4 ottobre 2017

L'Alchimia del Denaro - 1 - il Sistema della Fede

dollaridi Tracy R. Twyman
Traduzione di Anticorpi.info

Oggi più che mai è comunemente riconosciuto che gli Stati Uniti d'America furono fondati in larga parte da uomini mossi da una filosofia occultistica: membri della Massoneria e di altre società segrete che identificarono negli Stati Uniti una potenziale Nuova Atlantide o Nuova Gerusalemme.

Costoro avevano in progetto di rendere gli Stati Uniti come un faro culturale per il resto del mondo; un esempio che tutte le altre nazioni avrebbero imitato nel percorso verso la formazione di un Nuovo Ordine Globale di pace, democrazia ed illuminazione.

Tanta gente oggi probabilmente riterrà che gli Stati Uniti in molti modi stiano ricoprendo tale ruolo. Molti riconosceranno come l'America oggi domini la scena finanziaria ed il dollaro sia attualmente il Re delle valute mondiali. Ciò che in pochi comprendono è la relazione esistente tra le dottrine esoteriche della Massoneria su cui furono fondati gli Stati Uniti ed i principi economici che sostengono l'economia americana.

Pochi comprendono che il dollaro sia in realtà una sorta di talismano. Sebbene i teorici della cospirazione abbiano versato fiumi di parole per analizzare i simboli massonici raffigurati sulla banconota da un dollaro, nessuno di essi è stato capace di spiegare esaustivamente come mai tali simboli si trovino stampati lì sopra, né quale sia il loro significato più profondo. Certamente nessuno ha collegato con cognizione di causa quei simboli ai segreti del sistema monetario americano.

Il simbolismo del dollaro americano è stato oggetto di numerose teorie della cospirazione fin dalla prima emissione della versione moderna, elaborata nel 1935, durante l'amministrazione Roosevelt. Il simbolismo massonico e mistico fu utilizzato nella banconota fin da subito per differenziarlo dalle effigi delle monete e banconote del Vecchio Mondo europeo, spesso raffiguranti il busto del monarca regnante. I padri fondatori convennero che i soldi americani dovessero essere decorati con i simboli degli ideali anti-monarchici e pro-democratici dell'Illuminismo sui quali fu fondata la Repubblica. Naturalmente, molti simboli illuministici sono stati ereditati dal simbolismo massonico.

Fu così che la Grande Piramide, l'Occhio Onniveggente ed alcune frasi eccentriche come Deo Favente Perennis (il favore di Dio attraverso gli anni), o Mind Your Business (bada gli affari tuoi) fecero la loro comparsa già sulle prime monete americane. In effetti, i ritratti dei presidenti defunti e di altri esponenti dello stato non furono raffigurati sul denaro statunitense fino al Ventesimo secolo, quando i tabù circa questo genere di 'tributo' all'autorità burocratica si furono attenuati.

Ciò detto, tra i ricercatori esiste invece grande concordia nell'affermare che nulla eguagli la moderna banconota americana da un dollaro in quanto ad esattezza e complessità del simbolismo mistico in essa contenuto. Il significato è così profondo, le metafore così stratificate, ed ogni elemento collocato in maniera così precisa che ancora oggi il dollaro rimane l'unica banconota americana il cui disegno non abbia dovuto essere rivisitato per prevenirne la contraffazione.

Nell'analizzare la banconota la maggior parte dei ricercatori tende a concentrarsi sull'uso ripetuto del numero 13, solitamente liquidato come un 'numero sacro ai massoni.' Tuttavia pochi motivano questa affermazione con argomentazioni convincenti.

Tredici è ovviamente il numero di colonie che originariamente costituirono gli Stati Uniti d'America, dunque all'inizio dell'Unione il numero fu riportato nell'araldica americana attraverso le tredici stelle, le quali furono apposte non solo sulla prima bandiera americana, ma anche su tantissime delle prime monete. Dato che i massoni furono artefici della fondazione di molte istituzioni e della ideazione dei simboli nazionali americani, si è teso ad attribuire un significato massonico all'uso di questo numero; il che potrebbe anche essere vero.

Tuttavia non esiste alcuna menzione speciale del numero 13 in qualsiasi rito massonico conosciuto, se non forse nei riti del Nobile Ordine del Santuario, dove il 13 è menzionato spesso, senza tuttavia ricoprire alcun significato specifico. In ogni caso al momento della fondazione della Repubblica americana gli Shriners (società internazionale pseudo-massonica che si descrive come una fraternità fondata sul divertimento, la comunione ed i principi dell'amore e della verità fraterna - ndt) ancora non esistevano. Ed in nessuno dei tomi massonici quintessenziali - ad esempio Morals and Dogma di Albert Pike - si riscontrano accenni al numero 13.

Sebbene Pike esamini il significato cabalistico di molti numeri in termini di geometria sacra, il numero 13 nelle sue dissertazioni è assente, quasi come in quegli edifici del primo Novecento in cui il tredicesimo piano veniva 'saltato' per ragioni scaramantiche.

Anche il filosofo massone Manly P. Hall nel libro del 1944, The Secret Destiny of America (in cui associa la storia degli Stati Uniti allo sviluppo di un antico piano massonico) si riferisce al numero 13 esclusivamente come al simbolo di Gesù e dei suoi dodici apostoli, o del Sole e dei dodici segni zodiacali. Insomma, se esistono insegnamenti massonici aventi per oggetto il numero 13, di certo rientrano nel novero di quei pochi concetti segretissimi e rimasti tali nel corso dei secoli.

La mia ricerca tende invece ad attribuire a questo numero un significato proto-massonico, come vedremo nella seconda parte di questo articolo. In ogni caso, massonico o meno che sia, il numero 13 è senza dubbio il simbolo più ripetuto sulla banconota da un dollaro.

aquila, dollaro
piramide dollaro

In gran parte il simbolismo è riscontrabile sulla parte posteriore della banconota. La piramide è composta da tredici strati di mattoni, escluso l'occhio sulla cima. Sull'aquila è effigiata una costellazione di tredici stelle pentagonali disposte a forma di Sigillo di Salomone.

Abbiamo tredici foglie sul ramo d'olivo stretto nella zampa destra dell'aquila, e tredici 'frecce di Jonathan' - così vengono chiamate - nella sinistra. Sullo scudo sono tracciate tredici divisioni orizzontali e tredici verticali.

Il motto E Pluribus Unum scritto sullo stendardo che l'aquila stringe nel becco, contiene tredici lettere, così come il motto Annuit Coeptis che campeggia sulla piramide. Sulla parte anteriore della banconota, sotto il ritratto di George Washington, sono state inserite otto foglie e cinque bacche per lato, cioè altri due insiemi di tredici.

washington, dollaro

Anche sullo stendardo che attraversa il sigillo del Dipartimento del Tesoro apposto sulla parola Uno, sono riprodotte tredici stelle.

sigillo-tesoro-dollaro

Naturalmente la ricorrenza del numero tredici non è attribuibile ad una casualità. La prova del nove possiamo ricavarla sommando le lettere di cui sono composte tutte le parole presenti sulla parte anteriore della banconota. Le parole permanenti, quelle cioè non destinate ad essere modificate in funzione delle contingenze, ad esempio il nome del tesoriere statunitense del momento.

FEDERAL RESERVE NOTE
THE UNITED STATES OF AMERICA
THIS NOTE IS LEGAL TENDER FOR ALL DEBTS PUBLIC AND PRIVATE
WASHINGTON, D.C.
ONE
TREASURER OF THE UNITED STATES
SECRETARY OF THE TREASURY
ONE DOLLAR
WASHINGTON

La somma delle lettere equivale a 169, cioè 13 al quadrato.

Sulla parte posteriore della banconota si riscontrano esattamente tredici utilizzi del numero 13. Ma per giungere a questo risultato occorre calcolare l'espressione IN GOD WE TRUST. Essa contiene solo dodici lettere, tuttavia sulla parte opposta della banconota, in perfetta corrispondenza della frase, campeggia la parola ONE. Di conseguenza: 12+1=13. Con questa trovata 'bifronte' gli utilizzi del 13 sulla banconota diventano tredici.

Tra i tredici utilizzi del numero 13 riscontrabili sul retro della banconota vediamo che il numero 1 o la parola 'uno' sono riportati esattamente 13 volte, se si considera il termine latino unum. L'enfasi dedicata al numero Uno è un ulteriore motivo misterioso. Il reale tema retrostante la fattura della banconota da un dollaro - infatti - potrebbe essere proprio il concetto di 'unità.' Aggiungerei giustamente, dal momento che in ultima analisi il numero uno rappresenta l'unità originale di valuta su cui fu fondato il sistema economico americano. Quando pensiamo al dollaro americano, la prima immagine che nasce nella nostra mente è quella della banconota da un dollaro.
E ancora il concetto di unità viene ribadito con la dicitura: E Pluribus, Unum (Da Molti, Uno) collocata sotto una costellazione di tredici stelle; immagine che evidentemente rappresenta le colonie originarie che furono 'unificate' con la fondazione degli Stati Uniti.

Il tema del numero uno viene evidenziato con la raffigurazione del primo presidente americano, George Washington, sul fronte della banconota, e con la parola ONE scritta sulla destra. Inoltre il concetto di unità è rappresentato dalla piramide sul lato posteriore, la quale secondo i progettisti avrebbe dovuto simboleggiare lo stato ideale, composto da individui (le pietre) unificate in una struttura (la piramide), sotto il principio divino unificante (l'Occhio Onniveggente e la Provvidenza ).

Altre caratteristiche bizzarre includono le diciture Annuit Coeptis (Egli Favorisce la Nostra Impresa) e Novus Ordo Seclorum (Il Nuovo Ordine dei Secoli). Si tratta di citazioni del poeta Virgilio lievemente alterate, ed entrambe nel loro contesto culturale originario si riferivano a Juppiter Omnipites (l'Onnipotente Giove), omologo romano del Dio giudaico-cristiano. Interessante notare come anche l'espressione E Pluribus Unum sia stata mutuata da Virgilio con l'applicazione di alcune lievi alterazioni; esiste il sospetto che queste ultime rivestano un preciso, per quanto ignoto significato numerologico.

Nella poesia originale di Virgilio le parole Juppiter Omnipotes, Audacibus Annue Coeptis erano una supplica rivolta alla divinità, affinché favorisse "le mie audaci imprese." Al contrario le parole stampate sul retro del dollaro non esprimono una preghiera, ma affermano con sicurezza che Dio favorisca l'audace impresa di creare un 'nuovo ordine degli anni', ossia una nuova struttura di potere globale guidata dalla nuova repubblica degli Stati Uniti.

E' cosa nota che il ricorso a questi simboli e parole non si esaurisca nell'ambito della banconota da un dollaro. Sono infatti presenti anche sul Grande Sigillo degli Stati Uniti creato dopo l'istituzione della nazione statunitense, nel 1776.

grande-sigillo3grande-sigillo1grande sigillo 2

(...) Il disegno del Grande Sigillo non è mai stato attribuito ad un autore in particolare e - come visibile nelle immagini in alto - si è evoluto nel corso degli anni. Tuttavia i suoi elementi essenziali furono pensati proprio all'alba degli Stati Uniti, nel 1776 - l'anno della Rivoluzione - data che campeggia in numeri romani sotto la piramide, sul retro del Sigillo.

(...) Molti sono i personaggi rimasti impressi nella memoria storica per aver contribuito alla progettazione di entrambe le facciate del Sigillo, tra cui Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, William Barton, Charles Thomson e Pierre Eugene du Simitiere. Tutti, eccetto uno, erano massoni.

Il primo stampo metallico per il Sigillo fu fabbricato da Robert Scot, massone, nel 1782. Benché fossero state commissionate le matrici di entrambe i lati del sigillo, andò a finire che solo la parte anteriore fu effettivamente prodotta. La parte posteriore restò inespressa per molti anni da allora, e la maggior parte della gente non fu al corrente della sua esistenza fino a quando non apparve stampata sulla banconota da un dollaro, nel 1935.

Manly P. Hall ha scritto che il lato posteriore del sigillo in origine non fu pubblicizzato in quanto:
"... era considerato simbolo di una società segreta, dunque un'immagine non appropriata per rappresentare uno stato sovrano."
Anche la banconota da un dollaro fu progettata da un gruppo di massoni che ricoprivano ruoli governativi; in questo caso, il presidente Franklin Roosevelt, il segretario dell'agricoltura Henry A. Wallace ed il segretario del tesoro Henry Morgenthau. Il progetto fu poi realizzato presso l'ufficio di incisione e stampa (la quale impiegava esattamente tredici incisori). (...)

La dicitura IN GOD WE TRUST fu apposta sulla banconota solo nel 1957, benché fosse diventata motto nazionale degli Stati Uniti nel 1863 dietro proposta del segretario del Tesoro Salmon P. Chase, a propria volta - si dice - condizionato da un ministro protestante preoccupato dal declino del fervore religioso nella nazione americana. Chase volle sottolineare che gli Stati Uniti sarebbero sempre stati ufficialmente fondati sulla fede nella Provvidenza divina, dunque il motto fu apposto su tutte le monete metalliche americane. Sulle banconote invece apparve molto più tardi.

Tuttavia IN GOD WE TRUST è anche un famoso motto massonico - utilizzato in quasi tutti i riti per sottolineare come i partecipanti debbano impegnarsi ad avere 'fede in Dio' durante le cerimonie. Il motto è menzionato in tutti i dizionari massonici.

La sua apposizione sulla banconota da un dollaro nel 1950 potrebbe essere servita a rafforzare una valuta sempre più dipendente dalla fede a causa dei mutamenti che stavano avendo luogo nella politica monetaria americana.

Un processo che aveva avuto inizio negli anni '30, proprio nel momento in cui fu progettata la nuova banconota da un dollaro. Nel tentativo di risollevare l'economia americana scivolata nella Grande Depressione (secondo diverse fonti provocata dalla Grande Finanza - ndt), Roosevelt decise di adottare le politiche economiche suggerite dall'advisor John Meynard Keynes, le quali prevedevano che durante i periodi in cui il settore privato non riuscisse a produrre sufficienti investimenti per stimolare l'economia, il governo stesso avesse dovuto assumere in prima persona il ruolo di investitore; finanziare (indebitandosi o battendo moneta) opere pubbliche ed immettere denaro nel sistema in qualsiasi modo possibile, per vivificare l'economia.

Roosevelt istituì così il New Deal, creando un'intricata rete di organismi burocratici, molti dei quali diventarono poi pilastri del governo federale. Tra di essi citiamo la FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation), finalizzata ad assicurare i conti correnti in caso di fallimento bancario - garanzia divenuta necessaria dopo alcuni crack accaduti negli anni precedenti.
E forse sarà un caso che l'acronimo FDIC sia contenuto nella parola 'fiducial', termine finanziario derivante dalla parola latina 'fides', la quale significa "fiducia, credenza, fede ... e credito."

monete-fides
Il concetto di Fides nei misteri mitraici era simboleggiato attraverso due mani congiunte, attualmente noto segno massonico, oltre che logo delle Allstate assicurazioni.

Fu proprio ispirandosi alla 'fede' nel dollaro americano che Roosevelt ed i suoi amici progettarono la nuova banconota da un dollaro. Una fede estremamente necessaria, perché per produrre il denaro che avrebbe finanziato il New Deal, Roosevelt apportò una serie di cambiamenti radicali alla politica monetaria del paese. Fino ad allora la legge prescriveva che ad ogni dollaro stampato dovesse corrispondere una data quantità di oro esistente nelle casse della banca emittente; oro che su richiesta poteva essere scambiato con la banconota. In tal modo la moneta stampata aveva un proprio valore intrinseco. Sganciando il dollaro da tale tradizionale corrispondenza, Roosevelt si mise nelle condizioni di creare una massa monetaria potenzialmente infinita da immettere nel sistema economico. Grazie al New Deal l'economia americana si stabilizzò poco prima che gli Stati Uniti entrassero nella Seconda guerra mondiale, la quale costituì un altro grande 'stimolo economico.'

Nell'ambito di questa operazione Roosevelt adottò leggi che obbligavano i cittadini americani a consegnare al governo tutto l'oro e l'argento che possedevano, in cambio di una somma equivalente in dollari di carta. La fede dei cittadini americani nei confronti di questo nuovo sistema fu testata duramente l'anno successivo, quando il governo svalutò il dollaro di carta rispetto all'oro, provocando un'immediata perdita del 41% subita da tutti coloro che l'anno precedente avevano effettuato lo 'scambio.'

Il 22 luglio 1946, alla fine della guerra, fu firmato un accordo in occasione di una conferenza tra 44 nazioni in cui tutti i paesi stabilirono di indicizzare le rispettive valute al valore del dollaro americano piuttosto che a quello dell'oro, dell'argento o di altro bene reale. Gli Stati Uniti a loro volta fissarono il valore della loro valuta a 35 dollari per oncia d'oro e si proposero di riscattare i dollari detenuti dalle banche centrali delle altre nazioni, pagandoli con l'equivalente in oro, su richiesta.

Tutto ciò condusse ad una costante emorragia nelle riserve auree statunitensi, finché nel 1971 il presidente Richard Nixon chiuse la 'finestra d'oro', annunciando che le partecipazioni delle banche centrali estere non sarebbero più state riscattabili in cambio dell'equivalente in oro di proprietà del governo statunitense. Quello fu il passo decisivo verso il definitivo abbandono dell'indicizzazione al 'gold standard.' Oggi il valore del dollaro galleggia liberamente in relazione alle valute estere, senza un valore fisso, e può essere influenzato unicamente dalle forze della finanza e dalla Federal Reserve.

La nuova politica valutaria comportò l'esplosione dell'inflazione, la quale a far capo dall'amministrazione Nixon finì per contagiare tutte le valute straniere indicizzate al dollaro. Molte di quelle valute non riuscirono a tenere il passo dell'economia reale, e da allora i relativi paesi furono condannati ad un perenne stato di indebitamento ed insolvenza.

Dunque l'attuale dollaro americano è una valuta sostenuta esclusivamente dalla fede; la fede del mondo nell'economia americana e nell'America stessa. Anche le economie delle altre nazioni dipendono da questa stessa fede. Perché se nessuno credesse nel potere del dollaro - se il dollaro non fosse universalmente accettato come forma di pagamento - semplicemente perderebbe ogni valore.

Come scrive Jack Weatherford in The History of Money:
"Il governo può scambiare una banconota da un dollaro solo per un'altra banconota da un dollaro. Il dollaro è semplicemente valuta fiat.
"Il dollaro si basa sul potere del governo e sulla fede delle persone che lo usano - la fede nel fatto che con esso domani sarà possibile acquistare qualcosa; la fede che il governo americano continuerà ad esistere e ad accettare dollari per i pagamenti; la fede che tutti gli altri continueranno a crederci. A parte questa fede, nulla supporta il dollaro."
Allo stesso modo, William Greider nella sua opera Secrets of the Temple: How the Federal Reserve Runs the Country, scrive che:
"Soprattutto, il denaro dipende dalla fede. Essa [richiede] un consenso sociale implicito ed universale che [è davvero misterioso]. Per creare denaro ed usarlo, ognuno deve credere e tutti devono credere.
"Solo allora l'inutile carta acquisisce valore. Quando una società [perde] la fede nel denaro, implicitamente perde la fede in se stessa ... Il processo dei soldi ... [richiede] un atto profondo e non riconosciuto di fede, talmente misterioso che si confonde facilmente con quello verso i poteri divini."
Naturalmente, anche prima dell'avvento del fiat money, il valore delle monete d'oro e d'argento che costituivano l'antica valuta, si basava su una convenzione sociale, un valore comune e concordato. La differenza è che le monete d'oro ed argento possiedono un valore intrinseco, quello del metallo raro e prezioso di cui sono fatte.

I dollari oggi sono invece fiat currency, cioè semplici pezzi di carta o cifre su un monitor di un computer; simulacri di ricchezza privi di significato fino a quando non vengono scambiati per acquistare qualcosa di reale dal mercato. In altre parole, valgono solo se sono spesi.

L'uso del denaro di carta non fu introdotto in America nel 1935. Le banconote furono utilizzate nel corso di tutta la nostra storia, ad iniziare dai continentals con cui fu finanziata la Rivoluzione, e che si basavano esclusivamente sulla promessa che l'America avrebbe vinto la guerra contro gli inglesi, per poi iniziare a recepire tasse dalla nazione. Un altro simile azzardo fu corso in occasione della Guerra Civile, finanziata dai greenbacks, precursori del moderno dollaro di carta.

Oltre a queste due valute, ciascuna delle quali rilasciata dal governo federale, nella storia degli Stati Uniti fu rilasciata una gran quantità di dollari da banche di proprietà privata. Si trattava di banconote estremamente diverse le une dalle altre, elemento che provocò una massiccia attività di falsificazione. Quando molte di quelle banche fallirono, i loro dollari diventarono carta straccia. Il governo federale adottò numerose misure nel tentativo di risolvere questo problema. Infine, nel 1913, una serie di crolli bancari ispirarono la creazione della nuova banca centrale della nazione, della Federal Reserve e di un nuovo sistema bancario e monetario.

(Questo resoconto non menziona le pesanti ingerenze private che contribuirono all'istituzione del sistema bancario centrale - ndt)

La Federal Reserve è oggi la banca nazionale statunitense, un ente a partecipazione sia statale che privata. La Fed definisce le politiche operative di base per tutte le banche affiliate (la maggior parte delle banche operanti negli Stati Uniti) e provvede all'emissione (creazione) di moneta per loro conto.

Il funzionamento del meccanismo bancario moderno si basa su un'operazione denominata: 'prestito su riserva frazionaria.' Nei prestiti a riserva frazionaria, una banca può usare il denaro depositato dai propri clienti, prestandolo ad altri soggetti ed istituzioni dietro l'applicazione di un interesse. Può prestare la maggior parte del denaro di cui non è proprietaria (ad esempio, l'87%), lasciando solo una frazione del denaro depositato (13%) nelle casse della banca. Questa frazione è detta 'riserva' ed è l'unico 'vero' denaro effettivamente detenuto dalla banca; l'unico che è realmente disponibile per essere ritirato dai soggetti titolari dei conti bancari.

Al momento della restituzione dei prestiti, la banca guadagna un profitto mediante l'applicazione di interessi. In questo modo moltiplica i soldi ed incassa la differenza, anche in questo caso, creando denaro dal nulla. Quando la banca presta denaro ad un'altra banca od istituto finanziario, questi ultimi possono poi prestarlo a loro volta, creando ancora più denaro dal nulla.
Attraverso il sistema della riserva frazionaria l'offerta monetaria si moltiplica in modo esponenziale, e l'economia stessa agisce come un moltiplicatore di denaro: una macchina della manna, in un certo senso. Il denaro viene usato per produrre ancora più denaro.

Ora, poiché alla fonte di tutto questo c'è l'emissione effettuata dalla Federal Reserve con la creazione di nuovo denaro, tale iniezione iniziale viene denominata 'denaro ad elevato potenziale', dal momento che influisce sull'intera economia. È il piccolo seme da cui si sviluppa la massa monetaria. Il tasso di interesse che la Fed sceglie di fissare per il denaro che concede in prestito, determina quanto denaro potrà essere preso in prestito dalle altre banche in un preciso momento storico, e di conseguenza determina anche il tasso che le altre banche applicheranno a loro volta nella concessione di prestiti.

Ho appena esposto il principale strumento con cui la Federal Reserve controlla l'offerta monetaria e - per quanto possibile - l'intera economia americana: quando i soldi prestati (creati dal nulla) sono troppi, ciò comporta la perdita di valore di tutta la massa monetaria in circolazione (inflazione); quando i soldi prestati sono pochi, la cosa comporta lo sprofondamento nella recessione economica.

L'elemento da evidenziare qui è che tutte le volte che la Fed concede prestiti alle banche affiliate, quei soldi prestati vengono creati dal nulla.

Alcuni autori considerano le modalità con cui viene creata la valuta fiat - in particolare banconote e denaro elettronico - semplicemente come "niente meno che magia."

Il filosofo scozzese John Law nel libro del 1715: Money and Trade Considered with a Proposal for Supplying the Nation with Money, affermò di avere scoperto la Pietra Filosofale degli alchimisti, ovverosia la capacità di trasformare il piombo in oro, cioè qualcosa di non prezioso in qualcosa di molto prezioso. La chiave dell'alchimia - asserì - era stata la stampa del denaro di carta adottata nel 1705 dal governo francese. L'operazione era stata affidata alla Banque Royale nazionale e alla Mississippi Company, impresa impegnata nella raccolta di fondi privati per finanziare alcune operazioni nella Louisiana francese, dietro la promessa di elevati profitti.

Fu ideato uno schema di passaggio tra la banca e la Compagnia, mediante cui gli investitori - in cambio del loro oro - potevano prendere in prestito il denaro cartaceo stampato dalla banca, per poi investirlo nella Società. La Società poi avrebbe riconosciuto i profitti dell'investimento in valuta cartacea, la quale presumibilmente sarebbe potuta poi essere riconvertita in oro.

L'intero schema crollò drammaticamente durante ciò che la Storia denominò 'la grande bolla del Mississippi', e quel sistema di banconote sparì presto dalla circolazione. Ma l'idea proseguì ad affascinare molti filosofi ed intellettuali, tra cui l'autore tedesco Wolfgang von Goethe.

Nel capolavoro di Goethe - il Faust - il personaggio principale con il supporto del proprio maestro Mefistofele (il diavolo), si guadagna i favori dell'imperatore rivelandogli 'il segreto dell'alchimia', ovverosia come creare ricchezza attraverso dei pezzi di carta. Nel racconto lo stratagemma rilancia l'economia del regno, e l'imperatore in breve tempo si ritrova a governare una popolazione immorale e materialista. Tuttavia alla fine la moneta crolla. Uno dei messaggi di fondo del Faust è che qualsiasi creazione del diavolo alla lunga si dimostra essere invariabilmente un'illusione.

Sono convinta che i massoni e gli altri occultisti responsabili della creazione degli Stati Uniti, della banconota da un dollaro e dell'intero attuale sistema finanziario, conoscessero i principi dell'alchimia, e che decisero deliberatamente di edificare su di essi la nostra economia; il segreto di creare valore dal non-valore, e di creare un grande volume da una minuscola quantità, usando il potere della fede.

La teoria è descritta molto dettagliatamente nel mio libro Solomon’s Treasure: The Magic and Mystery of America’s Money in cui dimostro che la creazione del denaro da parte della Federal Reserve e la sua moltiplicazione esponenziale attraverso procedure bancarie come quella della 'riserva frazionaria' sia un'attività analoga alla leggendaria creazione e moltiplicazione dell'oro che fu oggetto delle ricerche degli alchimisti. Il potere del denaro di trasformare quasi ogni cosa in una cosa diversa, è simile al potere alchemico del cosiddetto 'agente universale' o 'pietra filosofale'; l'atto di trasformare la carta in dollari è analogo a quello di trasformare il piombo in oro. I membri della Federal Reserve Board sono molto simili a stregoni capaci di manovrare l'economia americana in funzione dei loro desideri particolari.

Questo 'nuovo' tipo di valuta priva di valore intrinseco fu definito dalla banca centrale 'fiat currency.' Non è un caso se la denominazione fu mutuata dal libro della Genesi con riferimento alle parole divine Fiat Lux! (Che la luce sia!). Dalla non-luce, alla luce, per atto divino. Il fiat money (perfettamente rappresentato dal dollaro americano) è forse l'unica cosa al mondo che non ha alcun senso ed alcun motivo intrinseco d'esistenza; esiste solo in funzione di qualcos'altro (cioè di ciò che con esso si può acquistare o acquisire per conversione). E' qualcosa di nullo, eppure è anche la forza più potente che agisca all'interno della sfera della nostra esistenza - proprio come l'Azoth, cioè l'essenza segreta della vita descritta nei testi alchemici.

Come si è detto, questo sistema dipende interamente da una sorta di fede religiosa tributata dal popolo nei confronti del potere 'soprannaturale' del denaro. La capacità di sostenere e migliorare l'economia che attiene al Presidente degli Stati Uniti e ad altri funzionari statali, dipende in gran parte dalla loro capacità di manipolare la volontà spirituale collettiva ed alimentare la fede nel dollaro attraverso il ricorso a stratagemmi non dissimili da quelli usati da un mago, o da un prete.

Tale fede è rafforzata dalla terminologia finanziaria attualmente in uso ('trust', 'fiducial', 'credito' ecc.), e dalle parole ed i simboli stampati sul denaro americano, presenti oltre che sul dollaro attuale anche sulle banconote risalenti ad epoche antecedenti la Repubblica.

Questi oggetti agiscono come incantesimi contenenti una carica magica che si moltiplica passando di mano in mano. Agiscono anche in qualità di simboli di fede e fedeltà collettiva nei confronti del dollaro come istituzione. I simboli e le frasi chiave associate alla banconota ipnotizzano, incantano coloro che ne fanno uso, e la mente di ogni singolo individuo consolida il consenso goduto dal dollaro, quindi la sua capacità di moltiplicarsi mentre si diffonde attraverso il sistema. Tutte le volte che una persona spende un dollaro o accetta un dollaro come pagamento, compie un atto di fede che coinvolge la propria volontà spirituale.

Ciò detto, adesso le misteriose diciture stampate sulla banconota da un dollaro possono essere comprese con maggiore cognizione di causa. Le parole In God We Trust sono finalizzate ad ispirare fede nel dollaro come valuta e fede nella repubblica americana. Bisogna fidarsi del dollaro come ci di affida a Dio, perché evidentemente Dio stesso ha scelto di supportare gli Stati Uniti e - per estensione - il dollaro americano. Tutto ciò viene espresso esplicitamente nella dicitura stampata sul retro del Grande Sigillo: Annuit Coeptis (Egli - Dio - favorisce la nostra impresa).

La dicitura E Pluribus Unum sommata agli altri dodici riferimenti all'uno, insieme alla piramide, è stata messa lì per rammentarci che la nostra società è composta da varie componenti le quali sono essenzialmente tenute insieme dal filo conduttore del denaro. La Grande Unità: l'unica cosa che tutti indistintamente - nessuno escluso - adoperano usualmente.

dollaro, ragnatelaIl motivo della ragnatela sullo sfondo della banconota (immagine a destra) simboleggia la nostra interconnessione all'interno del mercato governato dal denaro.

L'esperto massone Manly P. Hall afferma che l'aquila raffigurata sul lato anteriore del Grande Sigillo rappresenterebbe segretamente la fenice, mitico volatile che muore per poi rinascere dalle proprie ceneri, dunque simbolo della trasformazione alchemica (le idee originarie prevedevano che l'animale raffigurato sulla banconota fosse una fenice, non un'aquila.)

Anche lo sfondo verde dei dollari USA è simbolico, in quanto il verde rappresenta la fecondità, l'abbondanza e la crescita. L'ex tesoriere americano Mary Ellen Withrow ha esplicitamente dichiarato in un'intervista al New Yorker Magazine che è proprio per questo motivo che verrebbe utilizzato il colore verde nella produzione delle banconote.

Il simbolismo del numero tredici è strettamente conesso all'alchimia. Come spiego nel mio libro, il numero 13 fu un simbolo molto importante per una celebre organizzazione proto-massonica, la quale lo considerava l'equivalente cabalistico della Pietra Filosofale. Mi riferisco ai Cavalieri Templari (dei quali ci occuperemo nella seconda parte dell'articolo), progenitori dei massoni ed inventori della banca moderna. Il loro concetto di Dio, denominato Bafometto era simboleggiato dal numero tredici, e come spiegherò nella seconda parte, rappresentava per costoro la chiave dell'alchimia applicata a qualsiasi campo umano, compreso quello economico.

Credo che i templari abbiano tramandato i loro segreti alchemici ai massoni, i quali li misero in pratica nella creazione del dollaro statunitense. L'uso del numero 13 infatti non si riscontra solo sulla moneta da un dollaro, ma emerge in numerosi aspetti della struttura del sistema monetario statunitense - ad esempio nel fatto che negli Stati Uniti esistano esattamente sei tipi di monete metalliche e sette tipi di banconote. Fin dall'inizio il dollaro - indipendentemente dalla sua connotazione pratica - portò in se i marker dell'alchimia. (...)

Anche il simbolo del dollaro ($) sembra avere una connotazione alchemica. E' convinzione comune che sia stato scelto da Thomas Jefferson, presidente durante il cui mandato fu introdotto il dollaro come valuta nazionale. Ma la reale origine del simbolo resta tuttora ignota.

Ricorda molto da vicino il Caduceo, la bacchetta magica di Hermes, da tempo immemore simbolo della guarigione e della trasformazione alchemica (da ciò il suo utilizzo come simbolo della professione medica).

caduceo dollaro

Lo studioso David Ovason, nel saggio The Secret Symbols of the Dollar Bill, concorda con la mia ipotesi ed aggiunge che un simbolo molto simile a quello del dollaro viene utilizzato nell'astrologia per indicare Mercurio, la versione romana di Hermes, dio dell'alchimia.

dollaro spagnolo colonne ercoleUn'ulteriore ipotesi plausibile ha a che vedere con le Colonne d'Ercole. Sui primi dollari spagnoli erano infatti raffigurate tali strutture simboliche, attraversate dalla dicitura Plus Ultra (che significa "oltrepassare"). Per gli europei il Nuovo Mondo d'America era la favolosa terra esistente al di là delle colonne d'Ercole.
Secondo questa ipotesi il simbolo del dollaro rappresenterebbe quindi le due colonne avvolte in uno stendardo (le prime versioni del $ includevano due barre verticali, non una).

(La doppia barra verticale potrebbe raffigurare anche il numero 11, oltre che le due colonne del Tempio di Re Salomone: Jachin e Boaz, noto simbolo massonico - ndt)

D'altro canto l'autore massonico Albert Pike sottolineò come su alcune monete dell'antica Tiro fosse raffigurato un serpente attorcigliato ad un albero, il quale avrebbe rappresentato il Giardino dell'Eden e l'Albero della Conoscenza, simbolo equivalente al Caduceo.

moneta, pilastri, serpenteL'autore Ignatius Donnelly (Atlantis - The Antediluvian World) asserisce infine che il simbolo rappresenterebbe le Colonne d'Ercole strette tra le spire del serpente della Genesi.

Nella seconda parte di questo articolo faremo un viaggio a ritroso nel tempo, occupandoci dell'antefatto di questa strana storia, del leggendario tesoro del Re Salomone, del numero 13 e dei segreti alchemici che l'Ordine dei Cavalieri Templari seppe sfruttare per creare l'embrione del moderno sistema bancario.

Seconda Parte

Bibliografia.
Goodwin, Jason. Greenback: The Almighty Dollar and the Invention of America. Henry Holt & Company, 2003, New York, NY.
Greider, William. Secrets of the Temple: How the Federal Reserve Runs the Country. 1987, Simon & Schuster, New York, NY.
Hall, Manly P. The Secret Destiny of America. The Philosophical Research Society, 1991, Canada.
Ovason, David. The Secret Symbols of the Dollar Bill. Harper Collins, 2004, New York, NY.
Weatherford, John. The History of Money. Random House, 1997, New York, NY.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Biblioteca Pleyades
Link diretto:
http://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica/sociopol_moneymisterymagick01.htm

Traduzione a cura di Anticorpi.info


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