19 novembre 2017

Giorno del Ringraziamento: la Vera Storia

indiano colonizzatodi I. Ozborne
Traduzione di Anticorpi.info

Il Giorno del Ringraziamento è uno dei momenti più paradossali dell'anno. Ci rimpinziamo in compagnia di amici e famigliari ed esprimiamo la nostra gratitudine per ciò che abbiamo, ma il giorno successivo, cioè il Black Friday, dimostriamo altro. Di giovedì apprezziamo le cose semplici della vita come avere un pasto, un tetto sulla testa ed un bel rapporto con i nostri cari. Meno di 24 ore più tardi facciamo a botte con il nostro prossimo per accumulare il maggior numero di beni materiali possibili a prezzi imbattibili.

Ma qual è la vera storia del Ringraziamento? Ebbene - proprio come esistono le storielle sulla Pasqua, in cui un coniglietto magico zampetta in tutto il mondo per nascondere cesti pieni di dolci, oppure sul Natale, in cui Babbo Natale viaggia intorno al mondo e lascia regali sotto l'albero per i bambini buoni - anche il Ringraziamento ha la sua storiella da condividere con i figli; una storiella in cui indiani e pellegrini si riuniscono con amore e rispetto fraterno. L'unico problema è che a differenza delle altre storielle vacanziere, che ogni bambino con la crescita impara a valutare come tali, quella del Ringraziamento finisce per depositarsi nella memoria e nella coscienza degli adulti sotto forma di verità reale.

Infatti, la maggior parte di noi non conosce la reale storia del Ringraziamento.

La prima Festa del Ringraziamento fu celebrata nel 1637, dopo un incontro tra indiani della tribù dei Pequot ed un gruppo di mercenari religiosi inglesi. I Pequot stavano celebrando il loro annuale Festival del Verde Raccolto, simile al nostro giorno del Ringraziamento. Alla vigilia della festa gli inglesi intimarono che tutti gli indiani uscissero dalle loro case, deponessero al suolo le loro armi e si convertissero all'istante al Cristianesimo. Coloro che si rifiutarono di obbedire a quegli ordini furono uccisi. Quelli che si barricarono nelle loro tende - tra cui donne e bambini - furono arsi vivi. Nel complesso, più di 700 tra uomini, donne e bambini Pequot furono massacrati.

La 'vittoria' fu celebrata dal governatore della Massachusetts Bay Colony con una grande festa che fu denominata Giorno del Ringraziamento. Durante la celebrazione le teste mozzate dei nativi americani furono esposte pubblicamente, compresa quella del capo indiano Wampanoag, il cui cranio restò in bella mostra in cima ad un palo presso Plymouth per i successivi 24 anni.

I Nuovi Valori Famigliari.
Facevo la terza elementare e stavo giocando in giardino, quando notai un grosso furgone nel parcheggio al di là dello steccato. All'epoca vivevamo in una comunità suburbana di classe media, ma oltre la nostra recinzione si estendeva un borgo di case popolari.

Mentre osservavo le manovre del camion, un bambino che aveva su per giù la mia età oltrepassò correndo la recinzione e venne a salutarmi. "Ciao, sono Doug. Ci stiamo trasferendo nella casa accanto." Da bambini siamo così liberi che quando incontriamo gente della nostra età pensiamo solo a fare amicizia; qualcuno con cui possiamo passare il tempo. Tutto ciò dimostra la naturale propensione alla socievolezza degli esseri umani.

Doug ed io stringemmo subito amicizia. Stavamo spesso insieme, uno a casa dell'altro, soprattutto per giocare al Nintendo o fare due passaggi in cortile.

Un giorno però mi accorsi che uno dei miei videogiochi preferiti era sparito. Non avevo idea di dove fosse finito; fatto sta che il gioco non c'era più. La nostra abitazione era molto frequentata, e non ci fu modo di scoprire che fine avesse fatto; come poteva essersi smarrito.

"Smetti di frequentare quella casa di indiani", disse mio padre. "E' stato quel ragazzino a rubarti il gioco."

Indiano? Cos'è un indiano? - mi chiesi. Per me Doug era solo un amico. Da quel momento Doug era diventato un amico indiano. All'epoca non avevo un'idea chiara delle razze umane. Certo, vedevo intorno a me gente che aveva un aspetto diverso dal mio, ma non mi era mai venuto in mente di appiccicarci sopra delle etichette.

L'unica cosa che conoscevo degli indiani l'avevo appresa a scuola. Ci avevano insegnato a sedere alla indiana, a cantare Dieci Piccoli Indiani, a suonare Cowboys and Indians.

In prima o seconda elementare nel periodo del Ringraziamento ci avevano fatto costruire dei copricapi con le piume colorate e ci avevano fatto travestire da indiani. Poi ci avevano insegnato l'urlo di guerra indiano, che si fa otturando a ripetizione la bocca mentre si grida: Ahh-Ahh-Ooh-Ooh.

In quell'occasione i maestri ci insegnarono che quando i pellegrini giunsero dall'Europa per sfuggire alla persecuzione religiosa, si avvidero che le terre su cui erano sbarcati fossero già popolate da molte genti. I coraggiosi europei incontrarono gli indiani - persone che andavano in giro mezze nude, indossavano cappellini, producevano strani rumori ed avevano modi incivili - e decisero di aiutarli. Poi fu celebrata una grande festa a cui parteciparono sia i pellegrini che gli indiani. Finita la festa, ognuno andò avanti per la propria strada e da allora nacque l'usanza di ricordare quella grande festa, celebrando il Ringraziamento.

Comunque, Doug non faceva nessuna di quelle strane cose. Non girava nudo, niente cappellini e strani rumori, e modi uguali ai miei. Quello che avevo frequentato non era un indiano, ma un ragazzino normale. Tuttavia mi fu detto di smettere di fidarmi di lui. Il fatto che per pregiudizio una persona bianca non si fidi di un indiano - come si vedrà - è una cosa incredibilmente ironica e paradossale.

"Doug, hai preso tu il mio videogioco?" gli chiesi. "Ora non mi fanno più venire da te e tu non puoi più venire da me."
"Non l'ho preso io. Perché dovevo prenderlo? Tu mi ci lasciavi giocare tutte le volte che volevo. Comunque capisco: non vengo più."

Negli anni successivi conobbi il cinema western, in cui gli indigeni americani erano sempre dipinti come dei selvaggi ostili ed i cowboy come salvatori della patria. Alla fine delle scuole elementari ero stato lavato di cervello affinché odiassi quella razza di persone e credessi che noi fossimo i buoni e loro i cattivi. Però nessuno sapeva dirmi cosa fosse accaduto a tutti gli indiani che avevano vissuto nel nostro paese.

Un giorno mi accadde di riconsiderare quella storia osservandola da una diversa prospettiva, e ciò grazie ad una strana fonte, cioè il film Addams Family Values. La trama raccontava di un qualche tipo di campo estivo per bambini, in cui i giovani ospiti erano impegnati nella messa in scena di una recita per i genitori, nella quale veniva ricostruito il primo Giorno del Ringraziamento. Tutti i bambini provenienti da famiglie ricche e privilegiate, di razza bianca, impersonavano il ruolo dei pellegrini, mentre a quelli provenienti da famiglie povere ed emarginate era stata data la parte degli indiani 'incivili.' In quella rappresentazione sarcastica i pellegrini invitavano gli indiani a condividere un pasto insieme, ma Mercoledì Addams - che impersonava il ruolo di Pocahontas - anziché seguire il dettato della sceneggiatura era partita per la tangente:
"Aspetta, non possiamo condividere il nostro pasto con voi. Avete rubato la nostra terra. In futuro la mia gente sarà costretta a vivere in roulotte e case mobili. La tua gente indosserà cardigan e berrà cocktail. Noi dovremo vendere braccialetti ai lati della strada mentre voi giocherete a golf. Il mio popolo soffrirà molto dolore e degrado. La tua gente userà contro la mia gente i bastoni tonanti. Gli dei della mia tribù hanno parlato, ed hanno detto che non si fidano di voi pellegrini. E soprattutto non si fidano di Sarah Miller. Per tutte queste ragioni ho deciso che vi faremo lo scalpo e bruceremo il vostro villaggio."
Ricordo che i miei amici si erano sbellicati seguendo la scena. Io invece no; mi ero ritrovato in uno stato di shock e paura. Dopo quella scena, tutto ebbe un senso per me. Compresi che quanto pensavo di sapere di quella storia, fosse una bugia. E da allora iniziai a ricercare la verità.

Un Giorno di Lutto Nazionale.
E' incredibile il modo in cui i bambini accolgano come una verità assoluta tutto ciò che viene loro comunicato dagli anziani, i genitori e gli insegnanti. Crescendo diventa molto difficile infrangere questi schemi mentali che modellano l'identità di ognuno di noi. Eppure, la storiella del Ringraziamento che ho descritto all'inizio dell'articolo non si regge che su una piccola parvenza di verità. In una singola occasione, infatti, i pellegrini e gli indiani si riunirono per celebrare una grande festa. Questo è tutto. Nella storia registrata esistono in realtà appena due documenti che fanno riferimento ad un tale evento, per un totale di tre paragrafi - a sottolinearne il significato marginale.

Tra i nativi americani il giorno del Ringraziamento è considerato come un lutto nazionale. Nel 1970 fu tenuta una grande festa in Massachussets per celebrare il 350° anniversario dello sbarco dei pellegrini. Ancora oggi nella zona vivono alcuni discendenti della tribù dei Wampanoags. Il giorno della celebrazione, fu intervistato un esponente di questo gruppo:
"Oggi è tempo di festeggiare per voi, un tempo per guardare indietro ai primi giorni dei bianchi in America. Ma non è il tempo di festeggiare per me. È con un cuore pesante che guardo indietro a ciò che è successo al mio Popolo. Quando i pellegrini arrivarono, noi Wampanoag li accogliemmo a braccia aperte, sapendo nel nostro cuore che fosse l'inizio della fine. Che entro 50 anni la nostra tribù sarebbe scomparsa. Che tutti gli indiani che vivevano vicino ai coloni sarebbero stati uccisi dalle loro pistole o dalle malattie che portarono con loro. Ricordiamoci sempre che l'indiano è umano quanto i bianchi.
Anche se il nostro modo di vivere è quasi finito, noi Wampanoags camminiamo ancora sui territori del Massachusetts. Ciò che è accaduto non può essere cambiato. Ma oggi lavoriamo per un'America migliore, un'America più indiana dove le persone e la natura tornino ad essere importanti."
ringraziamento-lutto-indiani
Targa commemorativo per il lutto nazionale dei nativi americani.
Le Balle sul Ringraziamento.
In primo luogo, non fu per via della persecuzione religiosa (iniziata nel 1608) che i pellegrini fuggirono dall'Olanda. In realtà i pellegrini olandesi non gradivano l'opera e le pretese del loro governo, e si misero in cerca di imprese commerciali all'estero. Tuttavia non avevano né soldi né risorse, per cui chiesero un prestito alla banca Virginia Company di Londra e Plymouth. L'accordo prevedeva che tutti i guadagni dei primi sette anni dovessero confluire in un fondo comune. Un modo di amministrare le cose che suonava estremamente comunista.

Dunque, i pellegrini comunisti salparono nel settembre del 1620. E' importante notare come originariamente non fossero chiamati Pellegrini, bensì Separatisti, dal momento che si erano distaccati dall'egida della Chiesa d'Inghilterra. E si riferivano a se stessi come al popolo scelto da Dio, cioè come ai 'santi.'

Il resto dell'Inghilterra li considerava 'esuli religiosi.'

I pellegrini non erano agricoltori né boscaioli; erano per lo più cittadini ed artigiani del tutto ignari di come sopravvivere nella natura selvaggia. All'epoca fu un po' come se i membri di un odierno gruppo hip-hop decidessero di trasferirsi in una giungla remota del Sud America in segno di protesta verso la società nativa. Ad ogni modo, oltre a non avere la minima cognizione della vita in natura, non avevano nemmeno quattrini, quindi per imbastire la loro piccola spedizione ottennero un prestito.

I pellegrini non erano stati perseguitati solo per via delle loro credenze religiose; in realtà si trattava di soggetti sovversivi che intendevano - e infatti lo fecero nel 1649 - rovesciare il governo inglese.

Il 20 novembre del 1620 sbarcarono a Cape Cod - non a Plymouth Rock. Una tempesta invernale aveva deviato le rotte delle loro imbarcazioni, perciò avevano finito per approdare molte miglia più a nord della loro originaria destinazione, cioè la Virginia. Sbarcarono in una zona desolata popolata precedentemente dalla tribù dei Patuxet, ormai decimata da un'epidemia diffusasi nel 1617. I pellegrini si dettero ad accumulare presso Corn Hill quante più provviste invernali riuscirono a sottrarre alle deboli popolazioni indigene.

Nel giro di un mese i coloni raggiunsero anche Plymouth Rock, ma molti di essi finirono per morire di stenti e malattie. Solo 53 dei 102 membri della traversata atlantica riuscirono a sopravvivere all'inverno. Finché, nel successivo mese di marzo entrarono in contatto con due indiani che parlavano la lingua inglese: Samoset e Squanto.

Bradford - governatore di Plymouth - definì Squanto "uno strumento speciale inviato da Dio." Ma le cose non erano così semplici.

Squanto era stato catturato nel 1605 e poi venduto in Inghilterra come schiavo. In Inghilterra aveva appreso la lingua inglese. Poi lo avevano rispedito in America con il ruolo di guida per gli esploratori, fu cioè obbligato a collaborare alla distruzione della propria stessa terra natia. Nel 1614 fu catturato e spedito in Spagna. Questa volta fu 'salvato' da una comunità di frati che obbligavano gli schiavi a convertirsi al Cristianesimo. Il destino lo fece ritornare in patria nel 1619, solo per prendere tragicamente atto che ogni membro della sua tribù era morto di malattia. Squanto era l'ultimo dei Patuxet, e dovette rassegnarsi a vivere il resto dei propri giorni con la vicina tribù dei Wampanoag.

Squanto fu l'uomo che insegnò la sopravvivenza ai pellegrini. Fu doppiamente schiavo, in quanto fu obbligato ad imparare la lingua inglese ed a convertirsi al Cristianesimo. Quando tornò a casa, scoprì che tutti quelli che amava erano morti. I maggiori storiografi concordano nell'affermare che se non fosse stato per Squanto, i pellegrini sarebbero morti di stenti e la storia americana forse avrebbe assunto una direzione diversa.

Come spiegò il governatore Bradford:
"Squanto fu il loro interprete e fu uno strumento speciale inviato da Dio, utile oltre ogni aspettativa. Insegnò loro a coltivare il mais, a pescare ed a procurarsi altre merci; fu la guida che li condusse in luoghi ignoti, a caccia di ricchezze e profitto, e non li lasciò mai finché morì."
I pellegrini vivevano in rifugi sporchi e malsani; non avevano cibo, e quasi la metà di loro aveva perso la vita durante l'inverno. Ovviamente avevano bisogno di aiuto, ed i due indiani furono una manna dal cielo. Squanto, che probabilmente in quel momento conosceva più inglese di qualsiasi altro indiano nel Nord America, decise di stabilirsi per molti mesi con i pellegrini, ed insegnò loro a sopravvivere nella natura selvaggia. Si fece anche mediatore di un trattato tra pellegrini ed indiani per difendersi reciprocamente da alcune tribù limitrofe.

Entro l'autunno del 1621 le cose iniziarono a migliorare notevolmente per i pellegrini. Così decisero di organizzare una grande festa per celebrare il raccolto, consuetudine piuttosto comune in tutte le parti del mondo.

Mentre i pellegrini esplodevano colpi di fucile in aria - probabilmente ubriachi - sopraggiunsero circa novanta membri della tribù dei Wampanoags. La storiografia ci racconta che i pellegrini avessero precedentemente invitato gli indiani ad unirsi a loro, ma è assai più probabile che gli indiani furono attratti dagli spari, e che solo allora furono invitati ad unirsi ai festeggiamenti. La festa durò tre giorni, e furono proprio gli indiani a fornire la maggior parte delle vettovaglie.

La festa in questione non fu mai chiamata festa del Ringraziamento, e non fu affatto l'inizio di una bella amicizia, con tanto di lieto fine. Infatti, situazioni simili non si ripeterono mai più. Quella fu la prima ed unica occasione in cui indiani e pellegrini si riunirono pacificamente. Il vero Giorno del Ringraziamento è la celebrazione di un inferno che avviluppò i nativi americani per i successivi 400 anni.

Il Primo Giorno del Ringraziamento.
È difficile valutare le reali intenzioni dei primi pellegrini di Plymouth, dal momento che furono gravemente decimati e non poterono disporre di adeguati mezzi di sostentamento nel Nuovo Mondo. Sappiamo che ad un certo punto un numeroso gruppo di pellegrini appartenenti alla congrega religiosa dei Puritani, iniziò a spingersi sempre più ad Ovest sui territori americani, inducendo all'arretramento le popolazioni indigene.

Una volta arrivati nel Nuovo Mondo, i Puritani non notarono alcuna recinzione; tutto appariva gratuito e di dominio pubblico. A differenza dei primi pellegrini, sbarcarono su territori già parzialmente organizzati, dunque non ebbero bisogno di ricorrere all'aiuto dei nativi, difatti il rapporto d'amicizia tra le due comunità era andato rapidamente indebolendosi. Presto la comunità dei pellegrini iniziò una vasta opera di deturpazione dello stile di vita e dei credo religiosi dei nativi, e come conseguenza i discendenti di coloro che avevano condiviso quel maestoso, primo pasto conviviale, iniziarono a massacrarsi a vicenda nella Guerra di re Filippo.

Questo è il fondamento dell'idea americana di 'libertà.' Reclamiamo la libertà per noi stessi, ma non per coloro i quali non pensano, agiscono e credono alle cose in cui noi crediamo. Nella Dichiarazione di Indipendenza si afferma che 'Tutti gli uomini sono stati creati uguali', tuttavia ciascuno dei padri fondatori americani era proprietario di schiavi, supportava l'idea di una supremazia bianca e non si oppose al genocidio indiano. Non ricercavano alcuna reale uguaglianza; volevano solo l'uguaglianza degli americani rispetto agli inglesi, ma l'oppressione che esercitarono nei confronti degli afro-americani, degli indiani e delle donne era per loro del tutto accettabile.

I pellegrini erano fanatici religiosi che guardavano a se stessi come a degli 'eletti' e perseguivano la 'purificazione' di chiunque non avesse accettato la loro interpretazione della Scrittura. Erano convinti di stare combattendo una guerra santa contro Satana. Maher l'Anziano manifestò particolare gratitudine per aver distrutto "principalmente giovani e figli, i semi del futuro, purificando le foreste." Ebbene, si: stava ringraziando il Signore per aver infettato con il vaiolo gli stessi indiani Wampanoag che appena qualche anno prima avevano salvato dalla fame i primi pellegrini.

Nel 1637, come anticipato nei paragrafi iniziali, si tenne il primo vero Giorno del Ringraziamento con cui si celebrò la sistematica macellazione dei 'selvaggi pagani.' I coloni si diedero ad attaccare ogni singolo villaggio, spazzando via intere tribù. Decisero che per ogni 'vittoria' ottenuta sul campo di battaglia avrebbero celebrato una grande Festa del Ringraziamento.

Nel corso del secolo successivo le tribù continuarono ad essere sospinte sempre più verso l'estremità occidentale dell'America del nord. I famigliari di Lord Jeffrey Amherst fingendo di agire per una causa umanitaria donarono ad alcune tribù interi set di coperte infestate dal vaiolo, realizzando uno dei primi atti di guerra batteriologica della Storia nota. La legge sullo scalpo degli indiani - promulgata nel 1756 - fissò un prezzo per ogni scalpo indiano consegnato alle autorità. Nacque così la figura del bounty killer (cacciatore di taglie - ndt).

I conflitti proseguirono con la guerra franco-indiana in cui gli inglesi sconfissero gli alleati indiano-francesi. I trattati che conclusero il conflitto sancirono che i coloni occidentali non potessero oltrepassare la catena montuosa degli Appalachi; tutto ciò non per riconoscere ai nativi americani una zona di proprietà, ma solo perché le comunità che sarebbero potute sorgere in territori così distanti avrebbero potuto ribellarsi all'autorità centrale del Regno britannico.

Anche durante la rivoluzione americana, ogni vittoria conseguita contro l'esercito inglese fu celebrata con un Ringraziamento, fino a quando George Washington stabilì che si dovesse celebrare un unico Giorno del Ringraziamento con cadenza annuale, piuttosto che dopo ogni singolo massacro.

Il 'Paese più Libero del Mondo.'
Il massacro proseguì anche dopo che il paese fu finalmente dichiarato 'libero.' Il presidente Andrew Jackson promulgò la Legge di Rimozione Indiana del 1830, mediante cui costrinse i nativi americani a spingersi ancora più ad occidente, fino all'Oklahoma. La rimozione degli Cherokee dal Tennessee fu ricordata come l'infame Trail of Tears, in cui ogni Cherokee refrattario alla sottomissione fu ucciso di fronte ai membri della propria famiglia.

Mentre la terra continuò ad essere espropriata, i nativi americani furono confinati nelle 'riserve indiane.' Attenzione, è importante capire che queste 'riserve' non furono riconosciute di proprietà dei nativi americani, ma furono loro 'concesse' in usufrutto. Gli Stati Uniti infransero qualsiasi trattato stipulato in passato con le tribù dei nativi americani.

È altrettanto importante capire che attualmente il governo riconosca agli indiani dei contributi non solo perché 'sono indiani.' L'erogazione di quei contributi è una forma di elemosina concessa dopo che furono infranti tutti i trattati bilaterali per l'acquisizione delle loro terre. Non si tratta solo di una forma di supporto umanitario; è il retaggio di un profondo senso di colpa.

terre degli indiani

Grazie-per-il-Genocidio-La-Vera-Storia-del-Ringraziamento-Indiano-un-Paese-in-Vendita.
A questo, proposito, nel 1851 la tribù dei Sioux aderì a due trattati con gli Stati Uniti, nei quali fu stabilito che i nativi americani avrebbero rinunciato ad un milione di acri dei loro territori in cambio di denaro, alimenti ed altri beni di varia natura. Tuttavia, l'Ufficio per gli Affari Indiani fu controllato da amministratori corrotti che per interesse personale praticamente regalarono i territori ai coloni bianchi. Quando il Minnesota divenne uno stato, il capo Sioux Piccolo Corvo andò ad esprimere le rimostranze del proprio popolo direttamente a Washington. Per tutta risposta gli Stati Uniti espropriarono metà della terra dei Sioux e la destinarono all'espansionismo bianco.

La situazione peggiorò di anno in anno, fino all'estate del 1862, quando i Sioux si rivoltarono per via delle loro condizioni di vita, diventate insostenibili. L'evento viene ricordato dalla storiografia come l'Insurrezione dei Sioux. Ebbene, quell'insurrezione ebbe luogo perché li stavate affamando a morte, dopo averli ingannati con bugie e false promesse. (...)

Un anno dopo l'Insurrezione, il Congresso revocò unilateralmente tutti i trattati stipulati con i Sioux, espropriò le terre delle loro riserve ed ordinò che l'intera tribù fosse espulsa dal Minnesota. Come incentivo, fu fissata una taglia di $ 25 in cambio dello scalpo di qualsiasi Sioux trovato a vivere ancora su quei territori. Quello stesso anno il presidente Lincoln decise che il Ringraziamento diventasse una festa federale.

Durante questo periodo, il Wild Wild West fu teatro di azioni come le incursioni del generale Custer, il quale si spostava di villaggio in villaggio per uccidere donne, bambini ed uomini indigeni, per puro sport. Incendiarono, violentarono, mutilarono intere tribù, mentre le notizie diramate dai primi mass media li celebravano come degli eroi.

Nel 1890 - presso la riserva indiana di Pine Ridge - mentre i nativi stavano praticando pacificamente una cerimonia chiamata 'danza del fantasma', alcuni militari americani trasformarono l'evento in un bagno di sangue, in cui furono uccisi senza motivo 300 nativi americani.
"Cittadini degli Stati Uniti, su quei trattati c'era la firma dei vostri leder, non solo quella dei leader indiani. Nessuno ci ha dato niente. Nessuno ha portato con sé della nuova terra, quando sbarcò qui. Questa era la nostra terra ... Come popoli nativi americani in questo angolo rosso di Madre Terra, non abbiamo motivo di celebrare un'invasione che ha causato, ed ancora oggi continua a causare la scomparsa di così tante persone del nostro popolo."
Suzan Mostrato Harjo del Morning Star Institute, organizzazione nazionale per i diritti dei nativi americani.
Le Scuole di Imbarco (Collegi).
Quando le guerre contro i Sioux si conclusero - anche perché divenne sempre più difficile uccidere deliberatamente degli indiani - gli americani escogitarono un nuovo sistema per eseguire la soppressione culturale etnica. Nel 1890 introdussero il Sistema delle Scuole di Imbarco. Con questa trovata il governo degli Stati Uniti si sentì legittimato a prelevare tutti i neonati ed i bambini delle famiglie indiane per spedirli all'interno di istituti scolastici ubicati a centinaia di chilometri di distanza. La potestà genitoriale degli indiani cessò di esistere.

In queste scuole era severamente vietato parlare le lingue natali; le loro tradizioni e culture venivano sistematicamente derise; i loro capelli venivano tagliati e gli imposero di diventare americani fisicamente ed emotivamente, oltre ad essere abusati sessualmente su base quotidiana. Alcuni bambini non videro mai più i loro genitori. Quelli che invece riuscirono a rivedere i loro cari, lo fecero nelle vesti di persone profondamente plagiate.

scuola di imbarco nativi americani

Si trattò della sistematica cancellazione di una nazione ed una cultura; sembravano indiani, ma erano americani. Ogni indiano oggi è il sottoprodotto di questo sistema di scolarizzazione coatta.

Negli anni '50 gli Stati Uniti si misero in testa di 'ri-civilizzare' gli indiani, quindi realizzarono alcune campagne per invitarli a spostarsi nelle città. Il problema è che coloro che si lasciarono irretire da quell'invito non avevano soldi, né istruzione, né alcuna abilità 'urbana', di conseguenza erano poco produttivi sul lavoro. La maggior parte degli indiani 'ri-civilizzati' finì perciò senza tetto oppure in galera.

Selvaggi Primitivi.
Sono stati stampati volumi e volumi di dissertazioni sugli eventi citati in questo articolo, ed è piuttosto complicato sintetizzarle in un paio di migliaia di parole (ti incoraggio ad approfondire di persona l'argomento). Tuttavia dopo aver preso atto degli orrori, le atrocità, il genocidio ed il razzismo istituzionalizzato subito dai popoli indigeni americani, emerge evidente il fatto che l'etichetta di 'selvaggi' proprio non gli si confaccia.

I valori della nostra società basati sul 'forse è giusto', sul consumismo, la competizione ed il legalismo sono in effetti agli antipodi della reale natura umana. La cultura del vivere in armonia reciproca, rispettando il proprio prossimo nella reciproca diversità. Idee e valori che un tempo esistevano tangibilmente all'interno delle culture tribali, ma che sono stati rimossi da una società avanzata militarmente, ma spiritualmente primitiva.

La primitiva spiritualità e le pratiche genocide subite negli ultimi 400 anni hanno provocato quasi 100 milioni di morti tra i nativi americani, ad eterna testimonianza del fatto che i veri selvaggi primitivi fossero gli europei. Prima dell'invasione europea delle Americhe, circa 80-100 milioni di persone vivevano libere nella natura, sui territori attualmente chiamati Stati Uniti d'America. Secondo il censimento statunitense del 2010, solo 5,2 milioni di persone attualmente si definiscono indiani americani o eschimesi, in misura parziale o totale. Al tempo dell'invasione europea sul territorio americano si parlavano oltre 300 lingue diverse, oltre a numerose 'lingue commerciali.'

Ai nostri giorni, i nativi americani non si limitano a 'vivere sulla terra con leggerezza', come spesso si afferma, ma sono impegnati nell'edilizia, nell'agricoltura, nel commercio, nelle attività di caccia e pastorizia sostenibili e - naturalmente - nelle loro antiche pratiche spirituali basate sul culto della Terra, celebrate più oggigiorno che ai tempi del genocidio.

Quando Cristoforo Colombo sbarcò nelle Americhe, iniziò un'opera di occupazione violenta, sottomissione e sterminio di una civiltà che viveva su quei territori da almeno 30.000 anni (alcune stime parlano di 200.000), e tale tendenza proseguì per diversi secoli, sebbene la mistificazione abbia trasformato i coloni in icone positive della nostra mitologia nazionale. Il risultato di questo 'incontro' tra civiltà fu l'assimilazione di massa, il rapimento, la macellazione, la schiavizzazione ed il deliberato oscuramento di tutte le prove esistenti a testimonianza della soppressione di una nazione formata da 100 milioni di persone. Si tratta del più grande genocidio della storia.

Fortunatamente, un giorno all'anno possiamo mostrare gratitudine, durante la celebrazione di un massacro straordinario.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Waking Times
Link diretto:
http://www.wakingtimes.com/2015/11/26/celebrating-genocide-the-real-story-of-thanksgiving/

Traduzione a cura di Anticorpi.info


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1 commento:

  1. Fra 400 anni, leggeremo articoli sulla Palestina di questi anni. Se non si impara niente dal passato, i libri di storia non servono

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