15 luglio 2012

Cerchio o Ellisse?

pavlov
di Mason Massy James

Mi scuso per l’assenza. Non con voi, pochi, che m’ascoltate, ma con me stesso. In effetti mi dispiace davvero aver trascurato fatti e persone. Mi piacerebbe avere più tempo, più salute, più conoscenze… più palle. Per fare altro e di più. Comunque…
Pavlov. E i suoi famosi esperimenti sui cani, la scoperta del riflesso condizionato. Molti ne avranno sentito parlare.

In pratica quest’uomo nutriva dei cani associando allo atto di sfamarli il suono di un campanello. A lungo andare i cani associarono il suono del campanello al cibo, al punto tale che, anche in assenza di cibo, bastava suonare il campanello per ottenere una loro reazione condizionata come la salivazione. Niente cibo, ma i cani salivavano come se ci fosse stato.

Pensate che questo risultato si possa ottenere solo con esseri viventi che magari giudicate inferiori come i cani? Sbagliato.

Altri esperimenti effettuati in anni in cui l’etica non risparmiava nemmeno gli esseri umani, hanno dimostrato che era possibile far nascere artificialmente una fobia. Ad esempio, semplicemente associando un elemento spaventoso ad un altro. Nel caso specifico, ad un neonato, riuscirono a far sviluppare la fobia verso una comune pallina rossa, solamente mostrandogliela ripetutamente assieme ad un pupazzo dalle fattezze mostruose.

Pavlov condusse altri esperimenti, forse un pò meno famosi. Uno di questi consisteva nell’insegnare ai cani a distinguere un’ellisse da un cerchio. Gli animali erano addestrati a premere due diversi bottoni a seconda della figura mostrata, pena per l’errore o la mancata risposta: dolore. Una scossa elettrica. L’esperimento nonostante la barbarie e il cinismo divenne interessante quando, volutamente, ai cani vennero mostrate ellissi sempre più simili a cerchi, al punto che era quasi impossibile distinguerli. Di fronte a questo tranello, sorprendentemente, i cani svilupparono 3 comportamenti principali:

1. Catatonìa (ovvero disarmati dall’impossibilità di scegliere correttamente, i cani smettevano di rispondere e accettavano il dolore).
2. Paranoia (pur di riuscire a dare la risposta corretta, i cani ricorrevano a metodologie e stratagemmi assurdi e palesemente inefficaci con una foga ed un rigore paranoico).
3. Forme di schizofrenia (risposte casuali senza logica).

Questi comportamenti indotti accompagnavano l’animale anche successivamente ai test mostrandone gli effetti nelle relazioni sociali con gli altri cani e con l’uomo: diventavano apatici, si isolavano, oppure diventavano iperattivi, aggressivi.

Proviamo a immaginare di applicare questo esperimento alla nostra società. Che cos’è che ha ridotto i cani in quello stato? La privazione di una scelta sicura derivata non da una privazione di libertà, ma ottenuta con la manipolazione delle opzioni di scelta. L’impossibilità di distinguere che cosa poteva causare loro sofferenza e cosa invece poteva salvarli. Che cosa servirebbe, quindi, per produrre lo stesso risultato sulla popolazione? Cioè, senza apparentemente ledere alcuna libertà individuale, riuscire ad inibire la libertà di scelta attraverso l’impossibilità di determinare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è bene e ciò che è male?

Beh, pensandoci bene… la nostra società è stracolma di organismi, leggi, mass media che si occupano proprio di ottenere questo. Come ha detto qualcuno: “tutto è capovolto. Tutto è sottosopra. I dottori distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le università distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertà, i media principali distruggono l’informazione e le religioni distruggono la spiritualità.” Non si può riassumere in modo migliore la nostra società.

Pensate al fatto che oggi muoiono più persone per errate cure mediche che per malattie. Che il capo di una delle più famose religioni che predica la povertà è ricoperto d’oro. Che lo stato ripudia l’omicidio e la guerra ma chiama eroi i soldati che manda a combattere per scopi tutt’altro che umanitari e non spende una parola per chi invece le vite le salva. Potrei andare avanti all’infinito. La nostra società è piena di ellissi che assomigliano a cerchi e noi facciamo la fine dei cani pavloviani. Impauriti, spaventati, oppure incazzati fino alla pazzia… ma comunque sempre apparentemente liberissimi di scegliere.

In realtà è molto difficile portare qualcuno a fare del male. E’ molto più semplice ingannarlo e insegnargli cosa è bene e cosa è male in modo confuso o pilotato.

…E poi c’è la rete della divisione. Perché se un’arma contro la popolazione è quella di demolirne i principi e rovesciare gli opposti, un’altra è quella dell’omologazione, dell’etichetta. È riuscire a mettere l’una contro l’altra persone che la pensano alla stessa maniera.

La massima espressione di questo trucchetto è la politica e l’invenzione del concetto “destra” e “sinistra”. Sono riusciti a creare queste due etichette così potenti e omologanti che sono diventate il cardine del nostro paese. E non solo.

Ne sono stato testimone più di una volta: tempo fa alla fine della proiezione di un piccolo documentario di mia produzione, fra i complimenti ce ne furono un paio che suonavano un pò così: “ah complimenti, sei un po’ di sinistra tu visto che sei dalla parte del popolo: hai parlato di diritti, di fratellanza, unione, libertà…”

Un mese fa a seguito di un volantinaggio che tra le altre cose promuoveva la fine della svendita dello stato in favore dei banchieri privati ho suscitato il fastidio di un gruppo anarchico perché secondo loro il volantino era partorito da un’ideologia di destra. Non è certo stata la mia ideologia a cambiare così radicalmente, ho solo toccato degli argomenti che l’establishment ha etichettato come di destra o di sinistra. È così che ci fottono. Danno un colore, una divisa, come la maglia di una squadra di calcio, a degli argomenti e fanno in modo che non accada mai che tutta la popolazione sia d’accordo su qualcosa.

Invece dovremmo sforzarci tutti al fine di denudare ogni concetto dal costrutto sociale che lo opprime.

Sapete, i due video che ho creato su Monti e che hanno riscosso un pò di successo, li ho visti condividere su molti blog. Alcuni di sinistra, anche di estrema sinistra (comunisti e anarchici), altri blog invece erano di destra. Anche di estrema destra. Provate a chiedervi perché. Perché in questo contesto, persone con apparenti ideologie differenti separate le une dalle altre, nude davanti alle mie nude parole sposano lo stesso pensiero, mentre nell’arena pubblica costruita dai mass media si sarebbero azzuffate senza arrivare a nulla? È così che ci fottono.

Ad esempio: seguendo la logica ottusa di chi dà ancora un colore e uno schieramento alle idee: l’Europa e la moneta unica sono nate da una ideologia filo-nazista di accentramento del potere, quindi di destra. Perciò il contestarla dovrebbe essere in sintonia con un’ideologia di sinistra. Però se si combatte, di conseguenza si dà valore all’indipendenza e la sovranità del popolo sul territorio nazionale, e questa è di nuovo ideologia di destra. Così com’è bollata come di destra l’ipotesi di riappropriarci della stampa della moneta che abbiamo regalato prima a dei privati italiani e poi a dei privati stranieri e italiani.

Con questo tipo di ragionamento si arriverebbe ad una situazione in cui la sinistra, anche quella radicale, fino all’anarchia, si troverebbe a non fare niente per la situazione degradante e schiavista in cui siamo precipitati, pur avendone tutti gli interessi e gli argomenti per controbatterla. Viceversa chi iniziasse una protesta in questo senso sarebbe bollato come un nazionalista di estrema destra.

In effetti è proprio quello a cui siamo arrivati. Mi domando: quand’è che giungerete ad essere davvero indipendenti rispetto ai giochetti del sistema creati per dividervi e riuscirete finalmente a far cessare questa eterna adolescenza ideologica che non vi fa staccare dalla tetta del condizionamento mentale?

La libertà e la lotta contro le ingiustizie non sono né di destra né di sinistra così come non lo sono la lotta contro gli Stati Uniti Fascisti d’Europa e contro lo schiavismo dei cittadini ad opera del sistema bancario / finanziario. Fatevene una cazzo di ragione. Questa lotta non ha colore e riguarda tutti.

Nessuno è a favore della guerra nel profondo del suo cuore. Tutti siamo a favore di un mondo più equo, per la libertà, la condivisione e la libera espressione. Chi ci governa non è solamente incapace di offrirci queste soluzioni, ma ci manipola affinché pensiamo di essere antagonisti e impossibilitati ad unirci ed ottenerle.

Guarda bene: non è né un cerchio né un’ellisse!

Articolo pubblicato sul sito Mason Ma55y James
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Controllo Mentale
Buono

4 commenti:

  1. Molto bello. La gente è arrivata ormai ad avere come un bisogno mentale di schierarsi.. non soltanto in ambito politico, sportivo... anche nella vita di tutti i giorni.
    La gente non accetta i pensieri altrui e nemmeno si sforza di ascoltarli, pensa prima al suo ego, ad imporre la sua versione.
    Siamo diventati tutti nemici di tutti.
    E' troppo tardi. Mi fa piacere leggere cose di questo tipo, mi fa sentire meno solo.
    Ma la maggioranza continua ad essere ignorante.
    Non c'è più niente da fare.
    Personalmente ho scelto di essere apatico, mi spiego e aspetto. Potrei fare di tutto per cambiare le cose ma perchè sprecare energia e tempo per essere ignorati o derisi?

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  2. "Fatevene una cazzo di ragione. Questa lotta non ha colore e riguarda tutti"
    è da una vita che lo vado dicendo ma sono duri!

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  3. Sinceramente è da qualche mese che anch'io mi sono inabissata in questa sorta di apatia, e la cosa che mi destabilizza è che mi ci trovo bene, ma è uno stato d'animo che ancora devo comprendere per quanto mi riguardo.
    Ma sai ieri leggendo il post di un "tizio" e la sua testimonianza del luogo pietoso e omertoso in cui è cresciuto, mi sono sentita punta è come se fosse arrivata per ricordarmi qualcosa.
    Hai ragione sprecare energie per gli ignoranti non serve a molto ogni cosa deve fare il suo corso, ma l'azione quella no,non deve mancare.
    Non c'è da convincere nessuno c'è solo da andare avanti in quello in cui si crede come si usa dire con te o senza di te.Ovviamente senza incorrere nel rischio di fare una guerra personale contro il mondo a discapito dei valori stessi che si va predicando.
    "Silenzio e azione" sono in un equilibrio precario in un mondo pieno di provocazioni,ma sono necessari quanto dire con pacatezza e senza volere convincere nessuno, raccontare di questo mondo e di quanto siamo consapevoli,quello che deve arrivare alle orecchie altrui arriverà.
    Ciao

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  4. Articolo molto bello, sia nella forma che nella sostanza, complimenti all'autore.

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