30 dicembre 2015

Mitologia del Signore degli Anelli - 1

tolkienda un saggio di J. Weidner e S. Rose
Sintesi e traduzione di Anticorpi.info
Prima Parte

Introduzione 
A prima vista sembra solo una lunga favoletta sul bene ed il male. Una storia popolata di elfi, nani, maghi e mostri, la quale ai tempi dell'uscita - nel 1954 - fu considerata tutt'altro che grande letteratura, mentre oggi è salutata come uno dei grandi Libri del XX secolo. Cosa ha causato una simile rivalutazione del Signore degli Anelli? Come mai questa 'favoletta' è entrata nel cuore ed ha risuonato così profondamente nelle anime di tanti lettori?

La nostra risposta a queste ed altre domande, illustrata nell'articolo che state per leggere, è che Tolkien fosse a conoscenza della storia nascosta dell'umanità e della potente influenza della Grande Opera alchemica sulla cultura europea. Il testo spiegherà che come i più grandi maestri del passato, Tolkien si sia servito di questo splendido racconto come strumento di iniziazione collettiva ad un nuovo livello di consapevolezza del nostro passato, di noi stessi e del pianeta che popoliamo. L'articolo ipotizzerà inoltre che in qualche modo Tolkien conoscesse i segreti dell'alchimia. Ecco la vera ragione per cui la risonanza al livello planetario del suo capolavoro è andata progressivamente espandendosi ed amplificandosi; perché le sue pagine potrebbero contenere un patrimonio segreto che ci accomuna tutti: la storia oltre la storia.

C'Era una Volta.
In un luogo fantastico chiamato la Terra di Mezzo, un giovane hobbit di nome Frodo resta invischiato in una guerra spirituale e politica di proporzioni epiche, la quale è destinata a cambiare il destino del mondo. Lo Hobbit - primo romanzo di Tolkien - ha per protagonista Bilbo, lo zio di Frodo, il quale dopo numerose peripezie entra in possesso di un misterioso anello. All'inizio de Il Signore degli Anelli, Bilbo - ormai anziano - dona l'anello al nipote. Quest'ultimo con l'aiuto del mago Gandalf apprende che l'Anello fu forgiato in una precedente Era dal malvagio Sauron, tra le fiamme sotterranee del Monte Destino. Si tratta di un oggetto magico, il cui potere non solo dona l'invisibilità e l'immortalità a colui che lo indossa, ma è determinante come chiave per il dominio della Terra di Mezzo.

Nonostante le possibilità di successo siano quasi nulle, l'umile, sincero e bonario hobbit Frodo si imbarca in una folle missione finalizzata a distruggere il pericoloso anello magico. Benché abbia ben poco da guadagnare e molto da perdere, in questo lungo percorso di sacrificio, Frodo si muove altruisticamente e coraggiosamente verso la conclusione del racconto, in cui i suoi sforzi sono premiati, ed il grande Anello del Potere e del Dominio distrutto nello stesso luogo in cui fu forgiato: il ventre infuocato del Monte Destino.

La Storia Prima della Storia.
La distruzione dell'Anello del Potere sortisce una serie di conseguenze impreviste che accelerano ciò che Tolkien definisce la conclusione della Terza Era della Terra di Mezzo. A conclusione di questa storia avvincente fatta di epiche battaglie tra il bene ed il male, eroi ed antieroi, magia e mistero, molti abitanti legati alla Terza Era, cioè stregoni, elfi, nani e molte altre creature ed entità magiche, scompaiono dal paesaggio della Terra di Mezzo affinché possa affermarsi l'Era successiva. La Quarta Era dovrà essere governata dagli uomini. Aragorn, il più nobile del genere umano, viene incoronato Re della Terra di Mezzo, e gli uomini diventano i vincitori di questa grande guerra, che pone fine alla Terza Era.

Quando Il Signore degli Anelli fu pubblicato nel 1954 nessuno si sarebbe sognato che a distanza di mezzo secolo l'opera avrebbe continuato a vendere milioni e milioni di copie, sarebbe stata tradotta in quasi tutte le lingue della Terra, e rappresentata in uno dei più monumentali progetti cinematografici mai realizzati. Qualcuno si è chiesto come sia possibile che una semplice favola sia oggi reputata una delle più importanti opere letterarie del XX secolo. Ci si chiede chi fosse realmente Tolkien, e se fosse consapevole - mentre scriveva - del notevole impatto che la sua Trilogia avrebbe avuto sulla cultura mondiale.
La nostra tesi è che Tolkien in qualche modo conoscesse molto della 'pre-storia' del pianeta, e che fosse consapevole che a questo punto del tempo la storia umana si sarebbe avviata verso la conclusione di ciò che molti mistici di ogni parte del mondo definiscono la Quarta Era dell'Umanità, l'alba della quale potrebbe essere stata raccontata proprio nella storia del Signore degli Anelli.

Le Quattro Ere, la Precessione degli Equinozi e la Qualità del Tempo.
Al contrario di quanto viene insegnato nelle scuole, la dottrina alchemica (che fluì dall'Egitto al cuore mistico ebraico ed islamico, fino alle tradizioni cristiane) e gli insegnamenti tantrici dell'India e del Tibet presentano una visione profondamente spirituale della storia e dell'evoluzione umana. Come documentato nel libro di Sharron Rose: Il Sentiero del Sacerdotessa; una Guida per Risvegliare il Femminile Divino, questo punto di vista è del tutto in contrasto con la moderna prospettiva scientifica di Darwin (1). Anziché concepire il passato ed il futuro in ottica puramente lineare, i grandi adepti e maestri di tali tradizioni spirituali si dicono consapevoli che il flusso del tempo e l'esperienza umana non procederebbero in senso lineare, bensì ciclico. In altre parole, nello stesso modo in cui gli esseri umani sperimentano il flusso e riflusso delle stagioni della natura, oppure le fasi della luna, l'umanità crescerebbe e decrescerebbe spiritualmente all'interno di un ampio ciclo di esistenza che l'induismo ha definito: Maha Yuga. Questo grande ciclo è composto da quattro Ere note come Satya Yuga, o Era dell'Oro, Treta Yuga o Era dell'Argento, Dvapara Yuga o Era del Bronzo e Kali Yuga o Era del Ferro.

Lo scorrere del tempo comporta un progressivo allontanamento dalla fonte primordiale, con conseguente discesa verso l'assoluta materialità. Alla fine di ogni Era ed inizio dell'Era successiva la fede, l'integrità e la fedeltà ai valori spirituali decrescono di un quarto; i veli tra i regni dello spirito e quelli della materia diventano più spessi, e la resistenza alle forze delle tenebre diventa più debole. Nell'ultima Era del grande ciclo, la luce pura dello spirito è ridotta ai minimi termini. Solo un quarto dell'energia originaria divina di verità, virtù ed integrità restano vive. Il lasso di tempo di circa 6.000 anni a noi noto come Storia, corrisponderebbe in realtà alla Quarta Era di questo grande ciclo, denominata Kali Yuga o Era del Ferro.

Nel libro Misteri della Grande Croce di Hendaye; l'Alchimia e la Fine dei Tempi, di Jay Weidner e Vincent Bridges, viene decifrata una misteriosa croce rinvenuta nella città di Hendaye, sud della Francia. Costruita 350 anni fa da un alchimista, tale croce codifica la conoscenza dettagliata della rivelazione alchemica delle quattro ere.

croce di hendaje

Per i dettagli vi rimandiamo al libro, ma in linea di massima possiamo dire che la Croce di Hendaye suggerisca che il centro dell'allineamento della galassia corrisponda ad una sorta di gigantesco orologio cosmologico che segnerebbe la cosiddetta 'qualità del tempo', la precessione degli equinozi e le Quattro Ere. E' sufficiente leggere Tolkien con la fresca consapevolezza di tali nozioni per comprendere quanto fosse ossessionato dalle Ere, ed in particolare dalla fase di transizione che avrebbe avuto luogo dalla Terza alla Quarta Era, l'Era degli uomini, delle macchine e del Potere (2).

L'enigmatico alchimista francese Fulcanelli, nel suo classico Le Mystère Des Cathédrales afferma che la croce di Hendaye segnerebbe la conclusione dell'Era del Ferro, ultimo dei quattro grandi Evi (4).
Secondo l'antica tradizione alchemica, l'Età del Ferro è un'epoca in cui il mondo si trasforma in acciaio, la magia nera diventa religione, la lussuria dilaga e gli uomini cercano il controllo ed il dominio sugli altri esseri umani e sulla Terra stessa. La terra, l'aria e l'acqua diventano insane. Guerre, carestie, pestilenze avvolgono la razza umana. Il tempo stesso accelera fino all'inizio di un nuovo ciclo. Sullo sfondo della storia di Frodo e dell'Anello, Tolkien descrive proprio gli stravolgimenti che si sarebbero verificati al termine dell'Era del Bronzo, prima dell'avvento dell'Era del Ferro.

Secondo Fulcanelli - ed in accordo a quanto rappresentato mediante la Croce di Hendaye - queste quattro Ere sarebbero codificate nei dodici segni dello zodiaco, come in una sorta di orologio bioritmico. L'Era dell'Oro ha inizio quando la lancetta oltrepassa il dodici. L'Era dell'Argento si verifica quando la lancetta oltrepassa il tre, l'Era del Bronzo, o Terza Era, inizia quando la lancetta oltrepassa il sei, e l'Era del Ferro, o Ultima Era, ha inizio quando la lancetta oltrepassa il nove. Ognuno di questi quattro quadranti è rappresentato da uno dei principali segni dello zodiaco: Scorpione, Toro, Leone ed Acquario.

Molti di voi sapranno che i dodici segni dello zodiaco indichino il processo chiamato precessione degli equinozi. Di cosa stiamo parlando? Ebbene, la Terra è inclinata di 23 gradi nello spazio, ed oscilla lentamente sul proprio asse, come una trottola. Questa oscillazione è così lenta che servono 72 anni per poter passare attraverso un solo grado della sua circonferenza. In altre parole, se il giorno in cui vieni al mondo una qualsiasi stella sorge vicino al picco di una particolare montagna, sono necessari 72 anni prima che quella stessa stella sorga nuovamente in quello stesso punto, nello stesso giorno dell'anno.

Il fatto che le stelle non siano immobili nella volta celeste, ma si spostino lentamente all'indietro non è solo fondamentale per comprendere la teoria alchemica, ma fu forse il più grande segreto insegnato nelle scuole misteriche d'Egitto, Grecia ed India. La conoscenza comune era che il cielo fosse fisso ed immutabile. Ma gli adepti ed i maestri alchimisti sapevano che anche i cieli sono in continuo movimento. Dato che il movimento delle stelle è così lento, l'unico sistema per mappare la precessione degli equinozi era attraverso l'opera coordinata di numerose generazioni, ognuna delle quali avrebbe portato avanti un segmento di tale vasto e prezioso lavoro. Lentamente, nel corso di molti secoli, fu redatta la mappa esatta della precessione degli equinozi. Questi sacerdoti / scienziati / iniziati realizzarono che una completa precessione richiedesse una quantità enorme di tempo, circa 26.000 anni. Con i loro studi suddivisero il ciclo di quasi 26.000 anni in dodici segmenti (segni) ognuno dei quali lungo 2.160 anni. Ora, se si inizia il calcolo delle precessioni dal segmento dell'Acquario ci vorranno dodici volte 2.160 o 25.920 anni prima che il segmento dell'Acquario ritorni alla posizione di partenza.

Queste antiche generazioni di sacerdoti / scienziati / iniziati presero inoltre atto di una sorta di cambiamento nella 'qualità del tempo' durante i diversi lassi di tempo identificati con i segni zodiacali. Vale a dire che ad ogni segno o 'mese' zodiacale in questo grande schema, corrispondevano diversi cambiamenti sulla superficie terrestre e nelle creature che la popolavano.

Usando una combinazione di osservazione, meditazione, contemplazione e confronto, gli iniziati di queste antiche scuole misteriche raccolsero modelli di comportamento umano ed animale, cicli vegetali e numerosi altri parametri fisici, emotivi e mentali, che permisero loro di codificare le caratteristiche uniche di ciascuno dei dodici segni. E con il tempo diventarono consapevoli del fatto che ogni segmento dell'orologio zodiacale cosmico comportasse le sue proprie caratteristiche e manifestazioni, esattamente come il mezzogiorno è differente dall'alba, o l'inverno dall'estate. Notarono inoltre che ai vertici dei quattro grandi 'periodi', i tratti distintivi risultassero estremamente pronunciati. Ognuno dei quattro segmenti di questo grande ciclo dava alla luce esseri umani del tutto diversi nel comportamento. Si passava da un contatto molto diretto con i regni più sottili dello spirito, ad una sempre maggiore identificazione con la materia. La conoscenza maturata attraverso tali osservazioni trans-generazionali alla fine divenne nota come la Scienza Sacra dell'Alchimia.

Dopo aver letto Il Signore degli Anelli, Il Silmarillion e altre opere, risulta chiaro che furono proprio tali nozioni il carburante dell'intera produzione di Tolkien. I molti evidenti punti di contatto tra il suo lavoro e la sapienza alchemica fanno supporre che l'autore britannico fosse a conoscenza di tale antica visione. La trilogia del Signore degli Anelli sembra essere quindi la narrazione della transizione che avrebbe avuto luogo dalla Terza alla Quarta Era. Secondo la tradizione alchemica, il principio di ciò che definiamo 'Storia' coinciderebbe con l'inizio della Quarta Era, cioè circa 6.000 anni fa. I miti e le leggende che popolano la Quarta Era non sarebbero che gli echi delle storie appartenute all'Era precedente. Tolkien stesso affermò che fantasiosamente la sua 'storia' avesse luogo in un periodo reale che anticipò la storia conosciuta (6).

Il Linguaggio degli Uccelli.
Uno dei motivi per cui la saga del Signore degli Anelli ha toccato tanti cuori risiede certamente nella sottigliezza, la grazia e l'eloquenza del linguaggio di Tolkien; la sottile malinconia con cui descrive i ricordi di un'epoca ormai passata. Fin dall'infanzia Tolkien ebbe uno straordinario talento per i linguaggi e la loro creazione. Tale capacità di sintonizzarsi attraverso i suoni ed i fonemi ad una frequenza vibratoria più sottile, lo condusse a prediligere la filologia (lo studio del linguaggio). Questo percorso accademico e professionale gli permise di risalire indietro nel tempo, attraverso la storia e le culture, fino alla fonte originaria di parole, espressioni e lemmi volgari. Nella tradizione alchemica, tale ricerca sulle origini del linguaggio è definita 'Linguaggio degli Uccelli' o 'Linguaggio degli Dei'; essa analizza i misteri o messaggi segreti tramandati ai posteri attraverso il veicolo della parola parlata e scritta.

Nei Mystère des Cathédrales, Fulcanelli descrive questa lingua o gergo sacro come "l'idioma che insegna il mistero delle cose e svela le verità più nascoste." Asserisce che fu introdotto dal 'genitore e decano' di tutte le lingue, che "Gesù lo rivelò ai propri Apostoli, inviando loro il suo spirito, lo Spirito Santo," e che "la tradizione ci assicura che tutti gli uomini lo parlassero prima della costruzione della Torre di Babele", evento che Fulcanelli descrive come la causa della perversione del gergo sacro e della sua sparizione dalla maggior parte dell'umanità" (9).
Attraverso una vita di ricerca e sintonia con le origini sacre del linguaggio, attraverso l'arte dell'ascolto e della meditazione sul rapporto tra il suono e la manifestazione, la comunicazione e le origini del linguaggio, Tolkien comprese che ogni nome, parola ed espressione complessa non sia altro che la più tangibile manifestazione attuale di un ordito culturale intessuto per migliaia di anni di storia.

Nella Seconda Parte.
Nella cosmologia di Tolkien i problemi filosofici fondamentali stanti alla base della nostra realtà sono fatti emergere e descritti attraverso la trama, i pensieri e le azioni dei personaggi, siano essi elfi, maghi o umani. Essendo stati dotati dal Creatore del dono del 'libero arbitrio', ai personaggi di Tolkien, come a ciascuno di noi, è data la possibilità di scegliere tra il bene e il male, l'egoismo e l'altruismo, Dio e Satana; la scelta di seguire il percorso della luce o di scivolare nell'oscurità e nella corruzione. Come nelle leggende epiche indiane del Ramayana e del Mahabharata, nella mitologia norrena e nelle antiche storie di ogni luogo ed età del mondo, nell'opera di Tolkien viene rappresentata la seduzione del male e la caduta verso l'oscurità, a cui segue una battaglia tra le forze del bene e quelle del male, la quale introduce una nuova Era.
Come vedremo nella seconda parte, la storia del mondo di Tolkien, esattamente come la nostra storia, è il teatro di un continuo scontro tra forze opposte, luce e oscurità, bene e male, bellezza ed orrore, magia e macchine.
"Credo che le leggende ed i miti siano in larga parte costituiti da aspetti della 'verità' che possono essere recepiti solo attraverso quelle modalità. Molto tempo fa simili verità accaddero, perciò sono destinate a riemergere per sempre. Non può esistere una 'storia' senza una caduta; tutte le storie, in ultima analisi, narrano di una caduta."
J.R.R. Tolkien - Prefazione a Il Silmarillion
Fine Prima Parte

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Git Academy
Link all'articolo integrale, in lingua inglese:
http://gitacademy.tripod.com/GodsInTraining/AlchemicalSecretsOfTheLotR.htm

Sintesi e traduzione a cura di Anticorpi.info
l'Elenco delle fonti sarà riportato in calce alla seconda parte.



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Il Signore degli Anelli


3 commenti:

  1. Anche la mitologia del signore delle dita, vi augura di anellare un 2016 colmo di anticorpi.

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  2. interessante la visione di un tempo percepito in maniera diversa

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  3. Ma siamo veramente nella condizione mentale di credere a queste cose? Ci indigniamo se i politici e i potenti ci raccontano una marea di frottole, ma si è disposti a volere vedere per forza una verità assoluta e assolutamente senza fondamento da un libro di favole? Occhio, Hansel e Gretel in realtà...sembra così, invece.... ma per favore

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