30 ottobre 2010

Simbologia di Halloween / Samhain

zucca, halloween
LE NOTTI DI SAMHAIN

di A. Romanazzi

Come ogni anno stiamo per essere bombardati da spot, giornali, tv che parlano di Halloween, il “carnevale” novembrino, festività del consumistico mondo occidentale.

Per molti la festa è estranea alla cultura italiana; un chiaro esempio dell'effetto della globalizzazione e assorbimento di usi e costumi del mondo anglosassone. In realtà, celate da maschere e vetrine scintillanti ecco trasparire antichi ricordi di tradizioni mai del tutto scomparse e ancora insite nel folklore popolare.

Sarà così seguendo gli indizi nascosti nelle pieghe del tempo che arriveremo ad un culto molto antico, il culto della Dea Madre, regina di questa mistica notte ove ancora oggi il velo della reminiscenza è così leggero da permetterci di guardar attraverso.

Secondo il Dizionario McBeain di Gaelico, Samhain  - forse la più importante festività celtica - deriverebbe da “samhuinn” cioè “summer’s End”: la fine dell'estate e l'inizio dello inverno. 

In realtà i festeggiamenti non duravano una sola giornata ma iniziavano una settimana prima e si concludevano una settimana dopo, così è molto più probabile che il giorno più importante dei festeggiamenti non fosse il primo Novembre, bensì l’11, data coincidente con quella che oggi viene definita estate di San Martino. 

Successivamente, nei paesi di origine anglosassone, Samhain fu trasformata in All Hallow’Eve, ove “Eve” sta per “vigilia” o ancora Halloween.

Questa data coincideva con l’inizio dell’anno celtico, il momento in cui la natura inizia il suo riposo e il primitivo, spaurito dalla morte della propria “mater” già preparava la sua rinascita. Da qui il collegamento di Samhain alla festa dei morti, in realtà essa non è una festività legata ai defunti ma esattamente il contrario, è legata alla vita, alla grande dea che muore per poter rinascere.

Ai primordi infatti la divinità è la sovrana dei boschi e della natura selvaggia, essa da sostentamento agli uomini ma ne può causare anche la morte. Successivamente però il passaggio dal nomadismo alla agricoltura impone al selvaggio un più attento esame delle stagioni e dei cicli naturali, egli si accorge che la terra non è sempre fertile, la dea, resasi immanente nei campi, nelle piante di grano e di orzo muore per poter rinascere nuovamente e così assicurare, con i suoi eterni cicli, la novella vita. 

Il concetto di morte e resurrezione ha così da sempre permeato le credenze e i miti umani; nel mondo greco essa è ben descritta dalla storia di Demetra e Persefone.

DEMETRA E PERSEFONE
La leggenda narra che la bella Presefone, figlia di Demetra, mentre raccoglieva fiori con delle amiche, si allontanò nel bosco e così Ade, la divinità dell’oltretomba, da tempo perdutamente innamorato della fanciulla, decise di rapirla con il beneplacito di Zeus. 

La Dea Madre, accortasi della scomparsa della figlia iniziò a cercarla ma, vedendo vani i suoi tentativi, decise che fin quando non gli sarebbe stata restituita la figlia la terra non avrebbe prodotto più i suoi frutti. 

Zeus ordinò così ad Ade di lasciar libera la fanciulla ma il dio, con un sotterfugio, costrinse la stessa a ritornare ogni sei mesi nel suo regno. Demetra allora infuriata decise che nel periodo che Persefone fosse stata nel regno dei morti, sul mondo sarebbe calato l’inverno e la terra non avrebbe prodotto i suoi frutti, una metaforica morte in attesa del risveglio. 

E’ in tale ottica che il sacro giorno viene pian piano dimenticato e inizia ad assumere un nuovo significato, esso diventa il giorno in cui il velo che separa il mondo dei vivi da quello del soprannaturale si fa molto sottile, tanto da poter facilmente trapassarlo e così che le anime dei morti più facilmente riescono a raggiungere e far visita ai loro cari ancora in vita. 

Da questa credenza nasce la usanza di lasciare frutti o latte sugli usci delle porte, in modo che gli spiriti, durante le loro visite potessero ristorarsi o ancora accendere torce e fiaccole segnalare il cammino e agevolare loro il ritorno.

Con l’avvento del Cristianesimo, la Chiesa cercò di appropriarsi della festività troppo radicata nella cultura popolare per esser cancellata e così il 1° Novembre diventava la festa di Ognissanti, le figure fatate e gli spiriti della tradizione celtica, a loro volta immagine di un oltremodo di morte e rigenerazione, furono demonizzati, le stesse donne il cui ruolo nei rituali di fertilità era fondamentale furono trasformate in streghe e i falò di “gioia” tradotti in roghi. 

Anche le lanterne e le luci giuda subirono una ugual sorte, quelle che all’inizio avevano proprio il compito di indicare ai propri defunti la “via di casa” divennero “lanterne scaccia streghe” con un uso completamente differente.  

LA ZUCCA COME SIMBOLO DELLA DEA MADRE
La tradizione vuole che solo verso il 1700 iniziò a sorgere l’usanza di intagliare strani e spaventosi volti nelle rape e di inserire nel loro interno delle candele illuminate proprio per far allontanare gli spiriti maligni, nel 1845 però, una spaventosa carestia in Irlanda obbligò moltissime persone a immigrare in America portando con loro anche queste tradizioni. La difficoltà di reperire rape nel nuovo continente fece si che il tubero fosse sostituito dalle molto più diffuse zucche gialle che ancor oggi sono uno dei simboli più ricorrenti di Samhain.

Se così ci racconta la storia non possiamo far a meno di soffermarci sulla scelta del frutto-simbolo della festa, con molte antiche tradizioni che riportano alla zuccaEssa è da sempre legata a rituali di rigenerazione che contraddistinguono il culto della dea, infatti il fiore, chiamato giglio, era legato di solito ai morti, il suo colore giallo pallido ricordava appunto il colore delle ossa dei defunti, mentre il frutto, la zucca, era associato alla procreazione e alla fertilità.

Se così immaginiamo che la lanterna di Hallowenn abbia origini moderne basta sfogliare il Corpus Hippocraticum del 400-300 a.C. per leggere che:

“…se la donna ha la stanguria tagliare la testa e il fondo di una zucca, metterci sotto del carbone, gettare sul fuoco della mierra triturata, la donna si sieda sulla zucca e faccia entrare quanto più possibile i suoi organi genitali, affinché le parti genitali ricevano più vapore possibile…”  

Ai nostri occhi la descrizione sempre perfettamente coincidere con la lanterna simbolo della festività. La zucca è così lo strumento per assicurare la procreazione, essa è il priapos primordiale, l’elemento ingravidatore che nasce dalla stessa terra e assicura, nel periodo più oscuro e buio la vita. Del resto la zucca era anche associata al dio Priapo, divinità di origine greca  poi successivamente “adottata” dai romani. 

Il dio, spesso rappresentato con un volto umano e le orecchie di una capra, tiene in mano un bastone usato per spaventare gli uccelli, la falce per potare gli alberi e sulla testa foglie d’alloro. Sua caratteristica più evidente è l’enorme fallo o il doppio fallo, simbolo della sua natura feconda, aspetto per il quale era anche rappresentato da un pilastrino verticale con sopra scolpita la sua testa e il suo fallo eretto.

Ebbene il dio era anche strettamente collegato alla zucca come possiamo leggere dai Carme Priapei

 “…io sono invocato come custode ligneio delle zucche…”

E ancora il ricordo della zucca come frutto legato ai rituali di fertilità lo ritroviamo in molti autori latini che la associano al parto e alla gravidanza:

 « …intortus cucumis praegnansque cucurbita serpit… »

o ancora Properzio scrive:

« ...caerules cucumis tumidoque cucurbita ventre... »

Così la zucca è simbolo fallico ma al tempo stesso essa stessa “madre”, portando nel suo ventre fruttifero i semi, come la donna e la dea essa assicura la vita per la sua specie e il sostentamento per gli uomini.

LA MAGICA NOTTE E LE SUE TRADIZIONI: alla ricerca delle tracce della Dea
Nascoste nelle pieghe del tempo moltissime sono le tradizioni e i rituali che si espletavano in questo giorno, alcuni successivamente fortemente travisati nel corso dei secoli, silenti testimoni di un passato mai del tutto scomparso. 

E’ così che esaminando le usanze e le tradizioni pugliesi troviamo ancora il ricordo della mater che lungi dallo esser scomparsa, si nasconde nel folklore popolare. Così l’idea del “ritorno dei morti”, concetto che deriva proprio da quella visione di morte e resurrezione che caratterizza il culto, la ritroviamo in moltissime tradizioni, così nei paesi costieri è vietato mangiare carne e pesce e andare in mare a pescare perché "si pescano le ossa dei morti" e  nelle case, si usa imbandire la tavola tenendo un posto vuoto per i defunti e accendendo ceri e luci che servono proprio ad indicare la strada al morto.

In molti paesi pugliesi, poi, vi è una strana usanza, in questa notte i bambini usano appendere delle calze, le cavezette di murte,  fuori dalle proprie case per ritrovarle il giorno dopo ricolme di doni, una tradizione simile a quella dell’Epifania. 

La tradizione vuole che i morti al loro passaggio lasceranno i loro doni, dolci e frutta di stagione, ma anche carbone, le ossa dei morti,  per i più cattivi. La calza così ha una importante funzione, essa è la cornucopia della dea, il corno della Capra Amaltea, la mistica nutrice,  dispensatrice di doni che assicura fertilità alla terra. 

In questo periodo di morte della natura e di stenti la calza è il sinonimo della speranza, il “morto” che porta la vita e dunque la resurrezione. Nella calza dell’abbondanza non mancava poi un altro richiamo alla dea, il cosiddetto “grano dei morti”, grano cotto che ci riporta alla mater come signora della semina. Non Mancano proverbi e detti che appunto ricordano il legame stagionale con la festa e infatti si dice che Prime de l'aneme i murte ce semene pe lla vasenze e ppe ll-alture (prirna dei giorni dei morti si semina sia nel piano che sulle alture o in montagna). 

Il grano e i cereali in genere sono simbolo del continuo ciclo di morte e rinascita, esso infatti viene mietuto proprio per poter ricrescere e non dobbiamo dimenticare che etimologicamente la dea Cerere sembrerebbe provenire proprio da “Madre del grano” identificata spesso con l’ultimo covone della raccolta e destinato a rituali di fertilità, infatti era riservato alle vacche gravide proprio per assicurare loro fertilità o alle stesse donne che si dovevano garantire un parto felice.

Signora delle stagioni, tu che moltiplichi i frutti e le spighe
provvedi che questo grano sia ben mietuto e che renda molti chicchi.
Lavoratori i mannelli stringete,
il taglio del covone esponete al soffio di Zefiro o a tramontana
affinché si impinguino i chicchi.
Teocrito, Idilli, X (I mietitori - Il canto del lavoro)

Il primitivo sa che è il sole che, come principio maschile dello apeiron primordiale che con la dea forma, rende gravida la terra e così l’usanza di accender in questa notte i fuochi di gioia, falò che se da una parte han appunto il compito di guidare i defunti, metaforicamente si riferiscono al “resuscitare” la natura e i suoi frutti, il fuoco ha così lo scopo, basato sul concetto di magia imitativa o “simpatica” di rappresentazione in terra il ciclo solare, anche se il calore solare si è ridotto esso tornar ben presto a risplender sulla terra come appunto i fuochi di gioia che con il loro  crepitare  riscaldano gli animi.

Ed è sempre in questa ottica di rinnovamento e fecondità che in questi giorni venivano fatte conoscere in casa le novelle fidanzate, sia per presentarle anche ai cari defunti che in questo periodo ritornavano a vivere, sia per i motivi descritti precedentemente che legano indissolubilmente Samhain e queste feste di prosperità.

Moltissime sono ancora le tradizioni che potremmo elencare, tante le credenze e le superstizioni, di fondo però una idea comune, nelle fiammelle delle candele e delle lanterne di zucca, il sorriso di una dea che da sempre, anche se nascosta, segue gli uomini nel loro cammino.  

Articolo pubblicato sul sito: ACAM

calendario stagioni


ECCO PERCHE’ HALLOWEEN E’ UNA FESTA SATANICA

a cura di D. Dazzani

INTRODUZIONE (S. Biavaschi)
Da diverso tempo stiamo ormai assistendo al fenomeno della perdita del senso della festa. E’ un fenomeno che si è andato sviluppando attraverso tre fasi:

1) la scristianizzazione della festa;

2) la ferializzazione del giorno festivo;

3) l’introduzione di nuove feste non cristiane o perfino anti-cristiane.

La prima fase, quella della scristianizzazione della festa, ha radici molto antiche, e sono molteplici i tentativi nella storia, sotto diverse latitudini e regimi, di ridurre o eliminare le feste cristiane.

Si pensi agli eventi nella Rivoluzione Francese, quando dopo la scristianizzazione della Francia il regime ghibellino impose il nuovo calendario in cui l’anno 0 non coincideva più con la nascita del Cristo, bensì con l’inizio della rivoluzione. Inoltre la settimana cristiana fu sostituita dalla decade, e l’anno liturgico fu stravolto dalla ristrutturazione dei mesi e dalla introduzione di festività paganeggianti.

Il tentativo per fortuna non durò molto, ma anche in epoche più recenti non sono state poche le dittature (tra cui quelle comuniste, di durata ben maggiore) che hanno operato per la repressione delle feste cristiane e dei loro contenuti.

Pure in Italia abbiamo assistito a riduzioni del calendario festivo, anche recentemente, ma più che le azioni sul piano quantitativo si sono fatte sentire quelle sul piano qualitativo: la giornata di festa, che per tradizione e precetto doveva essere dedicata a Dio, è stata indebolita sottraendo gradualmente ad essa la astensione dal lavoro.

Ed è qui che è iniziata, e non solo in Italia, la seconda fase.

Sono sempre di più le aziende, le ditte e i negozi che hanno introdotto i turni domenicali di lavoro, provocando la ferializzazione della domenica e lo appiattimento della settimana che da millenni aveva sempre scandito il tempo degli uomini ricordando loro la propria origine e il proprio fine.

Quella settimana comandata alla umanità fin dai tempi del Sinai, a perenne ricordo della creazione, matrice di un ritmo sacro con cui vivere il tempo, liturgicamente tesa alla memoria dei gesti di salvezza di Dio, alla Risurrezione, alla mensa eucaristica, alla escatologia dell’ultimo giorno, è spesso diventata grigia, vuota, “civile”, insignificante e priva di contenuto.

Il tempo non è più vissuto nella sua dimensione verticale, ma tutto risulta appiattito e ripetitivo, e la domenica cristiana, da giorno dedicato al Signore ed alla comunità, fonte di esperienza dell’amore divino e della condivisione fraterna, si è ridotta a giornata di shopping e partite in tv.

La lettera apostolica Dies Domini di Giovanni Paolo II, sulla santificazione della domenica, sottolinea la preoccupazione della Chiesa riguardo a questi temi.

Il libro di Giancarlo Padula ad esempio (Halloween, giù la maschera! - Edizioni cattoliche Il Melograno) va invece ad affrontare il problema della terza fase: quella dell’introduzione nella nostra cultura di nuove feste non cristiane o perfino anti-cristiane.

Occorre premettere che a preoccupare le persone più sensibili non sono le nuove ricorrenze in se o le carnescialate ad esse collegate, ma la diffusione progressiva di una mentalità che non solo allontana da una visione cristiana del mondo e della storia, ma proietta illusoriamente in una vuotezza di contenuti magici o spiritistici, per non parlare di peggio.

Tutto ciò è stato preceduto da anni di “innocente” astrologismo, fiumi di serial televisivi, di harripotterismo (ma certi aspetti oscuri di Hollywood e dintorni sono già da mezzo secolo ben noti e studiati), da un oceano di riviste per ragazzi con articoli sulle streghe ed omaggi magici di ogni tipo.

Lo studio con il quale l’Autore approfondisce il tema di Halloween rientra nel nostro discorso.

Non si intende fare delle crociate, ma occorre essere consapevoli che è a partire dalle piccole cose, magari proposte con insistenza e magari fin da bambini, che viene progressivamente modificata una mentalità, e col passare del tempo viene censurata la vera memoria della nostra storia e stordito l’uomo con l’oppio del magico e dell’inconsistente.

Sottovalutare certe questioni o accettare tutto passivamente per non apparire integralisti non è sempre l’atteggiamento migliore.

Questa lettura può aiutare a conoscere meglio ciò che sta dietro, evitando di cadere in atteggiamenti superficiali e troppo bonari.

Sarà poi il lettore, con il suo discernimento, a osservarsi intorno e riconoscere rischi e opportunità di azione.

SIMBOLISMI ED OCCULTO (Devis Dazzani)
Il 31 ottobre è importante non solo nella cultura celtica ma anche nel satanismoE’ uno dei 4 sabba delle streghe.

I primi tre segnavano il tempo per le stagioni “benefiche”: il risveglio della terra dopo l’inverno, il tempo della semina, il tempo della messe. Il quarto sabba marcava l’arrivo dell’inverno e la “sconfitta” del sole: freddo, fame, morte.

La festa cattolica di Tutti I Santi non è legata ad Halloween, è stata instaurata da Papa Gregorio IV nell’anno 840 Originariamente si celebrava nel mese di maggio e non il 1° novembre. Fu nel 1048 che Odilo de Cluny decise di spostare la celebrazione cattolica all’inizio di novembre al fine di detronizzare il culto Samhain.

In inglese la vigilia si chiama “All Hallowed Eve”, che divenne poi Halloween.

“Halloween è un fatto di cultura, è una forma di colonizzazione economica del nostro paese, (e di tutti gli altri). E' un espediente commerciale, è voglia di divertirsi, è la notte dove tutto è permesso, è un modo per intrattenere i bambini, quindi… 

HAPPY HALLOWEEN!
Con queste espressioni o con chissà quali altre e con questo augurio ci si accinge ad addobbare negozi, organizzare feste, insegnare l’inglese ai bambini in modo divertente, o improvvisare qualche mascherata a scuola, o in ufficio”.

Intanto "Il Mio Popolo Perisce Per Mancanza di Conoscenza" (Osea 4,6), come accade per la magia e tutto quanto gli ruota intorno tra cui anche la new e next age (pranoterapia, fiori di bach, piramidi, profumoterapia, musicoterapia, corsi reiky, ecc): la maggior parte delle persone anche cattoliche, non sanno che si viola la prima regola del rapporto con Dio: il primo comandamento: “Non avrai altro Dio all’infuori di me”.

PRIMA DI AGIRE, CONOSCI
1. IL SIGNIFICATO – Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese “All Hallows’Eve day” che letteralmente significa vigilia di ognissanti.

2. LA RICORRENZA – Halloween, nonostante non lo si dica come invece si dovrebbe, è una ricorrenza magica (di fatto, la magia è esercitare potere, in modo occulto, nei confronti di qualcuno).

Il mondo dell’occulto così lo definisce: “è il giorno più magico dell’anno, è il capodanno di tutto il mondo esoterico”, “è la festa più importante dell’anno per i seguaci di satana”.

La Bibbia invece afferma: «Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro» (Isaia 5,20).

3. LA LEGGENDA – L’antica leggenda irlandese racconta che Jack, un fabbro malvagio, perverso e tirchio, che una notte di ognissanti, dopo la ennesima bevuta viene colto da un attacco mortale di cirrosi. 

Il diavolo nel reclamare la sua anima viene raggirato da Jack e si trova costretto ad esaudire alcuni suoi desideri, tra i quali di lasciarlo in vita, giungendo al patto di rinunciare alla anima del reprobo. Jack, ignaro dell’effetto della malattia, muore un anno dopo.

Rifiutato in Paradiso, Jack non trova posto nemmeno all’inferno a causa del patto con diavolo.

A modo di rito il poveraccio intaglia una grossa rapa mettendovi all’interno della brace fiammante a luogo della dannazione eterna. Con questa lanterna, Jack, fantasma, torna nel mondo dei vivi.

4. LA TRADIZIONE - Gli irlandesi, colpiti dalla carestia, immigrarono in America verso il 1850. Approdati nel nuovo mondo, trovarono un’enormità di zucche che, a differenza delle piccole rape indigene, erano sufficientemente grandi da essere intagliare. 

Così le zucche sostituirono le rape e divennero le Jack o’ Lantern, utilizzate la notte d’ognissanti perché si pensava di tenere lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di tornare a casa.

I bambini oggi si travestono da spiriti inquieti, che non trovano “pace” né all’interno del Paradiso e fanno visita alle famiglie guidati dalla lanterna zucca e ottengono dolci in cambio della loro “benevolenza”. Trick-or-treat è la usanza del “dolcetto o scherzetto”. 

Trick or treat letteralmente significa: “trucco o divertimento”, “stratagemma o piacere”, ma il significato originale della espressione era: “maledizione o sacrificio”.

5. FATTI STORICI – La cupa leggenda di Jack occulta dei fatti storici e, in modo magico, mira a rievocarli. 

Alcuni secoli prima di Gesù Cristo, una setta segreta teneva sotto il suo dominio il mondo celtico. Ogni anno, il 31 ottobre, giorno di Halloween, la setta celebrava in onore delle sue divinità pagane un festival della morte.

Gli anziani della setta andavano di casa in casa reclamando offerte per il loro dio e capitava che esigevano sacrifici umani. In caso di rifiuto, proferivano delle maledizioni di morte sulla casa, da qui è nato il “trick or treat”.

6. CONSIDERAZIONI RIGUARDO LA ...
…Leggenda: questa è montata sulla duplice menzogna che l’uomo può essere più furbo del diavolo e che le porte degli inferi si chiudono a qualcuno. Inoltre si sviluppa secondo pratiche sataniche: chiedere al diavolo l’esaudimento di desideri, fare un patto col diavolo, il mandato satanico a manifestarsi agli uomini, ritualità esoterica.

…Tradizione: il fenomeno Halloween, nella tradizione, nei costumi e nel commercio, è un insieme di rituali e una pratica di stregoneria sia che li si compia consapevolmente, che inconsapevolmente.

…Storia: la storia rivela come dietro il fenomeno Halloween ci sono stati rituali e sacrifici satanici, Ai nostri giorni sappiamo che i satanisti praticano dei sacrifici umani durante questa notte.

7. HALLOWEEN È SOSTANZIALMENTE MAGIA – Si impone una irremovibile presa di posizione riguardo tutto ciò che ci viene propinato di Halloween e di magico in genere.

Consideriamo che le parole che proclamiamo, i gesti che facciamo, gli sguardi che diamo non sono neutri ma significano la realtà spirituale che rappresentano.

Genitori, stiamo attenti a permettere che i nostri bambini si abituino, o ancor peggio, si educhino allo occulto.

Insegnanti, informiamoci sulle verità nascoste dietro la macabra creatività, potremmo scandalizzare, a nostra e a loro insaputa, gli alunni che ci stanno davanti.

Certe filastrocche che i bambini devono imparare sono evocazioni dello spirito di morte.
Giovani e meno giovani, siamo accorti a non avvinghiarsi al mondo esoterico attraverso i rituali di massa che, nelle feste come quelle dedicate ad Halloween, ci vengono proposti.

Alcuni balli di gruppo sono rituali di iniziazione satanica. 

Commercianti, abbiamo il coraggio di dire no a promuovere articoli che, dietro la apparenza della mascherata diffondono e creano mentalità esoterica. Molti oggetti venduti tra i prodotti di consumo sono amuleti, o loro riproduzioni, usati nelle pratiche di stregoneria.

Cristiani non lasciamoci fuorviare da apparenti tradizioni e mode, ma teniamo alta la vittoria che ha sconfitto il mondo, la nostra fede (cfr 1 Giovanni 5,4).

Non dimentichiamo che le disastrose conseguenze della inalazione magica non sono immediate, ma si manifestano a distanza di anni in depressioni, crisi e violenze.

(...)

8. LA SPERANZA – Nonostante la amara realtà di fenomeni come quello di Halloween, dobbiamo dire della grande speranza che viene dalla fede cristiana: la sua Chiesa articolata in tante realtà anche nuove ed emergenti, lo Spirito Santo sta anche suscitando la nascita, la formazione e la crescita di comunità cristiane in seno alla chiesa Cattolica.

Sintesi di un articolo pubblicato sul sito Profezie On Line
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Halloween

9 commenti:

  1. Che grandiose cavolate!!!
    Io sono Neopagana, oltre che studiosa all'università di Venezia di Storia, e vi posso ASSICURARE che Samhain non è una festa satanista..
    se qualche adoratore del MAle la festeggia son cavoli suoi....ma è la pura festività della Dea,dei suoi antichi riti come descritto nella prima ed accurata parte di questo documento.
    La Madre è stata storicamente demonizzata dal patriarcato.
    Abbiate fiducia. E' l'antica Festa della morte e della Rinascita dello Spirito della Natura...
    e se non capite, ripensate alla Legge del Fisico francese Lavoisier: In NAtura, nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

    Liberatevi dall'ignoranza e dalle catene!

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  2. qui nessuno sostiene alcuna ideologia e tesi incontestabile, anonima sosteniamo però la educazione, la pacatezza e la capacità di discutere serenamente di un fenomeno sforzandosi di esaminarlo da diverse prospettive.

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  3. Hai studiato che le elites che per missione hanno il genocidio dell'umanità sono neo-pagani???

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  4. Questo accanimento cattolico nei confronti di Halloween è veramente ridicolo... denota una profonda intolleranza e chiusura mentale.
    Vivete e lasciate vivere... e soprattutto rinunciate all'insana ossessione di convertire tutto il mondo al vostro (pur rispettabile) credo!

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  5. a me sembrate uno più fuori dell'altro...

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  6. hai ragione Anticorpi, il rispetto e le buone maniere innanzitutto. soprattutto nei tuoi riguardi.
    ma devi considerare la ragionevole reazione dei molti che - di fronte alla vomitevole e arrogante veemenza degli ecclesiastici e relativi accoliti - reagiscono con rabbia esasperata.
    se si è arrivati alla "scristianizzazione" dell'Occidente, ebbene nulla mi può rendere più indifferente delle sorti del Vaticano e delle sue fetide emanazioni.
    se possiamo prendere in considerazione una effettiva presenza di entità demoniache, quelle sono perfettamente rappresentate dal Vaticano.
    nulla come il Demoniaco Romano Impero ha un'azione così potentemente perniciosa e distruttrice, e a livello planetario.
    tutte le disquisizioni sui moderni riti satanici sono robetta da educande, a confronto con l'operato della Chiesa di Cristo.
    con affetto, fp

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  7. @ fp ... concordo con quanti sono ormai esasperati dalla storica ambiguità e perniciosità del vaticano, tuttavia ritengo dannosa la "scristianizzazione" dell'occidente intesa in senso letterale, come rinnegamento dei dettami predicati da gesù. il problema secondo me è che si tende a far coincidere cattolicesimo con cristianesimo, quando il primo a mio avviso non è che la banalizzazione e la strumentalizzazione per fini politici e di controllo, dei "pericolosi" insegnamenti di uno dei grandi maestri illuminati del passato.

    ricambio il saluto affettuoso
    sei il benvenuto :)

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  8. La proposizione di due "visioni" nei due articoli qui citati può essere interpretata come una "par condicio" di opinioni a cui attingere per formarsene una propria.
    Il problema però è un altro.
    Da praticante del druidismo (neopagano se vi torna comodo definirmi così) io non ho problemi ad accettare il cristianesimo. Non è il mio cammino, ma non per questo lo critico o condanno, chi crede nel Nazareno fa bene a seguire la sua via. Quello che aspramente condanno e contro cui protesto è la protervia arroganza di chi pretende di essere l'unico detentore della verità su questa terra. I "balli di gruppo come veicolo di satanismo", Samonios (o Samhain) come "festival della morte", i druidi che bussano arroganti alle porte chiedendo vittime sacrificali.. queste, perdonatemi, ma non sono opinioni, sono INSULTI. Volete una verità? Le Crociate sono state atti di sterminio criminali. I roghi delle "streghe", le curatrici erboriste dell'antica tradizioni, sono stati atti di rara barbarie. Il proselitismo imposto a popolazioni native sudamericane ed africane è stata una barbarie culturale. Questi sono FATTI. Quindi questi pseudopaladini non del cristianesimo, ma del clero e dei suoi interessi di potere, per quanto mi riguarda non sono degni di una vetrina. Ma solo di indifferenza. E il fatto che il "cristianesimo stia subendo attacchi" è nient'altro che la conseguenza di quell'antico e mai dimenticato principio che si raccoglie ciò che si semina.
    Felice incontro. :)

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  9. concordo con reflex

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