24 marzo 2015

IL PARADOSSO DELL'UGUAGLIANZA GENDER - H. Eia

paradosso genderAnticorpi.info

Harald Eia è un comico noto in Norvegia per i suoi monologhi satirici televisivi, e per la sua laurea in Scienze Sociali. Quando la televisione pubblica norvegese - svolgendo le proprie funzioni di servizio sociale - gli commissionò una serie di documentari sulle ideologie 'progressiste' nacque il programma Hjernevask (Lavaggio del Cervello). Il primo episodio di Hjernevask funse da vero e proprio requiem per l'ideologia 'gender' nei paesi nordici. 
E' una storia che merita di essere raccontata, dato che sembra essere sfuggita ai segugi dei nostri media mainstream.

Da tempo l'autore covava una forte perplessità sull'accanimento con cui una certa classe di politici e tecnici sociali si adoperava per rimuovere ciò che definivano 'stereotipi di genere.' L'ideologia gender era istituzionalmente rappresentata dal Nordic Gender Insistute (NKK) fiore all'occhiello della dottrina pseudoscientifica finalizzata a dimostrare la fondatezza della 'teoria gender' per le politiche sociali ed educative, e che fin dal 1970 aveva reso i paesi nordici le culture più 'all'avanguardia' nell'attenzione verso la 'parità tra generi sessuali.'

In realtà - aveva realizzato Eia - la raggiunta perfetta parità tra generi sessuali nei paesi nordici aveva finito per smentire le teorie gender; le donne ora sceglievano con maggiore coscienza e decisione mansioni tipicamente 'femminili' (come l'infermiera, la parrucchiera, ecc.), mentre gli uomini continuavano ad essere attratti da mansioni tipicamente 'maschili' (tecnici, operai, ecc.) La 'parità tra i generi' - paradossalmente - aveva finito per accentuare le differenze, piuttosto che ridurle o cancellarle.

Fu così che con il primo episodio della sua serie Eia scelse di puntare i riflettori sull'ideologia gender. Nella prima parte del documento realizzò una serie di brevi interviste ai principali studiosi del NKK; dopodiché sottopose le risposte ad un insieme di scienziati di primo piano di ogni parte del mondo, in particolare Regno Unito e USA, chiedendo loro di commentarle. Come Eia aveva previsto, gli assiomi prodotti dai ricercatori norvegesi suscitarono ilarità e incredulità nella comunità scientifica mondiale, soprattutto perché non supportati da alcuna valida prova empirica.

Senza scomodare morale e religione Eia confutò l'ideologia gender confrontandosi sul suo stesso terreno, cioè la scienza, per poi suggellare il tutto con un sorprendente risvolto politico finale. La verità sconcertante emersa dai suoi riscontri fu che la differenziazione tra generi sessuali sia direttamente proporzionale al grado di libertà politica ed economica goduto in un'area. Sicché tutti i paesi con un'elevata percentuale di donne che occupino ruoli tipicamente maschili, sarebbero in realtà paesi poco o non del tutto 'liberi.'

Non soddisfatto, Eia impacchettò i commenti della comunità scientifica internazionale e li riportò indietro, sottoponendoli ai ricercatori del NKK, per fornir loro la possibilità di ribattere con una controreplica. Fu a quel punto che in un climax di imbarazzo questi ultimi restarono senza parole, incapaci di difendere le loro teorie di fronte alla forza dell'obiettività.

Dopo che il documentario fu trasmesso sulle reti nazionali, in Norvegia montò un dibattito sui motivi per cui i contribuenti avessero dovuto continuare a finanziare istituti di ricerca come il NKK con 56 milioni di euro annui. Fu un colpo devastante per gli ideologi gender: il Consiglio Nordico dei Ministri (ente intergovernativo composto da Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia e Islanda) dispose la chiusura definitiva dell'istituto NKK. (Fonte)

Morale della storia: nella moderna Norvegia sono bastate poche obiezioni avanzate da un comico per infrangere il fragile costrutto culturale della teoria gender. Forse i mass media dovrebbero citare questa storia quando dibattono di teoria gender, e le istituzioni dei paesi in cui si supportano simili 'politiche' dovrebbero guardare il documentario di Eia.

Buona visione.


Canale YT gutomba1


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27 commenti:

  1. Grazie Viator, grande contributo alla causa contro questa disumana ideologia.
    Marcello.

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  2. caro marcello, è sempre un piacere quando si tratta di nuocere pacificamente, con la forza della ragione, al pensiero unico psicopatico.

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  3. obiezioni alle conclusioni tratte dal video:
    sulle preferenze mostrate dalle percentuali maggiori di uomini e donne in determinati settori lavorativi, considerate in un Paese che ritiene di aver conseguito un elevato livello di parità di genere (niente a che fare con il nostro quindi) dalle interviste si può anche leggere l'emergere la persistenza di un forte condizionamento culturale sui ruoli di genere, in questo senso: i ruoli come vengono percepiti e interpretati sono già stati definiti e tramandati per secoli da una società costruita (anche nella direzione della tecnologia ecc.) su strutture di potere patriarcali e quindi non possono essere considerati come neutri, ma espressione di una consistente sedimentazione culturale. (come pure la ricerca del docente americano pare essere stata svolta in Paesi con forte tradizione di patriarcato, anche se per il vero non sono stati elencati tutti). Queste basi non neutre pongono un reale problema metodologico.
    comunque il punto importante secondo me è che una persona, uomo o donna che sia, possa scegliere liberamente (in base ai suoi personali livelli di testosterone :-)))) il proprio ruolo nella società e le sia data la possibilità di realizzarlo, che sia un uomo infermiere o una donna ingegnere, o pilota o che altro, se ciò li rende felici, e questo evidentemente per noi non è affatto così. Il problema non è affatto la percentuale ma l'accessibilità.
    gli studi "riduzionisti" sui bimbi neonati sono interessanti, ma come possiamo sapere che le differenze (interpretate come tali dai diversi tempi di osservazione di giocattoli considerati "maschili" o "femminili" - ma potrebbero esserci anche altre interpretazioni legate alla percezione) non si pre-formino nella vita intrauterina anche attraverso le influenze emozionali intese come aspettative, differente tipo di approccio psicologico della madre, una volta che sia a conoscenza del sesso del nascituro?
    cioé, questi studi sono stati condotti su bambini il cui sesso era ignoto ai genitori o era già conosciuto dai genitori?
    (Ah! a proposito del bambino in culla, già che ci siamo vi ricordo la citazione della mela e del coniglio anche se ot!!!)
    L'intervista alla psicologa dell'evoluzione è pure interessante, tuttavia si fonda (come è chiaramente affermato) sulla teoria darwiniana dell'evoluzione che per altro non è dimostrata, come vi si fonda l'assunto finale sulla differenza prodotta dall'evoluzione nel cervello. Ma non ne viene data alcuna dimostrazione, è affermata come un assioma in quanto derivante, appunto, dall'applicazione della teoria dell'evoluzione.
    Aggiungerei, per finire: osservando la realtà in cui viviamo, quanti hanno visto trattare nello stesso identico modo fin da piccolissimi i bimbi maschi e femmine? Io mai nessuno e nell'ambito delle persone in relazione con il bambino c'è sempre qualche intervento che imposta o sottolinea le differenze di genere come sono state tramandate, quando non si tratta dei genitori può essere la nonna, o un'altra mamma, e così via agendo per l'appunto come vettore di trasmissione dei condizionamenti culturali. Ho assistito anche a vere e proprie discriminazioni di genere di cui i genitori stessi sono totalmente inconsapevoli, convinti di trattare entrambi i sessi allo stesso modo ma in realtà lontanissimi da questo (con netta preferenza, inutile dirlo, per il maschio).

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  4. ...cercherò di essere più chiara. Il "documentario" è pieno di punti deboli e mi sorprende che non siano stati rilevati. Uno dei più evidenti ad es. è il fatto che, da parte delle stesse istituzioni governative interessate, per rendere le politiche stesse più efficaci, non siano stati condotte ricerche per comprendere i motivi del fallimento degli interventi di pari opportunità messi in atto. Una situazione del tipo: "questi interventi non hanno funzionato ma non sappiamo perché né ci siamo preoccupati di capirlo"... questo sì che è uno spreco di soldi pubblici, indirizzare gli interventi a casaccio! Sarebbe stato necessario tra l'altro verificare l'effetto negativo della pressione sociale sulle situazioni che si cercava di promuovere; per arrivare magari all'ipotetica conclusione che la società norvegese non è così paritaria come si suppone.
    Il punto centrale però rimane un altro: se si cerca di scoprire la possibile esistenza di inclinazioni e attitudini specifiche per determinati ambiti di attività, che siano collegate all'identità sessuale come fattore biologico, non si può non tenere conto che la stratificazione culturale che si impone sulla definizione dei ruoli è talmente antica e condizionante che definire dei parametri rigorosi per questa ricerca non è per niente facile!

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    1. Le differenze nei comportamenti in base al sesso sono evidenti anche negli animali, che non possono avere 'condizionamenti' come tu dici, perchè gli animali non hanno una cultura elaborata come la nostra.
      L'uomo è un animale, le inclinazioni naturali (influenzate dal sesso) esistono in tutti i paesi del mondo, e le tendenze maschili e femminili sono uguali per tutti, Non vedo dove il cervello umano, nell'ambito sessuale, possa esser diverso dal cervello di un gatto o di un cane.
      Tra l'altro, se i comportamenti e le personalità fossero dipendenti da condizionamenti, perchè due fratelli, magari gemelli monovulari hanno personalità diverse? Perchè esistono i trans? Se c'è il condizionamento i trans non dovrebbero esistere.

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  5. Quando vedrò donne che fanno le idrauliche le scaricatrici di porto le facchine le falegname le tinteggiatrici le elettriciste le muratrici le becchine le sturafogne, ecc. ecc. ne riparliamo. Facile, scegliere solo il meglio per loro dei lavori da maschio, e lasciare il lavorto "sporco" ai maschi. Altro che parità.... Lagarde, Condoleeza Rice, Merkel, Fornero, Boldrini ...tutte ai vertici e sta andando tutto a 'puttane' .... in atesa di Hillary Clinton....

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  6. @ Eleonora ... il fattore culturale è senz'altro determinante, ma non si possono ignorare i fattori biologici e fisici. il problema è riuscire a fare funzionare (decentemente) una società in modo diverso rispetto al passato, quando esisteva la separazione dei ruoli.
    @ Lello ... il potere è potere sia per i maschi che per le femmine. pensare che possa corrompere in misura diversa in base al genere sessuale secondo me è una pia illusione.

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  7. Beh supponevo di non essere stata comprensibile (o compresa). Ci riprovo; quel che intendevo dire, partendo dalle obiezioni sugli evidenti limiti del cosiddetto documentario, è che se si vogliono veramente indagare e comprendere le specificità del maschile e del femminile, in quanto predisposizioni date dalle differenze biologiche, bisogna superare il condizionamento dei ruoli imposto da secoli e secoli di cultura patriarcale. Questo condizionamento impone come "naturale" il relegare la donna solo a determinati ruoli ritenuti indissolubilmente connessi con la sua funzione riproduttiva. Non c'è nulla di necessariamente "naturale" in questo, visto che nella natura accade anche che le femmine lascino la cura dei piccoli al maschio per dedicarsi alla ricerca del cibo (ad es. le pinguine) o semplicemente vadano a caccia da sole del cibo che serve anche alla prole (ad es. leonesse) e così via. Ci sarebbe molto più da dire su questo aspetto cruciale, ma mi limito a considerare che che se la "tradizionale" suddivisione dei ruoli fosse veramente affine alle inclinazioni naturali avrebbe prodotto, nel passato in cui è stata indiscussa, una società ben più equilibrata di quella di cui si è fatta esperienza. Se si riesce a vedere oltre questi condizionamenti, i risultati della ricerca potrebbero essere sorprendenti e ben diversi dalle aspettative. Vorrei inoltre far notare come nell'articolo ci sia un fraintendimento non da poco: si scrive "Sicché tutti i paesi con un'elevata percentuale di donne che occupino ruoli tipicamente maschili, sarebbero in realtà paesi poco o non del tutto 'liberi.'", mentre nel video si afferma che "le ragazze di paesi meno paritari sono più interessate alle materie tecniche rispetto alle ragazze norvegesi" che mi pare abbia un senso completamente diverso che affermare che i paesi paritari non sono liberi.
    Infine, vorrei segnalare quella che mi pare una svista importante: l'Istituto non è affatto stato chiuso, esiste ed è attivo tuttora
    questo il suo indirizzo internet:
    http://www.nikk.no/en/
    qui la sua pagina di wikipedia, in cui si accenna anche alla questione del programma televisivo
    http://en.wikipedia.org/wiki/Nordic_Gender_Institute
    e della coincidenza dei tempi tra il programma e la riorganizzazione di cui l'Istituto è stato oggetto.
    Caro Viator, rassegnati: ti toccherà lavare i piatti e i pavimenti :-)))

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    1. I pinguini sono tutti così. E' una caratteristica dellla specie quella di lasciare la cura dei piccoli al maschio, così come per i leoni (nel leone i ruoli sono praticamente invertiti) ed i cavallucci marini. Esistono anche specie che lasciano i cuccioli a se stessi (comele tartarughe).
      Mentre per quanto riguarda cani e gatti, e altre specie (inclusa quella umana) è la femmina ad occuparsi dei piccoli.

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  8. Anche a me piacerebbe tanto vedere donne elettriciste, idrauliche, e così via - peccato che se cerchi un lavoro in questi e molti altri settori... se sei donna, semplicemente, ti ridono in faccia. Ma perché, poi? In fin dei conti mica potranno lavorare peggio degli uomini che svolgono questi mestieri, no? (Ma forse sono stata particolarmente sfortunata, visto che ho avuto a che fare per la maggior parte con incompetenti - embé si vede che ce ne sono parecchi)
    o davvero forse sarebbe stato meglio per le donne restare in campi "tradizionali" come questi qui sotto???
    http://it.wikipedia.org/wiki/Mondina



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  9. @ eleonora ah ah ti eri spiegata già bene, ma continuo a pensarla diversamente. il problema non è chi lavi i piatti e i pavimenti, e se tu non te ne rendi conto, non è un problema mio ;) un saluto

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  10. @ eleonora ... i mestieri elencati da lello non contemplano assunzioni ed impieghi. e non si può certo dire che in giro ci siano molte donne disposte ad abbracciarli, come invece accade per altri mestieri e professioni. idraulichessa, muratoressa, becchinessa ... chissà cosa ne pensa la boldrinessa ;) ciao

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  11. ...ah bene mi pareva di aver scritto i primi commenti in modo un po' confusionario...
    i mestieri elencati da lello richiedono eccome assunzioni e impieghi, dal momento che nel mondo reale nessuno impianta un'attività in proprio in quei settori senza prima essersi "fatto le ossa" lavorando alle dipendenze di qualcun altro che quell'attività la svolge, dopo averne eventualmente imparato i rudimenti in una scuola tecnica. Ma se a uno ipoteticamente (ipotesi non così peregrina) la figlia un giorno dicesse "ho deciso di fare l'idraulichessa (!)", costui le risponderebbe "brava cara così farai un bel mucchio di soldi esentasse" oppure "non ci pensare neanche una donna non troverà mai lavoro in quel settore" per non dire "non è lavoro da femmine"???
    Beh a parte tutto ciò, ho una domanda su una questione che non mi è chiara e riguarda il collegamento fatto con l'ideologia gender nell'articolo.. ovvero se per cosiddetta ideologia (di cui sono andata a ricercare, pare nascere in ambiente ecclesiastico cattolico perché non ho trovato menzione di nessuno studioso che la propala... boh) si intende l'interpretazione secondo cui l'identità sessuale M/F non sarebbe determinata dal fattore biologico ma da altri fattori di tipo sociale e ambientale... bene cosa c'entra questa teoria enunciata all'inizio dell'articolo con il video che parla di parità lavorativa e sociale delle donne.
    Vorrei cioé che in pochi punti salienti mi si spiegasse il percorso tra le due cose perché veramente non ci vedo nessuna attinenza; pongo solo una condizione: che sia un percorso fatto di tappe LOGICHE (si sa alle donne piace la logica), dimostrative, costituito pure da un numero di step a volontà ma che siano tutti logici, non ideologici, nel qual caso evidentemente non dimostrerebbero nulla.
    Grazie a chi vorrà rispondermi.

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  12. https://www.youtube.com/watch?v=EcU47-skMIY
    Guardare e RIFLETTERE ....

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  13. @ eleonora ... il discorso della benedizione genitoriale riguarda sia i maschi che le femmine, in merito a mestieri ritenuti sconvenienti. se una donna vuole davvero seguire una strada, lo fa e basta. proprio come un uomo. mica si può passare sempre per vittime dell'orco mschilista, come fa giustamente notare il video segnalato dall'anonimo.
    il documentario di Eia smentisce che femmine e maschi siano mentalmente uguali (dato che purtroppo siamo dovuti arrivare a produrre documentari per illustrare concetti così ovvi) e per farlo usa il discorso delle inclinazioni.
    non a tutte le donne piace la logica, altrimenti non staremmo qui a discutere di alcune ovvietà. ciao

    @ anonimo, questo filmato sprizza correttezza politica da tutti i pori, ma merita di essere visto ... grazie del contributo.

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  14. @Viator
    sì questo è vero, non c'è bisogno dell'approvazione genitoriale ma se si lavora per vivere è ovvio che se non si vede uno sbocco finale a livello pratico si lascia perdere. non sto parlando di orco maschilista ma di pressione sociale, con i condizionamenti sui ruoli di genere introiettati. E' molto diverso.
    Il documentario di Eia con le sue infondatezze e approssimazioni non dimostra un bel niente, ma anche se così fosse cosa c'entrerebbe con la cosiddetta ideologia gender a cui viene riferito nell'articolo? Se la cosa è così ovvia ti sarà facile spiegarla, visto che l'hai scritto tu. Se fosse logica l'avrei già colta.

    @anonimo
    grazie per le buone intenzioni (mi auguro che fossero tali) ma il video sinceramente fa sorridere. Parte da premesse infondate, nel senso che nel mondo reale in passato, cioé fino a due generazioni fa (probabilmente sei abbastanza giovane) accadeva esattamente il contrario di ciò che viene posto come premessa (una donna poteva fare...ecc.) potrei fare un elenco sterminato a dimostrazione di ciò ma non voglio allungare il commento (lo farò se necessario). Mi limito a considerare una delle affermazioni più macroscopiche, chiedendomi come si possa accettare come realistica l'affermazione per cui "l'uomo la sua forza fisica non l'ha mai usata contro la donna", significa vivere in un mondo incantato in cui non esiste la violenza familiare o sessuale, ma non mi voglio dilungare neanche su questo.
    Non trovo convincente un video che pone la questione come "maschi contro femministe" perché in primo luogo non è affatto sotto questo punto di vista che avevo posto le mie obiezioni, cosa che mi pare evidente; ma mi è stato proposto in risposta come un riflesso condizionato. E poi perché è un punto di vista molto limitato che non uscendo dai condizionamenti dominanti non contribuisce ad affrontare e trovare una risposta convincente, una risposta "da dentro", alla questione dell'inclinazione naturale dei diversi generi.
    Se insisto sull'argomento non è per far pentire Viator di aver messo una sezione commenti ma perché so che la vera risposta (quella che l'élite non vuole che troviamo) è veramente molto importante per la costruzione di una società vitale ed equilibrata (ovvero in cui i due principi complementari maschile e femminile siano in equilibrio come sono o dovrebbero essere in natura) e ora come ora non ha molto a che vedere alla fin fine con quale lavoro si fa o si vorrebbe fare.

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  15. ok veniamo al video. Un bel concentrato di mistificazioni non c'è che dire, così tante che per mostrarle tutte ci vorrebbe più che un commento un intero articolo... ma quello che ha scritto queste cose la storia dove l'ha studiata? Le mie osservazioni verteranno solo sugli aspetti più macroscopici. Punto primo: quando racconta i suoi incontri con "le femministe"; mentre l'autore si presenta con nome cognome e ruolo sociale, descrive la parte avversa come una massa informe e confusa, tra cui c'è "una signora" parlante - non ce l'ha un nome e cognome questa "signora"? Perché viene presentata come un essere senza identità? - massa informe che versa in uno stato di ossessiva agitazione in cui diffonde i suoi "autentici deliri" ecc. Lo scopo dell'autore è quello di sbeffeggiare le teorie della pare avversa, e naturalmente è più che legittimo se egli non le condivide ma usa dei sistemi alquanto manipolatori per ottenerlo. La parte avversa viene ridicolizzata già nella sua presentazione, spersonalizzata ed il suo punto di vista rimane sotto silenzio (forse per evitare di contribuire alla sua diffusione) e presentato già interpretato secondo le finalità che l'autore si ripropone. Giornalista, eh? Anche l'anonima "signora" che non sa rispondere alle domande viene descritta dandoci senz'altro l'impressione di una sprovveduta e confusa. Ma prendo per buono che i dialoghi siano stati davvero questi. Secondo esempio: perché le donne non hanno mai espresso nella storia grandi artiste o famose inventrici? ecc.ecc. Ma forse non sarà proprio questo uno dei punti chiave del sistema di potere patriarcale? Il problema non è/era poter dipingere o inventare o che ci fosse qua e là una regina (per diritto di sangue) ma la partecipazione sistematica nei secoli alle strutture decisionali del potere, che fosse politico, economico (anche come capacità di disporre dei propri beni) e sociale (accesso all'istruzione, esercizio delle professioni ecc.). Negli ultimi duemila anni e anche un po' di più tutte queste strutture con le loro evoluzioni sono state saldamente in mano agli uomini, e soprattutto lo sono stati i loro posti chiave più elevati. Ma penso che tutto sommato le donne possano anche esser contente di non aver fatto scoppiare due guerre mondiali, esplodere bombe atomiche e portato il pianeta sull'orlo del collasso ecologico.
    Terzo esempio: qui si nota bene come vengano mistificate le informazioni storiche per inventare falsità. L'esempio che viene portato dall'autore per negare l'esistenza del "patriarcato" è che "la vita media di un uomo era inferiore ai 40 anni, poco più della metà di quella delle donne". Quando? Qui si rimescolano informazioni riferite a periodi storici diversi senza peraltro documentarle.Nei periodi storici in cui la vita media degli uomini era 40 anni, anche quella delle donne lo era. La vita media delle donne di 80 anni è nell'età contemporanea, ma quella degli uomini è di poco inferiore, intorno ai 75! Non è mai esistita, nei secoli passati nell'Occidente, come normale struttura fondante della società la famiglia costituita da vedova , con figli... (e prospettiva di vita a ottant'anni) capofamiglia per marito estinto... e questo poi viene definito "matriarcato"??? La vedova con figli??? Quarto esempio: "la storia stravolta con quelle degenerazioni basate sul sessismo". Ah beh detto da uno che pesca i dati a caso e li ricombina in base alla necessità non è male... ma dall'Impero Romano a Napoleone passando per l'Inquisizione (e la caccia alle streghe) possono stare tranquilli, non risultano stravolgimenti in senso femminista.

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  16. Sulla negazione del "patriarcato", vorrei anche ricordare che in Italia (ma voi dove vivete?) "il diritto di famiglia codificato nel 1942 concepiva una famiglia fondata sulla subordinazione della moglie al marito, sia nei rapporti personali sia in quelli patrimoniali, sia nelle relazioni di coppia sia nei riguardi dei figli" (fonte wikipedia) solo con la riforma del 1975 si ebbe "il passaggio dalla potestà del marito alla potestà condivisa dei coniugi; l'eguaglianza tra coniugi (si passa dalla potestà maritale all'eguaglianza fra coniugi)"
    Quinto esempio: sullo schiavismo "ho visto uomini di colore con i segni di antiche frustate"; ma non ha mai visto donne piene di lividi. Distratto?
    Sesto esempio: sui diritti politici. Bene l'autore afferma che nelle democrazie antiche il diritto di voto era ristretto a chi avesse compiuto il servizio militare (e aggiungo che siccome procurarsi le armi era costoso, solo chi aveva mezzi cospicui se lo poteva permettere) però le democrazie antiche erano gli antichi Greci e Romani. Nelle democrazie moderne, incluso il Regno d'Italia fino alla proclamazione della Repubblica nel 1946, il voto era sì ristretto ma in base al censo (ovvero alla ricchezza) per cui votavano gli uomini da un certo reddito in su ma non votavano le donne neppure se appartenevano a quel censo. Ignoranza dell'autore o mistificazione? L'ultimo Paese europeo a concedere il voto politico alle donne (sì perché le leggi erano fatte dagli uomini: come facevano le donne ad entrare in Parlamento se non potevano neanche votare?) è stata la Svizzera nel 1971. Non molto antica, come democrazia.
    E per finire, questa è ben oltre il limite del ridicolo (ma come si fa a prenderla sul serio?): le femministe che per il riconoscimento delle parità chiedevano il divieto per le donne di portare i pantaloni, l'abolizione dei cosmetici e l'obbligo di leva femminile (eh eh non sarebbe stato meglio chiedere di abolirla per tutti?).. è talmente assurda che mi piacerebbe sapere chi l'ha sparata e quando.
    Così si trascinano nella sua assurdità anche istanze legittime e ragionevoli. Per concludere, tutto questo discorso è un concentrato di manipolazioni e mistificazioni che supportano un punto di vista in modo ideologico. D'altra parte l'autore era un esperto di guerra psicologica (dalla biografia, wikipedia); usa dei sistemi che oggi si direbbero di disinformazione. Non ragiono in termini dualistici per cui non per aver trovato molto disonesto questo video condivido la causa avversa, oltre tutto neanche si capisce cosa affermassero le femministe descritte. Ma come si fa, scusate l'espressione, a "berselo così"? Oltre tutto il fatto di prestargli credito senza verificarlo non rende un buon servizio all'evoluzione realmente costruttiva delle relazioni tra i generi.

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  17. ...dal mio commento del 7 maggio, sto ancora aspettando una delucidazione su quale collegamento vi sia tra 1) una società basata sull'uguaglianza e rapporti paritari tra uomo e donna e 2) l'ideologia gender. Nel frattempo ho fatto ricerche ed ho trovato molte altre cose parecchio interessanti ma su questo collegamento non ho cavato come si dice un ragno dal buco. Da quel che ho visto, l'espressione "ideologia gender" viene utilizzata solo in ambiti del cattolicesimo ultraconservatore, come interpretazione distorcente degli "studi di genere" (quelli che studiano gli influssi sociali e culturali sui generi e che vengono sottoposti a critica nel documentario norvegese).
    Si tratterebbe quindi dell'opposizione ad un'interpretazione (volutamente?) distorta, di una teoria (inesistente in questi termini) secondo cui le differenze sessuali sarebbero irrilevanti e gli individui potrebbero scegliersi il genere (inteso come essere M o F con tutte le conseguenze che ciò comporta) in base alle proprie preferenze.
    Ecco mi manca proprio il passaggio tra il punto 1) e il punto 2) più che un passaggio a mio parere è una voragine logica.
    Se per te è chiara, Viator, potresti pure rivelarmela, no?
    perché secondo me con tutto questo polverone (e visto poi con precisione da dove è stato sollevato) sotto c'è un bel po' più che non si vede e non è neanche quello che ci danno a intendere (e cioè non è che il NWO vuol ridurci così a essere senza identità sessuale: questo è ancora solo apparenza, o un livello possibile di interpretazione ma non definitivo) ma per cui la risposta a questa domanda mi serve come traccia.

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  18. @ eleonora, la mia risposta la trovi nei post 'dal matriarcato alla guerra dei sessi', 'la dittatura del politically correct', 'le aspettative dei burattinai', ed altri che ora non ricordo. ad ogni modo, in estrema sintesi, l'ideologia gender fa parte di una più ampia campagna votata a ridurre la natalità, far cadere in desuetudine l'istituto della famiglia, e sfibrare il tessuto sociale, in questo caso attraverso un'opera di condizionamento mentale circa la 'normalità della bisessualità ed omosessualità.' in realtà, dato che bisessualità e omosessualità – benché naturali - non sono 'normali' in quanto interessano storicamente una costante, minuscola percentuale di individui (basta spegnere la televisione e guardare la realtà 'reale' che ci circonda per verificarlo) viene usata l'ideologia gender per convincere che invece tali 'orientamenti sessuali' sarebbero molto più diffusi se le regole sociali e culturali non condizionassero mentalmente tanta gente a cucirsi addosso il ruolo di 'maschio' e di 'femmina' e a rifiutare 'culturalmente' o 'bigottamente' il concetto di omosessualità. la realtà è che omo e bisessuali restano una sparuta minoranza rispetto alla popolazione mondiale. puoi anche guardare questo video
    https://www.youtube.com/watch v=Y3hndmjeUhc&index=1&list=LLPIp2Nlpsk93FRnbWnDOWGg.
    oppure questo:
    https://www.youtube.com/watch?v=3vhb-XwQHzk in cui si evince come anche i social network (controllati da agenzie di intelligence) stiano spingendo verso questo tipo di impostazione.
    il femminismo - per quanto ispirato da principi sacrosanti, cioè l'equiparazione civica e giuridica dei due generi sessuali - è stato imbastito e sfruttato anch'esso per ottenere scopi di disgregazione sociale e depopolamento (aborto) e non certo per fare il bene delle donne discriminate. Esattamente come l'ideologia gender non è usata con l'intento di fare il bene degli omosessuali ma per sfibrare il tessuto sociale retto dalla famiglia di sangue, così da poter dominare più agevolmente la base sociale. In altre parole sono campagne di ingegneria sociale facenti capo allo stesso progetto.
    l'assoluta parità tra i sessi è un concetto astratto che non fa i conti con la realtà. la realtà dice che maschi e femmine non sono uguali, nè biologicamente nè psicologicamente. ciò rende impossibile il raggiungimento della perfetta parità tra i sessi, a meno che non si mini alla loro essenziale e naturale complementarietà, distruggendo gli equilibri familiari e indebolendo di conseguenza la base sociale a tutto vantaggio di chi persegue l'atomizzazione degli individui per asservirli completamente all'apparato, e la depopolazione su scala globale. ripeto: l'equiparazione civica e giuridica sono sacrosante, ma i burattinai hanno sfruttato questa esigenza per convincere molte donne che l'uguaglianza debba travalicare il fatto civico e giuridico e sconfinare nei ruoli sociali (antichi di millenni), nella cultura e nella biologia. Tutto ciò ha scombinato il rapporto tra i sessi, ed i risultati mi sembra siano sotto gli occhi di tutti (CONTINUA)

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  19. (CONTINUA) In realtà credo che sarebbero poche le donne disposte ad accettare che i loro compagni inizino a smaltarsi le unghie, usare il fard, il rimmel e indossare la gonna. Così come credo che non gradirebbero il giorno in cui nelle situazioni di pericolo si smettesse di metterle in salvo per prime insieme ai bambini per il semplice fatto di essere donne. In moltissime si sono salvate da incendi, naufragi, tumulti e quant'altro, a discapito di molti maschi, grazie alla salvaguardia di cui hanno goduto in quanto donne. Per non parlare del fenomeno devastante, occultato dai media, dei mariti e padri divorziati ridotti letteralmente alla fame per pagare gli alimenti alle rispettive ex consorti a cui sono stati affidati i figli per il fatto di esserne le madri. Gli esempi di questa 'discriminazione' a danno dei maschi sono decine, e ho il sospetto che se si attuasse fattivamente la tanto auspicata perfetta parità tra i sessi, se cadesse in desuetudine la famiglia, ne risulterebbero danneggiate più le donne che gli uomini.
    Le donne dovrebbero prendere atto che negli ultimi 50 anni hanno tradito sia i feti che portavano in grembo, abbracciando le politiche abortistiche, sia le loro controparti maschili, sia la loro stessa essenza, revocando la fiducia ai loro compagni per concederla integralmente ai pifferai magici dei media che hanno supportato a spron battuto lo stravolgimento dei millenari ruoli di genere. E' una dura verità, ma è la verità. Si è trattato di tradimenti gravissimi. ripeto ciò che ho scritto in un vecchio post: il mondo non è disneyland, malgrado molti si siano fatti persuadere del contrario; è un posto bestiale, pericoloso in cui bisogna collaborare ed aggregarsi (e non battagliare tra poveri) per non farsi schiacciare da chi detiene il potere e si infischia dei diritti dei gay, delle donne, dei malati terminali, degli immigrati, ecc. (come intuibile nel doppiopesismo riservato ai diritti dei feti, dei pensionati, degli indigenti che dormono sotto i ponti), ma al bisogno li strumentalizza per perseguire sporchi progetti di ingegneria sociale. prima della gratificazione personale, della 'ricerca della felicità', esistono dei compiti assegnati dalla natura (o da dio, per chi ci crede), i quali si traducono in ruoli da ricoprire a prescindere dalla connotazione che viene loro affibbiata dalla cultura di turno, o dal fatto che siano giudicati più o meno piacevoli, più o meno chic. questo ottuso candore (ormai inaccettabile alla luce degli eventi) è un problema sofferto da chi non ha compreso, o ha scordato, come funzioni il mondo. questa consapevolezza è stata loro estirpata a forza di insulsi concetti radical chic, telefilm, filmetti e canzonette da quattro soldi.
    ciò detto, passo e chiudo. I tuoi commenti sono interessanti ed è un piacere leggerli, ma per favore non chiamarmi ancora in causa su questo tema, perché l'educazione mi obbligherebbe a rispondere ed il loop proseguirebbe nei secoli dei secoli, in quanto è evidente che le nostre posizioni sono nette e chiare, ma inconciliabili. Ed in questi giorni ho pochissimo tempo per mandare avanti il blog. Ciao

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  20. Grazie per la copiosa risposta. Mi permetto solo di osservare che l'esposizione fatta non è "una dura verità, ma è la verità", ma è una personale interpretazione della realtà e del mondo circostante. Purtroppo quel che è descritto non colma la voragine logica tra i punti che avevo espresso nel post precedente, ma non importa (non sto ad argomentare per evitare lungaggini). Quel che c'è è abbastanza per un'osservazione "attraverso", in filigrana, che è quel che mi interessa. Non era ne è mia intenzione intavolare una discussione seriale (né cercare di convincere nessuno), anch'io veramente ho poco tempo. Concludo con alcune osservazioni su un post precedente "Femminismo e ingegneria sociale" (solo pochi giorni fa ho potuto vedere il video completo di Aaron Russo) e scrivo qui per brevità, ma è anche attinente. Partiamo dal presupposto (non scontato) che Rockfeller dica la verità. Quel che Russo riporta sulla dichiarazione di aver "finanziato" (funded) il femminismo è evidentemente qualcosa che il magnate voleva che lui sapesse. Così per gli scopi di quell'intervento (tassare il lavoro femminile e introdurre i bambini nel sistema scolastico più precocemente). Non è detto che fossero veramente quelli o solo quelli, magari ce n'erano altri a livelli ben differenti. Un'obiezione è: se tutti i media erano già nelle loro mani che bisogno avevano di cooptare il produttore Aaron Russo? Delle due, l'una: o era già controllato e quindi era una specie di doppiogiochista, o più semplicemente la loro influenza non era così onnipervasiva come volevano far credere (è una tattica tipica, farsi considerare più forti). Il succo di questo discorso è che anche il complottismo, come può esser stato già il femminismo e in seguito la new age, è agevolmente utilizzato dai controllori che riescono ad orientarlo con molta facilità per i loro scopi, ben diversi da quello che scaltramente lasciano apparire.
    Bye bye Viator, spero di riuscire a ripassare di qui prima o poi.

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  21. avete commentato fin troppo... riassumo in una parola ciò che penso: SINERGIA, ed anche se non ci si vede da un pò... fratello Viator forse intuirà chi sono (dal Matriarcato al Patriarcato... ...il complementare potere non piace a nessuno???)

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  22. anonimo, dici bene. ma non sono convinto che questa sinergia possa essere ridisegnata a piacimento. se mi definisci 'fratello' per esprimere affinità, sono contento. ciao

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  23. Per esempio, qualche giorno fa, gli aerei caduti in mare prima delle freccie tricolore, avete notato che TUTTI quelli della spiaggia corsi in mare per dare aiuto erano maschi. Riguardatevi il video. E insomma sta parità c'è solo quando fa comodo?

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  24. @anonimo
    Uh! veramente non pensavo ci fosse un limite ai commenti, è vero in genere sotto ogni post c'è ben poca discussione, pensavo di fare una cosa utile ad animarla un po'... :-)
    la necessaria e naturale "complementarietà" tra maschile e femminile è per me una cosa un bel po' diversa dalla semplice "sinergia"
    ma non mi riferivo ai rapporti tra i sessi in termini di "potere" ma di "identità". Nonostante il "fin troppo" so bene di non essere stata intesa: neanch'io penso che i vari aspetti dell'identità maschile o femminile e della relativa complementarietà possano essere stabiliti a piacimento; tuttavia il condizionamento sociale e culturale trasmesso da molte generazioni, sul cui modello è stata strutturata una forma di società, è così radicato che lo si prende per "naturale" (così come la guerra, ad esempio) confondendo poi di norma le identità personali, che hanno componenti anche di genere, con i ruoli sociali. Nel leggere post e commenti tutta la questione sembra ridursi alla (ridicola) lotta tra "femminismo" e "patriarcato", ma se si supera questo punto di vista restrittivo e pilotato si trova parecchio di interessante. SE però si vuole consapevolezza bisogna farsi domande e continuare a cercare risposte, uscire dalla comodità dello schema già imposto che poi alla prova dei fatti dimostra di non funzionare per nulla (chi è sposato o convive lo sa) se invece si vuol vivere come automi e rimanere a sguazzare nella pozzanghera pre-definita (nella quale non ho mai visto nessuno essere felice) certo non è necessario impegnarcisi, ognuno è libero di fare quello che crede.

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  25. Eleonora, quali sono le basi scientifiche della scienza sociale del Gender che propugni? A quale epistemologia risponde?

    Demolisci la teoria evoluzionista in quanto (a ragione) non è che una spiegazione apriori (pseudometafisica) di quanto osservi e nel farlo ne proponi avente caratteristiche del tutto simili basata sull'assunto scientificamente improvabile del "tutto è costrutto sessista, pure la scienza".

    Questa non è scienza, questa è ideologia pura.

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