9 aprile 2016

Pensiero Magico e Pensiero Simbolico - Carpeoro

pensiero magicodi G. Carpeoro

La manipolazione è una diretta conseguenza del potere: non c’è potere senza manipolazione. Ognuno fa ciò che vuole qualcun altro, perché è manipolato. L’errore che molti commettono è quello di soffermarsi sulla manipolazione di cui si accorgono, senza capire come nasce il potere. Se non si capisce come funziona il potere, non si può decodificare la manipolazione, che del potere è figlia. Nel libro Dominio, Francesco Saba Sardi spiega che il potere nasce quando l’uomo abbandona il nomadismo. L’uomo che non ha bisogno di conquistare, gestire, governare, coltivare e sfruttare la terra, non ha bisogno del potere. Quel bisogno nasce quando qualcuno diventa proprietario di un territorio da governare, difendere, sfruttare economicamente. E come nasce, il potere?

Da un passaggio obbligato: la guerra. Devo fare una guerra per conquistare un territorio, per difenderlo, per conservarlo. Prendere la terra significa che devo fare la guerra. Per poi coltivarla e sfruttarla, questa terra, che diventa sempre più grande (non posso coltivarla da solo). Devo avere dei servi. E per avere dei servi devo avere una religione. Alla fine, tutto questo, secondo Saba Sardi, si chiama 'dominio.'

Il dominio è il rapporto tra la terra, la guerra e la religione; questi elementi alla fine configurano il potere. E’ chiaro che per sfruttare gli altri li devo manipolare: perché mai una persona non manipolata dovrebbe farsi sfruttare da me? Questo meccanismo si chiama pensiero magico.

La radice Mg, in sanscrito, significa 'conoscere.' Nel momento in cui conosco per espandere il mio essere ed accrescere la mia consapevolezza, sono un 'magister'; nel momento in cui utilizzo questa mia conoscenza non per l’essere ma per il potere, e quindi per cambiare il comportamento degli altri, allora sono un 'magus.'

Il Pensiero Magico.
Il magus è l’elemento che caratterizza il potere, quindi è l’elemento che manipola. Il magus, il pensiero magico, è la fonte della manipolazione. Il pensiero magico stabilisce un'area all'interno della quale non valgono le regole vere, quelle dell’universo, ma vigono le regole del magus. Quel territorio si chiama 'cerchio magico.' Il mago faceva un gesto, tracciava un cerchio, e all'interno di quel cerchio non valevano più le regole del mondo, valevano le regole che davano ragione a lui, al potere – che poteva essere sacerdotale, regale o di qualunque altra natura.

Tutti noi siamo contaminati e impressi di pensiero magico fin dalla prima infanzia. Non diciamo a nostro figlio 'non fare questa cosa perché è sbagliata'; gli diciamo 'non farla perché viene l’Uomo Nero.' Questo è pensiero magico, perché stabiliamo una regola diversa da quella della natura: in natura non esiste l’Uomo Nero.

Tutti quanti scegliamo le vie magiche: il Superenalotto che ci cambia la vita, la grande vincita, la fortuna, la sfortuna. Tutti quanti preferiamo disegnare itinerari che ci mettono in condizione di essere all'interno di cerchi magici in cui siamo manipolati: chi crea le regole di quel cerchio ci fa fare quello che vuole, senza che ce ne accorgiamo. La pubblicità del tonno R*o Mare, “così tenero che si taglia con un grissino," ha dietro un’operazione magica: trasformare un difetto in una qualità. E’ magia. Un tonno non può essere tenero; se è tenero, è perché lo fanno con le frattaglie pressate. Ma è “così tenero che si taglia con un grissino." E voi infatti lo comprate. Sono le manipolazioni della pubblicità, e sono operazioni magiche: io vi costringo ad accettare non le regole della natura, che imporrebbero di capire cosa sia un tonno, ma le mie regole.

I Dogmi.
Quando una certa ditta ha voluto vendere un famoso biscotto, ha detto: sono biscotti che potete comprare perché non contengono acido tartarico. Ma in nessun biscotto c’è l’acido tartarico. Perché dovrebbe essere una qualità? Avete mai visto vostra nonna che fa i biscotti con l’acido tartarico? Eppure la sua assenza passa per una qualità. L’operazione magica non è fondata su una realtà; è fondata sulla manipolazione del soggetto passivo, che vede come realtà una cosa che realtà non è. Tecnicamente si chiama: stabilire un dogma. Significa farvi vedere le cose in modo diverso, anche rispetto alla loro effettiva connotazione. Quando la Chiesa disegna l’Immacolata Concezione (la Madonna che rimane vergine nonostante abbia concepito) fa un’operazione magica, perché non vi porta in realtà sul vero problema. Da un punto di vista medico sappiamo che per una donna è possibile concepire rimanendo vergine; la cosa veramente difficile è rimanere vergini dopo avere partorito. Ma non c’è l’Immacolato Parto. Neanche la Chiesa arriva a mettersi in contrapposizione con regole assolute, per cui rimane il mistero: la Madonna è rimasta vergine anche dopo aver partorito? Questo interrogativo non è presente tra i dogmi della Chiesa.

Il dogma non è 'credere in qualcosa', ma 'non poter discutere di qualcosa', e non accettare che ne discutano gli altri. Nel momento in cui le Chiese sono diventate 'potere' hanno imposto un meccanismo dogmatico anche a chi non lo accettava. C’è gente che è finita sul rogo, per questo. In Europa, sono morte bruciate 600.000 streghe in trecento anni (secondo altre fonti le cifre sarebbero sensibilmente inferiori - ndt). Quando l’uomo possiede una fede, trattasi di religione; quando una fede possiede l’uomo, trattasi di setta. Una persona che ha una fede è libera, una persona che ha un dogma non è libera. Non è la religione ad operare la manipolazione, ma la struttura. Non è scritto da nessuna parte che una Chiesa debba essere una struttura, che debba avere un tesoro, degli amministratori, dei beni, debba essere uno Stato, debba avere le Guardie Svizzere. Maometto aveva vietato all'Islam di diventare una Chiesa, aveva vietato di avere gli Imam. Gesù Cristo non disse che dovesse nascere una Chiesa strutturata. Le strutture, se nascono, nascono per il potere, non per la fede. Alla fede non servono le strutture. Le cose buone le fanno gli uomini, gli esseri umani, non le strutture. Le strutture – si chiamino massoneria, Chiesa, Stato – possono fare solo cose negative.

Sono le strutture a manipolare, e voi trovate mille manipolazioni di questo tipo. Il Credo è una preghiera che nasce da un’operazione politica. Concilio di Nicea, 300 e rotti dopo Cristo, grande scontro tra eresia ariana e versione ortodossa: l’eresia ariana diceva che Gesù Cristo fosse un uomo, mentre la Chiesa regolare diceva che Cristo fosse il figlio di Dio, quindi Dio. Siccome i due vescovi che dovevano mediare su questo complicato problema erano compagni di merende – si chiamavano Eusebio di Nicomedia e Eusebio di Cesarea – fecero un compromesso; voi oggi recitate una preghiera che è frutto di un compromesso. 'Credo in Gesù Cristo, generato, non creato.' Gli uomini generano, Dio crea. Quindi, l'uomo è generato; non creato. E poi aggiungono: 'Della stessa sostanza del padre,' ma non specificano chi sia il padre. Cioè fanno un’operazione in base alla quale ognuno può scegliere l’interpretazione per se più favorevole. Nessuno ve la spiega così, quella preghiera. Ve la fanno dire automaticamente, perché il dogma è importante.

Come l’Auditel, che in realtà è fondato su una convenzione.
Ci sono 150 persone, in tutta Italia, che hanno una macchinetta che rivela i programmi che vedono. Il primo problema è statistico: uno mangia quattro polli, un altro non ne mangia nessuno, quindi ne mangiano due a testa. La statistica funziona in questo modo.

Com'è gestita, questa cosa dell'Auditel? Chi dovrebbe essere controllato in realtà controlla se stesso. Chi sono i soci dell’Auditel? Le concessionarie. E’ come per le banche. Chi le controlla? I banchieri. In Italia chi controlla i magistrati? Altri magistrati. Da noi funziona tutto così. Il controllore dovrebbe essere avulso da ciò che dovrebbe controllare: in Italia invece il controllore controlla se stesso – per regola. Mentana, che sa benissimo cosa sia l’Auditel, non fa nulla per l’Auditel, perché sa che molte cose sono concordate a monte. E sa anche di avere una professionalità, una simpatia, un appeal che gli consentono di evitare che gli vengano attribuite brutte figure. Il problema è: stabilire a quale cerchio magico risponde qualunque tipo di operazione. Perché nella nostra società non esiste operazione – di informazione, di finanza, di politica – che non risponda ad un pensiero magico.

Il Pensiero Simbolico.
Al pensiero magico si contrappone il pensiero simbolico, che ti spinge a chiederti 'perché.' Il pensiero magico - funzionale ad una società consumistica - ti spinge a chiederti solo il 'come', non il 'perché.' Il perché è superato, non è oggetto di discussione. Tutti devono chiedersi soltanto 'come.' Nessuno deve chiedersi perché comprare qualcosa, ma solo come comprarla, come sbattersi per mettere insieme i soldi per comprare il modello nuovo sei mesi dopo. E così via. Nei meccanismi di manipolazione, il primo obiettivo è impedire alla gente di chiedersi 'perché.' La manipolazione avviene in quanto quel gradino ve lo fanno saltare. Vi chiedete solo come, non perché. Non ti devi chiedere perché diventare ricco, ma come diventarlo. Non ti devi chiedere perché una donna si dovrebbe innamorare di te: al mago, tu chiedi come una donna possa innamorarsi di te. Quel perché lo dovresti chiedere a te stesso, non al mago.

La Società del Pensiero Magico.
In assenza di pensiero magico, l’uomo diventerebbe libero, perché farebbe le domande a se stesso. Col pensiero magico non è libero perché è costretto a fare le domande al mago. Immaginando la magia siamo ancora legati al personaggio col cappello a cono e le stelline, ma la magia è sofisticata. Bin Laden è l’Uomo Nero. Noi disegniamo scenari in base ai quali, per interi decenni, pensiamo che tutto il problema sia legato ad una persona. Ci hanno spiegato che il problema dell’Italia fosse Sindona; poi Sindona è sparito ma i problemi sono rimasti. Poi ci hanno detto che il problema fosse Gelli ma – via Gelli – i problemi son rimasti. Craxi, idem. Ma perché? Perché siamo costretti ad applicare dall'inizio la logica dell’Uomo Nero. E’ connaturata in noi, col modo in cui abbiamo costruito questa società, costruita sul pensiero magico.

La nostra società è costruita sul mito secondo cui qualsiasi cittadino americano possa diventare presidente degli Stati Uniti. Se anche fosse vero, perché un americano dovrebbe voler fare il presidente? Sarebbe felice?

Sulla 'libertà' abbiamo costruito un dogma del piffero. La libertà non è poter fare tutto quello che vuoi. La libertà è sapere quello che veramente vuoi. Una donna che non desideri avere figli, è più libera di una che voglia diventare madre? Sicuramente dopo che fa dei figli una donna può sembrare meno libera. Ma non è vero che sia meno libera, perché diventare mamma è stata una sua scelta. In una democrazia si può essere meno liberi che in una monarchia. Il problema è a monte, ma non si risolve col dogma. Va risolto a livello individuale: sta nel chiedere il perché a se stessi, e non il come al mago. Noi concepiamo una società dove calpestare i nostri diritti è normale, fisiologico, perché siamo permeati di pensiero magico. Prima di combattere gli effetti, esaminiamo le cause. La manipolazione non nasce come un fungo in un prato; è il frutto di una costruzione di società: qualcuno decide che può stare meglio se gli altri stanno peggio. Ma nemmeno nel potere c’è libertà. La libertà è nell'essere, nella realizzazione di se stessi, nei modi e tempi di ciascuno.

Abbiamo costruito una società del pensiero magico, basata sulla velocità: se una cosa la capisci dopo, sei ritardato. Ma siamo sicuri che capire subito sia un valore? Siamo certi che chi capisce più tardi non capisca meglio? Il nostro concetto di tempo non è legato a cose che abbiamo deciso autonomamente; sono altri che hanno deciso che dobbiamo fare in fretta. E questo perché noi non dobbiamo avere tempo per pensare, per scegliere. Sono meccanismi assolutamente magici. La prima cosa che ci dev'essere sottratta è il tempo. La seconda è la linearità del desiderio. Nei supermercati, a mezzogiorno, diffondono profumo di pane per stimolarci a comprare di più. Fa tutto parte del pensiero magico: stabilisco il cerchio, che è la mia area commerciale, decido che tu debba acquistare più merce e quindi utilizzo il meccanismo di manipolazione, che è l’odore del pane.

Dobbiamo conoscere. Non esistono scorciatoie: più cose uno conosce, più è in grado di capire all'interno di quali cerchi magici si trovi, come possa uscirne e poi evitare di entrare in altri cerchi magici. Ma la conoscenza ha bisogno di tempo. E noi quanto tempo dedichiamo a conoscere?

Internet può essere una fonte di conoscenza, ma richiede tempo (e ce ne sottrae) perché ormai è diventato talmente vasto da essere dispersivo. In più, Internet elimina la conoscenza casuale. Se da Napoli vai a Milano in auto, durante il viaggio vedi Bologna. Se ci vai in aereo, Bologna te la perdi. Sto cercando il passo del Paradiso dove si parla dell’aquila? Digito, e mi compare direttamente quel passo. Senza Internet non è così: te la devi leggere, la Divina Commedia. E intanto che leggi, conosci.

Non bisogna fare di niente un valore assoluto. Via i paraocchi: tutto, interpretato in chiave assoluta, ci preclude delle possibilità. Se Internet ci preclude la possibilità di leggere la Divina Commedia, allora non va bene. Ognuno di noi tanti anni fa teneva un diario che conservava per anni. Avete mai provato a scoprire su Facebook cosa avete scritto un anno fa? In pratica, il sistema vi si blocca.

Oltre al tempo cos'altro conta, in funzione della conoscenza? La memoria. Senza memoria non si conosce nulla. Per conoscere, archiviamo dati che poi colleghiamo. Se non archiviamo, non possiamo collegare. Cosa ci ha tolto Facebook? La memoria. Senza accesso al passato, non posso rileggere i fatti di oggi ed evitare di commettere gli stessi errori di ieri.

Facebook è una delle conseguenze dell’11 Settembre. Dopo gli attentati fu deciso di approntare una gigantesca operazione di schedatura di tutti i cittadini americani, attraverso la CIA. Tutto ciò avrebbe avuto un costo enorme, perché bisognava raccogliere i dati. Al che un cervello della Cia ha detto: “Ma perché i dati dobbiamo raccoglierli noi? Facciamoceli dare." E hanno risparmiato non so quanti miliardi di dollari. Hanno trovato un nazistello, Zuckerberg, a cui hanno intestato la cosa. Poi gli hanno detto “fai i quattrini”, e hanno schedato tutto il mondo. Perché spendere miliardi per quei dati? Meglio se faccio in modo che i dati vengano a me. E' un pensiero magico, no?

Il ricercatore è il magister. Quello a cui le cose piovono nel piatto è il magus.

La nostra società è basata sulla vendita: su una produzione posticcia, delle esigenze posticce, un mercato posticcio. La società normale, agricola, rurale, non mangiava carne ogni giorno: McDonald’s sarebbe fallito. Ma anche i vegani sono schiavi del pensiero magico: disegnano ciò che non si può fare (tutto il mondo che diventa vegano) anziché quello che si può fare (consumi gradualmente più responsabili).

Chi pensa a soluzioni radicali esprime il pensiero magico: nessuna soluzione può essere radicale in un cerchio diverso dal cerchio magico. Il radicalismo porta a rimanere dove si è. Se invece usciamo dal recinto, di giorno in giorno possiamo porci degli obiettivi raggiungibili. Se ci chiediamo il perché di tutto ciò che facciamo, possiamo evitare di essere vittime di un cerchio magico.

E’ successo anche alla massoneria, quando accettò di diventare un organismo unico e centralizzato. Un progetto di potere: pensiero magico. Non sono gli uomini che fanno progetti di potere. E’ il potere che fa progetti di uomini. Il potere è un meccanismo; non è identificabile con la persona. Nel momento in cui una società sia votata al potere, al pensiero magico, essa continua lungo questo tracciato, indipendentemente dal fatto che il problema sia Sindona, Gelli o Totò Riina. E’ lo schema che si riproduce, non le persone. Puoi arrestare Provenzano, ma poi ti ritrovi Messina Denaro: la regola vale per la mafia, per la politica, per la religione, per tutte le aggregazioni umane.

Ed è una società che può peggiorare.

Cent’anni fa un camorrista avrebbe seppellito scorie tossiche vicino a dove viveva il figlio? Nonostante la scelta di essere delinquente, un mafioso non avrebbe mai potuto seppellire scorie nucleari dove giocavano i figli. Adesso è immaginabile. Perché le scelte di potere sono solo peggiorative, non sono mai un’evoluzione positiva. Il massone del ‘700 era comunque migliore del massone di adesso. Perché il potere peggiora, corrompe. Abbatte valori, limiti, paletti, confini.

Conclusione.
Questa riflessione, oggi, è l’unico atto rivoluzionario che possiamo fare. La vera rivoluzione è minare il sistema consumistico dalle sue radici, e le sue radici sono il potere. Nella misura in cui riusciamo a sottrarci al potere – al potere che ci vuol far comprare, al potere che ci toglie il tempo e non ci fa pensare – facciamo un’operazione realmente rivoluzionaria, senza bisogno di spargere del sangue. C’è bisogno però di faticare, di fare un percorso di conoscenza e di consapevolezza – faticoso, lento. Ma dobbiamo entrare nell'ottica per cui tutto deve essere fatto per noi stessi, non per la proiezione che questa società fa di noi stessi.

La New Age oggi vende la 'regola dell’attrazione', che spinge ancora una volta a mettersi al centro del mondo. Ma nessuno di noi è il centro del mondo. Mettersi al centro del mondo è un'operazione magica – per questo il mago disegna il cerchio: perché risiede nel centro del cerchio. Smettiamo di disegnare cerchi, e cominciamo a pensare che esiste un unico, grande cerchio di cui siamo parte. E cominciamo anche a immaginare che la legge vera non è quella dell’attrazione (per cui noi attraiamo o respingiamo le cose) ma è la legge della complementarità, per cui noi combaciamo con tutto il resto.

Vi siete mai guardati allo specchio? Vi mostra come vi vedono gli altri. Se non mettete assieme come vi vedete voi e come vi vedono gli altri, non vedrete mai come siete veramente. Solo portando nell'ambito della conoscenza tutto ciò che non conoscete, potrete avere la vera dimensione del vostro essere. Siamo tessere di un mosaico (meraviglioso, peraltro) che se stanno nei loro limiti entrano perfettamente in quell'incastro. E concorrono ad una grande bellezza.

(Gianfranco Carpeoro, estratti dall'intervento al convegno “La manipolazione dell’informazione e delle coscienze” tenutosi il 20 dicembre 2014 a Ercolano, con relatori come Paolo Franceschetti e Massimo Mazzucco, pubblicato su YouTube. Giornalista e saggista, già avvocato e pubblicitario, Carpeoro è stato “sovrano gran maestro” della comunione massonica di Piazza del Gesù; studioso di esoterismo, è un grande esperto di storia antica e linguaggio simbolico).

Link alla trascrizione originale:
http://www.libreidee.org/2015/04/carpeoro-pensiero-magico-cosi-il-potere-ci-tiene-prigionieri/


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I Limiti del Pensiero


9 commenti:

  1. Con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria. Il dogma dell'Immacolata Concezione riguarda il peccato originale (per la chiesa Cattolica infatti ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente).

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    1. La storia del dogma in questione è più controversa in origine. Quella da Lei esposta oggi vigente ne è solo l'ultima formulazione.

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  2. No infatti, l'errore sull'Immacolata Concezione però è abbastanza grosso, per il resto l'esposizione è anche apprezzabile, curioso il fatto che non si menzioni esplicitamente la più grande manipolazione o magia che condiziona l'intera umanità: IL DENARO COME RAPPRESENTAZIONE DI BENI (NON) REALI!

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    1. Ribadisco che non è un errore, è sufficiente studiare la storia del dogma per riscontrarlo. Non solo non è grosso, ma non è un errore.

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  3. Il pensiero simbolico magico mi fa desiderare di essere sotterrato in verticale.

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  4. perché allora il link a Facebook su questo sito?

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    1. anonimo, per questo:
      http://www.quotidiano.net/facebook-notizie-diario-1.2049277
      un saluto

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  5. Il paragrafo sul Pensiero Magico è una totale mistificazione ( abbastanza paradossale ed ironico in un articolo che tratta di manipolazione ) .
    Qualsiasi Neofita sa bene che un'Operazione Magica ha sempre maggiori possibilità di successo ed è sicura solo se viene eseguita in accordo alla leggi Divine che regolano la creazione . Le operazioni che vengono fatte non rispettando le leggi Divine hanno sempre dei costi molto alti , le forze della creazione tendono a contrastare la volontà della dissonanza . Affermare che all'interno di un cerchio magico non vigono le leggi dell'universo è ridicolo . All'interno del cerchio magico solitamente vigono le regole dell'universo ad un livello ben piu' profondo di quello presente nella realtà esteriore. Semplicemente il Magus sonda le forze dell'universo in base a quello che vuole conoscere e per focalizzarsi sulla forza da sondare deve concentrarsi per escludere il resto delle forze , cerca un dettaglio nel totale quindi non puo' permettersi di venire influenzato dalle altre forze , quindi isola la forza che vuole sondare e lascia le altre all'esterno .
    Il Pensiero Magico è in linea con le leggi dell'universo ed è in accordo totale alle regole della natura .
    Il fatto che poi la Magia venga utilizzata male per un esercizio del potere contro la creazione è un altro discorso .
    La Magia è voler conoscere se stessi cosi come noi siamo conosciuti .

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  6. Maestro di Giustizia19 aprile 2016 12:27

    "Le strutture – si chiamino massoneria, Chiesa, Stato – possono fare solo cose negative."
    Se fosse vero, oggi il saggio Carpeoro non potrebbe leggere la Divina Commedia e innumerevoli altri testi antichi tramandati dal lavoro di scriba ed amanuensi al soldo di "strutture" committenti, tra cui il Vaticano. Lo stesso Cristianesimo, senza una "struttura" secolare, ricca e potente, posta a sua difesa, non sarebbe giunto fino a noi, come non sono giunti fino a noi decine e decine di culti non "strutturati", indifesi, e distrutti dai culti nemici. Mi sorprende che Carpeoro non abbia ancora afferrato la natura essenzialmente bivalente di questo mondo.

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