31 marzo 2016

Manifesto del Libero Pensatore

di G. Z McGee
Traduzione di Anticorpi.info

"Per propria stessa natura - che lo voglia o no - l'uomo è incline a cercare una qualche autorità superiore. Se riesce a trovarla in se stesso si tratta di un uomo superiore; in caso contrario è un uomo-massa e deve ricevere l'autorità dai propri superiori."
José Ortega y Gasset

Uno spettro si aggira in mezzo allo status quo: è lo spettro del libero pensiero. Ahimè, l'uomo-massa è troppo 'massa' e non abbastanza 'uomo.' Troppo vittima e non abbastanza eroe. Troppo pavido e non abbastanza coraggioso.

Da troppo tempo il suo cervello è diventato cadaverico. La sua mente oscurata dall'assenza di immaginazione e dal divide et impera. I suoi occhi, occhi da mucca, occhi sorvegliati, occhi da vittima. Il suo cuore, represso e soffocato da troppa schiavitù dalle nove alle cinque e non abbastanza strafottente d'anarchia.

L'uomo-massa è prigioniero del pensiero unico, mentre il superuomo fiorisce nel libero pensiero. Ancora più importante: l'uomo-massa è in ognuno di noi, e può essere compensato in un unico modo: sollecitando il risveglio del superuomo che è in ognuno di noi. Proprio come dobbiamo affrontare le nostre ombre, è nostra responsabilità compensare l'uomo-massa.

L'intera Storia umana può essere sintetizzata in una continua contrapposizione tra pensiero libero e pensiero unico; anticonformisti e conformisti; ribelli e obbedienti; dissidenti e sicofanti; non ortodossi ed ortodossi. Categorie perennemente in conflitto. Ogni qualvolta si sia consumata un'aperta contrapposizione tra questi due elementi, lo scontro ha suscitato un'evoluzione oppure un'involuzione della specie umana.

I segni distintivi del libero pensatore sono l'inclinazione a mettere in discussione qualsiasi concetto, la forza di abbandonare la 'zona di comfort', la capacità di bucare la scatola dello status quo, e una curiosità esuberante di fronte all'ignoto.

Mettere in Discussione Qualsiasi Concetto.
"L'illuminazione è l'uscita dell'uomo dalla propria immaturità. La minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di qualcun altro."
Immanuel Kant
Un libero pensatore mette in discussione qualsiasi concetto discendente dall'autorità, perché è consapevole che le cosiddette autorità sono esseri umani fallibili come chiunque altro. I liberi pensatori hanno compreso che gli esseri umani sono creature imperfette, e che ogni ideologia dovrebbe essere messa in discussione per scongiurare il radicamento di un pensiero unico.

Oltre a ricercare risposte il libero pensatore le analizza e le discute. L'abitudine a mettere in discussione le risposte lo rende più propenso ad utilizzare il proprio intelletto senza la guida di qualcun altro, e rende più probabile il suo affrancamento dalla minorità innata con conseguente realizzazione della maturità auto-attualizzata.

Abbandonare la Zona di Comfort.
"Troppo spesso si rimane ancorati ad antichi luoghi comuni. Sottoponiamo la nostra interpretazione dei fatti ad una serie di concetti prefabbricati. Ci piace la comodità del parere, senza il disagio del pensiero."
John F. Kennedy
Il pensiero unico prende forma quasi sempre all'interno di una zona di comfort, mentre il libero pensiero può manifestarsi solo al di fuori delle zone di comfort. In condizioni di eccessiva comodità tendiamo a diventare stagnanti nel pensiero. E' sufficiente un minimo di immaginazione fuori dagli schemi per sentire scorrere nuovamente il libero pensiero, con il suo potere di smantellare i luoghi comuni ed infondere il coraggio di costruire qualcosa di più vero. Le nostre menti si restringono o si espandono in proporzione alla nostra capacità di pensare fuori dalla nostra zona di comfort.

Bucare la Scatola dello Status Quo.
"Cammino attraverso stanze di morti, strade di morti, città di morti; uomini senza occhi, uomini senza voce; uomini con sentimenti manufatti e reazioni standard; uomini con cervelli di giornale, anime televisive ed idee da scuole superiori."
Charles Bukowski
Il pensiero unico rinchiude la mente in una scatola. Quanto più si è in grado di mettere in discussione le proprie convinzioni, lo status quo, la politica e le ideologie, tanto più si è in grado di pensare 'fuori dagli schemi.'

Bucare la scatola significa pensare al di fuori dei paradigmi mentali che ci sono stati inculcati. Badate bene: oltre una scatola troverete sempre un'altra scatola da bucare.

La differenza tra un libero pensatore e un uomo-massa è che il libero pensatore è consapevole dell'esistenza della scatola, mentre l'uomo-massa non ha idea di stare pensando all'interno di una scatola, dunque oltre a non possedere l'audacia per farlo, non dispone degli strumenti indispensabili per bucarla. L'uomo-massa elegge la scatola a propria dimora; non è in grado di criticare o ignorare i luoghi comuni vigenti all'interno della scatola.

Il libero pensatore buca la scatola perché critica consapevolmente quei dettami, e lo fa perché i suoi pensieri sono liberi. Tale audacia azzera la distanza intellettuale tra il libero pensatore ed il dittatore. Come disse Erich Fromm: "A questo punto della storia, la capacità di dubitare, di criticare e di disobbedire può fare la differenza tra un futuro per l'umanità e la fine della civiltà."

Curiosità di Fronte all'Ignoto.
"La ragione e la comprensione devono coesistere con l'irrazionalità e la magia."
C.G. Jung
La curiosità è il cibo del libero pensatore. L'indifferenza è la kryptonite del libero pensatore. La paura dell'ignoto è arginata dal fuoco della curiosità. Come una volta ebbe a dire Carl Sagan: "Da qualche parte qualcosa di incredibile attende di essere scoperta." Ed è vero. Ogni volta che ciò accade non è l'uomo-massa, sazio di certezze, a scoprirla, ma il libero pensatore che con la sua vorace curiosità rende noto ciò che era ignoto.

I liberi pensatori abbracciano l'ignoto perché la soggezione e lo stupore sono quasi sempre più gratificanti della certezza e della sicurezza. Grazie al potere del libero pensiero l'ignoto diventa un parco giochi o un'avventura audace; un luogo per scoprire nuovi mondi da gustare all'interno del Grande Mistero, e per confrontarsi con la non-conoscenza.

Laddove l'uomo-massa è quasi sempre indifferente ed apatico a causa del pensiero unico, il superuomo è quasi sempre curioso ed empatico a causa del libero pensiero. Laddove l'uomo-massa si lascia sopraffare dalla certezza, il libero pensatore si confronta con essa, motivato dalla propria curiosità.

Con la sua capacità di mettere in discussione ogni concetto, di abbandonare la propria zona di comfort, di bucare la scatola, di alimentare il fuoco della curiosità, il libero pensatore ci sospinge oltre lo stagno delle risposte sicure, verso il regno libero degli interrogativi, dove il Grande Mistero può ancora essere semplicemente ciò che è: grande e misterioso.

Articolo pubblicato sul sito Fractal Enlightenment
Link diretto:
http://fractalenlightenment.com/36625/life/the-free-thinkers-manifesto

Traduzione a cura di Anticorpi.info


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Siamo Davvero Liberi?


9 commenti:

  1. Articolo molto bello.
    Mi trovo particolarmente d'accordo con la frase :
    "La capacità di dubitare, di criticare e di disobbedire può fare la differenza tra un futuro per l'umanità e la fine della civiltà".
    Ma vaglielo a spiegare...

    Carlo

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  2. Dissento dalle dotte definizioni date del " Libero Pensatore ". Dissento e rivendico il diritto alla scatola come base necessaria allo sviluppo della possibilità di elaborare un pensiero libero da condizionamenti, che non puoi superare se non ne sei cosciente.

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  3. Domanda.
    Ma se tanti pensatori liberi riuniti, diventassero un super uomo massa?

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  4. Kikko e P71c... nel vostro intervento c'è tutta la drammaticità della situazione che viviamo. Ma stare zitti e riflettere su quello che avete letto, no? Il saggio indica la luna e lo sciocco guarda il dito...

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    1. Come desideri Anonimo.
      Però, considera che qualcuno ha già riflettuto ieri su quello che si può leggere oggi.

      Tu citi il saggio che indica la luna. Io ti cito il saggio che indica il dito:
      Jack Kornfield, Il buddista involontario.

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    2. Caro Anonimo, non indicarmi dita e lune, le vedo da me, io, tu invece hai bisogno di frasi fatte. Se vuoi esser libero di pensare mollale le frasi fatte, i luoghi comuni e quanto il pensiero uccide.

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    3. Kikkino caro, allora visto che tu odi le frasi fatte, spiegami il senso di "Dissento e rivendico il diritto alla scatola come base necessaria allo sviluppo della possibilità di elaborare un pensiero libero da condizionamenti, che non puoi superare se non ne sei cosciente." Te lo dico senza usare frasi fatte: le sostanze che usi ti fanno molto male! La coscienza di cui parli neanche sai cosa sia. Nelle tue parole c'è solo una gran confusione! Smetti per il tuo bene!

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    4. P71C: il fatto che qualcuno abbia "ha già riflettuto ieri su quello che si può leggere oggi" non ti autorizza a sminuire un giusto cammino. La possibilità che tu paventi (il super uomo massa) mi sembra una stupidaggine senza eguali: estremamente più improbabile del fatto che tu riesca a trovare sul tuo cammino un solo altro libero pensatore... a parte me ovviamente!!! Ahahaha

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    5. Anonimino caro,se non capisci, la colpa non è mia, scrivo nell'antico italico linguaggio. Della metaforica " scatola" si parla nell'articolo, ho usato quell'immagine in quanto condivisa. Per altro se una persona non conosce quanto la condiziona, non può agire per limitare gli effetti del condizionamento. In più accettare una qualsiasi definizione , quella di libero pensatore compresa ,a scatola chiusa ,costituisce di fatto un condizionamento.
      Nessuno può definirsi, a mio avviso libero pensatore, ma ognuno ha il diritto di coltivare il libero pensiero con l'obiettivo di raggiungere la meta. Per quanto riguarda le frasi fatte, non le odio, perché il termine " odio" non mi è proprio. Le trovo limitanti, e vi è un serio pericolo che sostituiscano la formulazione di un qualsiasi pensiero. Frasi fatte e luoghi comuni rappresentano, a mio avviso, un notevole condizionamento della capacità di pensare autonomamente. Hai delle qualità, Anonimino, cerca di svilupparle

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