24 novembre 2015

Manoscritto Voynich: il Libro più Misterioso al Mondo

Manoscritto Voynicha cura di Anticorpi.info

Il manoscritto Voynich è un codice illustrato risalente al XV secolo, redatto in un linguaggio che ad oggi nessuno è stato in grado di decifrare. Contiene illustrazioni di piante sconosciute, non identificabili con alcun vegetale a noi noto. L'idioma usato nel testo non appartiene ad alcun sistema alfabetico/linguistico conosciuto. Si tratta di un esemplare unico, non esistono copie, attualmente custodito presso la Beinecke Rare Book Library dell'Università di Yale, Stati Uniti. Il professore di Filosofia Medievale di Yale, Robert Brumbaugh, lo ha definito 'il libro più misterioso al mondo.'

Il volume, scritto su pergamena di capra, è di dimensioni piuttosto ridotte: 16 cm di larghezza, 22 di altezza e 4 di spessore. Consta di 102 fogli, per un totale di 204 pagine. La rilegatura porta tuttavia a ritenere che originariamente comprendesse 116 fogli e che 14 siano stati strappati.

Fanno da corredo al testo una notevole quantità di illustrazioni a colori, ritraenti i soggetti più svariati: 113 disegni di piante sconosciute; 25 diagrammi che sembrano riprodurre stelle e segni zodiacali; figure femminili nude intente ad amoreggiare, immerse fino alle ginocchia in uno strano liquido scuro contenuto in piccole vasche intercomunicanti.

Manoscritto-Voynich-dettaglio
Frammento pag.78
Ed ancora, medaglioni decorati con misteriosi fregi molto simili ad oggetti astronomici visti con un telescopio ed a cellule vive viste con un microscopio; disegni di minuscole persone nude all'interno di contenitori simili a bidoni.

Manoscritto-Voynich-dettaglio
Frammento pag.70
E poi raggiere di petali e fasci di tubi; ampolle e fiale dalla forma analoga a quella dei contenitori presenti nelle antiche farmacie.
L'ultima sezione del Voynich comincia dal foglio 103 e prosegue sino alla fine. Non contiene immagini, fatte salve alcune piccole stelle apposte a sinistra delle righe, somiglianti ad una sorta di indice.

Wilfrid Voynich e la lettera di Marci.
Il manoscritto Voynich deve il nome a Wilfrid Voynich, mercante di libri rari di origini polacche naturalizzato inglese, che lo scoprì ed acquistò dal collegio gesuita di Villa Mondragone, nei pressi di Frascati, nel 1912 (collegio che fu chiuso nel 1953).

Molto può essere scritto su Wilfrid Voynich. Fu imprigionato in Siberia per aver partecipato ad attività rivoluzionarie. Fuggì a Londra attraverso la Manciuria e la Cina, dove conobbe la sua futura moglie, Ethel Boole. Boole, figlia del famoso matematico George Boole, poi divenuta una popolare romanziera, era invischiata nel movimento londinese pro-rivoluzione russa; si dice che la libreria che aprì con il marito, fosse in realtà una copertura per il covo di un'organizzazione votata alla sovversione del regime zarista. Ancora oggi non sono ben note le ragioni che indussero Voynich ad entrare nel business di libri rari.

Tra le pagine del maniscritto, Wilfrid Voynich rinvenne una lettera d'accompagnamento con cui Johannes Marcus Marci (1595-1667), rettore dell'Università di Praga e medico reale di Rodolfo II di Boemia (1552-1612), inviò il manoscritto a Roma presso l'amico studioso gesuita e poligrafo Athanasius Kircher affinché si misurasse nella sua decifrazione. La lettera è datata 29 Agosto 1665 o 1666.

lettera-marci
REVERENDO e distinto signore, Padre in Cristo:
Vi invio questo libro lasciatomi in eredità da un amico intimo, caro 
Atanasio, perché ritengo che solo voi siate in grado di leggerlo.
 
L'ex proprietario di questo libro domandò la vostra opinione per lettera, copiando e inviando copia di alcuni passi che credeva di avere decifrato, ma non volle mai inviarvi il libro stesso. Costui ha dedicato una fatica straordinaria nei numerosi tentativi di decifrazione del testo, e la sua opera è cessata solo al cessare della sua vita. Purtroppo si è rivelata vana, poiché talune Sfingi obbediscono solo al loro padrone, Kircher. Accettate quindi questo dono, a testimonianza del mio affetto per voi, con la certezza che come di consueto la vostra opera avrà miglior successo.
Il Dr. Raffaello, istitutore di lingua boema per Ferdinando III, allora Re di Boemia, mi confidò che il libro entrò a far parte della biblioteca di corte sotto l'imperatore Rodolfo, che lo aveva acquistato per 300 ducati da un mercante. Il mercante era convinto che l'autore fosse l'inglese Roger Bacon. Su questo punto sospendo il giudizio; sarà la vostra competenza a definire la verità sul libro, alla quale mi appello senza riserve, così come alla vostra gentilezza.
Servo Vostro,
JOANNES MARCUS MARCI,
di Cronland.
PRAGA, 29 ago 1665
Storia del Manoscritto Voynich.
La prima apparizione certa del manoscritto ebbe luogo nel 1586, presso la corte di Rodolfo II di Boemia, che fu uno dei più eccentrici sovrani d'Europa. Rodolfo collezionava nani di corte, e nel proprio esercito coltivava un reggimento di giganti. Era circondato da astrologi ed era un grande appassionato di enigmi, codici e musica. Era l'archetipo dell'aristocratico protestante pro-occultismo dell'epoca, e incarnava la nuova figura del regnante nordeuropeo. Era un mecenate dell'alchimia, e finanziò la stampa di molta letteratura alchemica.
Fu uno sconosciuto a portare il manoscritto alla corte di Rodolfo, ed a vendere al monarca l'oggetto per 300 ducati d'oro, che equivalevano a 14.000 dollari odierni. Una cifra davvero impressionante che ci fornisce la misura di quanto l'imperatore restò stregato dal libro, soprattutto per via del carisma del supposto autore.

Ad accompagnare il manoscritto - infatti - vi era una lettera che attribuiva la paternità dell'opera a Ruggero Bacone (Roger Bacon), celebre filosofo, scienziato, atronomo pre-copernicano, teologo ed alchimista inglese, noto con l'appellativo latino di Doctor Mirabilis (Ilchester, 1214 circa – Oxford, 1294). Solo due anni prima della comparsa del manoscritto Voynich, John Dee, grande navigatore, astrologo, mago, agente dei servizi segreti e occultista inglese, aveva tenuto a Praga una serie di conferenze sull'opera di Bacone.

Poi il manoscritto in qualche modo passò nelle mani di Jacopo da Tepenecz, direttore del giardino botanico di Rodolfo (la sua firma è presente su un foglio), e si ipotizza che il passaggio sia avvenuto dopo il 1608, quando Jacopo fu investito del titolo 'de Tepenecz'.

Nel 1622 il manoscritto fu acquisito da un amico di Marci, alchimista di nome Georg Baresch, il quale trascorse l'ultimo ventennio di vita nel tentativo di decifrarlo, per poi lasciarlo in eredità a Marci.

Dopo che il manoscritto fu inviato da Marci al gesuita Athanasius Kircher, fino alla scoperta di Voynich risalente al 1912, si suppone che il manoscritto sia rimasto conservato o dimenticato in qualche biblioteca europea appartenente all'ordine dei Gesuiti, per poi finire presso il Collegio di Villa Mondragone.

Nel 1961 gli eredi di Voynich venderono il libro ad H.P. Kraus (antiquario di New York) per la somma di $ 24.500. In seguito il manoscritto fu valutato 160.000 dollari, ma Kraus non riuscì a trovare un acquirente. Nel 1969 lo donò alla Yale University (nel cui campus ha sede la confraternita Skull & Bones - n.d.t.), dove si trova ancora oggi presso la Beinecke Rare Book Library con numero di catalogo MS 408.

Datazione.
La datazione del manoscritto è ancora controversa. Fino agli inizi del 2011 si è ipotizzato che fosse stato creato ad arte come falso nel XVI secolo, per perpetrare una truffa ai danni di Rodolfo II. Secondo tale ipotesi, il truffatore sarebbe stato il falsario inglese Edward Kelly, braccio destro del brillante filosofo John Dee.
A confutare questa teoria è però sopravvenuta la datazione ottenuta mediante la tecnica del Carbonio-14 nel febbraio 2011 ad opera di un gruppo di ricerca presso l'Arizona University. Secondo la datazione al radiocarbonio le pergamene parrebbero risalire ad un periodo compreso fra il 1404 e il 1438. L'impossibilità di analizzare l'inchiostro col quale il manoscritto è stato redatto lascia però ancora spazio a qualche diatriba.

Analisi Crittografiche.
Il primo ad aver affermato di essere riuscito a decodificare il manoscritto fu William Newbold, professore di filosofia medievale alla Università di Pennsylvania. Nel 1921 pubblicò un articolo in cui propose un elaborato ed arbitrario procedimento di traduzione del testo. Secondo la sua teoria, il manoscritto sarebbe stato scritto in un latino 'camuffato', addirittura da Ruggero Bacone. La conclusione a cui giunse Newbold fu che già nel tardo Medioevo fossero note numerose nozioni di astrofisica e biologia molecolare.

Negli anni '40 i crittografi Joseph Martin Feely e Leonell C. Strong applicarono al documento dei sistemi di decifrazione sostitutiva, cercando di ottenere un testo con caratteri latini in chiaro: il tentativo produsse risultati molto scadenti.

Il manoscritto fu l'unico a resistere alle analisi degli esperti di crittografia della marina statunitense, che alla fine della seconda guerra mondiale studiarono ed analizzarono alcuni vecchi codici cifrati per collaudare i nuovi sistemi di decodifica.

Nel 1945 il professor William F. Friedman, costituì a Washington un gruppo di studiosi, il First Voynich Manuscript Study Group (FSG). Tuttavia all'atto pratico la ricerca si risolse in un nulla di fatto: a niente servì infatti la trasposizione dei caratteri in segni convenzionali, che doveva fungere da punto di partenza per qualsiasi analisi successiva.

Nel 1978 il filologo dilettante John Stojko credette di aver riconosciuto la lingua, e affermò che si trattasse di ucraino, con le vocali rimosse. La traduzione però seppur avendo in alcuni passi un apparente senso (Il Vuoto è ciò per cui combatte l'Occhio del Piccolo Dio) non sembrava corrispondere ai disegni.

Nel 1987 il fisico Leo Levitov attribuì il manoscritto al movimento ereticale dei catari, e ne interpretò il linguaggio come un misto di diverse lingue medievali centro-europee. Levitov sostiene che il catarismo fosse in realtà la prosecuzione dell'antico culto della dea egizia-greco-romana Iside.
La decifrazione effettuata da Levitov - successivamente confutata - rivelò un manuale liturgico per la cosiddetta Endura, un'eutanasia rituale. Tuttavia, una serie di prove storiche hanno dimostrato che il Catarismo fu in effetti una variante del Cristianesimo, e che la pratica dell'Endura si diffuse molto più tardi rispetto al movimento dei catari. Tale evidenza storica fu determinante per la confutazione della decifrazione di Levitov.

Le parole contenute nel manoscritto presentano frequenti ripetizioni di sillabe. Ciò spinse due studiosi (William Friedman e John Tiltman) ad ipotizzare che fosse scritto in una lingua filosofica, cioè una lingua artificiale in cui ogni parola è composta da un insieme di lettere o sillabe che rimandano ad una suddivisione in categorie.

Ad oggi lo studio più significativo in materia resterebbe quello compiuto nel 1976 da William Ralph Bennett, secondo cui il linguaggio del Voynich, in definitiva, non solo si avvarrebbe di un vocabolario limitato, ma anche di una basilarità linguistica riscontrabile, tra le lingue moderne, solo nell'hawaiano.

Necronomicon e Manoscritto Voynich.
Nel corso del tempo, la storia del 'libro più misterioso del mondo si è intrecciata con la mitologia del famigerato Necronomicon, al punto che in molti hanno confuso le questioni riguardanti i due scritti.

Ad esempio lo studioso, critico e romanziere britannico Colin Wilson. Wilson ebbe modo di trattare l'opera di Lovecraft piuttosto criticamente nel saggio Strength to Dream: Literature and the Imagination. Un giorno tuttavia fu sfidato dallo scrittore statunitense August Derleth a cimentarsi nella narrazione di una storia ambientata nell'universo dei Miti di Cthulhu di lovecraftiana memoria. Si trattò di una sfida letteraria simile a quella lanciata da Lord Byron alla sua amante Claire Clairmont e alla sorella di quest'ultima, Mary Shelley, nell'occasione in cui vide la luce il celebre romanzo Frankenstein or the modern Prometheus (1816). Wilson accettò la sfida e produsse il suo primo romanzo sui Miti: Mind Parasites. In seguito Wilson produsse poche altre opere basate sui Miti, tuttavia ognuna di esse fu eletta a classico dagli appassionati del genere. La prima volta che Wilson citò il manoscritto Voynich fu nel racconto Il Ritorno del Lloigor, pubblicato dalla Arkham House in una raccolta di racconti sui Miti di Cthulhu.

Protagonista della storia è il professor Paolo Lang dell'Università della Virginia, a cui un collega chiede di acquisire una fotocopia del misterioso manoscritto Voynich, custodito presso l'Università della Pennsylvania. Con l'aiuto di un fotografo mosso dal suo stesso interesse, Lang riesce ad ottenere le fotografie dell'intero manoscritto. Una volta in possesso del testo, completa le aree in cui l'inchiostro è scolorito, scoprendo che il linguaggio usato sia l'arabo - o meglio - il testo è in greco e latino espressi tramite l'alfabeto arabo.
Al termine della traduzione scopre che il libro fu scritto da un certo Martin Gardener e che sia 'un resoconto scientifico completo dell'universo' e 'un tipico grimorio medievale contenente magia, teologia e speculazioni pre-copernicane.' Insomma, Lang comprende di avere per le mani il Necronomicon. Il professor Lang osserva che il manoscritto possiede elementi in comune con la narrativa sia di Lovecraft che di Arthur Machen (scrittore gallese che influenzò l'opera di Lovecraft), e sospetta che i due autori ad un certo punto delle loro carriere fossero entrati in contatto con un'altra copia dell'opera. Il professor Lang non riesce a risalire alle fonti di Lovecraft, ma scopre che Machen potrebbe aver visto un esemplare del manoscritto a Lione o Parigi, all'interno di una congrega di satanisti francesi. L'intuito induce Lang a cercare il manoscritto presso Melincourt, località natale di Arthur Machen. Dal momento del suo arrivo a Melincourt, il manoscritto scivola in secondo piano, e la storia si concentra sulle battaglie del professore contro una specie di esseri psichici chiamati lloigor.

Non ho ben chiaro il motivo per cui Wilson volle mettere in correlazione i due libri. A prima vista, l'unico punto di contatto tra i due manoscritti sarebbe l'essere passati per le mani di John Dee. Nella vita reale è possibile che Rodolfo II abbia ricevuto una copia del manoscritto Voynich proprio da John Dee. Nella leggenda, Dee sarebbe stato anche il traduttore della versione in latino del Necronomicon. L'unico difetto di questa ipotesi è che Wilson non cita Dee nel racconto. Ma non è escluso che si sia trattato di una deliberata omissione.

Wilson torna a citare il manoscritto Voynich / Necronomicon alla fine del romanzo La Pietra Filosofale. Il romanzo narra dei due amici Howard Lester e Sir Henry Littleway (le cui iniziali difficilmente possono essere solo una coincidenza) che cercano di sviluppare le capacità psichiche per arrestare il loro invecchiamento e creare così una nuova umanità. Tuttavia, di pari passo all'affinamento delle loro doti - sono scossi da una serie di calamità sempre più disastrose. I due sono coinvolti in un incidente d'auto, il fratello di Littleway aggredisce una ragazza, e gli studiosi che in precedenza si erano dimostrati amichevoli nei loro confronti, diventano sempre più ostili. Lester alla fine si rende conto che queste disavventure sono il risultato di un controllo mentale esercitato da esseri noti come Grandi Antichi. Risoluto a scoprire il più possibile su di essi, viene a conoscenza dell'esistenza del Necronomicon e del suo collegamento con lo scrittore H.P. Lovecraft. Una notte, attraverso una canalizzazione, i due riescono a mettersi in contatto con i Grandi Antichi, ai quali chiedono di rivelare loro il nascondiglio del Necronomicon. Alla fine ottengono il nome della città di Philadelphia. Dopo aver passato in rassegna i libri antichi custoditi nelle biblioteche della città, scoprono che uno di essi è proprio il manoscritto Voynich. Si incontrano con James Lang, nipote del professor Paolo Lang, e anche grazie ai suoi suggerimenti, riescono a decifrarne il testo. Scoprono che il libro non è in realtà il Necronomicon, ma un commento riferito a brani del Necronomicon.

La diffusione della voce secondo cui il manoscritto Voynich sarebbe il Necronomicon può essere attribuita a due cause. Una è la diiffusione avuta dall'opera di Wilson; i suoi racconti furono pubblicati in Tales of Cthulhu Myths, forse la più importante antologia dei miti di Cthulhu di tutti i tempi. La seconda è l'abilità senza pari dimostrata da Wilson nel saper fondere realtà e finzione in modo così coerente e articolato da rendere impossibile la loro separazione. Un talento di cui era ricco anche il maestro Lovecraft.

Conclusione.
Di recente è stata avanzata un'ipotesi che spiegherebbe la resistenza del testo a qualsiasi tentativo di decifrazione: Gordon Rugg, nel luglio 2004, ha individuato un metodo che potrebbe essere stato seguito dagli autori per produrre 'rumore casuale' in forma di sillabe. Questo metodo spiegherebbe la ripetitività delle sillabe e delle parole e supporterebbe l'ipotesi che il libro sia una bufala, cioè un falso rinascimentale creato ad arte per truffare studiosi o sovrani.
Naturalmente gli esperti del manoscritto e altri appassionati respingono con decisione l'idea. Da molti secoli il contenuto di questo libro 'impossibile' stuzzica la fantasia di occultisti e crittologi, linguisti, filologi, romanzieri, appassionati del mistero ed alchimisti.
Chissà quanti di costoro sarebbero realmente soddisfatti nel vederlo tradotto, nel vedere finalmente risolto questo antico mistero. Wilfrid Voynich sosteneva che la decrittazione avrebbe accresciuto il valore del manoscritto, ma aveva torto. E' proprio la sua indecifrabilità che lo distingue tra tanti, facendone 'il libro più misterioso al mondo.' E fintanto che il mistero avvolgerà il suo significato, il manoscritto Voynich resterà sospeso in una sorta di indeterminazione quantistica che a tutt'oggi lo colloca sia tra le potenziali truffe che tra le potenziali fonti di sapienza arcana.

Fonti.
https://it.wikipedia.org/wiki/Manoscritto_Voynich
http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_manuscrito06.htm
http://brbl-dl.library.yale.edu/vufind/
http://www.newyorker.com/books/page-turner/the-unread-the-mystery-of-the-voynich-manuscript


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L'enigma del Manoscritto Voynich


1 commento:

  1. Sarebbe interessante verificare l'affascinante storia di questo manoscritto con la tecnica CRV (controlled remote viewing) Avete letto "il settimo senso" di Lyn Buchanan?.. troverete tutte le risposte.. risposte per ogni domanda.

    Un caro saluto e grazie di tutti i meravigliosi articoli che pubblicate.

    Misty
    misty.obe@gmail.com

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