30 aprile 2015

Chi Domina il Mondo? - 2 - L'Erba Cattiva

sopravvissuti diluviodi P. Jones
Traduzione di Anticorpi.info
Continua dalla Prima Parte

Introduzione.
In questa seconda parte dell'articolo cercheremo di stabilire se la discendenza satanica sopravvisse al Diluvio, e se sì, in che modo. Infine, nella terza e ultima parte scopriremo cosa sono i cosiddetti 'Illuminati' e in che modo sono connessi con la forza malvagia che sembra permeare il nostro triste pianeta.

Infine decideremo se sulla base degli elementi in nostro possesso sia plausibile affermare che l'avversario eterno di Dio e dell'umanità, il grande ingannatore, sia realmente la forza trainante celata dietro il sistema di tirannia globale che va erigendosi metodicamente intorno alle nostre vite.

Molti cristiani ortodossi troveranno alcuni dei temi trattati quantomeno eretici, poco ortodossi e forse persino scioccanti. Ma dovranno comprendere che ho affrontato questa indagine dal punto di vista di un detective, non di un teologo. In quanto ex ufficiale di polizia con oltre 21 anni di esperienza ho imparato ad analizzare ogni informazione con mentalità aperta, a prescindere dalla sua fonte, e a scartare solo quelle oggettivamente improbabili, infondate o in ultima analisi palesemente contraddittorie. Abbiamo a che fare con la narrazione di una serie di eventi ambientati in un passato remoto, e gran parte delle fonti sono contraddittorie, fortemente sbilanciate verso questa o quell'altra tesi. Ho cercato di non sbilanciarmi a mia volta e ragionare solo sui fatti 'scolpiti nella pietra.' 

Questo articolo si domanda se esista una forza soprannaturale malevola che con l'aiuto di discendenti e discepoli operi nell'ombra manipolando gli eventi globali verso il coronamento di un obiettivo ben preciso; la creazione di una dittatura mondiale. Ripeto: questa non è una dissertazione teologica.

Tuttavia prima di affrontare quel punto, dobbiamo esaminare l'evento del Diluvio. E' una tappa importante, dato che se non riuscissimo a provare che le stirpi sataniche riuscirono a sopravvivere al diluvio inviato da Dio, l'intera ipotesi cadrebbe nel nulla.

Il Diluvio Universale.
L'interpretazione ortodossa della Bibbia ci dice che il diluvio non distrusse solo i `giganti,` ma anche l'intera linea di Caino. I soli sopravvissuti sarebbero stati Noè ed i suoi tre figli, i quali diedero inizio all'era post-diluviana. Tuttavia se interpretiamo letteralmente il capitolo 6 della Genesi, scopriamo che in realtà dopo il diluvio sulla Terra erano ancora presenti alcuni Nephilim, o le loro discendenze. Inoltre, il Libro dei Giubilei narra esplicitamente che alcuni figli dei Nephilim, noti come Anakim, si salvarono. Dopo qualche tempo che le acque si furono ritirate Noè apprese che tali 'spiriti maligni nati dagli angeli caduti' avevano sedotto, ingannato ed ucciso alcuni dei suoi nipoti.

Secondo la loro mitologia, gli Illuminati sarebbero i discendenti degli angeli caduti e degli atlantidei, perpetratori moderni delle arcane dottrine misteriche importate da tali esseri. Dopo il 'grande diluvio' e la distruzione di Atlantide la loro progenie sarebbe tornata a perseguitare l'umanità.

Ma esistono ottime ragioni per ritenere che anche la linea di sangue di Caino sopravvisse al Diluvio. Vediamo quali.

Il Mito Sumero del Diluvio.
Il tema di una enorme e catastrofica alluvione non è presente solo nella Bibbia. Racconti molto simili alla narrazione della Genesi sono ampiamente riportati nei miti di tutto il Vicino Oriente; ad esempio il mito mesopotamico dell'eroe Atrahasis; oppure il poema sumero Gilgamesh contenente la storia di Utnapishtim. In tutte queste storie, nessuna esclusa, c'è una divinità che crea gli animali e gli esseri umani; dopodiché questi ultimi scatenano la rabbia del dio (o gli dei), il quale decide di fare pulizia attraverso un diluvio; la divinità avverte una 'persona pia' dell'imminente calamità; costei è chiamata a conservare il genere umano costruendo una grande barca che salvi dall'estinzione alcuni esemplari di animali e qualche essere umano. Alla fine il dio (o gli dei) la premia per le sue azioni.

Il mito mesopotamico è sviluppato nella Epopea di Gilgamesh, uno dei primi capolavori letterari, in cui sono narrate le avventure di un sovrano ed eroe sumero. Le prime versioni di tale poema epico apparvero all'alba del secondo millennio aC (grossomodo l'ambientazione cronologica del diluvio biblico). La storia del diluvio è narrata a Gilgamesh da Utnapishtim, l'equivalente di Noè nel mito sumero. Avvisato dal dio Ea (Enki) che la sua città sarebbe stata spazzata via da un'alluvione, Utnapishtim fu spronato a costruire una nave con cui mettere in salvo la propria famiglia, i servi e gli animali. Dopo sette giorni di diluvio di acque celesti, la nave si arenò su una montagna. L'ira degli dei si era placata, e Utnapishtim e sua moglie ricevettero in premio il dono dell'immortalità.

Leggende parallele si registrarono poi in diverse altre regioni del Medio Oriente. La versione mesopotamica fu probabilmente importata presso Canaan, la terra dove si insediarono gli israeliti, dal patriarca Abramo, originario di Ur e successivamente tramandato attraverso Isacco e Giacobbe. Il racconto originale fu senza ombra di dubbio rimodellato più volte, anche dagli stessi Sumeri e Accadi, per fini di adattamento ai rispettivi pantheon. E' assai probabile che gli autori ebrei successivi abbiano fatto altrettanto.

Alcuni detrattori delle Sacre Scritture ritengono che le molte evidenti similitudini gettino dubbi sulla veridicità del racconto biblico, considerato una sorta di 'plagio' religioso. Ma occorre rilevare che stiamo parlando di eventi e miti appartenuti alla medesima regione geografica. Io sono dell'idea che la leggenda sumera corrobori il racconto biblico piuttosto che sminuirlo. E credo che le numerose altre similitudini esistenti tra mitologie al contrario diano credibilità non solo al tema del diluvio, ma anche all'Antico Testamento nel suo insieme. Molti scettici presumono che il diluvio sumerico preceda di millenni quello narrato nella Bibbia, dando così credito alla teoria in base a cui il primo sia la versione autentica degli eventi, e il secondo una pallida imitazione. Ma le cose non stanno in questi termini, come vedremo.

Diluvio Universale o Diluvio Locale?
Quasi tutte le chiese tramandano il dogma secondo cui il diluvio descritto nella Bibbia abbia inondato l'intera superficie terrestre ed ucciso tutte le creature viventi eccetto Noè, la sua famiglia e le altre creature ospitate sull'Arca. Una minoranza di chiese invece afferma che esistano prove evidenti che il diluvio biblico non abbia inondato l'intero pianeta.

Il Corano (VII secolo dC) contiene un racconto estremamente simile al diluvio della Genesi. Le principali differenze stanno nel fatto che secondo il Corano furono solo Noè ed un piccolo numero di credenti ad entrare nell'arca, senza animali. Il diluvio coranico è locale, inviato da Allah per mondare una particolare regione dalle genti che vivevano intorno a Noè le quali adoravano idoli ed erano diventate corrotte e corruttrici. Nella versione islamica il diluvio è un castigo che si abbatté su coloro i quali si rifiutavano di ascoltare la predicazione di Noè dell'unicità di Allah. L'arca coranica si posa sul monte Judi, tradizionalmente identificato con un rilievo nei pressi di Mosul, nel moderno Iraq.

Tornando alla Bibbia, questa idea sbagliata circa l'estensione geografica del diluvio è stata la causa di numerosi errori di traduzione nella versione di King James. Nel sesto capitolo della Genesi si legge che Dio vide che le persone si erano così corrotte da farlo pentire di averle create, così prese la decisione di spazzarle via attraverso un'alluvione. Avvisò solo Noè dell'imminente catastrofe e gli ingiunse di costruire una grande arca, per salvare la sua famiglia e alcuni esemplari di ogni specie animale. A quel punto, il capitolo settimo della Genesi, versione King James, narra:
"E dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra.
Nel seicentesimo anno dell'esistenza di Noè, il diciassettesimo giorno del secondo mese, in quel giorno ogni sorgente del grande abisso scoppiò, e le cateratte del cielo si aprirono. E la pioggia cadde per 40 giorni e 40 notti. E le acque crebbero grandemente sulla terra; e l'arca andò sulle acque. E tutte le alte colline che erano sotto i cieli ne furono coperte. E le acque montarono ancora di 15 cubiti verso l'alto, e le montagne ne furono coperte. E perì ogni carne vivente sulla terra, sia di uccelli che di bestiame, e di tutti i rettili che strisciano sulla terra; e ogni uomo.
E le acque prevalsero sulla terra per 150 giorni. E Dio si ricordò di Noè e di ogni essere vivente, e tutto il bestiame che era con lui nell'arca; e Dio fece passare un vento sulla terra e l'acqua si placò. Le acque si ritirarono dalla terra e dopo la fine dei 150 giorni le acque scemarono. E l'arca si fermò nel settimo mese, il 17° giorno del mese, sui monti di Ararat."
Gen KJV  7: 11
Anche in questo caso vi è una discrepanza tra la traduzione della versione di King James e ciò che scrissero gli autori del testo originale, come conferma la Septuaginta, traduzione greca della Bibbia. La KJV afferma che la pioggia cadde sulla 'terra', le acque aumentarono notevolmente sulla 'terra', e che morì 'ogni carne vivente sulla terra.' La traduzione greca dice invece qualcosa di assai diverso.

Si tratta dello stesso equivoco presente nella traduzione di Genesi 04:14 (Nuovi Diodati), quando Dio punisce Caino per l'uccisione di Abele, e la risposta di Caino viene tradotta come segue: "Ecco, tu mi scacci dalla faccia della terra." Affermazione contraddittoria, dato che successivamente la stirpe di Caino continuò ad essere 'tracciata' per sei generazioni, fino al tempo del diluvio.

Nell'articolo: Il Diluvio di Noè non fu Mondiale, il pastore Comparet spiega che il vocabolo ebraico 'ad-aw-maw' significa 'il campo.' Dio disse a Caino che i suoi giorni all'interno della 'fattoria' erano finiti, e Caino gli rispose: "Tu mi scacci oggi dal campo."

Inoltre, nel settimo capitolo della Genesi, quando si parla del diluvio, laddove è narrato che il diluvio coprì 'la terra', la parola ebraica usata nel testo originale è invece `eh-ratti` la quale significa 'regione.' L'alluvione dunque inondò una regione specifica. Elemento - come detto - corroborato anche dal Corano, ove si narra di un diluvio locale che sommerse una specifica regione o paese, non l'intero pianeta.

E ancora, la logica ci suggerisce che se l'intero pianeta fosse stato sommerso da sei miglia d'acqua, come sostengono numerosi traduttori, ogni nazione vivente in quel periodo storico ne sarebbe stata sterminata. Eppure la storia babilonese, la storia egizia e quella cinese narrano di eventi accaduti proprio in quel tempo, e lo fanno senza soluzioni di continuità e senza menzionare alcuno sterminio di massa. La Bibbia fa risalire l'inizio del diluvio al 2345 aC e la fine al 2344 aC (corrispondente pressappoco al periodo di datazione del diluvio sumero). Tuttavia nella bassa Sumeria, in seguito denominata Caldea. la metropoli di Ur regnò circa dal 2400 aC fino al 2285 aC, e nessuna  testimonianza scritta proveniente da quel tempo menziona diluvi e inondazioni.

Più a nord, circa nel 2400 a.C. salì al potere l'impero di Babilonia, che raggiunse un'elevato sviluppo sotto il regno di Hammurabi, contemporaneo del patriarca ebraico Abramo (circa 2250 aC), e ancora una volta nella storia dell'impero non si riscontra alcuna soluzione di continuità causata da eventi catastrofici. Stesso discorso valido per la XI e la XII dinastia egizia (2375 a.C. - 350 a.C.), nelle cui narrazioni non fu registrata alcuna calamità naturale, anzi durante il tempo del diluvio la civiltà egizia era al climax del proprio splendore.

Nella storia cinese possiamo leggere che il sovrano Yao salì al trono nel 2356 a.C., 11 anni prima dell'inizio del diluvio, e governò la Cina per molti anni, durante e dopo il tempo del diluvio.

A Caccia di Indizi.
Per identificare la regione su cui potrebbe essersi abbattuto il diluvio è necessario tracciare il percorso compiuto dai discendenti di Adamo ed Eva. Nel suo saggio, il pastore Comparet traccia i loro movimenti successivi all'abbandono dell'Eden:
"Quando Adamo ed Eva furono cacciati dal giardino di Eden, Genesi 03:24 narra che Dio collocò sul lato Est del giardino dei cherubini armati di spade fiammeggianti, per impedire che Adamo ed Eva, già in cammino, potessero rientrare da quel lato e accedere all'albero della vita. Quindi sapiamo che dopo la cacciata Adamo ed Eva si diressero verso est. Ciò dovrebbe averli condotti presso il nord dell'attuale Iran, intorno all'estremità meridionale del Caspio, in quello che era chiamato Turkestan cinese ed oggi è noto come provincia di Xinjiang, dell'estremo ovest cinese. Fu in quel luogo, in una valle ottimamente protetta da alte montagne, fertile e ben popolata da animali che Adamo ed Eva, o almeno i loro prossimi discendenti, si stanziarono."
Xinjiang

Quando Caino a causa dell'uccisione di Abele fu bandito dalla terra dove vivevano Adamo ed Eva, la Genesi 4:16 ci narra che Caino "uscì dal cospetto del Signore e abitò il paese di Nod, a est di Eden." La parola ebraica `nod` significa 'vagare.' Il che potrebbe esprimere il suo peregrinare lungo le valli ubicate a nord del Tigri e dell'Eufrate. Fu proprio nella terra allora nota come Sumeria ed in seguito chiamata Caldea, che con ogni probabilità (la stirpe di) Caino finì per stanziarsi. La Bibbia la chiama: Piana di Shinar. Tutto ciò indica che Caino viaggiò verso ovest, partendo dalla regione in cui si era stanziata la stirpe di Adamo ed Eva.

Altre prove possono riscontrarsi in Genesi 11: 2, quando si narra che esauritosi il diluvio i discendenti di Noè si diressero verso oriente fino a giungere nella terra di Sennaar. Il che significa che provenissero da un luogo ubicato ad est delle valli del Tigri e dell'Eufrate. In base alla topografia, l'unico luogo in cui fosse potuta abbattersi un'inondazione come quella descritta dalla Bibbia, è la valle montana dello Xinjiang.

In sintesi, possiamo ragionevolmente indicare il territorio in cui scorre il fiume Tarim - noto come valle del Tarim, ubicato a sud della valle dello Xinjiang - quale teatro geografico del diluvio descritto nella Bibbia.

Alcuni obietteranno che in Genesi 8: 4 si legge: "E l'arca si fermò nel settimo mese, il 17° giorno del mese, sui monti di Ararat." La versione canonica ha interpretato il passo come un'indicazione che l'arca si sia fermata sulla cima del Monte Ararat, in Armenia, ovverosia a 1.600 chilometri dalla valle del Tarim. Distanza che sarebbe abissale; tuttavia anche in questo caso la Bibbia è stata male interpretata. Prima di tutto si noti il nome espresso al plurale: si parla di 'monti di Ararat', mentre il Monte Ararat, Armenia, è un unico picco. Inoltre il termine ebraico `ararat` significa letteralmente 'cime.' Pertanto la traduzione corretta di Genesi 8: 4 in realtà ci dice che l'arca si posò sulle cime delle alte colline, cioè le montagne più basse che cingevano la valle.

La tesi è corroborata dal racconto del diluvio presente nell'Epopea di Gilgamesh, in cui non esiste un solo elemento che induca anche indirettamente a pensare che il diluvio non si abbatté su una regione specifica.

Chi Salì sull'Arca? 
Alla luce degli elementi logici, storici e geografici appena esaminati, dobbiamo constatare un elevato grado di probabilità che il diluvio non sia stato un evento globale, ma locale. Nel qual caso l'allontanamento di Caino ed il suo peregrinare verso ovest permise almeno ad una parte della sua progenie di sopravvivere alla catastrofe. 

Prima di proseguire esamineremo un'altra versione degli eventi - tramandata dalla mitologia gnostica - secondo cui la stirpe cainita sarebbe riuscita a salvarsi, ma in altro modo. 

Le scritture canoniche narrano che le uniche persone che salirono a bordo dell'arca furono Noè, sua moglie, i figli Sem, Cam e Jafet e le rispettive mogli. Secondo il mito gnostico tra di loro vi erano dei discendenti della stirpe di Caino. Dal momento che la Bibbia ci dice che Noè discendesse dalla linea di Seth, figlio di Adamo, diamo un'occhiata più approfondita agli altri componenti del piccolo 'equipaggio.'

Nella prima parte di questo saggio abbiamo dato come probabile il fatto che la stirpe di Seth e quella di Caino in taluni casi si fossero mischiate. Secondo alcuni testi apocrifi ebraici, la stirpe Anakim fu tramandata tramite i discendenti di uno dei nipoti di Noè: Canaan, figlio di Cam. In Genesi 9: 20-24 leggiamo:
"20 Ora Noè iniziò come un contadino a piantare una vigna. 21 E cominciò a bere del vino e divenne ubriaco, e così si scoprì in mezzo alla sua tenda. 22 In seguito Ham, padre di Canaan, scoprì la nudità di suo padre e lo riferì ai suoi fratelli di fuori. 23 Allora Sem e Iafet presero un mantello e coprirono la nudità del loro padre, mentre i loro volti guardavano altrove .. e non videro la nudità del loro padre. 24 Infine Noè si svegliò dalla sua ebbrezza e seppe cosa il figlio minore aveva fatto 25 A ciò disse: "Maledetto Canaan. Che possa diventare lo schiavo più basso dei suoi fratelli."
Chi non avesse colto il senso dei termini 'scoperto' e 'nudità' dovrebbe dare un'occhiata ai capitoli 18 e 20 del Levitico, a proposito delle leggi che vietavano gli atti di immoralità e le relative sanzioni per coloro che li commettessero. Secondo il Levitico 18: 8 e 20:11, "Un uomo che giaceva con la moglie di suo padre aveva 'scoperto' la nudità di suo padre." Leggi anche Deuteronomio 22:30 e Corinzi 5: 1.

Ciò che sembra volerci dire la Genesi è che Ham commise incesto con la madre, mentre Noè era ubriaco e nudo nella propria tenda. Ham e la moglie di Noè si sarebbero macchiati quindi di un atto perverso secondo la legge del Signore. Così, quando Noè si svegliò dalla sua ebbrezza pronunciò una maledizione contro Ham nella persona del suo discendente più giovane, cioè Canaan.

Alcuni testi ebraici eretici affermano che la moglie di Noè fosse cainita. Ancora una volta sembra trattarsi solo di una leggenda non corroborata da elementi decisivi, ma ai fini di questa ipotesi vale la pena di approfondire il discorso. Nella genealogia dei discendenti di Caino, viene menzionata una donna di nome Naamah (Genesi 4:22). Il che è strano dal momento che nei resoconti genealogici biblici le donne non sono menzionate a meno che abbiano avuto un ruolo significativo nella storia del popolo ebraico. Allora perché costei fu nominata? Naamah era la moglie di Noè? In questo caso sarebbe stata anche la madre di Ham.

Come già riportato nella prima parte, nel saggio Ai Giorni di Noè, Jeremy Knapp scrive:
"A differenza di Istehar, la fanciulla pia, Naamah, la bella sorella di Tubal-Cain corruppe gli angeli con la sua bellezza e dalla sua unione con il vigilante Shamdon nacque il demone Asmodeo. Lei era spudorata come tutti gli altri discendenti di Caino, ed incline ad indulgere nella bestialità."
J. Knapp - Ai Giorni di Noè
Se si tratta della stessa Naamah, allora è da lei che Ham avrebbe ereditato la linea di sangue satanica, così come i fratelli Sem e Jafet.
Dunque, abbiamo Noè appartenente al lignaggio di Seth, e la sua sposa di stirpe cainita oppure ibrida (considerando l'accoppiamento dei Nephilim con le figlie di Caino) che hanno dato vita a tre figli di sangue misto. Alcuni di essi a loro volta probabilmente sposarono donne cainite o di lignaggio misto. A quel tempo, come detto nella prima parte, la terra era già popolata dalle genti pre-adamiche cadute nella corruzione. Costoro, insieme agli anakiti erano "le genti che hanno riempito la terra con cattiveria, malvagità e violenza" (Genesi 6: 1-13).

E' molto difficile distillare la verità in una ragnatela di errori di traduzione e miti contraddittori, ma dopo aver ipotizzato che il diluvio fu locale e che la linea cainita quasi certamente gli sopravvisse, a questo punto bisogna trovare elementi che provino con ragionevole certezza che anche la progenie dei Nephilim sopravvisse, per ipotizzare che ancora oggi tali stirpi camminino tra noi. Dunque dobbiamo tornare all'antica Mesopotamia; andare oltre i testi biblici e analizzare i loro omologhi sumeri, accadici e babilonesi.

Nimrod e la Torre di Babele.
La prima tappa ci conduce al mitico re Nimrod in Genesi 10: 8-10; "E Cush generò Nimrod, che diventò un uomo potente (primo re) sulla terra. Egli fu un potente cacciatore davanti al Signore: perciò si dice di Nimrod che fu il potente cacciatore davanti al Signore."

Nimrod, discendente di Noè, edificò la città di Babele (Babilonia), e divenne il fondatore di Ninive e altre grandi città assire. Si distinse come cacciatore, architetto e costruttore. Visse per un ammontare indeterminato di secoli dopo il diluvio, ed era nipote di Cam. Si narra che fosse un uomo coraggioso e di grande forza. Convinse le genti a non tributare culto a Dio, al fine di assoggettarle con un rapporto di costante e inestrcabile dipendenza al suo potere politico (embrione dell'empio Stato laico moderno). Temendo l'invio di un nuovo diluvio giurò di costruire una torre così elevata da essere irraggiungibile dalle alte acque che avrebbe potuto inviare il Signore, così da vendicarsi su Dio per la distruzione dei propri antenati.

Nel saggio: La Maschera degli Illuminati, William Henry scrive quanto segue:
"Intorno al nome di Nimrod sono sorte diverse leggende. Sembra essere un titolo, dal momento che Nimrod è un vocabolo ebraico. Nimrod nacque in Sumeria nel 2250 aC. Di conseguenza, il suo nome proprio sarebbe dovuto essere tipicamente sumero e accadico, e non ebraico. Nelle tradizioni post-bibliche il sovrano Nimrod - 'l'istigatore alla ribellione che governò Babele' - fu identificato con un gigante, (chiamato Anunnaki in Sumeria,) equivalente agli Anakim del Deuteronomio, e agli Anak del Libro dei Numeri. "Fu il capo istigatore della torre di Babele. Si trattò di una rivolta umana, che condusse alla costruzione di una torre a titolo di vendetta contro il dio ebraico Yahweh (cioè il dio sumero Enlil), una sfida ad inondare nuovamente il mondo. La torre fu un simbolo di culto e protezione e in molti la conobbero con il nome di ziggurat di Etemenanki, in onore del dio babilonese supremo Marduk, cioè Marte."
Altri Indizi dell'Esistenza Post-Diluviana degli Anakim.
Secondo la Bibbia, il Signore ordinò agli israeliti di impossessarsi della terra di Canaan letteralmente sterminandone gli abitanti. In Deuteronomio 9: 1-2 si legge:
"1 Ascolta, Israele, oggi attraversi il Giordano per invadere ed impossessarti di nazioni più grandi e potenti di te, città grandi e fortificate fino al cielo, 2 un popolo grande e alto, i figli dello An'a-kim, di cui avete già sentito dire: 'Chi può assumere una posizione decisa davanti ai figli dello Anac?"
A conferma della sopravvivenza degli Anakim, lo storiografo Giuseppe Flavio riportò: "Vi era poi una razza di giganti che avevano corpi giganteschi e volti molto diversi dagli altri uomini, i quali erano sorprendenti per la vista e terribili per l'udito."

Il Libro dei Numeri 13:22, ci dice che Mosè inviò una missione di ricognizione in Negheb e presso il Monte Hebron. A un certo punto tali forze d'avanguardia israeliane si imbatterono in Arba, figlio di Anak; fondatore di Kiriat Arba di Hebron. Gli uomini israeliti paragonarono lui e il suo popolo ai giganti descritti in Genesi 6: 4 e ai Refaim. 

Di seguito sono riportati altri esempi tratti dalle Scritture che indicano chiaramente che a distanza di molto tempo dal diluvio la presenza della stirpe degli Anakim fosse ben presente nella regione di Canaan:

Gli Emiti erano gli abitanti del Moab, una potente civiltà avanzata composta di individui molto alti di statura, talmente alti da meritare - come gli Anakiti - l'appellativo di 'Giganti.'

I Rephaim erano un popolo di giganti (Genesi 14: 5; 15,20), che visse nella regione di Canaan prima del tempo di Abramo. Si diceva che fossero come gli Anakiti (Deut. 02:11, 20). Og, sovrano amorreo di Basan, era un discendente dei Refaim (Giosuè 12: 4; 13:12). L'ultimo sovrano di quella razza fu sconfitto e ucciso dagli israeliti presso Edrei al tempo di Mosè (Numeri 21: 33-35; Dt 3: 1-7). Il suo sarcofago di ferro (roccia nera basaltica) era largo quattro metri e lungo sei, e si dice che provenisse da Rabbath-Ammon, oggi Amman, capitale della Giordania.

Zamzummim: "un popolo forte, numeroso, e molto alto" (Dt 02:21). Si trattava della razza gigante chiamata Refaim (2 Sam 5:18, 22), che viveva ad est del fiume Giordano.

Resti degli Anakim furono riscontrabili a Gaza, Gath, e Ashdod ed erano presenti anche durante i giorni di Giosuè (1500-1390 aC), come testimoniato nel Libro di Giosuè 11:21

"E a quel tempo giunse Giosuè, il quale spazzò via gli Anakim dalle montagne, da Hebron, Debir, Anab e da tutte le montagne di Giuda, e da tutti i monti d'Israele." 11:22 "Nessun Anakim restò nella terra dei figli di Israele. Solo a Gaza, Gat, e Ashdod ne restò traccia."

La guerra con cui Giosuè annientò gli Anakim pose le basi per molti eventi futuri. Davide, il secondo sovrano di Giudea ed Israele (1010-962 aC), secondo la Bibbia uccise il gigante filisteo Golia, alto da nove a undici metri (a seconda della lunghezza di un cubito), e forse di stirpe Anakim. (Num 13:33; Giosuè 11:22)

Il Libro di Samuele (21:. 15-20) narra di altri Refaim uccisi da Davide e dai suoi uomini:

- Benob, la cui lancia pesava trecento sicli;

- Saph, gigante filisteo della razza di Rapha;

- Sippai (Cronache 20: 4), ucciso nella battaglia di Gob; Era il fratello di Golia;

- Un abitante di Gath, uomo straordinario di cui non è noto il nome. "... un gigante con sei dita per mano e sei dita per ogni piede, ventiquattro in tutto."

Yahweh cercò in molti modi di distruggere definitivamente le discendenza di Caino e degli Anakim, ma il suo 'popolo eletto' fallì nel compito, gli disobbedì, e ciò indirizzò la storia del mondo e provocò indicibili sofferenze all'umanità, da allora fino ai nostri giorni.

Nella terza ed ultima parte individueremo la 'linea di sangue' odierna e cercheremo di capire chi o che cosa domini realmente il nostro mondo. Vi lascio un indizio: non è il Presidente degli Stati Uniti.

FINE PRIMA PARTE
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Articolo in lingua inglese pubblicato sul sito Rense.com
Link diretto:

Traduzione a cura di Anticorpi.info


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7 commenti:

  1. Mi sembra che questa dissertazione sulla stirpe di Caino, voglia giustificare i massacri eseguiti da Giosuè al suo ingresso in Palestina e esplicitamente richiesti da Yahweh per "tagliar fuori" i concorrenti.

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  2. il mondo e dominato dai comunisti e tutti gli utili idioti, che all loro insaputa pensano di fare opposizione, ma fanno quello che serve al potere....

    ciaoo, Geronimo apache. dav.

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  3. Chissà perchè in tutti i film sulla Bibbia, non si nominano MAI i Nephilim... Molto strana, questa mancanza

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  4. Ma guardate che state facendo una sorta di minestrone. Qualcuno qui ha già scritto che state mescolando storia delle religioni di vario tipo e culto, commenti più o meno contraddittori alla Bibbia e al Corano, teorie piò o meno esplicite sul linguaggio (che noto, ma forse non ve ne accorgete), estetica in una sorta di catastrofismo e generatore di paura. State lavorando come lavorano quelli che criticate e non ve ne rendete conto. Cioè state dicendo che esistono esseri umani che non valgono niente, perché sono discendenti dal diavolo, quindi devono come minimo essere eliminati dalla faccia della terra (e veramente Dio ci aiuti perché se qualcuno dice "quello è il diavolo", perché ha tutte le caratteristiche che voi, arbitrariamente per me, gli avete assegnato, sarà rincorso come uno portatore di peste e non oso immaginare i suoi parenti e chi gli sta vicino; additati come nella peggiore delle inquisizioni o come i famosi "untori") e invece chi vale, perché discende da dio, merita di stare qui. Ora, sinceramente, esistono centinaia, e non sto scherzando, di libri sulla interpretazione dei testi sacri. Ognuno fornisce una teoria più o meno plausibile. Poi arriva qualcuno che dice di seguire quella teoria in particolare, piuttosto che un'altra. Così state ragionando voi. Seguite una linea precisa (quasi a voler per forza identificare il diavolo, fornirgli una identità, personalizzarlo, etichettarlo e darlo in pasto al popolo che come minimo lo deve prima sbranare e poi possibilmente bruciarlo, bah), evitando tutte le altre, che sono centinaia. Quindi, mi domando, state realmente facendo un servizio utile a comprendere lo stato in cui viviamo, o piuttosto non fate che replicare i cosiddetti "illuminati" assecondando una sola teoria ed evitando tutte le altre? (E non vi accorgete che la fondamentale caratteristica del cosiddetto diavolo, su ciò mi sembra concordano più o meno tutti, è la divisione, e cioè dividere le persone e metterle le une contro le altre.)

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    Risposte
    1. >state facendo una sorta di minestrone
      qui si pubblicano articoli di vario genere e provenienza.

      >generatore di paura
      in effetti sono gli articoli di un blog a generare paura, non la realtà che ci circonda

      >State lavorando come lavorano quelli che criticate
      dev'essere vero, se lo dici tu che hai la verità in tasca

      >state dicendo che esistono esseri umani che non valgono niente, perché sono discendenti dal diavolo
      che esistano esseri umani che non valgono niente appare chiaro a chiunque non abbia sugli occhi il prosciutto buonistico della correttezza politica degli utili idioti di sinistra - newage. la discendenza diabolica è un'ipotesi per spiegare questo oggettivo stato di cose. se non condividi non c'è problema

      >Seguite una linea precisa
      ma come? poche righe sopra non era un minestrone ...?

      > la divisione, e cioè dividere le persone e metterle le une contro le altre
      hai ragione. bisogna elogiare quelli che hanno ridotto il mondo e la società in questo stato, e continuare a sperare nella redenzione di questi birichini.

      il problema al giorno d'oggi non siamo noi, ma quelli come te.
      saluti

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  5. Collettivisti comunisti = cervello lavato

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  6. Più che comunisti....luogo-comunisti.... XD

    RispondiElimina

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