi re eressero primitivi monumenti dalla forma rozza e tronca, ma con quell'accenno di 'convergenza' piramidale che distingue gli obelischi da qualsiasi altra colonna monumentale. Tali prototipi erano noti come pietre benben.
"Si supponeva che in determinati periodi dell'anno lo spirito del Dio-Sole penetrasse quelle pietre; tali ricorrenze erano celebrate con offerte di sacrifici umani. Le vittime erano probabilmente prigionieri di guerra, e gente straniera; in assenza di essi è probabile che i sacerdoti attingessero dalla popolazione nativa." [3]
Ogni sovrano che si succedette presso Heliopolis eresse delle benben in onore di Ra, di conseguenza già nel 1300 aC la città era letteralmente disseminata di obelischi; alcuni decorati con oro per raffigurare il fulgore dei raggi solari, altri ricoperti di iscrizioni che glorificavano il quotidiano passaggio di Ra attraverso i cieli, ed eventi terreni ascritti alla sua benevolenza come vittorie, feste e anniversari.

I faraoni delle dinastie successive votarono gli obelischi ad Osiride, dio della Terra e della Piena del Nilo che aveva dato vita all'Egitto; dio della Rinascita, ma anche degli Inferi, del Giudizio Universale, della Vita e della Morte. Dal momento che questo culto divenne via via sempre più popolare, i sacerdoti di Heliopolis sovrapposero il suo culto all'antico culto di Ra, affermando che Osiride fosse il nipote di Ra [4]. Tutto ciò permise ad Heliopolis di conservare il ruolo di più grande centro religioso dell'antico Egitto e del mediterraneo. Anche l'autore romano Plinio conosceva questa città, teatro di una rivalità tra culti, e disseminata di lunghi blocchi di pietra - noti come obelischi - consacrati alla divinità del Sole [5].

Gli antichi egizi trovavano Osiride particolarmente attraente per via del mito agrodolce della sua vita, morte e reincarnazione. Storia raccontata numerose volte e in molti modi, ma che gli storiografi massonici hanno finito per unificare in una versione che rispondesse con efficienza alle loro esigenze rituali [6].

Osiride era un re d'Egitto che sposò la propria sorella: Iside. Suo fratello: Set, lo uccise ed usurpò il suo trono. Indusse Osiride ad entrare in una cassa d'oro, poi lo imprigionò al suo interno e gettò la cassa nelle acque del Nilo, che la trascinarono fino a Byblos, in Siria.

Iside si diede a cercare il proprio marito. Una visione la condusse a Byblos, dove recuperò il corpo e lo riportò in Egitto. Tuttavia - ahimè - Set si impossessò del corpo e lo smembrò in 14 pezzi, che fece spargere per l'intero Egitto così da impedire che Osiride risorgesse.

Iside riuscì a recuperarli tutti eccetto uno, il suo pene che era stato mangiato dai pesci. Ricompose il corpo e gli diede una sepoltura solenne. Il loro figlio: Horus vendicò il padre uccidendo Set. Un altro loro figlio: Anubi, fece resuscitare Osiride con una tecnica chiamata presa del leone. Dopo avere trionfato sulla morte, Osiride adesso regna come Re e Giudice della cosiddetta morte. Per sopperire alla parte anatomica andata perduta Iside "realizzò un organo artificiale attorno al quale gli egiziani istituirono un culto ed una festa." [7]. Ecco un piccolo indizio a testimonianza del fatto che il benben o obelisco nascesse come simbolo fallico. In entrambe le sue versioni di Osiride e Ra, rappresentò sempre un simbolo di paternità e più in generale di fertilità: 'la roccia che genera' [8]

Per i massoni dell'800 in cerca della sacra illuminazione l'obelisco era l'unico simbolo architettonico di Osiride ancora esistente, e ciò spiega come mai nel mondo moderno siano stati innalzati obelischi nel cuore di tutte le più grandi città occidentali. Si tratterebbe anche di simboleggiare Boaz e Jakin, i due pilastri costruiti fuori dal Tempio di Salomone, secondo il mito massonico, per imitare i due obelischi posti all'ingresso dei templi egiziani' [9]. I pilastri sono menzionati anche nel Libro dei Morti, il testo che ogni cittadino di rango, nell'antico Egitto, portava con se nella Tomba per essere sicuro di risorgere nel Regno di Osiride: 'I due pilastri alla porta della sua casa erano Set e Horus' [10].

La mania per gli obelischi aveva inghiottito la massoneria già all'epoca di Napoleone Bonaparte, quando nel 1798 l'imperatore salpò per l'Egitto. L'appartenenza alla massoneria di Napoleone non è stata ancora appurata (v. correlati); di sicuro erano massoni i suoi quattro fratelli. Napoleone inoltre si circondò di consiglieri massoni, i quali lo persuasero che in Egitto fossero custoditi i segreti originali della storia, della filosofia e (ovviamente) della Massoneria. Vi erano molti massoni tra i 150 studiosi che accompagnarono l'imperatore nel suo ingresso trionfale nella terra del Nilo, saccheggiando piramidi, templi e tombe in nome della 'ricerca.' In seguito intuirono che la Stele di Rosetta (riportata alla luce dai soldati francesi) potesse essere la chiave di decrittazione della lingua perduta d'Egitto. Per decifrare i geroglifici occorsero ancora molti anni e la genialità di Champollion, il quale si servì di un obelisco appartenuto a Cleopatra, rimosso nel 1818 - durante una spedizione inglese - da un avventuriero massone di nome Giovanni Battista Belzoni [11].

Belzoni fu il 'tombarolo' che aprì il tempio di Abu Simbel e la seconda piramide di Giza. Iniziò la sua carriera massonica al Cairo presso la Loggia delle Piramidi e in seguitò si aggregò alle logge di Cambridge e Norwich. Morì nel 1825, mentre era in cerca di Timbuctù, ma non prima di rendere alla massoneria un servizio inestimabile, affermando di avere scoperto un antico tempio massonico a Tebe. Sostenne che le pitture murali della struttura mostrassero l'iniziazione di Osiride ai 'misteri sublimi' della Massoneria, e lo raffigurassero con indosso un grembiule massonico nell'atto di promuovere di grado altri massoni [12].

Dopo la morte di Belzoni sua moglie Sarah trascrisse i suoi appunti, tra i quali spiccava la seguente asserzione: 'Lascia che i fratelli massoni cerchino, e scopriranno che la chiave massonica sia in grado di svelare tutti i misteri finora non rivelati della sapienza egiziana.'

La Gran Loggia Unita d'Inghilterra conferì alla vedova Belzoni in difficoltà economiche una rendita di ben cinquanta sterline per aiutarla a sopportare la 'perdita irreparabile che lei, così come gli amanti della scienza e della letteratura' aveva dovuto subire [13]. Poco conta che il 'tempio massonico' a cui si riferiva Belzoni si dimostrò essere la tomba del faraone Seti I e che tutto ciò che Belzoni (o sua moglie) aveva scritto erano frottole; i massoni sentono di dovere molto alle 'scoperte' di Belzoni. Le sue scoperte indussero un mucchio di massoni ad andare in Egitto in cerca di obelischi da saccheggiare.


Se si escludono gli obelischi romani, importati nell'antichità dagli imperatori che si succedettero, Parigi fu la prima grande città moderna investita dal peso di tale moda massonica. Nel 1830 il viceré egiziano Mohamed Ali donò al re francese Carlo X un magnifico obelisco, e i francesi lo rimossero da Luxor, dove era rimasto per 3,500 anni. Essendo lungo 92 piedi e pesando 246 tonnellate, l'operazione non su affatto semplice, né breve. Prima che il dono lo raggiungesse Carlo fu deposto a seguito di una cospirazione massonica, e sostituito con Luigi Filippo. Tra i cospiratori vi era Louis Thiers, all'epoca Ministro dei Lavori Pubblici. 5 anni dopo, quando l'obelisco fu eretto in Place de la Concorde (ex Place de la Revolution, dove durante la Rivoluzione furono ghigliottinati sacerdoti e nobili cristiani) Thiers era diventato Presidente del Consiglio. Trentacinque anni più tardi, nel 1871, Thierse divenne il primo presidente della repubblica francese.


In quel periodo un obelisco che nel 1819 Mohammed Ali aveva donato all'Inghilterra era ancora disteso ad Alessandria, dov'era stato abbattuto secoli prima. E restò in quello stato fino al 1875, quando un eminente massone, il generale Sir James Alexander, dispose che il cosiddetto 'Ago di Cleopatra' fosse trasportato a Londra. L'operazione fu resa possibile grazie all'intervento di un altro massone: Erasmus Wilson, che accettò di finanziare la spedizione e la seguente collocazione con 20.000 sterline. I due ingegneri che progettarono il trasporto, Dixon e Stephenson, erano anch'essi massoni. Nel 1877 l'obelisco fu racchiuso in un cilindro di ferro, battezzato Cleopatra, e rimorchiato fuori da Alessandria. Il viaggio fu una catastrofe. Durante una tempesta nel golfo di Biscaglia Cleopatra si scatenò. Sei uomini annegarono. L'obelisco non affondò; fu recuperato e alla fine rimorchiato in Inghilterra. Finalmente il 13 settembre 1878 fu eretto lungo il Tamigi su Victoria Embankment - sito meno illustre della Piazza del Parlamento, che alcuni notabili suggerirono senza successo, dato  che la struttura era incompatibile con la rete del gas e le gallerie fognarie sotterranee. Per ripagarlo della sua spesa enorme Erasmus Wilson fu insignito del titolo di cavaliere.

Nel basamento dell'obelisco Ago di Cleopatra furono racchiusi diversi oggetti: una scatola di forcine, un ritratto della regina Vittoria, un rasoio ed il capitolo 3, versetto 16 del Vangelo di San Giovanni, tradotto in 215 lingue:
'Perché Dio ha tanto amato il mondo da donargli il suo unico Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna.'
Dato che gli oggetti appena descritti furono inseriti all'interno della struttura e occultati alla vista, i posteri ritroverebbero solo l'iscrizione originaria sull'obelisco, la quale racconta del Dio Sole Ra, di Horus ed Osiride: un altro figlio di Dio la cui morte ha donato ai suoi fedeli la vita eterna.


La notizia dell'innalzamento dell'Ago di Cleopatra degli inglesi, spronò i massoni americani a trasportare il suo gemello attraverso l'Atlantico. Entrambi gli obelischi in origine erano appartenuti ad Heliopolis, finché nel 22 aC l'imperatore romano Augusto ne dispose il trasferimento ad Alessandria, per adornare un nuovo palazzo, secoli dopo razziato dall'esercito inglese che si appropriò dell'Ago di Cleopatra, mentre il suo gemello rimase in piedi. Fu poi donato all'America nel 1877, tuttavia dovettero passare due anni prima che si facesse avanti un benefattore che si accollasse le spese di spedizione e ricollocazione. Per il trasporto si offrì volontario un ingegnere-marinaio. L'anima dell'iniziativa fu un editor di New York di nome William Hulbert. Il benefattore (per $75.000) era un certo William J. Vanderbilt, e il marinaio era il tenente comandante Henry Gorringe. Tutti e tre erano massoni.

Gorringe dovette affrontare un percorso anche più travagliato dei suoi omologhi britannici. La rimozione del secondo Ago di Cleopatra suscitò amare obiezioni tra le genti locali. Abbattere e poi caricare sulla nave le 220 tonnellate di pietra si rivelò un affare delicato e pericoloso. Inoltre la nave dovette sopravvivere a un semi-ammutinamento dovuto alle forti tempeste incontrate dopo la partenza da New York nel luglio 1880. Giunto a destinazione la scelta del luogo di collocazione ricadde su Central Park, nei pressi del Metropolitan Museum, ed il successivo 9 ottobre si tenne la cerimonia di inaugurazione.

Fu una cerimonia di stampo sfacciatamente massonico. 9.000 massoni marciarono tra bande e fanfare per le strade fino a Greywacke Knoll, dove Jesse Anthony, Gran Maestro di New York, pose la prima pietra di 7 tonnellate. Dopo aver lodato l'Egitto in quanto culla della scienza, dell'astronomia, della letteratura e dell'arte, asserì di fronte a un uditorio rapito che i massoni avessero bisogno di rivedere il loro pensiero sulle origini dell'ordine: 'Non può esserci dubbio che nelle società segrete dell'Egitto si ritrovino elementi appartenenti ai presidi o al simbolismo della Massoneria.'

Occorsero ulteriori quattro mesi per trascinare l'obelisco dall'arrivo in territorio USA alla collocazione sul piedistallo di 50 tonnellate, proveniente anch'esso da Alessandria. Quando infine l'obelisco fu innalzato nel gennaio 1881 fu intonato l'inno di Martin Lutero Ein Feste Burg, a cui fu appositamente abbinato un testo dal significato massonico:

Gran Dio, per il quale fin dall'inizio dei tempi, 
il mondo ha pregato e lottato, 
creatore delle stelle, e la terra, e l'uomo - 
! A te è data la nostra lode 
Con questo antico segno 
della tua propria Luce Divina, 
Solleviamo fino a Te i nostri occhi , 
Tu Abitante dei cieli - 
Ascoltaci, o Dio del cielo!


Per alcune imprese massoniche, un normale benben egiziano originale non andava bene. Nel 1848 fu costruito un gigantesco obelisco presso Washington, DC per onorare la memoria del presidente fondatore degli Stati Uniti, George Washington, anch'egli massone. Il suo funerale nel 1799 era stato celebrato secondo i riti massonici. La bara era stata drappeggiata con un grembiule massonico donato da un confratello rivoluzionario, il marchese de Lafayette, ed i numerosi massoni presenti alla cerimonia vi avevano gettato sopra rametti d'acacia a simboleggiare la resurrezione di Osiride e quella di Washington nel regno presieduto da Osiride [14].


La pietra angolare per il monumento di Washington fu una lastra di 10 tonnellate di marmo donata da un massone. A differenza degli antichi esemplari egiziani, questo obelisco non è composto da una singola pietra ma da diversi blocchi di marmo del peso di 81.000 tonnellate. La costruzione subì una interruzione durante la guerra civile, quindi non è fu prima del 1884 che l'obelisco fu innalzato sul suo basamento, ed ornato con una copertura in alluminio con la dovuta pompa magna massonica. Il 21 febbraio 1885 - giorno del compleanno di Washington - il monumento gli fu consacrato in mezzo ad un'altra dose di auto-compiacimento massonico. Un confratello di alto grado si riferì ai massoni come ai 'costruttori della società umana.' Le loro pietre erano uomini 'dalla mente illuminata di amore divino ed il cuore raggiante di scoprire la gioia dell'amore puro, le loro anime erano coltivate con la speranza dell'immortalità - come quelle degli antichi adoratori egiziani di Osiride.'

Il XIX secolo ha visto sorgere una selva di obelischi in ogni città del mondo massonico. Anche una piccola città come Comber in Irlanda ne ha acquistò uno, e lo inaugurò nel 1844 poco prima che le bandiere di trentacinque alberghi segnalarano il grande raduno pubblico della massoneria irlandese.


In Roma vi sono ben 11 obelischi, ed il più famoso si trova in piazza San Pietro, Vaticano.

"Lo stesso obelisco che nell'antichità sorgeva presso l'antico tempio al centro del paganesimo egizio, ora si trova davanti alla principale chiesa della romanità. Mi sembra più di una semplice coincidenza."
Ralph Woodrow (Fonte)

Sintesi di un articolo pubblicato sul sito Freemasonry Watch
Link diretto:
http://freemasonrywatch.org/obelisks_freemasonry.html

Traduzione a cura di Anticorpi.info

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Simbologia Massonica: Massoneria Azzurra - Libro





Riferimenti:
1. Quoted in McCormick, Christ the Christian and Freemasonry, W.J. McCormick, Great Joy Publications, Belfast.
2. On obelisks see Tomkins, op. cit.; Erk Iverseen, Obelisks in Exile (two vols.) Copenhagen, 1968, 1971. John A. Weisse, The Obelisk and Freemasonry, Bouton, New York 1880. 
3. From E.A. Wallis-Budge's notes on Ra/Re, included in Medici Society reprint of The Book of the Dead, University Books, Secaucus, New Jersey 1960.
4. On Osiris, Ra/Re and other Egyptian gods see Wallis-Budge, op. cit.; Hart, op.cit.
5. Pliny in Natural History
6. See Mackey, op. cit.; J.S.M. Ward, Freemasonry and the Ancient Gods and Who Was Hiram Abiff?, Lewis Masonic.
7. Hart, op.cit.
8. See Tomkins, op.cit., especialy chapters 17 and 18 with quotations from Hargrave Jennings, Phallicism and Obelisks
9. Weisse, op. cit.
10. The Book of the Dead, op. cit.; also Tomkins, op. cit.; chapter 16
11. William Bankes, the obelisk's buyer who also paid for its transportation, may not have been a Mason.
12. Weisse, op.cit.
13. Preston, Illusrations of Freemasonry
14. The acacia also symbolizes Masonic rebirth in general - see Mackey, op. cit. and others.

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