23 luglio 2010

L’iPad e il Feticismo Consumista

i-pad, consumismo
di I. Romano

Oggi (28/5/2010) in Italia è uscito l’ultimo gingillo di casa Apple. Nonostante la crisi dilagante non sono mancate le file dinanzi gli store addetti alle vendite dei feticci della mela morsicata. Decine di persone hanno dormito all'addiaccio per accaparrarsi l’oggetto del desiderio.

Gente disposta a percorrere lo stivale per intero, pur di appropriarsi in anteprima di un attrezzo che definire di culto è riduttivo. La magic box tanto acclamata da Steve Jobs, è stata preceduta da una campagna pubblicitaria durata circa un anno. In questi mesi dove misteri e indiscrezioni facevano capolino da Cupertino, base operativa di Apple, è cresciuta spasmodicamente l’attesa per l’ormai celebre tablet.

Il marketing ha fatto centro. Greggi di adoratori belanti si accalcavano dinanzi gli Apple Store con la bava alla bocca, pronti a fiondarsi dentro guidati da profondi spasimi di consumismo.

Quella della mela morsicata è una mania, una fede indissolubile, visti i prezzi elitarii. I prodotti di Steve Jobs sono entrati di diritto nella galleria degli status symbol. Acclamati, spesso, più per moda che per effettiva utilità. L’ideologia consumista che regna nel mondo cosiddetto 'civilizzato' ha fatto il resto. Apple, giustamente, come tante altre aziende, ha cavalcato e cavalca l’orda barbarica, arricchendosi oscenamente.

L’iPad ha avuto un successo planetario, forse inaspettato. Le scorte del prezioso tablet sono state messe a dura prova. I poveretti addetti all’assemblaggio, in Cina, sono attesi da mesi di fuoco, sudore e sangue. Noi continuiamo a vivere la nostra vita, a vendere e acquistare, consapevolmente colpevoli in un mondo ingiusto dove i vizi e i lussi di pochi, sono poggiati sulla morte e la sofferenza dei molti. Ma si sa: occhio non vede, cuore non duole. Viviamo la nostra vita fatta di apparenza. La follia consumista sta dando il meglio di se. Non ci si può mica fermare sui rimorsi di coscienza. Allora tutti all’arrembaggio di questa costosissima quanto inutile scatola vuota.

Queste resse, a cui si è potuto assistere oggi, sono lo spunto adatto per evidenziare la schizofrenia che regna nella mente collettiva. La sfrenata ricerca della felicità attraverso l’acquisto di oggetti inanimati e privi di qualsiasi peculiarità. L’ideologia materialista ha preso il sopravvento, spingendo a crederci dipendenti dallo spasmodico consumo di beni materiali. Siamo investiti quotidianamente da continue novità in ogni campo. Ci hanno ABITUATO a comprare prodotti non per quello che sono o per quello a cui potrebbero servire, ma per quello che rappresentano.

La pubblicità facilità il giochetto. Ma ciò che lo rende reale e l’ignoranza e l’ottusità della massa. Pigra, totalmente disimpegnata, povera, conformista e schiava degli stacchetti pubblicitari.

Si sono create delle vere e proprie sette, gruppi di fedeli pronti a fare carte false pur di possedere gli oggetti con i marchi adorati. Alcune aziende, come la Apple, godono di trattamenti speciali. I suoi prodotti sono giudicati a priori innovativi e rivoluzionari. Come spesso accade, non è tutto oro quello che luccica, ma ai più non interessa. Taluni sono così deviati da ragionare acriticamente, o diciamolo schiettamente, fideisticamente. Le mancanze o gli errori di progettazione sono presentati e giustificati come scelte. Scelte accettate come dogmi imposti dalla chiesa-mela.

E’ una civiltà strana la nostra. Dove regna l’alienante sillogismo di tutti colpevoli, tutti innocenti. Forse voi vivete bene così, io non ce la faccio proprio più.

Articolo pubblicato sul blog Oltre La Coltre
Link diretto all'articolo:
http://www.oltrelacoltre.com/?p=7609

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Il Potere del Consumo

6 commenti:

  1. A chi lo dici .... siamo in 2

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  2. Mac è un altro pianeta, è un universo in cui una volta entrati non lo si abbandona più.
    E' anni luce più avanti rispetto al software Windows, così come nella telefonia l'i-phone sovrasta ogni altro telefono cellulare.
    Non sono per tutti, è vero, ma non vanno considerati status symbol, non sono per tutti perchè sono meno intuitivi, bisogna applicarsi un po' per goderne dell'essenza e l'uomo medio in questo senso è il solito amante della "pappina pronta".
    Tornereste sulla bicicletta dopo aver scoperto e provato una moto?
    Finiamola con i falsi moralismi dettati dall'ignoranza, comprendete prima di giudicare ed etichettare; nel testo si parla di "elite", si definisce invasati il popolino della mela morsicata, rompete il porcellino di ceramica, aggiungete qualche monetina al costo di un pc comune, capirete cosa intendo.

    Parola di uno che ha un Macbook Pro, l'I-phone e che compra le magliette dai cinesi!

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  3. ciao drew,
    credo che il tuo commento si integri bene con il post, nel senso che conferma ciò che romano dice nell'articolo.

    falsi moralismi dettati dall'ignoranza? potrei risponderti autentica banalità dettata dalla supponenza.

    chi ti dice che chi ha scritto e postato questo articolo non abbia mai provato i prodotti apple?

    avrò sentito argomentazioni come la tua, espresse con le tue stesse parole, un milione di volte. sarà un caso?

    ad ogni modo il punto non è la (presunta) "superioriorità" di oggetti come iphone o ipad, ma l'elevazione di tali oggetti a feticci da idolatrare e difendere con i denti in ogni sede, proprio come hai fatto tu nel tuo commento. è un pò come il tifo per le squadre di calcio, in cui i tifosi pagano, si incazzano, litigano, si esaltano e si deprimono, e i presidenti incassano.

    ogni categoria di prodotti ricomprende modelli di maggiore o inferiore qualità. ma la feticizzazione popolare ha luogo solo per alcuni di essi: soprattutto elettronica e automobili (guarda caso tra i prodotti più testosteronici).

    il fenomeno è anche detto fanboysmo.
    tutto ciò accade perché i pr delle aziende che li producono hanno investito capitali proprio per creare questa sorta di identificazine tra l'utente fidelizzato ed il prodotto.

    ami i prodotti apple? buon per te. nessuno si sogna di censurarti per questo. campeggi davanti ai negozi, dormi all'addiaccio e ti intruppi per ore per il privilegio di comprarne uno 12 ore prima degli altri? neghi i difetti (compresi quelli più evidenti) dei gadget in questione e ti scagli contro chiunque li denunci? in questo caso mi sembra che un problemino ci sia, e mi sento di concordare in pieno con le argomentazioni di romano.

    ciao

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  4. Ciao Drew, sono Italo Romano, l'autore del pezzo. Forse hai letto l'articolo e non lo hai capito o molto più probabilmente non sono riuscito in poche parole a spiegarmi bene.
    Io non odio Apple e i suoi gingilli. Ho provato il Mac, il Macbook pro, l'iphone e l'ipad. Non critico le macchine in sé, perché non ne ho le conoscenze ma il gran clamore che si é creato intorno a quest'azienda. Il tuo commento è l'esempio lampante:
    "Mac è un altro pianeta, è un universo in cui una volta entrati non lo si abbandona più.
    E' anni luce più avanti rispetto al software Windows, così come nella telefonia l'i-phone sovrasta ogni altro telefono cellulare".
    Sono parole riportate, spot pubblicitari inculcati nella moltitudine da pr di razza che sanno fare bene il loro mestiere.
    La creazione della fede, eccola, é quella di cui parlo io.
    Tecnologicamente non sono prodotti per tutti, ma come non lo sono molti di altri marche. Ciò non ne impedisce la vendita, difatti i prodotti Apple vanno a ruba.
    Allora? O tutti sono degli esperti oppure questi feticci vengono acquistati perché rappresentano qualcosa di più di un semplice computer o di un semplice telefonino. Sono degli status symbol. L'80% dei possessori di iphone non usa che poche funzione di quelle offerte dall'ultra tecnologico smarth phone. Lo hanno comprato solo per essere alla moda. Sbaglio?
    In ogni caso i tornerei sempre sulla bicicletta, soprattutto dopo aver provato una moto.
    I falsi moralismi sono in questo commento pieno di luoghi comuni e di idee prese da altri.
    Ignoro si le potenzialità del mezzo, ma il mio pezzo era a critica di chi fideisticamente si prostra dinanzi al dio di Cupertino.
    Saluti

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  5. Ciao Italo,
    probabilmente mi sono espresso male anch'io.
    Colgo l'occasione per replicare anche a Viator.
    Io non sono certo uno di quelli che si accampa in attesa di una novità di un Apple store, ne per un biglietto di una partita di calcio, ne seguo le mode, ne sono solito cadere nel "sogno" raccontato e venduto da un Pr (in questo i ragazzi della mela morsicata son davvero maestri).
    E' comunque vero che la maggior parte delle persone è attratta da questi oggetti non dal valore e dalle potenzialità tecniche ma da ciò che rappresentano. Che peccato però, non solo per Apple, in generale. Stamane, nel tragitto casa lavoro, la voce della radio raccontava del disagio degli italiani che non possono permettersi le ferie; è saltata fuori una nuova voce, agghicciante: le ferie talpa.
    -Stringo per non finire troppo fuori dal post- In sintesi:
    Persone che restano barricate a casa, che raccontano di esser altrove, non potendosi permettere viaggi ma che piuttosto di palesarlo si prostrano a ciò.
    E' difficile uscire da questa gabbia invisibile ma possibile. Quella maledettissima scatola di colori e suoni che tutti abbiamo in casa ci sta sempre più rovinando, dovremmo avere il coraggio di spegnerla, una volta per tutte, altro che dgt terrestre, Sky o similia.
    Sarebbe bello che il sogno, il credo di Alexander Supertramp bussasse ad ognuno di noi.

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