13 luglio 2010

L'Impunità di Israele

israele, nessuna critica permessadi M. Freytas

Lo stato di Israele è il più chiaro riferimento geografico del sistema capitalista transnazionalizzato il quale controlla dai governi ai sistemi economici produttivi ai grandi mass media, sia nei paesi centrali che nel mondo sottosviluppato e periferico.

Lo stato ebraico, al di là della incidenza come nazione, è il simbolo più emblematico di un potere mondiale controllato nelle sue molle decisive da un gruppo minoritario di origine ebraica e conformato da una struttura di strateghi e tecnocrati che operano le reti industriali, tecniche, militari, finanziarie e mediatiche del capitalismo transnazionale esteso nei 4 punti cardinali del pianeta.

Con una popolazione di circa 7,35 milioni di abitanti, Israele è l’unico Stato ebraico del mondo.

Ma quando parliamo d’Israele, parliamo innanzitutto di un disegno strategico di potere mondiale che lo protegge, interattivo e totalizzato, che si concentra attraverso una rete infinita di associazioni e vasi comunicanti tra il capitale finanziario, industriale e dei servizi che trasforma i paesi e governi in gerenze di enclave.

La lobby sionista che sostiene e legittima l’esistenza d’Israele, non è uno Stato nel lontano Medio Oriente, ma un sistema di potere economico planetario (il sistema capitalista) di banche e multinazionali controllate da persone di appartenenza ebraica che egemonizzano le decisioni dai loro posti di direttori e esecutori.

Chi si prende la briga di indagare i nomi dei membri dei direttivi o degli azionisti delle grandi corporazioni e delle banche ed imprese multinazionali, statunitensi ed europee - che controllano dal commercio estero e interno fino ai sistemi economici dei paesi, sia centrali che sottosviluppati o emergenti - potrà verificare che (in una stupefacente maggioranza) sono di origine ebraica.

I direttivi e gli azionisti delle prime trenta mega aziende transnazionali e banche (le più grandi del mondo) quotati negli indici Dow Jones di Wall Street, sono principalmente ebraici.

Mega-imprese del capitalismo senza frontiere come Wal-Mart Stores, Walt Disney, Microsoft, Pfizer Inc, General Motors, Hewlett Packard, Home Depot, Honeywell, IBM, Intel Corporation, Johinson&Johnson, JP Morgan Chase, American International Group, American Express, AT & T, Boeing Co (armi), Caterpillar, Citigroup, Coca Cola, Dupont, Exxon Mobil (petrolifera), General Eletric, McDonald’s, Merck & Co., Protecter & Gamble, United Technologies, Verizon, sono controllate e/o dirette da capitali e persone di origine ebraica.

Queste multinazionali sono la crema dei grandi consorzi transnazionali ebraico-sionisti che, attraverso la lobby esercitata dalle ambasciate statunitensi ed europee, dettano e condizionano la politica mondiale ed il comportamento di governi, eserciti o istituzioni mondiali ufficiali e private.

Sono i proprietari invisibili del pianeta: quelli che guidano i paesi e i presidenti con un telecomando, come se fossero burattini di ultima generazione.

Chi dovesse esaminare con lo stesso criterio i mass media, l’industria culturale o artistica, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sociali, fondazioni, organizzazioni professionali, ONG, sia nei paesi centrali che in quelli periferici, si sorprenderebbe della notevole incidenza di persone di origine ebraica nei posti decisionali più alti.

Le tre catene televisive principali degli USA (CNN, ABC, NBC e Fox), i tre giornali principali (Wall Street Journal, New York Times e Washington Post) sono controllati e guidati (tramite maggioranza azionaria o proprietà famigliare) da gruppi lobbisti ebraici, principalmente newyorkesi.

Allo stesso modo le tre più influenti riviste (Newsweek, Time e New Yorker) e consorzi egemonici del web come la Time-Warner (unitasi con America online) o Yahoo!, sono controllati da direttori e capitale ebraico che opera a livello delle reti e conglomerati allacciati ad altre aziende.

Colossi del cinema di Hollywood e dello spettacolo come Walt Disney Company, Warner Brothers, Comlumbia Pictures, Paramout, 20th Century Fox, tra gli altri, formano parte di questa rete interattiva del capitale sionista imperialista.

La concentrazione del capitale mondiale in mega-compagnie controllate dal capitale sionista in proporzione schiacciante, rende possibile assumere decisioni planetarie di ogni tipo, nell’economia, società, politica, cultura, ecc. e rappresenta l’aspetto più caratterizzante della globalizzazione imposta dal sistema capitalista imperiale.

L’obiettivo centrale espansivo di questo capitalismo sionista transnazionalizzato è il controllo e il dominio (attraverso guerre di conquista o “sistemi democratici”) delle risorse naturali e dei sistemi economico-produttivi, in un’azione che i suoi sostenitori e teorici chiamano “politiche di mercato”.

Il capitalismo transazionale, su scala globale, è il proprietario degli stati e delle loro risorse e sistemi economico-produttivi, non soltanto del mondo dipendente, ma anche dei paesi capitalisti centrali. Così i governi dipendenti e centrali sono gerenze d’enclave (di sinistra o di destra) che con varianti discorsive realizzano lo stesso programma economico e le stesse linee strategiche di controllo politico e sociale.

Questo capitalismo transnazionale “senza frontiere” della lobby sionista che sostiene lo Stato d’Israele si basa su due pilastri fondamentali:

* la speculazione finanziaria informatizzata (con base territoriale a Wall Street) e la tecnologia militare-industriale di ultima generazione (la cui massima espressione di sviluppo si concentra nel Complesso Militare Industriale degli USA).

La lobby sionista internazionale, sulla quale si basano i pilastri esistenziali dello Stato d’Israele, controlla dai governi, eserciti, polizia, strutture economico produttive, sistemi finanziari, sistemi politici, strutture tecnologiche e scientifiche, strutture socio-culturali, strutture mediatiche internazionali, fino al potere della polizia mondiale fondato sugli arsenali nucleari, i complessi militari industriali e gli apparati di dispiegamento militare degli USA e delle potenze centrali.

Questo potere, e non lo Stato d’Israele, è ciò che temono i presidenti, politici, giornalisti ed intellettuali che tacciono o deformano giornalmente i genocidi d’Israele in Medio Oriente, intimoriti dal rimanere sepolti a vita sotto la lapide dell’antisemitismo.

La Lobby imperiale.
La lobby sionista pro-israeliana, la rete del potere occulto che controlla la Casa Bianca, il Pentagono e la Federal Reserve, non prega nelle sinagoghe ma nella Cattedrale di Wall Street. Un dettaglio di cui tener conto, per non confondere la religione con il mito e l’affare. Quando si riferiscono alla lobby sionista (che chiamano lobby pro-israeliana) la maggior parte degli esperti ed analisti parlano di un gruppo di funzionari e tecnocrati, nelle cui mani c’è il disegno e l’esecuzione della politica militare nordamericana.

A questa lobby di pressione viene attribuito l’obiettivo strategico permanente di imporre l’agenda militare e gli interessi politici e geopolitici del governo e lo Stato d’Israele nella politica estera degli USA. Come definizione, la lobby pro-israeliana, è una gigantesca macchina di pressione economica e politica che opera simultaneamente in tutte le fasce del potere istituzionale statunitense: la Casa Bianca, il Congresso, il Pentagono, il Dipartimento di Stato, la CIA e altre agenzie di intelligence tra le più importanti.

Per mezzo dell’uso politico del suo potere finanziario, della sua strategica posizione nei centri decisionali, i gruppi finanziari della lobby esercitano un’influenza decisiva nella politica interna e estera degli USA, la prima potenza imperiale, oltre al suo ruolo dominante nel finanziamento di partiti politici, candidati presidenti e parlamentari. A livello imperiale, il potere finanziario della lobby si esprime principalmente attraverso la Federal Reserve degli USA, organismo chiave per la concentrazione e la riproduzione del capitale speculativo a livello planetario.

Il cuore della lobby sionista statunitense è il potente settore finanziario di Wall Street che ha implicazioni dirette e la partecipazione alla nomina di funzionari chiave del governo degli Stati Uniti e organi di controllo della politica monetaria e degli enti creditizi (nazionali e internazionali) con sede in Washington e New York.

Gli organismi economico finanziari internazionali come la OCDE, la Banca Mondiale, il FMI, sono sotto diretto controllo delle banche centrali e dei governi degli USA e delle potenze controllate dalla lobby sionista internazionale (Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone tra le più importanti).

Organizzazioni e alleanze internazionali come l’ONU, il Consiglio di Sicurezza e la NATO sono controllati dall’asse sionista USA-UE, le cui potenze centrali sono quelle che garantiscono l’impunità degli stermini militari d’Israele in Medio Oriente, come è successo con l’ultimo massacro degli attivisti solidali con il popolo di Gaza.

Le principali istituzioni finanziarie della lobby (Goldman Sachs, Morgan Stanley, Lehman Brothers, ecc) e le banche principali (Citigroup, JP Morgan, Merrill Lynch, ecc) influiscono in modo decisivo alla nomina dei titolari della Federal Reserve, il Tesoro e la segretaria del Commercio, oltre ai direttori della BM e del FMI.

Il mito dell’antisemitismo.
Questo fenomeno di “potere capitalista mondiale” ebraico, e non Israele, è ciò che temono presidenti, politici, giornalisti ed intellettuali che evitano puntigliosamente di condannare o nominare nei giornali i genocidi militari di Israele a Gaza, ripetendo quello che hanno già fatto durante il massacro israeliano in Libano nel 2006. La grande complicità internazionale con i periodici massacri israeliani non si creano per paura dello Stato d’Israele ma per paura di quello che lo Stato d’Israele rappresenta.

Non si tratta d’Israele, uno Stato sionista in più, ma del “Grande Israele”, la patria del giudaismo mondiale (con territorio rubato ai palestinesi), della quale tutti gli ebrei del mondo si sentono i suoi figli prodigi sparsi nel mondo. Non si tratta d’Israele ma delle potenti organizzazioni e comunità giudaiche mondiali che hanno appoggiato in toto il genocidio militare d’Israele su Gaza, che usano il loro potere e “scala di prestigio” (costruita attraverso la loro vittimizzazione storica dell’Olocausto) per trasformare in un lebbroso sociale chi osa criticare o alzare la voce contro lo sterminio militare israeliano a Gaza.

I governi del mondo capitalista, giornalisti, intellettuali, organizzazioni sindacali e sociali non hanno paura d’Israele, ma della loro lapidazione sociale con la accusa di essere 'antisemiti' (parola con cui viene chiamato chi sfida e/o denuncia il sionismo ebreo).

Non temono lo Stato d’Israele ma ai figli d’Israele camuffati nei grandi centri decisionali del potere mondiale, principalmente economici- finanziari e mediatico-culturali.

Politici, intellettuali e giornalisti di sistema non temono Israele ma i mass media, le organizzazioni, le aziende ebraiche e la relativa influenza sui governi ed i processi economici e culturali del sistema sionista capitalista esteso su scala planetaria.

In definitiva temono che le aziende, università, organizzazioni, fondazioni internazionali sioniste che finanziano o promuovono le loro imprese nel macchinario del sistema li dichiarino “antisemiti” e li lascino senza lavoro, senza vacanze e senza pensione.

Questa è la ragione principale per cui intellettuali, accademici e giornalisti di sistema vivono rimuginando analisi della "realtà" politica, economica e sociale senza mai nominare la parola Ebreo o discutere il sistema capitalista che paga per i loro servizi.

Sebbene ci sia un gruppo di intellettuali ed ebrei di sinistra (tra cui Chomsky e Gelman) che ha condannato e protestato contro il genocidio israeliano a Gaza, la stragrande maggioranza delle comunità ebraiche ed organizzazioni a livello globale ha sostenuto esplicitamente la macellazione di civili a Gaza, sostenendo che si tratti di guerra al terrorismo (dissentiamo; non solo le comunità ebraiche, ma l'intero mondo occidentale - tratto in inganno dalla disinformazione unita alla connivenza della politica - ha sempre sostenuto qualsiasi intervento militare in Medio Oriente - n.d.r.).

Nonostante Israele non abbia invaso né abbia perpetuato un genocidio militare a Gaza con la religione ebraica ma con aerei F-16, missili, bombe a grappolo, elicotteri Apaches, carri armati, artiglieria pesante, navi, sistemi informatici, e di una strategia di sterminio militare su vasta scala, chi questiona su tale massacro è condannato come antisemita dal potere ebraico mondiale distribuito nel mondo.

Le campagne di denuncia di antisemitismo con cui Israele e le organizzazioni ebraiche cercano di neutralizzare le critiche contro il massacro, affrontano la questione come se il sionismo ebraico (sostegno dello stato d’Israele) sia una questione razziale o religiosa, e non un sistema di dominio imperiale che include il piano economico, politico, sociale e culturale, superando la questione della razza o dei credo religiosi.

La Lobby sionista non controlla il mondo con la religione: lo fa attraverso le banche, le multinazionali, l'egemonia sui sistemi economici e produttivi, il controllo delle risorse naturali, della rete informatica e dei valori sociali attraverso la pubblicità, la cultura ed il consumo standardizzato e globalizzato dei mass media.

In definitiva, la lobby ebraica non rappresenta alcuna sinagoga né etnia, ma è la struttura che controlla il potere mondiale attraverso il controllo sui centri economici finanziari e di decisione strategica del sistema capitalista diffuso come “civiltà” unica.

Prima della religione e la razza, la lobby sionista è mossa da un’ideologia politica funzionale: il sionismo capitalista imperiale che antepone il mercato, la concentrazione di ricchezza, la 'politica degli affari', a qualsiasi filosofia che sfiori le nozioni del bene e del male intesi dentro i parametri sociali.

Quindi: cosa intendono quando parlano di 'antisemitismo' e 'anti-giudaismo religioso'? Su quali parametri di riferimento si basa la condizione di antisemita? Chi è antisemita? Chi critica gli ebrei per la loro religione o per la loro razza nelle società mondiali?

Al massimo, gli ebrei, come è comprovato nella realtà sociale di qualsiasi paese, non sono criticati per la loro religione o condizione razziale ma per il loro attaccamento eccessivo allo status del denaro (coltivato anche per altre collettività) e all’integrare strutture o gerarchie di potere in un sistema ingiusto di oppressione e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, come lo è il sistema capitalista.

Salvo gruppi minoritari di fanatici e razzisti che rappresentano solo se stessi nella società (ad eccezione dei nazisti tedeschi ed alcune eccezioni) quasi mai c’è stata una “persecuzione religiosa o razziale” dell’ebreo, ma c’è stata un’associazione dell’ebreo con il “peggior volto del capitalismo”, rappresentato nel sistema economico-finanziario speculativo.

In sintesi.
La lobby sionista che protegge lo Stato d’Israele (da destra e sinistra) è conformata da una struttura di strateghi e tecnocrati che operano nelle reti industriali tecnologiche militari finanziarie e mediatiche del capitalismo transnazionale esteso nei quattro punti cardinali del pianeta.

Le sue reti si esprimono con una moltitudine di organizzazioni dedicate a promuovere l’attuale modello globale, tra cui si annoverano principalmente: The Hudson Institute, The RAND Corporation, The Brookings Institution, The Trilateral Commision, The World Economic Forum, Aspen Institute, American Enterprise Institute, Deutsche Gesellschaft für Auswärtigen Politik, Bilderberg Group, Cato Institute, Tavestock institute, e il Carnegie Endowment for International Peace e altri.

Tutti questi think tank o banche di cervelli riuniscono i migliori tecnocrati, scienziati e studiosi nei loro rispettivi campi, i laureati delle università degli Stati Uniti, in Europa e nel mondo.

La lobby non risponde solo allo Stato d’Israele (come affermano gli analisti di “destra” dei neocon) ma ad un potere mondiale sionista che è il proprietario dello Stato d’Israele tanto quanto dello Stato nordamericano e del resto degli Stati con le loro risorse naturali e sistemi economico-produttivi.

La lobby non è soltanto alla Casa Bianca ma comprende tutti i livelli delle operazioni del capitalismo su scala transnazionale, il cui disegno strategico di grandi teste charmans e dirigenti di banche e società multinazionali che fanno parte del Washington Consensus e condividere il pianeta come una torta. Né la sinistra né la destra partitica parlano di questo potere “totalizzato” per il semplice motivo che tutte e due sono fuse (a modo di alternative falsamente scontrate) ai programmi e strategie del capitalismo transnazionale che controlla il pianeta.

Di conseguenza, e mentre non si articola un nuovo sistema di comprensione strategica (una “terza posizione” rivoluzionaria del sapere e della conoscenza) il potere mondiale che controlla il pianeta continuerà a perpetuarsi nelle false opzioni di “sinistra” e di “destra”.

E la lobby ebrea di “destra” dei repubblicani conservatori continuerà a succedere alla lobby ebrea di “sinistra” dei democratici liberali in una continuità strategica avente le stesse linee guida dell’Impero sionista mondiale.

E i massacri dello Stato d’Israele continueranno, come in passato, impunite e protette dalle strutture del sistema del potere mondiale sionista capitalista che lo considera come la “sua patria territoriale”.

Articolo pubblicato sul blog Voci dalla Strada.
Link diretto all'articolo:

Traduzione a cura di Vanesa.

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10 commenti:

  1. Rocco Si' Freddo13 luglio 2010 05:13

    Come la metti con 6 e dico 6 e ripeto 6 milioni di ebrei assassinati nei campi di concentramento? E guarda che io ci sono stato, li ho visti: esistono.
    Forse che la lobby di cui parli tu è più ristretta di quanto tu non sappia e sconosciuta alla maggioranza degli ebrei?

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  2. ciao rocco. vero, si tratta di argomenti estremamente complessi e delicati, trattando i quali si rischia di passare per razzisti o negazionisti.

    proprio per questo la maggioranza dei giornalisti "seri" preferisce non immischiarsi in queste questioni, ignorando le centinaia di migliaia di palestinesi trucidati in medio oriente dall'esercito israeliano.

    oggi l'opinione pubblica ignora la tragedia del popolo palestinese esattamente come 60 anni fa ignorò quella del popolo ebraico. e tutto ciò è ASSURDO

    conosco anch'io come tutti la tragedia dell'olocausto, e non mi sogno di negare che sia accaduto realmente. inoltre ritengo il razzismo indice di ignoranza e stupidità assolute.

    anzi, mettiamola così: generalizzando, io AMMIRO ESTREMAMENTE il popolo ebraico, perchè ritengo siano persone molto intelligenti e creative. adoro decine e decine di scrittori e artisti ebrei.

    ora però dimmi come mai i programmi scolastici si occupino di stigmatizzare la tragedia dell'olocausto nazista, e tacciano su altri orribili genocidi, ad esempio quello dei nativi americani (e lì si parla di decine di milioni di individui). ti sembra buona fede, questa?

    giusta anche la tua seconda considerazione. la elite sionista è estremamente ridotta rispetto al popolo ebraico, e nel perseguire i suoi fini imperialistici si fa scudo accusando di "antisemitismo" chiunque si azzardi a criticare il suo operato.

    si tratta di una potentissima arma ricattatoria psicologica, di cui l'articolo parla abbastanza diffusamente.

    ci hanno programmati per rifiutare qualsiasi critica ad israele come conseguenza dei terribili eventi verificatisi 60 anni fa.

    se dai un'occhiata ai post correlati, vedrai che gli stessi ebrei stanno coalizzandosi e DISSOCIANDOSI dalla politica portata avanti dalle elite sioniste.

    è inoltre ormai nota la persecuzione in cui stanno incorrendo gli ebrei ortodossi proprio per via della loro contrarietà al sionismo.

    ciao

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  3. x Viator
    Il tuo commento è molto più chiaro del post. Se ti posso dare un consiglio la prossima volta non ti affidare ad altri articoli e scrivi il post tu ;)

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  4. anonimo, ti ringrazio per la stima, ma non sono daccordo. secondo me si tratta di un buon articolo, il cui unico difetto è quello di usare un tono forse troppo rude e schietto, e dare per scontati alcuni elementi forse ignorati dal lettore occasionale

    ciao e grazie del commento

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  5. Con l'olocausto è facile fare i conti:

    Le elites se ne fregano dei popoli, loro sono cosa "altra" (MOLTO "altra") rispetto ai popoli. Se le elites usano il concetto di "ebreo" o di "cristiano" o di chissà cos'altro per descrivere truffaldinamente se stessa, non ha alcuna remora a mandare poi a morire 6 o 60 milioni di ebrei o cristiani, musulmani, atei, taoisti, spiritisti (o qualunque altra categoria) per poter procedere alla loro prossima tappa di dominio.
    Sarà anzi poi facile stigmatizzare ogni opposizione nel nome della bandiera che hanno usato per compiere il massacro.

    Ossia: noi ci identifichiamo con gli ebrei. Creiamo i nazisti, e gli facciamo uccidere un po' di ebrei. Ora tolti di mezzo i nazisti (meglio sarebbe dire "riciclati") nessuno potrà più contrastarci, o sarà automaticamente tacciato di nazismo.
    Giochetto semplice.

    E' così che si scopre che chi è dietro la FED è dietro anche all' elezione di Hitler... o che gli scienziati nazisti sono finiti tutti a lavorare per le BlackOps negli States...

    http://italy.indymedia.org/news/2005/07/825404.php

    Bisognerebbe però fare attenzione quando si scrivono questi articoli, perchè va sempre sottolineato che le elites usano le categorie tradizionali per dividere, e che loro non sono mai stati veramente ebrei, nè di nessun' altra religione ufficiale.
    Bisognerebbe riferirsi a loro come "adepti neri", "iniziati neri" o "fratelli neri", che di ebraico hanno solo l'uso della cabala come strumento esoterico, su principi distorti rispetto a quelli iniziali.

    Lo scopo di articoli-denuncia come questo deve essere quello di unire TUTTI i popoli, non di stigmatizzare.

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  6. il tuo commento è perfetto, andrea. sottoscrivo.
    ciao

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  7. @Rocco
    Ho la sensazione che tu scriva commenti provocatori senza l'intenzione di discutere ed argomentare ciò che dici, hai lasciato lo stesso commento anche nel mio blog e così come in questo, ti sei dileguato senza interessarti delle risposte alle tue domande!
    Ti copio-incollo la mia risposta...se volessi onorarci della tua presenza ne saremmo davvero lusingati...

    "Non ho ben capito l'attinenza dei 6 milioni di ebrei con questo articolo che certamente non nega l'esistenza dei campi di concentramento. In molti scambiano l'antisionismo con l'antisemitismo...errore molto grossolano.
    Quindi ti faccio una domanda, non è possibile che nello stesso modo in cui gli Usa hanno fatto crollare le torri con 4000 statunitensi dentro, così siano stati portati al macello 6 milioni di ebrei?
    Forse 6 milioni sono troppi, mentre 4000 possono essere ammazzati?

    Riguardo al fatto che gli ebrei non siano a conioscenza della "lobby sionista", in quanti qui in occidente sono a conoscenza dell'elite che manovra i governi?
    In quanti sanno del Bildenberg Group?"

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  8. sono palestinese cristiano ..e concordo con lo scrittore del post ..alla fine bisogna aprirsi gli occhi e non lasciarsi trascinare da quello che sentiamo perchè la media occidentale trasmette sempre un immagino rovesciata e i giornali arabi che trasmettono le cose come vogliono loro sono chiamati "estremisti" .. bisogna sempre cercare la verità..

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  9. ..mi piace perchè Rocco all'inizio esordisce con 6 dico 6 e ripeto 6.. ergo 666.. ? e già qui.. poi per le persone che comprendono, essere con Sion o Zion, non è essere contro nessun ..Semita.. , la zona dei semiti è rappresentata da una buona parte delle popolazioni in quella fetta che comprende arabi, ebrei, fenici, cananei maltesi e cartaginesi.. che poi sono guarda caso tutti i popoli attorno allo stato di israele.. Allora non servono tanti giri di parole..! Contro il capitalismo sfrenato e le pulizie etniche e al colonialismo.. Solo per un libro.. tutto per un libro.. ci voglion far credere.. 1 10 100 1000 10000 100000 1000000 1000000000 ... e così via.. c'è sempre un uno davanti ai tanti zeri.. e voi volete essere da sempre.. quell'uno.. ma lo siete.. ma basta violenza però.. poichè violenza continuerà a generare violenza, e morte genererà solo morte

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  10. Bellissimo articolo!Consiglio anche:

    http://www.altrainformazione.it/wp/2011/01/14/non-osano-pronunciarne-il-nome-sionismo-rothschild/

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