19 dicembre 2017

Indagine sulla Natività

natività Introduzione.
In quest'epoca martoriata da poteri che disprezzano qualsiasi tradizione, non è piacevole pubblicare un articolo come quello che segue. L'intento del nostro sito tuttavia è quello di ricercare chiavi di lettura più coerenti della realtà che ci circonda, da cui ognuno possa distillare - ove possibile - qualche goccia di verità. Ecco perché nel nostro piccolo non contribuiremo a perpetuare gli equivoci scaturiti dall'antica strategia politica di sovrapporre le ricorrenze cristiane ai riti pagani osservati 2000 anni fa.

L'articolo proposto di seguito rielabora i resoconti dei Vangeli per estrapolarne elementi di verità storica e realizzare una ricostruzione della Natività cronologicamente più attendibile rispetto alle forzature con cui la si volle far coincidere alle celebrazioni del solstizio d'inverno.

Pur rispettando le conclusioni intransigenti alle quali giunge l'autore, da parte nostra continuiamo a reputare la tradizione natalizia un inestimabile patrimonio da difendere, soprattutto se vissuta per ciò che fu e che dovrebbe tornare ad essere: la commemorazione della nascita di Gesù Cristo, e l'unica vera Festa della Famiglia, simbolo primordiale di indipendenza e di società naturale.

Non è un caso se la ricorrenza religiosa più sabotata dai poteri di cui sopra sia proprio il Natale, progressivamente svuotato del suo significato essenziale per far posto ad un immaginario che ricalca quello delle antiche celebrazioni di cui prese il posto. Giochi di potere che 2000 anni fa coinvolsero l'intera umanità, e che oggi si ripetono con la medesima illegittimità, a ruoli invertiti.

Come ogni anno, anche quest'anno ci sarà chi vivrà questa notte con spiritualità, e chi festeggerà più o meno consapevolmente i Saturnalia romani.

Buon Natale a tutti.

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di John Ross Schroeder
Traduzione di Anticorpi.info

Molti di noi sono cresciuti con la tradizionale narrazione natalizia - sapete, quella su Gesù che nasce in una grotta di Betlemme al freddo e al gelo, con i pastori ed i tre magi, così come da raffigurazione riscontrabile nelle ricostruzioni presepiali.

Ma accadde realmente in quel modo? Uno sguardo attento alle parole della Bibbia rivela una serie di sorprendenti incongruenze rispetto alla storia divulgata. Le parole evangeliche di Matteo e Luca descrivono piuttosto dettagliatamente l'evento della nascita di Gesù, tuttavia - come si vedrà - la loro versione non coincide con quella nota ai più.

L'Esperienza di Luca.
Consideriamo in primo luogo Luca, lo scrittore evangelico più dotato di un approccio meticoloso, equiparabile a quello di un medico o di uno storiografo. Quando scrisse della Natività Luca lo fece con l'intento di riferire tutti i dati 'pertinenti.'

Notate la sua prefazione:
"Poiché molti si sono impegnati a scrivere un resoconto ordinato degli eventi che sono stati adempiuti in mezzo a noi, proprio come ci sono stati consegnati da coloro che fin dall'inizio furono testimoni oculari e servitori della parola, anch'io ho deciso dopo aver investigato attentamente tutto dal primo momento, di scrivere un resoconto per Te, il più eccellente Teofilo, in modo che tu possa conoscere la verità riguardo alle cose sulle quali sei stato istruito."
Luca 1: 1-4
In altre parole Luca interrogò coloro i quali avevano assistito o erano stati informati degli eventi della vita di Cristo, e fu proprio da quelle interviste che ricavò gli elementi del proprio Vangelo. Dopo questa importante introduzione, Luca inizia a raccontare la storia che condusse alla nascita di Gesù, scegliendo come prologo un resoconto circa i rapporti esistenti tra Dio e Zaccaria, padre di Giovanni il Battista:
"C'era nei giorni di Erode, re di Giudea, un certo sacerdote di nome Zaccaria, della divisione di Abia. Sua moglie era delle figlie di Aaronne ed il suo nome era Elisabetta."
Luca 1: 5
Più tardi durante il racconto Luca ci rivela che Elisabetta fosse una cugina di Maria (Luca 1:36, Versione di Re Giacomo).
"Ed erano entrambe giuste dinanzi a Dio, irreprensibili in tutti i comandamenti e le ordinanze del Signore. Tuttavia non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano entrambe molto avanti con gli anni"
Luca 1: 6-7
L'incarico sacerdotale - o 'divisione' - di Zaccaria ci aiuta ad identificare il quadro temporale generale in cui ebbe luogo la nascita di Cristo. Il suo incarico apparteneva al corso di Abijah.

Circa mille anni prima, il re David aveva organizzato il sacerdozio levitico in 24 'corsi' o 'divisioni'.' Come spiegato in 1 Cronache 24 e più specificamente in 1 Cronache 24: 3 ; 1 Cronache 24:10 e 1 Cronache 24:19, in quell'epoca vi era una sovrabbondanza di sacerdoti da dover assegnare alle varie funzioni del tempio.

Non volendo tagliar fuori nessuno dal servizio, David decise di suddividere i sacerdoti in 24 corsi, in modo tale che ogni sacerdote avesse potuto prestare servizio presso il tempio per una settimana due volte all'anno, oltre alle tre festività stagionali di Dio (Deuteronomio 16:16), occasioni in cui tutti i sacerdoti avrebbero prestato servizio contemporaneamente.

La domanda è: sappiamo in quali periodi dell'anno il corso di Abijah serviva presso il tempio? Certo che lo sappiamo. Il dato può essere desunto combinando le informazioni presenti in 1 Cronache 24 con uno studio delle tradizioni dell'Ebraismo.

Le prove indicano che la settimana di servizio di Zaccaria descritta da Luca fosse collocata intorno alla Pentecoste, la quale generalmente sul nostro calendario cade tra la fine di maggio e la metà di giugno. Sebbene cadano in momenti specifici nel calendario sacro di Dio, le date delle Sue Giornate e festività annuali variano fino a diverse settimane nel calendario romano attualmente in uso.

Dagli studi di cui sopra possiamo perfino desumere i giorni precisi in cui Zaccaria serviva nel tempio. Una risorsa, The Companion Bible, calcola il periodo nella settimana che va dal 13 al 19 di giugno (1974, Appendice 179, 200).

Un'Inattesa Visita Angelica.
Luca continua il resoconto:
"Fu così, che mentre serviva come sacerdote di fronte a Dio nell'ordine della propria divisione, secondo l'usanza del sacerdozio, Zaccaria stava bruciando incenso mentre faceva ingresso nel tempio del Signore."
Luca 1: 8-9
Ciò che accade subito dopo, terrificherebbe chiunque.
"Allora un angelo del Signore gli apparve. E quando Zaccaria lo vide, fu turbato e la paura cadde su di lui. Ma l'angelo gli disse: 'Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata ascoltata; e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio che tu chiamerai con il nome di Giovanni.'"
Luca 1: 11-13
Quindi l'angelo rivela a Zaccaria la missione del futuro figlio: Giovanni il Battista:
"Sarà anche ricolmo di Spirito Santo dal ventre di sua madre (...) Egli andrà anche prima di Lui [Gesù Cristo, il prossimo Messia] nello spirito e nel potere di Elia (...) per preparare il popolo all'arrivo del Signore."
Luca 1: 15-17
Sebbene fosse un uomo giusto, in quell'occasione Zaccaria si mostrò fin troppo umano, e tradì un'assenza di fede nel messaggio dell'angelo Gabriele. A causa della sua incredulità, fu reso muto fino al giorno in cui non fosse nato suo figlio Giovanni (Luca 1: 18-20).

Cronologia delle Concezioni di Elisabetta e Maria.
"Compiuti i giorni del proprio servizio, [Zaccaria] tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi."
Luca 1: 23-24
Dal momento che il corso del tempio di Zaccaria aveva luogo a metà giugno, supponendo che Elisabetta restò incinta entro un paio di settimane dall'apparizione dell'angelo, se si calcola un salto in avanti di cinque mesi si giunge pressappoco a metà, fine novembre.

La narrazione quindi inizia ad occuparsi della nascita del Messia:
"Nel sesto mese l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea di nome Nazareth, presso una vergine promessa sposa di un uomo il cui nome era Giuseppe (...) L'angelo le disse: 'Rallegrati, molto favorita, il Signore è con te; sei stata benedetta tra le donne.'"
Luca 1: 26-28
La narrazione ci mostra chiaramente Maria come una straordinaria giovane donna di fede. Gabriele le dice:
"Ed ecco, concepirai nel tuo seno e genererai un Figlio, e chiamerai il suo nome Gesù. Sarà grande e sarà chiamato il Figlio dell'Altissimo (...) E regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe [Israele]"
Luca 1: 31-33
Maria, essendo vergine, formula l'ovvia domanda. La risposta è: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà." (Luca 1:35).

Gabriele sottolinea poi il potere dei miracoli di Dio:
"Ora, in effetti, anche Elisabetta, la tua parente [cugina, secondo la Versione biblica di Re Giacomo] ha concepito un figlio nella sua vecchiaia; e questo è ora il sesto mese per lei che era chiamata sterile. Perché per Dio nulla è impossibile."
Luca 1: 36-37
Maria ed Elisabetta.
Dunque è trascorso un po' di tempo. Ora è il sesto mese della gravidanza di Elisabetta, forse fine dicembre o poco oltre.
"Ora Maria si alzò in quei giorni [dopo il santo concepimento, nel suo primo mese di gravidanza] ed andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, ed entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. E accadde, quando Elisabetta udì il saluto di Maria, che il suo bambino saltò nel suo grembo."
Luca 1: 39-41
Elisabetta in quel momento si trova al sesto mese di gestazione di Giovanni il Battista. Elisabetta parla di Maria come sapendo che anche lei sia incinta:
"Ma perché mi è concesso questo, che la madre del mio Signore venga da me? Infatti, non appena la voce del tuo saluto risuonò nelle mie orecchie, il bambino balzò nel mio ventre dalla gioia."
Luca 1: 43-44
"E Maria restò con lei per circa tre mesi, e tornò a casa sua." Dunque Maria torna indietro verso la fine di marzo. Rimane con Elisabetta fino alla nascita di Giovanni il Battista.
"Ora è giunto il tempo pieno di Elisabetta per la sua liberazione, e ha generato un figlio."
Luca 1:57
Vediamo, quindi, che Maria era incinta di tre mesi al momento della nascita di Giovanni. Giovanni era nato verso la fine di marzo o l'inizio di aprile. Dunque quando nacque Gesù Cristo? Se si calcolano sei mesi in avanti da quella data, la nascita dovrebbe essere collocata tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. Nell'autunno di quello stesso anno e non in inverno, come molti oggi ritengono erroneamente.

Il Corollario del Censimento Romano.
Sono riscontrabili altre prove bibliche che Gesù sia nato in autunno piuttosto che in inverno? Certo.

Riprendiamo la narrazione di Luca:
"E avvenne in quei giorni che un decreto di Cesare Augusto ingiunse che tutto il mondo doveva essere registrato."
Luca 2: 1
L'espressione 'tutto il mondo' in questo contesto indica tutte le aree sotto il dominio romano.
"Questo censimento ebbe luogo mentre Quirino stava governando la Siria. Quindi tutti furono registrati."
Luca 2: 2-3
Che tipo di persone erano i romani quando si trattava di ordine ed efficienza? Costruirono ponti, strade ed edifici che in taluni casi sono tuttora in uso, 2000 anni dopo. Le loro strade erano meraviglie dell'ingegneria. Costruirono grandi acquedotti e sistemi fognari. Anche oggi la scienza urbanistica deve molto ai romani, così come molti aspetti del diritto e dell'organizzazione militare odierni, anch'essi improntati sulle controparti in uso nell'antica Roma. I romani erano maestri di organizzazione e struttura.

Ciò detto, secondo voi avrebbero mai realizzato un censimento in inverno? Nei mesi invernali le temperature crollavano al di sotto dello zero nell'area di Gerusalemme, e tutte le strade diventavano fangose o ghiacciate per via delle piogge fredde e delle occasionali nevicate. Per chiunque sarebbe stato il momento meno propizio per viaggiare; figuriamoci per una donna in procinto di partorire. Un autore afferma che questo censimento:
"... è impossibile che sia stato realizzato in quella stagione [inverno], dal momento che un periodo simile non sarebbe stato sicuramente calendarizzato dalle autorità per un pubblico arruolamento ed una serie di viaggi in ogni direzione, viste le tempeste e le piogge che in inverno rendevano qualsiasi viaggio precario e sgradevole, eccetto che negli anni particolarmente favorevoli. La neve non è affatto rara a Gerusalemme nei mesi invernali."
Cunningham Geikie, Natale a Betlemme, ed. Edward Deems, Holy-Days and Holidays, 1968, p 405
Nessun funzionario romano razionale avrebbe programmato un censimento in inverno. Per una società agraria come quella della Giudea del I secolo, un censimento in autunno, al momento della mietitura, avrebbe avuto molto più senso.

Perché non c'era Spazio a Betlemme?
Tornando al resoconto di Luca, riscontriamo ulteriori prove bibliche circa la reale collocazione temporale della nascita di Gesù Cristo.
"Ed ella generò il suo Figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché nella locanda non c'era posto per loro."
Luca 2: 7
Come mai presso la locanda di Betlemme non c'è spazio per Giuseppe e Maria? Per rispondere a questa domanda ci viene in soccorso la cultura del tempo.

Se il quadro temporale ipotizzato è corretto sulla base del fatto che Giovanni fu concepito poco dopo il primo periodo di Abija intorno a Pentecoste, e la sua nascita ebbe luogo dopo nove mesi, seguita dalla nascita di Gesù dopo ulteriori sei mesi (fine settembre o inizio ottobre), è possibile che in quel periodo fosse in atto qualcosa di particolare che creava condizioni di affollamento presso Betlemme?

In effetti, tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre ha luogo una delle tre feste del calendario di Dio, nel corso delle quali - tre volte all'anno - le famiglie si recano a Gerusalemme per osservare i giorni santi di Dio (vedere Deuteronomio 16:16). Poiché gli ebrei di Israele continuano ad obbedire a questa tradizione, anche ai giorni nostri risulta problematico trovare una camera d'albergo libera presso Gerusalemme, in tali specifici periodi dell'anno.

Durante le festività di Dio la popolazione di Gerusalemme tendeva ad ampliarsi fino a traboccare, e le persone in esubero finivano per sistemarsi nelle cittadine vicine, ad esempio Betlemme, situata poche miglia a sud di Gerusalemme. A causa di questo enorme afflusso di visitatori, ogni casa era piena. Giuseppe e Maria trovarono rifugio in un ambiente normalmente usato per riparare gli animali, cioè una stalla. Certamente non una sistemazione di prima classe, ma probabilmente furono grati di aver trovato un tetto.

I Pastori e le Greggi.
Continuando a leggere il resoconto di Luca, troviamo ulteriori prove che Gesù non sia nato in inverno. Il versetto 8 ci dice: "Ora c'erano nello stesso paese pastori che vivevano nei campi, sorvegliando le loro greggi di notte."

Tra i pastori la pratica comune era quella di mantenere le greggi nei campi da aprile ad ottobre, quando con l'arrivo dei freddi ed umidi mesi invernali gli animali venivano ricondotti al riparo delle stalle.

Il testo Interpreter’s One-Volume Commentary (1971) afferma che questo passo contraddica la nozione della nascita [di Cristo] avvenuta il 25 di dicembre, dal momento che in quel periodo dell'anno le condizioni meteorologiche non avrebbero consentito ai pastori di sorvegliare le loro greggi nei campi di notte.

Il testo Adam Clarke’s Commentary spiega che "dal momento che i pastori non avevano ancora condotto al riparo le loro greggi, si deduce che non fosse ancora terminato il mese di ottobre, e che di conseguenza nostro Signore non sia nato il 25 dicembre - quando non restava più traccia delle greggi nei campi - né avrebbe potuto nascere al più tardi di settembre, dato che al momento della sua nascita le greggi erano tenute nei campi anche nottetempo."

Altri elementi che in Luca collocano la nascita intorno a fine settembre.

I Pastori Visitano Gesù.
Proseguiamo a leggere Luca:
"Allora l'angelo disse loro: 'Non temete, perché ecco, vi porto la buona novella di grande gioia che sarà per tutti i popoli. Perché oggi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è Cristo Signore. E questo sarà il segno per te: troverai un neonato avvolto in fasce che giace in una mangiatoia."
Luca 2: 10-17
"... E arrivarono con fretta e trovarono Maria e Giuseppe ed il Neonato che giaceva in una mangiatoia."
Potremmo notare come in effetti soltanto i pastori arrivano in tempo per vedere Gesù all'interno della mangiatoia. I saggi, come vedremo, giungono ​​sulla scena molto più tardi di quanto si creda.
"E quando otto giorni furono completati per la circoncisione del Neonato, il suo nome fu chiamato Gesù, il nome dato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo materno. Ora, quando furono completati i giorni della sua purificazione secondo la legge di Mosè, Lo portarono a Gerusalemme per presentarlo al Signore (come è scritto nella legge del Signore, 'Ogni uomo che apre il ventre sarà chiamato santo al Signore') e offrire un sacrificio ... un paio di tortore o due giovani piccioni."
Luca 2: 21-24 , confronta Esodo 13: 2
Questo rito era denominato "redenzione del primogenito." Levitico 12: 2-3 e Levitico 12: 6 ci dicono che aveva luogo 40 giorni dopo la nascita di un figlio. Quindi se Cristo nacque a fine settembre, il viaggio presso il tempio di Gerusalemme ebbe luogo verso la metà di novembre.

I Magi ed Erode.
Continuiamo a seguire il flusso della storia attraverso il resoconto di Matteo:
"Ora dopo che Gesù nacque a Betlemme di Giudea nei giorni di Erode il re, ecco, uomini saggi dall'Oriente vennero a Gerusalemme, dicendo: 'Dov'è Colui che è nato Re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo.' Quando il re Erode ascoltò questo, ne fu turbato e tutta Gerusalemme con lui."
Matteo 2: 1-3
Perché questa notizia turba Erode? Altri resoconti storici testimoniano che Erode fosse affetto da una grave ossessione paranoide sull'essere spodestato. La diffusa notizia che fosse nato un nuovo re degli ebrei, minacciava la sua posizione.

Ovviamente Erode conosceva le profezie relative al Messia.
"E dopo aver radunato tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, domandò loro dove sarebbe nato il Cristo. Così gli dissero: 'A Betlemme di Giudea.'"
Matteo 2: 4-5
Il re Erode cela con cura le proprie intenzioni omicide.
"Allora Erode, convocati segretamente i saggi, li interrogò per sapere a che ora appariva la stella. E li mandò a Betlemme e disse: 'Andate e cercate attentamente il bambino piccolo, e quando lo avrete trovato rimettetemi la parola affinché possa venire anch'io ad adorarlo.'"
Matteo 2: 7-8
Notate che ora Erode si riferisce a Gesù non come ad un neonato, ma come ad un 'bambino piccolo.' Qui ci viene fornita la misura di quanto tempo impiegarono i saggi a viaggiare fino alla Giudea. E' possibile che provenissero da regioni lontane come Parthia o Babilonia, dove gli israeliti e gli ebrei erano stati in esilio secoli prima. Quando appare la stella, Erode è consapevole di non stare cercando un neonato ma un bambino considerevolmente più grande.

E per eliminare ogni minaccia alla propria posizione, Erode "mise a morte tutti i bambini maschi che erano a Betlemme ed in tutti i suoi distretti, da due anni in meno, secondo il tempo che aveva determinato dai saggi" (Matteo 2:16). Ordina quindi il massacro omicida di tutti i bambini maschi dai 2 anni in giù.

Visita a Domicilio.
I saggi (Magi - ndt) furono miracolosamente guidati dal Cristo bambino (Matteo 2: 9-10). "E quando furono entrati in casa, videro il bambino con Maria sua madre" (Matteo 2:11). A questo punto, vediamo come la tipica ricostruzione presepiale non coincida con gli eventi reali. Non c'è menzione di alcuna mangiatoia. Piuttosto Gesù si trova - come riferito da Matteo - all'interno di una casa. E Gesù non è più un neonato, ma un bambino. I saggi inoltre visitano Gesù ben oltre l'Epifania; forse un anno dopo la sua nascita, o anche oltre.

La tipica rappresentazione presepiale contempla la presenza di tre Magi. La Bibbia però non specifica mai quale fosse il loro numero. Osserva, tuttavia, che offrirono tre tipi di doni: oro, incenso e mirra. Come mai furono portati in dono proprio questi tre particolari materiali? Il loro simbolismo colpisce quando lo comprendiamo.

L'oro era il dono riservato ai re, in questo caso il profetizzato re degli ebrei e - in ultima analisi - il "Re dei re e signore dei signori" che regnerà su tutta la terra (Apocalisse 19:16).

L'incenso era un materiale intimamente connesso alle funzioni sacerdotali ed ai sacrifici del tempio, prefigurando il fatto che Gesù Cristo avrebbe servito come nostro Sommo Sacerdote e si sarebbe offerto come sacrificio perfetto per espiare i peccati dell'umanità (Ebrei 4: 14-15 ; Ebrei 9: 11-14 ; 1 Pietro 1: 18-19 ).

La mirra conteneva un simbolismo profetico. La mirra è un'essenza profumata. Quando una persona moriva questo agente veniva avvolto al corpo per coprire il fetore della morte. Il corpo di Gesù dopo la crocifissione fu avvolto in lino con mirra ed aloe (Giovanni 19: 39-40).

Perché Dovremmo Celebrare i Giorni Santi di Dio.
Matteo e Luca rivelano la vera storia della nascita di Gesù Cristo ed il momento generale in cui accadde realmente. Giovanni Battista nacque in primavera. Suo cugino Gesù nacque sei mesi dopo, probabilmente verso la fine di settembre, forse all'inizio di ottobre. I pastori lo visitarono immediatamente; i Magi - il cui numero è ignoto - giunsero molto più tardi.

È tragico che la vera storia sia stata così ingarbugliata dalle tradizioni umane. È tragico che le persone ignorino le chiare istruzioni della Bibbia e ne inventino di proprie. Gesù stesso condannò fermamente i capi religiosi del proprio tempo che privavano "la parola di Dio di ogni effetto attraverso le vostre usanze." (Marco 7:13).

In Deuteronomio 12 troviamo un forte imperativo, il quale ci dice che dovremmo osservare le annuali festività e ricorrenze che Dio ha rivelato nella Sua Parola, non le feste tradizionali prese in prestito dal paganesimo:
"Non così farai riguardo all’Eterno, all’Iddio tuo; poiché esse praticavano verso i loro dèi tutto ciò ch’è abominevole per l’Eterno e ch’egli detesta; davan perfino alle fiamme i loro figliuoli e le loro figliuole, in onore dei loro dèi.
Avrete cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non vi aggiungerai nulla, e nulla ne toglierai."
Deuteronomio 12: 31-32
Non vi sembra curioso che sebbene due evangelisti descrivano le circostanze della nascita di Cristo (gli altri due non coprono nemmeno l'evento), nessuno dei due fornisca la data esatta? Non vi confonde il fatto che la Bibbia non menzioni mai 'il Natale'? E che nessuno degli scrittori biblici dica mai alcunché circa la commemorazione di quella nascita?

Troviamo, tuttavia, imperativi espliciti circa la commemorazione del sacrificio e della morte di Gesù Cristo in nostro favore (1 Corinzi 11: 23-26). Troviamo diverse indicazioni affinché osserviamo altre ricorrenze bibliche, le stesse festività osservate da Gesù e dalla Chiesa del Nuovo Testamento.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito UCG
https://www.ucg.org/the-good-news/the-real-nativity-story-surprising-truths-you-may-not-know

Traduzione a cura di Anticorpi.info


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LETTURE CONSIGLIATE


TESTI IRREPERIBILI


1 commento:

  1. Forse la domanda più decisiva e pressante non verte su quando davvero nacque il Messia, ma se Egli fu ed è veramente il Salvatore di cui oggi non pochi considerano imminente (si illudono?) la Parousia.

    Saluti

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