1 marzo 2010

La Frode del Trattato di Lisbona

trattato di lisbona, proteste, cartello
Viator
Anticorpi.info

Il Trattato di Lisbona (TdL) ha sostituito nel 2007 il Trattato di Maastricht, nel ruolo di carta costituzionale europea.
Fin dalle sue prime enunciazioni il TdL (conosciuto anche come Trattato di Riforma) ha suscitato perplessità in diversi giuristi, intellettuali, economisti e sociologi. Come mai?
Per rispondere alla domanda è necessario in primo luogo accennare alle modalità con cui tale accordo tra nazioni è stato ratificato dalle assemblee parlamentari degli stati aderenti, ed in particolare da quella italiana.

In data 31 luglio 2008 - senza avere richiesto e ottenuto alcun mandato da parte della nazione - il Parlamento italiano ha approvato all'unanimità (551 deputati su 551 alla Camera e 286 su 286 al Senato) il ddl con cui il Consiglio dei Ministri nel maggio precedente aveva proposto la ratifica ed esecuzione del Trattato di Lisbona.

Ora, dato che il Trattato di Lisbona per molti versi legifera in deroga alle carte costituzionali, ossia esprime norme che si discostano, anche molto nettamente, dalle norme espresse nelle costituzioni degli Stati aderenti, la giurisprudenza avrebbe voluto che si ratificasse perlomeno tramite una legge costituzionale. Dico perlomeno, poiché in una vera democrazia guidata da veri politici che siano rappresentativi del popolo, una legge di cotanta importanza sarebbe dovuta essere legittimata con referendum popolare.

Invece a quanto pare è bastato un decreto emesso dal Consiglio dei Ministri, seguito dalla sovieticamente perfetta unanimità degli onorevoli parlamentari della repubblica italiana, A.D. 2008.

Nell'intera Europa si ebbe una sola consultazione popolare in merito alla ratifica del Trattato: il referendum irlandese, con cui la nazione irlandese bocciò la ratifica del Trattato.
Precedentemente erano state interpellate le popolazioni francesi e olandesi riguardo la approvazione di una Costituzione Europea (la versione 'beta' del Trattato), ed anche in quel caso entrambe le popolazioni si espressero negativamente.

Ma allora se tre nazioni interpellate su tre hanno bocciato l'entrata in vigore del Trattato, in base a quale criterio la classe politica avrebbe pensato di ratificare direttamente il Trattato? Semplice: in base al criterio della frode e del sotterfugio.

Inoltre, data invasività del Trattato in ambito sociale oltre che politico ed economico, ci si attendeva che i mass media trattassero il tema con grande serietà; ne sviscerassero ogni aspetto; azzardassero una previsione degli effetti che avrebbe potuto comportare nella vita dei cittadini. Invece niente, silenzio assoluto. Sicché, in che termini si spiegerebbe l'enorme lacunosità denotata dalla sedicente informazione? Sottovalutazione? Incapacità?

Tornando al documento, esiste unanimità nel ritenerlo estremamente criptico. Il testo del TdL è stato redatto in forma volutamente ambigua, confusionaria. Contiene infiniti riferimenti a leggi, emendamenti e regolamenti preesistenti che lo rende molto difficile da leggere in senso organico e univoco. Perfino il giurista più tenace avrebbe enormi difficoltà a comporre questo enorme mosaico di rimandi e rinvii, figuriamoci un uomo politico o un giornalista.

Proviamo a esaminare i punti salienti del testo desunti dagli studiosi, e decidiamo da noi se valesse la pena che la sua ratifica avesse luogo tramite iter differenti da quelli usati; se il tema meritasse l'attenzione dei mezzi di informazione.
  1. In primo luogo, il TdL sancisce la prevalenza giuridica del diritto europeo sul diritto nazionale. Sicché per molti versi esautora leggi nazionali e carte costituzionali.
  2. Il Trattato rema in direzione anti-repubblicana, dato che infrange il principio della separazione dei poteri e assegna sia il potere esecutivo che il legislativo dell'Europa ad una Commissione formata da 27 membri, non necessariamente nominati tramite elezione. Il Parlamento quindi ne esce ridimensionato, per non dire annullato. Difatti ad oggi non fa che svolgere una funzione meramente consultiva. Per sfiduciare la Commissione europea serve la maggioranza dei 2/3 del Parlamento europeo, anziché il 50% + 1, come avviene di norma per qualsiasi governo nazionale.
  3. Ogni modifica del Trattato richiede il consenso unanime delle nazioni rappresentate nel Parlamento europeo. Botte di ferro.
  4. In campo economico il TdL delega alla Commissione europea qualsiasi decisione sul bene comune nazionale, contravvenendo al "principio di autodeterminazione dei popoli", sancito da ogni costituzione europea.
Ciò detto, appare allarmante che la ratifica del Trattato (che in sostanza rappresenta a tutti gli effetti la carta costituzionale europea) non sia stata demandata al voto popolare, e altrettanto allarmante che i mass media non abbiano mai affrontato l'argomento.

A questo indirizzo è disponibile il testo integrale del Trattato.

"Le nazioni europee dovrebbero essere condotte verso il superstato senza che i popoli si rendano conto di ciò che sta accadendo."
Jean Monnet (ideologo dell'europa unita)


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Liberarsi dalla Dittatura Europea


4 commenti:

  1. E' quanto di piu' grave abbia mai letto dopo l'introduzione delle leggi fasciste et similia.
    Ormai siamo controllati TOTALMENTE ed a quanto pare legalmente dalla bestia che sta dietro ad OGM ed il pentacolo rovesciato.
    Ma fuori per strada le anatre starnazzano con le trombette e si agitano solo per il calcio.
    Stanno purtroppo vincendo con troppa facilita' gli accoliti del signore delle mosche.

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  2. anonimo, non so se stiano vincendo. di certo stanno accelerando i tempi.
    a giudicare dal movimento sorto su internet sembra che il livello di conoscenza, se non di consapevolezza, sia in verticale aumento. purtroppo esiste la possibilità che lo stesso "risveglio collettivo" in atto derivi dalla ennesima manipolazione ordita dalle elite per chissà quale imperscrutabile fine. una ipotesi sconfortante, ma da tenere in considerazione.
    da parte nostra non possiamo che darci da fare con onestà e passione nei modi che intimamente riteniamo più giusti, sulla base delle informazioni che riteniamo attendibili.

    ciao

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  3. articolo 75 della Costituzione Italiana: "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali."

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  4. @ anonimo: se è per questo la costituzione italiana sancisce anche tanti altri principi bellamente ignorati dalle istituzioni. qualche esempio?

    Art. 2

    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo (tipo cucchi, aldrovandi, bianzino ecc. e i loro assassini ancora a piede libero ...) sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale (tipo l'aquila? tipo i disoccupati che vivono sotto i ponti? tipo le barche di rifugiati rispedite al mittente? tipo il sostegno ad emergency?).

    Art. 3

    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge (tranne quelli che possono avvalersi di lodi alfano vari), senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (eppure le colf straniere sono state condonate, ma i manovali no ... ops!).

    Art. 4

    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (tagliando fondi a tutti i settori produttivi e continuando a finanziare le guerre, non mi sembra si stiano esattamente promuovendo le condizioni di cui sopra)

    Art. 9

    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica (qui c'è solo da farsi una grassa risata).

    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione (qui c'è da sbellicarsi).

    devo continuare? se vuoi posso farlo.

    se la costituzione deve essere applicata per recepire un trattato come quello di lisbona, deve essere applicata per onorare anche gli altri 139 (134) articoli. tu che ne pensi?

    facile farsi schermo con la costituzione solo quando fa comodo ad una minoranza ...

    RIBADISCO: IL TRATTATO DI LISBONA E' ANTIDEMOCRATICO, non foss'altro che per le disgustose modalità sovietiche con cui è stato approvato all'unanimità assoluta dal parlamento italiano.

    saluti

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