18 agosto 2017

La Dea dai Mille Nomi ed il Culto di Maria

a cura di Anticorpi.info

Il giorno di Ferragosto ricorre la festività della cosiddetta Assunzione di Maria in Cielo.
Il nome Ferragosto deriva dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto) e risale al 18 a.C. quando l’imperatore Ottaviano, proclamato dal Senato romano 'Augusto' (venerabile e sacro), statuì che l'intero mese estivo fosse dedicato ad una serie di solenni celebrazioni, la più importante delle quali cadeva il 13 ed era dedicata a Diana, dea della caccia, delle fasi lunari (dei cicli naturali), della maternità, e suprema dispensatrice di sovranità.

La festa si celebrava presso il tempio di Diana sull'Aventino ed era una della poche ricorrenze in cui ai romani di ogni classe e censo era concesso di popolare gli stessi luoghi. Secondo il capitolo 19 degli Atti degli Apostoli, l'idolo noto come Diana di Efeso era noto ed adorato al livello globale, anche con altri nomi. Ad esempio nello stesso periodo dell'anno, nel vicino Oriente si rendeva omaggio alla Grande Madre, la dea siriana Atargatis, metà donna e metà pesce, ritenuta la divina patrona della Natura, della fertilità e dei lavori nei campi.

Mariologia.
Nel Medioevo la celebrazione del Ferragosto fu introdotta a livello popolare in Francia ed Inghilterra con il titolo di Assumptio Sanctae Mariae. In poco tempo si diffuse in tutto il mondo cattolico fino ad ottenere il riconoscimento da parte delle autorità ecclesiastiche e della teologia. A partire dal XVIII secolo iniziarono a moltiplicarsi le petizioni alla Santa Sede affinché questa sorta di 'deificazione' di Maria fosse ufficializzata mediante la proclamazione del Dogma dell'Assunzione, cosa che accadde tuttavia solo molto tempo dopo, il giorno 1/11 del 1950.

Secondo il Dogma dell'Assunzione, Maria, madre di Gesù, terminato il corso della propria vita e permanenza terrena, fu trasferita in Paradiso sia con l'anima che con il corpo, cioè fu assunta, accolta in cielo.

Tra tutte le figure femminili della storia, probabilmente a nessuna è stata tributata maggiore venerazione che a Maria: la Madonna. Ma chi fu realmente Maria se ci atteniamo a quanto letteralmente espresso dal testo biblico? Come sappiamo, era la giovane vergine scelta da Dio per portare il Messia nel mondo (Matteo 1,18-25 , Luca 1: 27-32 , 39-41). Era un’ebrea della tribù di Giuda e della casa di Davide. Era promessa sposa a Giuseppe, anch'egli appartenente alla casa di Davide (Luca 1,27). La storia di questa donna comune, dalle aspirazioni normali, assunse un corso inatteso quando un messaggero di Dio le annunciò che avrebbe dato alla luce il Messia. Sebbene tale destino non mancò di turbarla (Luca 1,29), Maria non esitò un'attimo a votarsi fedelmente alla volontà di Dio.

Nel ritratto biblico Maria non è una creatura divina, come descritta dal Cattolicesimo. Non è la madre di Dio, ma la genitrice del corpo biologico in cui si incarnò Dio; una brava persona che a volte si sentiva inadeguata nel dover ricoprire quell'enorme ruolo. Esiste anche un solo passo della Bibbia in cui Maria sia descritta come 'unica' o 'diversa' rispetto al resto dell'umanità? Assolutamente no; Maria si distingueva solo per via della sua parentela con Gesù; le Scritture non le attribuiscono alcuna grazia, potere o abilità speciale. Eppure la più diffusa preghiera cattolica a Maria recita così:
Ave, o Maria, piena di graziail Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dioprega per noi peccatoriadesso e nell'ora della nostra morte.
In altre parole, nonostante la Chiesa cattolica affermi di accettare integralmente l'insegnamento del testo evangelico, al contempo tramanda un'immagine di Maria che per molti versi risulta incompatibile rispetto a quanto riscontrabile nelle Scritture. Insegna che Maria fosse senza peccato, ma secondo le Scritture Maria è chiaramente peccatrice come chiunque altro (Luca 1, 47 , Romani 3:23). Insegna che Maria si trovasse in una condizione di verginità perpetua, ma il Vangelo riporta che oltre a Gesù ebbe almeno altri sei figli (Matteo 13, 55-56). Sebbene il Gesù delle Scritture le dedicasse il rispetto che ogni figlio deve alla propria madre, non la distinse mai da qualsiasi altra persona umana, come invece fa la Chiesa cattolica. Secondo il Vaticano Maria fu più benedetta da Dio che qualsiasi altro mortale. Secondo le parole di Paolo VI, citando il Concilio Vaticano II: "Il posto di Maria nella Chiesa è il luogo più elevato e più vicino a Gesù." (Papa Paolo VI, Devozione alla Beata Vergine Maria - Washington, DC: Conferenza cattolica statunitense, 1974).

Marianesimo.
Oggi il Vaticano e la Chiesa Ortodossa attribuiscono a Maria, cioè alla Madonna, lo status di corredentrice, mediatrice e Regina del Cielo. In quanto corredentrice Maria collabora con Cristo nell'opera di salvazione dei peccatori. In quanto mediatrice di tutte le grazie dispensa le benedizioni e la grazia di Dio ai bisognosi. In quanto Regina del Cielo, regna provvisoriamente insieme a Cristo, il Re dei Cieli. Così:
"C'è un Mediatore tra Cristo e gli uomini, la Santa Madre Maria. Maria è la via, la verità e la vita. Nessuno giunge a Gesù senza giungere a Maria."
Walter Martin, La Chiesa Cattolica nella Storia (Livingston, NJ: Christian Research Institute, 1960, 49).
Di conseguenza - secondo il Vaticano - per via del suo ruolo nell'economia della salvezza Maria è degna di ricevere una speciale adorazione.

Alla luce di quanto detto, è difficile negare il fondamento delle obiezioni sollevate da protestanti e mussulmani, secondo cui Maria sia stata elevata dallo status di normale essere umano a - per dirla con Berkouwer, "la perfezione soprannaturale di Dio" e che "il Cattolicesimo ha elevato il ruolo di Maria fino ad uno status che i Vangeli attribuiscono esclusivamente a Cristo." (G.C. Berkouwer, Il Conflitto con Roma - Philadelphia, PA: Presbyterian and Re­formed, 1958, 174;  Il Concilio Vaticano II ed il Nuovo Cattolicesimo (1965, 239).

Leggiamo alcuni estratti da note opere teologiche cattoliche: "Nulla, secondo la volontà di Dio, giunge a noi se non per tramite di Maria. Nessuno può avvicinarsi a Cristo se non attraverso la Madre"; "Con Gesù, Maria ha riscattato la razza umana" (Ludwig Ott, Fondamenti del Dogma Cattolico - Rockford, IL: Tan, 1974, 213-214; R.C. Sproul, Trascrizione della Conferenza La Vergine Maria).

Nel Concilio Vaticano II leggiamo: "Assunta al cielo, non ha mai smesso di ricoprire questo ruolo salvifico, e con i suoi molteplici atti di intercessione ha continuato ad ottenere per noi doni di salvezza eterna." (Walter M. Edizioni Abbot, I Documenti del Vaticano II - NY: Guild Press, 1966, 91). Nel Catechismo cattolico leggiamo: "Accanto a suo Figlio, Maria è diventata parte di questo piano, contribuendo alla salvezza dell'umanità.

L'esaltazione teologica di Maria ha perciò contribuito allo sviluppo di un gigantesco culto. Ecco perché Carson osserva: "La crescita [storica] del Marianesimo è stata accompagnata da una crescente tendenza ad accordare a Maria un culto che - nella devozione popolare - è indistinguibile da ciò che secondo quanto prescritto dalle Scritture dovrebbe essere tributato esclusivamente a Dio" (H.M. Carson, Alba o Crepuscolo? Uno Studio del Cattolicesimo Romano Contemporaneo - Leicester, InterVarsity, 1976, 128).

A conferma dell'arbitrarietà di questa 'revisione' della figura di Maria, le stesse autorità cattoliche ammettono che non esista alcun mandato scritturale a fondamento dei loro insegnamenti circa il ruolo di Maria, e che le loro 'variazioni sul tema' siano il risultato dell'evoluzione della tradizione ecclesiale e della pronuncia pontificia (John Ankerberg, John Weldon, Protestanti e Cattolici: Adesso Sono d'Accordo? - Chattanooga, TN: ATRI, 1994, 186).

Se la si osserva nell'ottica del Cristianesimo originario, è innegabile che il Marianesimo sia diventato molto simile ad un culto idolatra, in cui la Maria biblica diviene la santa Madonna. Come conseguenza, il culto di Maria ha contribuito alla proliferazione del fenomeno delle 'apparizioni mariane' presso centinaia di siti geografici sparsi in tutto il mondo, in cui la Madonna comunicherebbe con i fedeli accalcati in adorazione, e guarirebbe gli ammalati. Nessuno può negare che queste manifestazioni, siano esse allucinazioni, apparizioni, materializzazioni, rivelazioni canalizzate, intercessioni miracolose, effetti placebo o banali frodi, si verifichino. Come nessuno può negare che il senso dei messaggi da esse veicolati sia spesso contraddittorio rispetto ad alcuni basilari insegnamenti biblici ed evangelici, e conforme ai principi teologici cattolici extra-scritturali.

La Maria delle apparizioni non solo presenta se stessa come una salvatrice al pari di Gesù Cristo (John Ireland, Maria vs. Lucifero: Le Apparizioni della Madonna - Milwaukee, Bruce Publishing, 1960, 2, 105-107) ma afferma che Satana la tema “più di quanto tema Dio stesso” (ibid). I singoli insegnamenti cattolici che Maria comunica durante le apparizioni e rivelazioni includono la necessità della penitenza, la devozione mariana, la credenza nel Purgatorio, la partecipazione ai riti della Messa e del Rosario, ecc. (John Ankerberg, John Weldon, Protestanti e Cattolici: Adesso Sono d'Accordo? - pp 206-207). Si tratta sempre di precetti estranei ai testi biblici ed evangelici da cui il Vaticano dovrebbe trarre la propria legittimazione. Insegnamenti difficilmente attribuibili alla figura della Maria biblica.

Ciò detto, occorre chiedersi come mai Cattolicesimo ed ortodossia cristiana abbiano supportato la diffusione di un culto chiaramente non conforme al dettato delle Scritture, ma compatibile alle variazioni che il Vaticano ha apportato nei secoli alla dottrina originaria. Inoltre occorre chiedersi chi potrebbe essere in realtà la divinità adorata attraverso questo culto, figura andata via via sostituendosi all'umile personaggio descritto nelle Scritture. Chi è la Maria delle apparizioni, delle processioni, delle icone?

Madre di Dio e Regina del Cielo. 
"Sono tutte manifestazioni delle sue molte forme. Sono essenzialmente la stessa Dea, ed incarnano l'aspetto della Madre divina. In un certo senso, in mezzo ai cristiani che hanno distrutto i suoi templi ed ucciso i suoi devoti, Iside rivive con il nome di Maria."
Aurilus Creative PaganismLa Vergine Maria - Iside del Terzo Millennio?
"Questa dea era la stessa che appariva sotto molti nomi in tutto il mondo dell’antichità (Astarte, Semiramide, Astaroth, Iside, Venere, Fortuna, Diana, Elat, ecc.) e, alla luce di ciò, non appare così strano che uno degli aspetti del culto della dea sopravvissuto all'Islam (così come, per esempio, nel Cattolicesimo romano) sia il rosario. Attraverso i secoli gli adoratori delle dee avevano usato il rosario per la preghiera (infatti è ancora in uso nel culto di divinità femminili in tutto il mondo, per esempio tra gli Indù) collegata al culto della fertilità (attraverso la ripetizione mantrica dei nomi divini)." Fonte
Chiunque abbia dimestichezza con la cultura pagana è in grado di cogliere le molte similitudini intercorrenti tra la Vergine Maria ad alcune dee adorate nel paganesimo antico e moderno. Astarte, Afrodite, Diana, Iside, Gaia, Columbia e molte altre divinità femminili in realtà sembrano essere le riproposizioni di una singola Dea, che alcuni identificano con la Dea Madre: la Mater(ia), dunque la Natura, ed altri con la deificata regina assiro-babilonese Semiramide, sposa del 'Dio Sole' Nimrod.
"Uno dei molti appellativi di Iside fu Theotokos, cioè Madre di Dio (Horus). Si tratta di uno dei titoli più noti attribuiti a Maria."
Ibid
Il catechismo cattolico afferma che Dio stesso sia stato creato da Maria.
"La Vergine Maria è riconosciuta ed onorata per essere realmente Madre di Dio, Madre di Cristo, Madre della Chiesa."
Cardinale Joseph Ratzinger, Commissione Interdicasteriale per il Catechismo della Chiesa Cattolica, Liguori Publications, Imprimi Potest, pag. 251
Mentre nella teologia cristiana risulta paradossale ed impensabile che una comune donna mortale possa essere stata la madre dell'unico Dio, l'appellativo assume un senso compiuto se lo si applica alla teologia pagana: è infatti innegabile che prima ancora dell'esistenza del (dio) Sole, esistesse la (mater) Natura, la quale nella notte dei tempi diede i natali al Sole.
"Un altro appellativo che Maria condivide con Iside è quello di Regina del Cielo (che fu attribuito anche alla dea lshtar / lnanna), titolo che per Iside riflette lo status di Dea come regina di tutto ciò che esiste, mentre per Maria rappresenta la sua assunzione ed incoronazione in cielo come coniuge dello Spirito Santo."
Aurilus Creative PaganismLa Vergine Maria - Iside del Terzo Millennio?
"Maria Regina è un titolo con cui viene molte volte chiamata ed invocata dalla Chiesa cattolica Maria, definita la Madre di Dio. Maria viene chiamata Regina in vario modo: Regina del Cielo, Regina della pace, Regina degli Apostoli, Regina dei Martiri. Fonte
Ancora una volta, l'appellativo cattolico di Regina del Cielo non può che suonare provocatorio, oltre che contraddittorio rispetto al testo biblico:
"I bambini riuniscono il legno ed i padri accendono il fuoco, e le donne impastano la loro pasta, fanno torte alla regina del cielo e versano libagioni agli altri dei, per arrecarmi rabbia."
Geremia, 7:18 (enfasi aggiunta)
Una delle principali ragioni che indussero Dio a distruggere Israele durante il tempo dei profeti maggiori fu ascrivibile all'adorazione della Regina del Cielo. Leggiamo come tratta l'argomento l'Enciclopedia Biblica.
"Regina del Cielo (ebraico: melekheth ha-shamayim o mele'kheth). Divinità che viene nominata in due passaggi (Geremia 7:18; 17-19, 25), nei quali il profeta denuncia l'ira di Dio nei confronti degli abitanti di Giuda e Gerusalemme in quanto affidatisi al culto del Re del Cielo. Il fatto che il popolo di Giuda nei giorni precedenti l'esilio si fosse abbandonato alle peggiori forme di adorazione pagane, provocando l'ira di Yahweh, è evidenziato da tali denunce lanciate dal profeta Geremia."
International Standard Bible Enciclopedia (enfasi aggiunta)
L'Enciclopedia della Bibbia ci dice chiaramente che il culto della Regina del Cielo fosse collegato al culto del Re del Cielo, appellativo con cui il paganesimo definiva il Dio Sole.

Vergine Celeste, Dea del Mare.
Il dio ellenico Dioniso veniva considerato come il divino bambino nato miracolosamente da una vergine celeste. Dioniso - noto come Tammuz tra i babilonesi - era stato latinizzato con il nome di Mithra, di cui in oriente si celebrava la festa la sera del 24 dicembre. Era il dio solare dell’ordine cosmico, nato dalla pietra e portatore della nuova luce: il Genitor luminis, successivamente ribattezzato con molti nuovi nomi, tra cui Lucifero.

Il dipinto sulla destra raffigura un'icona di età antecedente la dottrina ed iconografia cattolica. Si tratta di una raffigurazione della Vergine Celeste (la Dea Madre Natura) con il Dio Sole tra le braccia.

Si noti il giallo dorato del nimbus ovale, con la caratteristica dipanazione dei raggi solari che emanano in ogni direzione. La natura pagana di questa immagine può desumersi - tra le altre cose - dai dodici segni dello Zodiaco che circondano il nimbus, dalla sfera lunare con serpente calpestata dalla Dea, e dall'aureola posta dietro il capo del bambino.
"Il senso del rapporto tra la Madre e la Mater-ia è tutto espresso in questa immagine. La luna come espressione della mutevolezza della stessa materia, il suo ciclo temporale e soprattutto il suo essere riflesso dell’astro per eccellenza, il sole. Il serpente, come forza della natura stessa (la forza stessa è espressione di movimento e quindi mutevolezza, il serpente infatti cambia pelle), simbolo della conoscenza insita nella materia stessa, quella “caotica” energia apparentemente separatista, disarmonica ma necessaria nel concetto di “movimento vitale”, che richiama anche alla dimensione “spaziale” della vita. Ma la sposa vergine di Dio sembra innalzarsi sopra entrambi, la luna e il serpente sembrano essere “domati” dalla purezza della Vergine. Il tempo e lo spazio, la vita e la conoscenza sottostanno ad una implicita armonia, ben rappresentata dal candore della Vergine (Immacolata), che eleva la materia stessa verso il cielo e la cui corona di stelle, dodici come i mesi, i segni zodiacali, le tribù di Israele discendenti dai figli di Giacobbe, sembrano inglobare il senso compiuto del mondo (ultima carta dei tarocchi)." Fonte
A proposito dell'aureola, nel saggio Simboli Magici, di Frederick Goodman, leggiamo:
"Senza dubbio, il cerchio è uno dei simboli più importanti del simbolismo magico, ed in quasi tutti i casi è destinato a rappresentare lo spirito o le forze spirituali. Quando il cerchio è del colore dell'oro e si trova posteriormente alla testa del soggetto ritratto, indica che quella persona sia 'santa', cioè in comunicazione diretta con il mondo spirituale. (...) Si tratta di un simbolo dalla storia antichissima, tramandato nel mondo cattolico con il nome di aureola (halo). L'aureola deriva in ultima analisi dal simbolismo magico degli antichi egizi, e può essere considerato come l'equivalente di un piccolo sole da cui scaturisce la luce, l'illuminazione spirituale."
(pp. 17, 29)
Nel descrivere un famoso dipinto egizio di Horus con un grande cerchio sopra il capo, Goodman spiega che: "E' dall'Horus dalla testa di falco con il disco solare iscritto del serpente, che probabilmente ebbe origine l'iconografia dell'aureola." (Ibid., P. 30)

horus, ra, aureola


vergine-celeste-columbia

In alto, un altro dipinto raffigurante la Vergine Celeste. In aggiunta al simbolismo visto in precedenza abbiamo le vesti azzurre, simbolo del mare; la falce di luna, simbolo cornuto della potenza generatrice. Abbiamo la colomba, che in assenza del ramoscello d'olivo non simboleggia la Pace; secondo alcuni rappresenterebbe lo Spirito Santo, secondo altri la 'purezza', ma soprattutto - secondo una terza interpretazione - la Dea Afrodite ed omologhe, importata nella cultura americana con il nome di Columbia.
"Nelle culture pagane, quindi, la colomba era animale sacro alla dea dell'amore (Afrodite in Grecia e le sue equivalenti siriane e romane)."
Fonte
Nomi famosi di organizzazioni americane come la Columbia Pictures, la CBS (Columbia Broadcasting System), il distretto di Columbia, la Columbia University e perfino il nome del 'personaggio storico' Cristoforo Colombo, scopritore delle Americhe sono tutti omaggi alla 'versione americana' della Dea Madre.

Columbia Pictures

Qui sopra, il logo della casa cinematografica Columbia Pictures. Non manca la veste azzurra, simbolo del mare, mentre il Dio Sole viene raffigurato tramite la torcia. Esattamente come nel caso della famosa Statua della Libertà newyorkese, non a caso eretta su un isolotto nel bel mezzo del mare.

A questo proposito, un ulteriore elemento che induce a sospettare che molte delle divinità femminili del passato siano assimilabili ad un'unica Dea Mater, è il loro costante accostamento all'acqua ed in particolare al mare, probabilmente a causa di ciò che il mare simboleggia.
"Per gli antichi egizi e gli ebrei, il mare rappresentava la fonte di tutta la creazione e, nelle prime cronache giapponesi, il mare era la massa primordiale da cui gli dei Izanagi e Izanami, in piedi sul ponte del cielo, crearono la prima terra." Fonte (enfasi aggiunta)
La radice etimologica del nome Afrodite, a partire da Esiodo, fu collegata al termine ἀφρός, cioè: schiuma del mare.

Il nome ebraico della Maria biblica era Miriam. Secondo alcune fonti il nome Miriam significherebbe: goccia di mare.

La dea egizia Iside era definita anche Pelagia, che significa letteralmente: del mare. Naturalmente, in Egitto Iside era considerata la dea del mare.

E probabilmente è proprio questo il significato del nome Maria (dal sostantivo latino mare-maris). Difatti l'acqua ed il colore azzurro sono simboli che la Chiesa cattolica associa alla Madonna.

maria, stella maris

Piccola curiosità. L'azzurro delle maglie delle varie nazionali sportive italiane si rifà al culto mariano degli ex sovrani Savoia, fervidi devoti della Madonna. Il Blu Savoia, un azzurro intenso, colore ufficiale della monarchia utilizzato anche per le onorificenze del regno, deriva dal colore del manto della Vergine che nell'iconografia tradizionale è di colore azzurro.

La Dea Madre.
Antropologia e teologia convenzionali sono restie a collegare la figura della Madonna cattolica a quella delle divinità femminili citate in questo post. Preferiscono ascrivere il fenomeno all'antichità e limitarsi ad osservare come l'adorazione di tali divinità si sia estinta con il tramonto del paganesimo e del culto primordiale della Dea Madre, alias Natura, alias Materia.
"La Grande Madre è un'antichissima divinità femminile che si concretizza in forme molto diverse in una vasta gamma di culture, civiltà e popolazioni di varie aree del mondo.
Il culto della Grande Madre risale al Neolitico e forse addirittura al Paleolitico, se si leggono in questo senso le numerose figure femminili steatopigie (cosiddette "Veneri") ritrovate in tutta Europa, di cui naturalmente non conosciamo il nome.
In quanto tale, la Grande Madre si incarna non soltanto in figure di dee concrete, con le loro corrispondenti mitologie, ma anche in una vasta gamma di simboli, che coinvolgono sia il mondo animale sia gli oggetti inanimati.
Essa esprime dunque l'indeterminato ciclo di nascita-sviluppo-maturità-declino-morte-rigenerazione che caratterizza sia le vite umane sia i cicli naturali e cosmici. Il femminile risulta quindi un necessario elemento mediatore fra il mondo umano e quello divino.
Siccome il ciclo naturale delle messi implica la morte e la rinascita del seme, la Grande Dea è connessa anche a culti legati al ciclo morte-rinascita, simboleggiato dalla Luna, che lo rappresenta sin da tempi antichissimi.
Nel corso del tempo, con l'esplosione demografica dovuta alle origini dell'agricoltura e alla conseguente crescita di complessità delle culture, le 'competenze' della Grande Madre si moltiplicarono in diverse divinità femminili, ognuna con una specifica competenza. La Grande Dea, pur continuando ad esistere e ad avere culti propri, assunse personificazioni distinte."
Questa versione suona plausibile, tuttavia non aiuta a comprendere come mai il culto della Dea Madre in forma più o meno occulta sia sopravvissuto fino alla modernità ed oltre. Logica vorrebbe che affrancandosi dalle superstizioni indotte dall'ignoranza circa i meccanismi che muovono la natura ed il mondo, la società umana abbandonasse il culto della Mater, nato evidentemente in un'epoca in cui la Scienza non aveva ancora spiegato molti fenomeni naturali, ed in cui il concetto di Spirito era ignoto, inducendo l'umanità ad antropomorfizzare quelli che gli apparivano come i misteriosi 'prodigi' della materia.

Ed invece chiunque approfondisca l'argomento non può che constatare come una nutrita e pervicace organizzazione di persone si sia adoperata nei secoli per tramandare l'adorazione della Dea e quella del Sole, affinché sopravvivessero in forma occulta praticamente in ogni piega della società: nei rituali religiosi, nei simboli, nelle icone, nella cultura popolare. Il culto del Sole risiede ovunque sia effigiato l'occhio di Horus o un qualsiasi altro simbolo solare (avete mai esaminato una veduta aerea di Piazza San Pietro?) Ed anche il culto della Mater sembra essersi insinuato - come abbiamo visto - all'interno di una delle religioni più diffuse al mondo sotto forma di adorazione della madre di Gesù. Il culto della Mater si intuisce inoltre nelle attuali forme di ambientalismo New Age con il concetto di Gaia; ed emerge in altri ambiti più diffusi come la musica pop, dove l'artista femminile più seguita ed imitata, la Material Girl per antonomasia è Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, la cui produzione artistica è stata caratterizzata da testi e videoclip piuttosto controversi, uno su tutti Like a Virgin, ed i cui costumi e scenografie non di rado si rifanno all'iconografia del paganesimo ed al culto di Astarte, ennesima incarnazione della Grande Madre, nonché 'alter ego' della leggendaria dea-regina Semiramide.

madonna, semiramide

L'Evoluzione del Culto.
Forse risiede proprio in tale parallelismo la risposta alla questione appena sollevata.
E' possibile che il culto della Dea nei secoli si sia evoluto nel culto della ragione, della scienza, del materialismo esplosi con la rivoluzione Francese e l'Illuminismo?

Come sappiamo, il materialismo ebbe un ruolo molto significativo nella dottrina che mosse la rivoluzione Francese, basata principalmente sull'ateismo scientifico ed il Culto della Ragione, la quale tra le altre cose condannava senza appello la fede in un Dio trascendente e la convinzione dell'esistenza di una componente spirituale, intangibile e scientificamente non misurabile.

Tale dottrina proseguì ad evolversi fino alla modernità, trasformandosi da un lato in alcune forme di ateismo e neo-paganesimo per lo più innocue, e dall'altro in pericolose ideologie prevaricanti come il Comunismo - cioè l'ambizione di amministrare la società umana con pragmatismo amorale, alla stregua di un allevamento di bestiame - ed il Luciferianesimo - cioè l'ambizione di affrancarsi dalle leggi di natura predisposte dal Creatore per assumere il controllo della Creazione, tutto ciò grazie alle cosiddette 'conquiste umane della scienza e della tecnica' - e poi naturalmente il Satanismo - cioè la missione di contraddire il dettato divino invertendone le leggi (naturali e morali) e traendone un qualche tipo di vantaggio egoistico. Ad esempio invertire i concetti, definire bello il brutto e brutto il bello; male il bene e bene il male; o anche promuovere la trasformazione dei maschi in femmine e delle femmine in maschi, e via dicendo ...

Tali ideologie sono in realtà il rimasticamento di culture vecchie come il cucco - le quali hanno adottato molti simboli per manifestare (sempre meno) occultamente se stesse. Il Sole - divenuto nel paganesimo moderno l'angelo caduto portatore di conoscenza e di evoluzione, ma anche l'occhio onniveggente di Horus/Ra e l'emblema di inni politici, bandiere ed effigi della modernità - è oggi il simbolo del Luciferianesimo. L'avversario di Lucifero, cioè del dio sole, teologicamente incarnato da El/Cronos, dio pagano del tempo e della materia, ed astrologicamente da Saturno, il pianeta più distante dal Sole, è diventato Satana, principe delle tenebre, della bassezza, della trasgressione, della brutalità e simbolo dell'odierno Satanismo.
Interessante notare come anche trattandosi di concezioni apparentemente agli antipodi, esse siano accomunate da un solido filo conduttore di matrice pagana: la materialità; la negazione del trascendente.

Myrianimus, la Dea dai Mille Nomi.
semiramide, costume opera rossiniIl teologo protestante presbiteriano Alexander Hislop, nel saggio The Two Babylons- The Papal Worship Proved to Be the Worship of Nimrod and His Wife (1853) afferma che l'idolo Diana di Efeso sia solo uno dei numerosi nomi con cui sarebbe stato tramandato il culto di Semiramide, regina assiro-babilonese, sposa del sovrano Nimrod. Quest'ultimo - pronipote di Noè - fu il costruttore della mitica Torre di Babele insieme al padre Cus.
"La ricostruzione di questo mito ci porta a dopo il Diluvio. Uno dei tre figli di Noè, Cam (Gn 5:32), ebbe un figlio di nome Cus (Gn 10:6; 1Cron 1:8). La leggenda narra che questo Cus sposò una donna chiamata Semiramis (Semiramide), da cui nacque Nimrod. Nella Bibbia non troviamo traccia di Semiramide, tuttavia vi è menzionato che “Cus generò Nimrod, che cominciò a essere potente sulla terra” (1Cron 1.10). Già il nome Nimrod la dice lunga. In ebraico è נִמְרֹוד (Nimròd) che, a quanto pare, deriva dal verbo מרד (maràd), “ribellarsi”. “Perché, allora, fu chiamato Nimrod? Perché istigò il mondo intero a ribellarsi (himrid) alla Sua [di Dio] sovranità”
Talmud babilonese, Erubin 53°
"Fu questo Nimrod a fondare il primo impero postdiluviano: “Il principio del suo regno fu Babel” (Gn 10:10) ovvero Babilonia. La Bibbia lo definisce “Nimrod, potente cacciatore davanti al Signore” (Gn 10:9), in cui la parola “davanti” (לִפְנֵי, lifnè) va intesa come “contro” (cfr. Targumim e Giuseppe Flavio in Antichità giudaiche, I, 114, 115). La torre di Babele e la relativa città sorsero per un progetto megalomane: “Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra” (Gn 11:4). La costruzione della città fu interrotta da Dio stesso. – Gn 11:5-8.
Secondo il mito, Semiramide non fu solo la madre di Nimrod ma ne divenne anche la moglie. Ormai è accertato che i miti e le leggende possono essere sorti da alcuni fatti storici che ne sono alla base. (...) Così Nimrod e Semiramide sono ricollegabili a Marduk (dio mesopotamico; “giovane toro del sole”, dal sumerico amar-utuk) e ad Astarte (Grande Madre fenicia e cananea, connessa con l’Ishtar babilonese, menzionata nella Bibbia come Astoret in Sam 31:10). I miti s’intrecciano. Lo sposo di Astarte (Ishtar, Astoret) era il dio Adon (assiro Adonis), identificato dai greci con Adone; per gli egizi era Osiride, sposo di Iside (che ci riporta ad Astarte), la greca Afrodite." Fonte
La tradizione massonica tende ad onorare la memoria di Nimrod. Secondo alcune fonti Nimrod sarebbe stato 'il primo massone della storia.'
"Alcune scuole di pensiero designano come protomassone Enoch (settimo discendente di Adamo nonché bisnonno di Noè - Genesi 5,21-23); altre - anche in considerazione del fatto che alcune logge massoniche adottano al loro interno un grado denominato “Dei Marinai dell’Arca” - indicano come protomassone Noè; ma una delle ipotesi più accreditate designa come primo massone Re Nimrod, fondatore di Babilonia. Nimrod fu certamente un personaggio molto particolare e ambiguo ma anche innegabilmente grandioso. In senso metaforico o concreto, Nimrod cambiò radicalmente le sorti dell’umanità; egli infatti non fu solo fondatore di Babilonia ma fu anche il fondatore del primo grande impero sulla Terra. Fu ben attento a non dare vita a una stirpe bastarda sposando la propria stessa madre, Semiramide, la cui figura colonizzò di metafore e simbolismi millenni della nostra storia.
Alla morte di Nimrod si diffuse il mito che egli abbandonò il nostro regno terreno per divenire il dio Baal." Fonte
Al contrario, secondo la Bibbia Nimrod fu un uomo estremamente malvagio, fautore di indicibili sacrifici umani e talmente folle da autoproclamarsi Dio in Terra. Fu così che Sem - figlio di Noè - lo uccise, ne dilaniò le carni ed inviò un pezzo delle sue spoglie in ogni direzione del mondo, a titolo di monito per tutti coloro i quali ne avessero proseguito l'adorazione.

Secondo Hislop, dopo la morte di Nimrod i suoi seguaci si trovarono costretti a proseguire le loro adorazioni nella clandestinità, dove il culto sopravvisse attraverso l'opera delle società segrete, ed in particolare - per l'appunto - della Massoneria. Fu allora che il teologo colloca la nascita di ciò che oggi è noto come il Culto dei Misteri di Babilonia. Hislop asserisce che la prima reggente di questo sistema segreto di idolatria fu Semiramide stessa, la quale come Nimrod era stata deificata. Essendo la controparte di Nimrod, adorato con il titolo di Dio Sole, Semiramide fu adorata come Dea della Luna. Essendo madre di Nimrod oltre che sua sposa, fu definita Madre di Dio.
"A seconda del paese, del linguaggio e della particolare qualità personale o attributo che le si volle attribuire, Semiramide fu adorata in molte forme, e conosciuta con molti nomi. Talmente tanti da meritare l'appellativo di Myrianimus, ossia dea dai mille nomi" (Hislop)
Maria e Gesù, Semiramide e Nimrod, Iside ed Horus
Ecco come Hislop dal suo punto di vista riassume questo ciclico avvicendamento teosofico.
"Durante i Secoli Bui, così definiti perché la luce del Vangelo di Gesù Cristo si era quasi completamente estinta, la Chiesa cattolica romana, attraverso la sua brutale Inquisizione, soppresse tutta la conoscenza della salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù. Durante questo tempo, l'antico culto pagano di Nimrod e Semiramide si riversò in essa, infiltrandola come una vendetta. Fu per questo che Martin Lutero inchiodò le sue 95 tesi sul portone della Chiesa di Tutti i Santi presso Wittenburg, istituendo la Riforma Protestante.
Con l'adorazione di Gesù Cristo, unico vero Dio, la gente comprese che l'adorazione della dea fosse idolatria. Così ancora una volta la Religione del Mistero, proprio come era già accaduto dopo la morte di Nimrod, dovette eclissarsi nella clandestinità.
L'antico culto tuttavia non cessò mai di adoperarsi in segreto per tramandare segretamente il culto della Dea, e preparare il suo nuovo avvento. I devoti della Religione del Mistero di Babilonia si infiltrarono in tutte le aree chiave della società e lentamente ma inarrestabilmente oscurarono la vera conoscenza del culto di Dio, indottrinando il mondo verso il nuovo paganesimo, recrudescenza di un antico sistema di credenze fondato sulla materialità. I loro agenti hanno infiltrato tutte le sfere della società: il governo, l'istruzione, le arti e le scienze, lo sport, l'esercito, oltre che le religioni."
Nella contemporaneità l'industria del cinema e dell'intrattenimento di Hollywood è stata probabilmente lo strumento di maggior successo per veicolare nuovamente le masse verso il culto del Mistero dell'antica Babilonia.

Considerazioni finali.
Il Vangelo di Giovanni contiene alcune significative citazioni attribuite a Gesù:
"Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia." (15:18)
"Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù." (18:36)
Due brevi periodi che racchiudono una moltitudine di concetti, ognuno dei quali meriterebbe una trattazione molto articolata. In questa sede ci limitiamo ad evidenziare come riescano a tracciare un solco profondo tra il 'mondo', cioè la materia, dunque il paganesimo, l'adorazione dei meravigliosi ed impietosi meccanismi che animano la Natura, ed il culto predicato da Gesù, da tributarsi all'unico Dio, Creatore della realtà materiale (volutamente/apparentemente imperfetta) in cui viviamo, e Signore di un regno esistente al di fuori della materia stessa, dunque impercettibile ai sensi.

Piccolo inciso: secondo noi è un errore contrapporre il Creatore alla Mater, cioè alla natura, così come lo è pensare che la realtà materiale sia in qualche modo umanamente perfettibile. La natura non è un'entità alla quale tributare culto, essendo uno strumento divino. La natura contiene alcuni dei messaggi indiretti più cristallini che il Creatore abbia trasmesso all'umanità. E' sufficiente comprendere ed adeguarsi. Rispettare la natura non vuol dire tributarle culto; tutelarla vuol dire in primo luogo contribuire alla preservazione degli equilibri, dei ruoli, dei valori originari, rigettando le tendenze inversive promosse da luciferini e satanisti.

Ciò detto, sembra evidente che il diffuso culto della Madonna abbia molto a che fare con il paganesimo e poco con il dettato della Bibbia e dei Vangeli. In alcuni post precedenti abbiamo visto come la celebrazione di festività originariamente pagane quali la Pasqua, il Carnevale, ed un certo tipo di bizzarro simbolismo natalizio oltre ad altre 'revisioni' dei principi tramandati dalle Scritture, siano tutti elementi che tradiscono l'ambiguità della Chiesa cattolica, religione in cui nella forma, nella politica ed ultimamente anche nell'etica manifestata da alcune figure ai suoi vertici, l'influenza del paganesimo ha offuscato l'essenza della dottrina originaria, fatta salva la buona fede dei tanti ecclesiastici che nonostante tutto nella sostanza, più che nella forma, si adoperano per onorare il messaggio ereditato da Gesù.

D'altro canto non concordiamo con quei ricercatori che avendo individuato elementi di paganesimo ed astrologia all'interno del simbolismo cattolico, abbiano concluso che Gesù Cristo non sia mai esistito. Al contrario, in questa millenaria contrapposizione tra teosofie antitetiche in cui mito, storia e teologia si mischiano quasi indistinguibilmente, il fatto che qualcuno abbia sfruttato la figura e la storia di Gesù per appiccicarci sopra un antico 'format' pagano incentrato sul culto del Sole e della Mater, ci induce a credere che sia vero l'esatto opposto.

Link alle fonti
https://www.jashow.org/articles/world-religions/roman-catholicism/roman-catholic-doctrine-2/roman-catholic-false-teaching/the-biblical-catholic-and-occult-view-of-mary/
http://www.thestillman.com/stillmanfiles/2013/08/occult-hand-signs-and-the-cult-of-mary/
http://www.meteoweb.eu/2015/08/ferragosto-assunzione-della-beata-vergine-maria/486391/
http://www.cuttingedge.org/news/n1866.cfm
http://www.puntoacroce.altervista.org/_BB/T1-Maria_Nazaret_Mt.htm


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