27 settembre 2010

Controcultura, Esoterismo e Droghe (John M. Allegro)

Cucciolo, sballatodi D. Masuino

Quando parlo di controcultura, parlo di qualcosa che non corrisponde esattamente al significato odierno della parola, che è la traduzione letterale del counter culture americano.
Nell'Italia degli anni 70 il termine controcultura aveva assunto un senso più specifico: si riferiva a una realtà politica nata più o meno a metà strada tra i due grandi movimenti giovanili del 1968 e del 1977, ereditando molti contenuti dal primo e anticipandone altri del secondo.

Sta forse in questa collocazione cronologicamente ibrida una delle ragioni principali del suo oblio, che è davvero impressionante: oggi, quando racconto a qualcuno di essere stato un hippie, ben poche persone comprendono esattamente ciò che voglio dire.

Eppure la controcultura italiana poteva contare, al sommo della gloria (ovvero all’incirca il periodo 1973-74), su una rete di contatti a livello nazionale che copriva la intera penisola. Ne facevano parte oltre cento gruppi giovanili indipendenti: centri di controcultura nelle città e comuni di campagna. Circa una metà facevano riferimento a Re Nudo di Milano, l’altra metà a Stampa Alternativa di Roma. Quest’ultima non aveva ancora assunto la veste della casa editrice che si sarebbe affermata con i libri a 1000 lire. Era una agenzia di stampa che si faceva portavoce delle principali istanze del sottoproletariato giovanile: la esigenza di de-commercializzare il mondo della musica, la lotta contro la famiglia, la battaglia per la liberalizzazione delle droghe – tutte battaglie gloriosamente perdute.

Guardando alla controcultura oggi - a quasi 40 anni di distanza - credo di poter affermare che si trattò del momento più elevato di una concezione introdotta a livello di massa dal 68, e che ai nostri giorni è lontana come può esserlo un’altra galassia : la unificazione della politica e della vita – la politica vissuta come esperienza formativa a livello interiore.

Da questo punto di vista ci sono tratti in comune con l’esoterismo, e in effetti negli anni del riflusso il passaggio dalla controcultura allo esoterismo avvenne per me come un processo spontaneo, senza che avvertissi nessun senso di contraddizione. In verità, pur essendo ragazzi scappati di casa che per sopravvivere si affidavano alla colletta, rispetto alla media dei nostri coetanei di allora eravamo coltissimi.

Fummo tra i primi, credo, a rilevare e dibattere le analogie tra lo sciamanesimo degli indiani d’America e la spiritualità orientale; divoravamo gli studi di Albert Hoffmann e Timothy Leary sullo LSD, intuendo la correlazione col verbo della contro-psichiatria predicata da Cooper e Laing e con la società dello spettacolo che Vaneigem vaticinava.

Eravamo consapevoli, anche se in modo abbastanza pionieristico, infantile e confuso, delle enormi conseguenze che la “scoperta” degli stati alterati di coscienza avrebbe implicato di lì a poco per l’intera civiltà occidentale.

Al di là di ciò vivevamo nella certezza di star sperimentando nuove forme di aggregazione sociale destinate a trasmettersi all'umanità dopo la rivoluzione, che si credeva imminente.T ra noi i livelli di politicizzazione erano diversi (molti coglievano soprattutto l’aspetto ludico della cosa), ma non mancavano quelli come me che vivevano la controcultura come una forma di militanza, e si arrabbiavano molto per la disaffezione mostrata nei nostri confronti dai gruppi della sinistra extraparlamentare.

Disaffezione che non sarebbe durata a lungo: nel 1975 Lotta Continua – dopo un famoso congresso – deliberò di accogliere nelle sue file anche la ultima generazione di hippies, innescando il fenomeno che avrebbe dato origine al movimento del 77 ed a quel che seguì.

Questo per dire che il mio approccio al mondo delle droghe avvenne in un modo “fortunato” che oggi sarebbe inconcepibile: ovvero, dopo il severo studio di un bel po’ di manualetti e documenti di Stampa Alternativa sullo argomento, i cui capisaldi teorici potrebbero essere ancora oggi Vangelo.
  1. bisogna stare molto attenti a non consumare droghe di cattiva qualità o tagliate con sostanze nocive;
  2. hashish e marijuana sono innocui per la salute e non danno assuefazione fisica ; 
  3. tutte le “droghe chimiche” (eroina, cocaina, anfetamine ecc.) fanno male ; 
  4. fa eccezione l’LSD, perché la quantità di sostanze chimiche assimilate dal corpo è minima; però la sua assunzione sottopone il cervello a uno stress notevole, quindi per evitare danni occorre consumarlo con la garanzia di poter soggiornare in un ambiente rilassante e protetto, possibilmente in compagnia di persone amiche e non aggressive.
Seguendo tali principi la mia esperienza con le droghe fu idilliaca per almeno 3 anni.

Poi, nell'inverno tra il 76 e il 77 (almeno dalle mie parti avvenne in quel periodo) la influenza delle organizzazioni criminali sul mercato delle droghe divenne più forte, e venne a mancare la possibilità di esercitare un controllo su quella che oggi verrebbe definita la filiera.

Le organizzazioni spontanee di hippies che curavano il commercio furono sgominate per mezzo di soffiate, e negli anni seguenti alcuni miei amici che si ostinavano ad occuparsene vennero addirittura uccisi.

L'influenza delle mafie determinò anche il boom dell'eroina, che fino ad allora (almeno in Italia) era stata una droga largamente minoritaria. Le conseguenze furono nefaste: la figura sociale del 'capellone' (prima tollerata e guardata con una certa simpatia, soprattutto perché associata agli artisti che avevano fatto grande la musica giovanile) divenne sinonimo di 'tossico' – persona che fa del male a sé stesso e agli altri: a chiunque avesse la colpa di portare i capelli lunghi, i baristi cominciarono a negare l’accesso alle toilette dei bar…

Insomma, cessarono le condizioni perché la esperienza hippie potesse continuare.

Poco dopo arrivò il rapimento Moro, i cui sviluppi politici chiarirono definitivamente – a chi non lo avesse capito – che la rivoluzione non si sarebbe fatta tanto presto, ponendo il definitivo suggello al magico Doposessantotto. A migliaia dovemmo affrontare il problema di inserirci nel mondo del lavoro, riuscendoci più o meno brillantemente. Poiché hashish e lavoro sono realtà abbastanza incompatibili, decisi di smettere: passai da un giorno all’altro da circa 20 spinelli al giorno a zero, senza nessun problema (per quanti ancora oggi sono convinti che l’hashish dà assuefazione), e da allora la mia vita non si è più incontrata con le droghe.

Quello che mi è rimasto è soprattutto una mobilità del punto di unione molto superiore alla media, che mi consente ogni tanto di sognare in modo assai diverso da come sognano le persone normali, visitando consapevolmente diversi stati dell’essere.

Devo dire però che questo dono cominciò a manifestarsi nella mia persona circa 10 anni dopo aver chiuso con le droghe (in simultanea con eventi di ordine diverso, come l’ingresso in Massoneria), quindi mi chiedo se davvero le droghe abbiano avuto un peso o se il processo non si sia innescato in seguito ad altri avvenimenti: ad esempio, le iniziazioni sciamaniche che ho ricevuto nel 1980 in Nuova Zelanda.

Il punto di unione è l’organo - di cui ho trattato in diversi articoli (vedi ad esempio L’ipnosi di massa) - che consente all’uomo di selezionare le energie sottili destinate poi ad essere analizzate dai sensi. L’arte di imparare a spostare consapevolmente il punto di unione è la chiave del processo di trasmutazione interiore (almeno nelle scuole trasmutatorie che usano metodi operanti direttamente sulla psiche; ne ho parlato in articoli come La genesi del mondo moderno e Sull’esoterismo tradizionale).

Senza l’ausilio di droghe, spostare il punto d’unione con la sola forza di volontà è molto difficile: praticamente, la sola possibilità risiede nel lavoro sui sogni, che è la tecnica praticata pressoché universalmente in seno alle scuole sciamaniche dirette. Da questo punto di vista il lavoro di ricerca svolto con le droghe è prezioso, a condizione che chi lo mette in opera sappia ciò che fa.

Nelle scuole sciamaniche dirette è prassi che il maestro somministri al discepolo – almeno durante la prima fase dell'insegnamento – sostanze psicotrope che spostano forzatamente il punto d’unione: non tutti i discepoli hanno bisogno di passare per questo stadio, ma per alcuni è necessario, come spiegò benissimo Carlos Castaneda nei suoi primi libri (ben presto però le reazioni sdegnate dei moralisti lo costrinsero a fare marcia indietro, e da un certo punto in avanti di droghe non parlò più).

Un altro caso di droga utilizzata nello ambito di scuole trasmutatorie dirette è quello della kava (droga peraltro leggerissima) nel Pacifico occidentale, di cui ho trattato nell’articolo John Frum; ma molti altri esempi potrebbero essere fatti passando al setaccio l’attività degli sciamani in tutti i continenti.

Quanto alle scuole sciamaniche indirette – quelle ordinariamente classificate nell’ambito delle macumbe interetniche latinoamericane – è comune l’utilizzo di droghe legali, come gli alcolici, per favorire il processo di contatto tra il praticante e i misterios (o loa, ecc.), e in certe aree – come l’Amazzonia o il sudovest degli Stati Uniti – vengono utilizzate anche sostanze vegetali, come erbe o funghi. Anche in questi casi, l'utilizzazione delle droghe è regolamentata e rigidamente sottomessa alla attività dei maestri ; inoltre è da notare che, anche nei casi in cui sembra più libero - come nel voodoo haitiano o in certe scuole di Rio de Janeiro – l’obbiettivo non è mai il raggiungimento dello stato orgiastico fine a sé stesso, come una certa letteratura scandalistica tende talvolta a ipotizzare.

Passando allo esoterismo “classico” di scuola occidentale, la prima cosa da dire è che quasi nessuna scuola contemporanea prescrive, né tantomeno consiglia, l’uso di droghe.

Fanno eccezione quelle che derivano più o meno direttamente dalla stregoneria delle campagne, in cui si usano pozioni e pomate di origine vegetale (il cui principale ingrediente è spesso la belladonna) allo scopo di favorire il distacco dal corpo (OOBE o OBE); si tratta di un primo passo importante per acquisire la completa mobilità del punto d’unione, quindi se il maestro lo prescrive l’uso di tali sostanze è senz’altro consigliabile - naturalmente facendo attenzione a non violare la legge e facendosi sempre guidare da una persona veramente esperta per evitare possibili danni alla salute.

Sono a mio avviso da evitare tutti gli “sballi” magici aventi come unico fine di far cadere i freni inibitori e di stordirsi. Anche se negli ultimi decenni autorevoli esponenti del mondo esoterico (perfino facenti riferimento alla destra: quella destra che in Parlamento non vuol sentir parlare nemmeno di legalizzare la marijuana…) si sono espressi con una certa indulgenza in tal senso, non esiste ai nostri giorni (almeno che io sappia) nessuna scuola trasmutatoria esoterica fondata su pratiche orgiastiche, per quanto senza dubbio ne siano esistite in passato; quindi è legittimo il sospetto che si tratti in realtà di un modo per fornire un alibi culturale allo sballo fine a sé stesso – divertente faccenda contro cui non ho obiezioni di carattere morale, ma che con l’esoterismo non c’entra niente.

Tra le molte eredità lasciate dalla controcultura al mondo di oggi, una realtà poco nota – ma molto  interessante dal punto di vista esoterico – è la esistenza di una galassia informale di ricercatori indipendenti dediti allo studio, alla classificazione e alla sperimentazione su sé stessi delle sostanze psicotrope presenti nelle piante: dalla canapa (tanto indiana quanto italiana) alla ayahuasca, dal peyote alla salvia divinorum.

Negli ultimi 15 anni, la diffusione di internet è stata loro di grande aiuto, permettendogli di conoscersi anche da un continente all’altro e scambiarsi esperienze e informazioni; ne sono nate varie organizzazioni più o meno segrete - alcune legate ai movimenti anarchici, altre apolitiche.

Sebbene le motivazioni e le mappe culturali che li guidano siano diverse, il bagaglio di esperienze da loro raccolte e condivise riguardo alle possibilità di spostamento del punto d’unione è colossale: è un peccato che solo pochi facciano riferimento alla terminologia castanediana, e anzi la maggior parte di loro guardi ancora all'esoterismo in base alle categorie approssimative del tempo della controcultura (manca del tutto a sinistra una cultura dello esoterismo, figuriamoci su un tema delicato come il rapporto tra esoterismo e droghe : da questo punto di vista, non ci siamo evoluti gran che dai romantici giorni in cui ragazzi della FGCI davano la caccia ai capelloni chiamandoli froci, e spiegavano che la diffusione delle droghe tra i giovani era opera della CIA).

In assenza di pregiudizi, sarebbe in teoria già possibile l’impiego di droghe naturali e innocue alla salute per un lavoro trasmutatorio di gruppo: al fine di costituire gruppi sciamanici abbastanza potenti da esercitare una influenza concreta sul piano politico.

Per favorire lo sviluppo di una prospettiva più corretta, vorrei concludere sottolineando che l’uso di droghe non è una aberrazione sorta chissà come – come un ramo collaterale - dalla magia e altre discipline proibite, ma sta all’origine della idea stessa di spiritualità.

Per questo lascio la parola a un grande della controcultura americana, Tom Robbins:
"John M. Allegro è un filologo. Cioè un tipo che studia e mette in relazione i linguaggi scritti. Specializzato in lingue antiche, teneva lezioni sul Vecchio Testamento presso l’Università di Manchester. È stato il primo britannico selezionato per far parte del team internazionale di studiosi incaricati di analizzare i rotoli del Mar Morto. Educato per diventare un pastore metodista dedito ai sermoni contro i fumatori di roba, Allegro non è un tipo che si possa sospettare di simpatie ateistiche o psichedeliche.
Ciò nonostante (…), ha dato uno scossone alla teologia e alla filologia con l’annuncio che l’origine della religione giudaico-cristiana era da ricercarsi nei culti misterici orgiastici eseguiti da seguaci in preda alle droghe. Questi culti veneravano un certo fungo sacro, e Allegro è arrivato ad affermare che Gesù Cristo non era un uomo, ma il nome in codice di questo fungo."

Canale YT Il Portico Dipinto

Meglio di così non si potrebbe spiegare. The Sacred Mushroom and the Cross di John M. Allegro è  il libro in grado di dare la spallata definitiva a quella tragica barzelletta che è il Cristianesimo: non a caso in Italia non se ne sa niente.

Dopo averlo scritto, la carriera di colui che era stato considerato uno dei più brillanti filologi del ventesimo secolo fu stroncata senza pietà. Venne affermato che le sue ipotesi erano traballanti, che le conclusioni da lui tratte erano arbitrarie, ma non è così : il rigore e la perspicacia delle sue analisi sono tanto evidenti che la teoria di Allegro sovrasta ogni altro tentativo effettuato dalla scienza per spiegare le origini della cosiddetta spiritualità.

La stessa parola cristiano (dal greco kristionos) risultò dai suoi studi essere derivata da un termine sumero (che vuol dire macchiata dal seme) originariamente riferito alla amanita muscaria.

In realtà, sebbene la cosa possa risultare per molti agghiacciante, praticamente tutte le parole chiave del Cristianesimo, dei miti greco - romani e perfino dei Veda possono essere ricollegate a radici riscontrabili nel culto siberiano della amanita muscaria, quando venne trapiantato nella fertile mezzaluna e diventò la prima religione conosciuta dall’uomo.

Lascio ancora la parola a Robbins :
"Nell’antichità, l’umanità era virtualmente nelle mani della natura. La sua dipendenza dalle forze esterne era particolarmente pesante nelle regioni della Terra soggette a scarse precipitazioni, come ad esempio il Medio Oriente: niente pioggia, niente cibo.
Le popolazioni primitive videro il problema in termini di fertilità, o sessualità; bisogna tener presente che allora il sesso era libero da ogni contaminazione morale. Una tribù non poteva avere futuro se non aveva progenie, così come non ci sarebbe stata caccia se gli animali non continuavano a procreare. La fertilità era per quella gente un fattore primario e la maggior parte dei loro riti e della loro magia era indirizzata a provocare lussuria per promuovere la fecondità negli uomini, nelle bestie e nelle piante. Influenzare i vegetali era la parte più dura. Voglio dire, come si può fare per far arrapare un fagiolo?
Bene, i primi uomini videro le piante come i bambini della Terra. La Terra era una specie di grembo, a volte dava frutti, altre volte era completamente sterile. Lo zampillare della pioggia faceva generare la Terra, così come lo schizzo del seme faceva generare uomini e animali.
Dio si sporgeva dal cielo, dove la punta del suo pene era chiaramente visibile – noi moderni lo chiamiamo Sole. Quando Dio si univa alla Terra, irrorava i colli e i campi col suo vitale seme-pioggia.
Così, attraverso l’arte, la danza, il canto ed elaborate scopate all’aperto, cercavano di sedurre Dio e la Madre Terra affinché ci dessero dentro.
Sforzandosi di guadagnare maggior influenza sulle passioni divine, gli antichi provarono a trovare tracce di Dio sulla Terra. Essi considerarono sacri i luoghi dove c’era acqua, non solo per il loro ruolo vitale ma perché in essi vedevano i segni della eiaculazione celeste.

Ora, tra tutti i bambini di Dio, nessuno come i funghi rispondeva al suo orgasmo così prontamente e drammaticamente.
Saltavano fuori dal terreno nel giro di poche ore dall’irrorazione. E, a differenza delle altre piante, comparivano direttamente – mistero dei misteri – senza l’ausilio di semi. 
Inoltre, il fungo era carico di allusioni sessuali. Si allungava dal terreno come un fallo eccitato. Più tardi, la sua cappella, appiattendosi, assomigliava a una vagina nell’atto di accogliere un pene eretto. Il fungo era insieme cazzo e figa.
Spesso era ricoperto da un muco appiccicoso. Diamine ! Aveva anche un odore sexy ! (…) C’era un fungo con una brillante cappella rossa, che in particolar modo rassomigliava al sole-cazzo. E quando qualcuno mangiava quel fungo: wow ! Forza ! Estasi ! Colori e suoni assumevano dimensioni extra, gli oggetti parevano allungarsi e restringersi davanti ai suoi occhi. 

(…)
Quel fungo riempiva l’essere con lo spirito divino. Senza seme – questo è straordinario, di nascita vergine – misterioso, santo e potente, l’Amanita muscaria era il figlio di Dio."
Allegro sostiene che i riti collegati al culto del fungo fossero strettamente tenuti segreti per il carattere elitario dei sacerdoti guaritori che li amministravano, poi per la avversione nutrita nei suoi confronti dai nemici.

A seguito di una aspra repressione dei culti misterici da parte dei romani dopo la rivolta degli ebrei del 66 d.C. (le autorità non potevano tollerare la presenza tra di loro di un mucchio di attivisti mistici fatti di droga) i segreti, per non essere dimenticati per sempre, dovevano essere trasformati attraverso la scrittura, e qualora fossero stati scoperti non dovevano essere comprensibili.

I seguaci seguirono l’esempio del Vecchio Testamento, che secondo Allegro non è che una raccolta di leggende popolari che trasmettono informazioni mediche, politiche e occulte, un sacco delle quali hanno a che fare con i funghi.

Ugualmente gli autori del Nuovo Testamento si adoperarono per preservare la conoscenza della fede nel fungo, camuffandola nella storia di un rabbino straordinario chiamato Yeshua ben Miriam (alias Gesù). Che milioni di cristiani non macchiati dal seme se la siano bevuta è una delle supreme ironie della storia.

Allegro afferma che l’intera Bibbia non è che un documento in codice del misticismo legato alla muscaria. La storia della Resurrezione, ad esempio, è un’allegoria per la rinascita spirituale che segue i rigori di un viaggio strippacervello provocato dal fungo.

I 10 comandamenti sono giochi di parole sui due nomi principali del fungo in sumero. Mosh, come Cristo, era una delle sue personificazioni. Pietro, la pietra su cui Gesù solennemente promise di edificare la sua Chiesa, deriva dal sumero pitra che significa fungo.

La croce? Tagliate una muscaria, cappella e gambo, ed esaminate la forma. La muscaria nasce da una vulva velata, un cesto coperto : ecco la mangiatoia.

Abbazia di Plaincourault,fungo, eden

Quell’albero della conoscenza del bene e del male era un fungo, come è dimostrato in un affresco nella Abbazia di Plaincourault, in Francia (foto in alto) che rappresenta la muscaria come la famigerata mela del giardino dell’Eden. 

E così via...

Articolo pubblicato sul sito Riflessioni
Link all'articolo originale:
http://www.riflessioni.it/esoterismo/controcultura-esoterismo-droghe-1.htm

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5 commenti:

  1. Ottimo articolo molto interessante.Vorrei solo una chiarificazione,cosa intendi quando scrivi:"(in simultanea con eventi di un ordine completamente diverso, come l’ingresso in Massoneria),"?

    RispondiElimina
  2. anonimo, non credo che l'autore dell'articolo possa risponderti da queste pagine. abbiamo solo riportato un suo pezzo, apparso originariamente sul sito Riflessioni.
    prova a postare la tua domanda su Riflessioni.

    grazie e a presto

    RispondiElimina
  3. Questo articolo è la prova scientifica
    dell'effetto di queste droge, visto lo
    "stato alterato di coscienza" PERMANENTE dell'autore.

    RispondiElimina
  4. @ anonimo ... ognuno fa i conti con la propria apertura mentale.

    forse l'articolo non rivelerà la verità assoluta, ma si fonda su basi solide, confermate da decine di testi antichi e consuetudini sociali.

    da parte mia non considero queste argomentazioni meno credibili di qualsiasi altra interpretazione dei testi "sacri", comprese quelle "ufficiali" e "accreditate."

    ciao

    RispondiElimina
  5. bellissimo articolo.
    Importanti studiosi pensano che la scoperta della Spiritualità da parte dell' Uomo arrivata repentinamente pare circa 50mila anni orsono, nonostante da almeno 200mila anni fossimo fisicamente identici ad oggi come cervello e fisionomia, sia stata associata o provocata dall'Apertura delle Porte della Percezione dovuta all'ingestione di Funghi Psilocibinici (più potenti dell'Amanita Muscaria e dall'effetto più sicuro). Difatti molti antichi dipinti rupestri appaiono assai più comprensibili se si conoscono gli effetti di tali Funghetti Magici e le pratiche sciamaniche (vedi ad es libro di Hancock "Sciamani").

    L'uso sacro degli Psichedelici (o meglio ENTEOGENI: cioè sostanze che fanno scoprire il Dio Interiore Trasmutandoci nell' Uomo Re se correttamente utilizzate) è antichissimo, e pure nell'antichità classica i Riti Misterici come i Misteri Eleusini utilizzavano una mistura depurata contenente sostanze simili all' LSD (ne parla anche Hoffman spiegando come con le tecnologie del tempo si potesse separare la parte tossica della segale cornuta dalla parte psicoattiva, Hoffman fu scopritore dell' LSD e Grande Psiconauta, oltre che direi Grande Alchimista) e ciò concorda con ciò che sappiamo delle loro pratiche e simbologie.
    Anche ordini come l'OTO (a cui partecipò Leary) usavano talvolta la Mescalina spesso in rievocazioni dei Misteri Eleusini o per Iniziazioni Personali (fra cui quella di Huxley).

    i Bigotti Cristiani purtroppo cercarono per millenni di sradicare l'Antica Sapienza e ci riuscirono in gran parte, costringendo gli Iniziati a nascondersi nell' Ombra, pena un tempo il Rogo e oggi la prigione o i tossici psicofarmaci.
    il 68 fu un momento di Rinascita Spirituale, per questo le Forze del Demiurgo si affrettarono a bloccarlo.
    Gli Enteogeni sono un sacramento Gnostico, un boccone dell' Albero della Conoscenza che il demiurgo non vuole farci assaggiare nuovamente.
    Certo il loro uso DEVE essere Sacro, pena danni anche gravi.

    RispondiElimina

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