6 marzo 2015

Merda? No, Grazie

merda per tuttidi Smeriglia

So che può sembrare incredibile, ma io non mangio la merda, e non perché sia allergico, schizzinoso o per chissà quale principio etico, ma perché non mi piace. Anzi, mi fa proprio schifo. Non è come le altre cose che non mi piacciono, come il sughero, la crema solare o le tapparelle, che se mi sforzo posso anche riuscire a mangiarle. La merda è diversa, basta che ne metta in bocca un pezzettino e subito mi viene da vomitare.
 
Naturalmente l’ho assaggiata, dopotutto sono solo protoni, neutroni e elettroni come tutto il resto, ma non c’è niente da fare: mi fa schifo. Questo di per sé non sarebbe un problema, se non fosse che dove vivo io tutti mangiano la merda. Tutti la considerano una prelibatezza da raffinati gourmet, ma anche un ingrediente fondamentale per dare sapore a ogni piatto, o uno sfizioso spuntino da gustare in ogni momento della giornata, succhiandosi le dita. In pratica sono sempre circondato da gente che mangia la merda.

Ma nemmeno questo è il vero problema. Per me ognuno può mangiare quello che vuole, tanto ormai sono abituato a sentire l’odore della merda calda che si scioglie sui maccheroni o a vedere la gente coi frammenti di merda nei baffi. So perfettamente che il sapore di una cosa è solo un fatto culturale e che, in linea di principio, tutto è commestibile: ci sono posti dove la gente mangia le cavallette, le zampe dei ragni, le ali dei pipistrelli, le larve di mosca, le budella di vacca, ecc., che cosa c’è di strano se qui la gente mangia la merda? Ognuno chiama “buono” quello che è abituato a mangiare e chiama “schifoso” quello che non ha mai pensato si possa mangiare. Quindi la merda va benissimo. L’unico vero problema di vivere in un posto dove tutti mangiano la merda non è che loro mangiano la merda, ma che vogliono che la mangi anch’io. E lo vogliono molto insistentemente. Le persone hanno questo difetto: se non ti piace una loro presunta leccornia, cercano in tutti i modi di fartela mangiare. Prima ti spiegano che è un alimento sano e nutriente indispensabile per una dieta equilibrata, poi te la sventolano sotto il naso, ti accusano di essere schizzinoso, strambo, matto, finché un giorno te la schiaffano direttamente nel piatto, poca poca e di nascosto, pensando che tanto non te ne accorgerai visto che, dio mio, non è possibile che non ti piaccia una cosa così buona come la merda.

Abbiamo il risotto alle quattro merde, gli gnocchetti zafferano e merda, il vitello in crosta di merda e del polistirolo.

Nel polistirolo c’è la merda?

Solo un po’.

Vorrei un po’ di polistirolo senza merda.

Ma, signore, è merda di capra freschissima.

Preferirei senza, è possibile?

Neanche una o due palline per insaporire?

No, grazie.

Per caso è allergico alla merda?

No.

Perfetto, allora un piatto di polistirolo “senza” merda per il signore.

Se vivi nella patria della merda non puoi permetterti di non mangiare la merda, almeno un pochino di tanto in tanto, giusto per far vedere che non ti credi migliore degli altri. Purtroppo tutti si identificano sempre con ciò che piace a tutti, e se nella patria della merda disprezzi il loro cibo di merda, allora vuol dire che disprezzi anche le loro abitudini di merda, la loro musica di merda, i loro ideali di merda e, fondamentalmente, la loro vita di merda. Ma io non disprezzo la merda, solo vorrei non mangiarla.

Articolo pubblicato sul sito In Coma è Meglio
Link diretto:
http://incomaemeglio.blogspot.com/2012/11/merda-no-grazie.html
Segnalato da Il Giovane Opinionista


Post correlati: Una Provvidenziale Eccezione
Post correlati: Il Pericolo OGM
Post correlati: Il Mondo Secondo Monsanto (Eng) - M.M. Robin
Post correlati: 7 Modi Segreti con cui ci Stanno Avvelenando
Post correlati: Furbo e Più Furbo (Cultura della Furbizia)
Post correlati: Il Sogno Americano - G. Carlin
Post correlati: Il Contratto
Post correlati: Sulla Servitù Moderna - J. F. Brient
Post correlati: Fantozzi - L. Salce
Post correlati: Balasso Testimonial dei Videopoker
Post correlati: 11 Consigli per Far Felici gli Amici che Controllano i Media
Post correlati: Chi Comanda a Questo Mondo? (XII)
Post correlati: Le Cose Come Stanno - Carlin - Hicks
Post correlati: Tag Satira

Rido Ergo Sum
Una passeggiata nella storia del pensiero attraverso le battute e gli aneddoti dei grandi filosofi

3 commenti:

  1. ...quando sei con gente che si infervora per una partita di calcio, quando vai al pomeriggio al centro commerciale, quando sei in giro con gli amici e pur vedendo il cielo pieno di righe bianche che lo rendono lattiginoso ti tocca stare zitto, quando subisci i i dibattiti dei colleghi su chi votare, quando tutti ridono ad una commediola di basso livello, quando ti dicono "si va bè ma tanto il mondo non lo cambi mica te", quando se non hai il tablet sei un poveraccio........
    Il problema è che la merda io non solo vorrei non mangiarla, ma comincio a disprezzarla abbastanza. Sai com'è....ti stufi di un piatto che ti piace se mangi sempre quello, figurati di uno che non ti piace!

    RispondiElimina
  2. come dice l'Anonimo del commento precedente: "quando sei in giro con gli amici e pur vedendo il cielo pieno di righe bianche che lo rendono lattiginoso ti tocca stare zitto"...
    Smeriglia, l'autore dell'articolo, è decisamente uno scrittore dotato, con una verve umoristica a volte irresistibile. Peccato che la sua intelligenza, peraltro notevole, sia così miope (cioè... spero sia per miopia e non per "collaborazionismo") da non fargli vedere che la merda gliela fanno mangiare spruzzandola dall'alto. Da anni... Buon appetito Smeriglia!

    RispondiElimina
  3. Ben detto anonimo precedente! Il caro Smeriglia e l'inclito suo collaboratore si sono sperticati in un articolo contro le gli scialchimisti riducendo di molto la mia stima per la loro intelligenza.

    http://incomaemeglio.blogspot.com/2014/10/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulle.html

    Quello che più mi ha urtato nel loro articolo è che hanno usato l'espediente: "

    1. essere nati prima degli anni Novanta,
    2. avere almeno un occhio funzionante fin dalla nascita,
    3. non essere degli insuperabili boccaloni.
    "
    Ecco, io sono nato prima degli anni novanta e a differenza di Smeriglia & co il cielo l'ho sempre guardato e ricordo molto bene la differenza tra allora ed oggi. In più sono anche un tecnico di costruzioni aeronautiche e so che la scia di condensa si crea dietro il piano orizzontale di coda (timone di profondità) dovuta alla forte decompressione che subisce l’aria, per cui l’umidità in essa contenuta condensa in vapore.

    La normalità, ripeto NORMALITA’ dei cieli di allora era una breve scia (da 2 a 10 volte la lunghezza dell’aereo) che seguiva l’aereo e che si smaterializzava alla stessa velocità dell’aereo (l’umidità veniva riassorbita dall’atmosfera), per cui vedevi un pennacchio che seguiva l’aeromobile e con lui scompariva oltre le montagne. (La scia era evidentemente creata dal piano di coda e non dalle ali come adesso). Le differenze erano dovute alla diversa situazione giornaliera dell’atmosfera: pressione in quota e umidità relativa. Per cui poteva essere che in alcuni giorni le scie fossero più lunghe e altri giorni più corte o addirittura assenti. Ricordo benissimo che nelle mie osservazioni (avevo una vista acutissima) erano poche le sorprese rispetto al modello descritto. Una volta mi sorpresi a notare che degli aerei che non lasciavano scia tutt’ad un tratto iniziavano a lasciare una scia, osservando bene gli altri aerei che sopraggiungevano si poteva scorgere la linea ipotetica di demarcazione di due correnti aeree con diverse caratteristiche di umidità. Ebbene solo una volta su qualche centinaio di osservazioni (avevo anche un posto sul tetto con tanto di materasso e binocolo) vidi una cosa strana: un aereo che lasciava una lunga scia permanente nel cielo, che piano piano agglomerava altra umidità e nel giro di qualche ora aveva ricoperto tutto il cielo. Ripeto fu una cosa stranissima perche inusuale, oggi sembra essere la norma. Per cui caro Smeriglia vedi di ricordare bene le cose come stavano ai tempi in cui l’Italia era chiamata il paese del sole, quando le estati iniziavano ad aprile e finivano a settembre e quasi si imploravano i temporali, con lunghissime giornate di sole che non conosco nell’infanzia dei miei figli; non come adesso che piove ogni tre giorni.

    RispondiElimina

Se il post ti è piaciuto, non dimenticare di condividerlo e lasciare un commento.

N.B. Non saranno pubblicati commenti espressi con linguaggio offensivo o violento, e critiche non motivate / argomentate.

Leggendo le nostre DOMANDE FREQUENTI potrai crearti un'idea più precisa sul nostro approccio ai temi trattati nel blog.

GRAZIE per il contributo e la collaborazione

SISTEMA


MITI E LEGGENDE